Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 156. Leadership Pop. Opinion Piece di Luca Guerrasio

In un’epoca definita dalla velocità del cambiamento e dall’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale, la domanda che accomuna professionisti e organizzazioni è una sola: come restare competitivi?. La risposta, tuttavia, non risiede nell’accumulo statico di certificazioni, ma in una visione dinamica e “pop” della formazione, intesa come esperienza appassionante, collaborativa e, soprattutto, esperienziale.

Luca Guerrasio incarna perfettamente questa figura di professionista multidisciplinare capace di navigare tra mondi diversi. Luca, infatti, ha sviluppato il suo percorso professionale, sia in Italia che all’estero, in consulenza (multinazionali, PMI, startup e PA) nelle aree marketing, sales e formazione, specializzandosi nella validazione e sviluppo di modelli di business.

È un giornalista (organizza scrive e conduce eventi, format tv e podcast, oltre ad essere autore di diversi saggi) ma la sua esperienza e competenza di estende anche all’ambito sportivo. Ex atleta della Nazionale Italiana di scherma, atleta azzurro d’Italia, da quasi due decenni è un Maestro di scherma.

Attraverso il suo progetto SkillPass, podcast premiato al Festival del Podcasting 2025, Guerrasio ha esplorato il valore delle competenze non come semplici trofei da collezionare, ma come strumenti vivi per abitare la complessità.

La serie di competenze illustrate dal podcast si chiude con l’Intelligenza Collaborativa, definita come il collante che permette a ogni individuo di diventare co-creatore di valore all’interno di un ecosistema organizzativo conviviale. In sintonia con la filosofia della HyperSmart Society, Guerrasio ci invita a considerare le competenze come l’unico “passepartout” possibile per affrontare il futuro, trasformando l’apprendimento in un gesto rivoluzionario di consapevolezza.

Questa visione trova un terreno fertile di confronto e approfondimento anche all’interno del Gruppo di social reading di E, dove la narrazione e lo scambio collaborativo diventano strumenti per leggere e interpretare le trasformazioni del mondo del lavoro attraverso il dialogo e la condivisione.

Le competenze come bussola nel percorso professionale

Luca Guerrasio

In un mondo che corre, cambia, si trasforma, nuove professioni nascono mentre altre spariscono. L’intelligenza artificiale ridisegna, e sempre più ridisegnerà, le regole del gioco. Viviamo quindi in un mondo dove l’unica certezza è il cambiamento. Restare fuori dalle conversazioni e, soprattutto, dal mondo del lavoro è un rischio concreto.

In questo contesto, tutti – organizzazioni e professionisti – si stanno ponendo la stessa domanda: come posso rimanere competitivo? È una domanda da un milione di dollari e, come sempre in questi casi, non c’è una risposta univoca.

La sfida: investire nelle competenze (ma quali?)

Tra le molteplici strade da percorrere per rimanere competitivi, la più convincente appare quella di investire nelle competenze, e questo vale sia per i professionisti che per le organizzazioni. La vera sfida, però, non sta nell’investimento in sé ma nel saper riconoscere dove e come investire.

Per quanto riguarda le organizzazioni, è noto come le competenze rappresentino il nodo cruciale della loro trasformazione. Lo spiega Luca Ferrucci, professore ordinario di Economia e Management delle Imprese, nell’articolo a firma di Marco Minghetti “Strategie competitive, core competence e valorizzazione dei talenti“, precisando che esistono tre modelli fondamentali attraverso cui le organizzazioni si relazionano con le competenze.

Il modello strutturalista vede le competenze a valle delle decisioni strategiche, dove i talenti sono limitati nelle loro potenzialità da una traiettoria già definita. Il modello resource-based posiziona le competenze distintive come guida della strategia competitiva, ma rimangono vincolate alla traiettoria tecnologica esistente. Infine, il modello generativo-esplorativo trasforma i talenti negli “esploratori” dell’ignoto, le “bussole” che orientano l’organizzazione verso strategie oceano blu.

Riflettere sulle competenze non come bagaglio statico, ma come strumenti dinamici di navigazione, porta con sé diversi interrogativi. Tra le domande che organizzazioni e professionisti si fanno più spesso risuonano come un’eco: forse mi mancano le competenze? Se potessi sapere oggi quali serviranno domani cosa farei? Come posso svilupparle?

Trovare risposte chiare, precise, definitive è un compito arduo. Una cosa però è certa: trovarle non è un lusso. È un’urgenza, un’esigenza.

Imparare in modo diverso: la rivoluzione è già qui

Forse la domanda delle domande è proprio questa: come sviluppare le competenze? La formazione tradizionale, fatta di aule sempre più spesso virtuali, sta lasciando spazio a nuove frontiere di apprendimento.

Come afferma Marilù Carnesi (Psicoterapeuta e Business Coach) nel Prolegomeno 64, l’edutainment e la gamification non sono più fronzoli ma strumenti essenziali per sviluppare le soft skills. Le competenze trasversali – comunicazione efficace, pensiero critico, leadership, problem solving – si imparano facendo, sperimentando, giocando. Questo approccio non è solo più divertente, è anche più efficace perché crea un apprendimento esperienziale che si traduce in competenze realmente spendibili nel mondo del lavoro.

In una prospettiva di “Formazione Pop”, l’apprendimento va trasformato in un’esperienza appassionante e motivante. Come sottolinea Isabella Pacifico (Leadership & Digital Skills Manager) nel Prolegomeno 106, la formazione è un processo collaborativo, uno scambio continuo in cui tutti hanno qualcosa da imparare e qualcosa da insegnare.

Per raggiungere questi obiettivi occorre utilizzare canali comunicativi che garantiscano ascolto, narrativa e coinvolgimento. Il podcast garantisce tutto ciò.

SkillPass: un podcast per allenare il futuro

La vera sfida, quindi, non è concentrarsi sulle competenze bensì capire come divulgarle, svilupparle e apprenderle. È in questa ottica che è nato SkillPass, il podcast che mi vede coinvolto come autore e conduttore con la produzione di SharpenUp di Alexandra Nistor.

Abbiamo scelto di non dare spazio a biografie monodirezionali di grandi imprenditori o manager, bensì di conversare con esperti per approfondire il mondo del lavoro e delle organizzazioni proponendo metodi e strumenti concreti. SkillPass, infatti, non si limita a fornire risposte preconfezionate, ma stimola gli ascoltatori a riflettere sul proprio percorso, a interrogarsi sulle proprie competenze, a riconoscere i gap e le opportunità.

L’obiettivo è capire se – e come – professionisti e organizzazioni lavorino sui loro talenti e portare un impatto concreto fornendo riflessioni e spunti. Ci siamo chiesti: sono in grado di riconoscere i miei talenti? Di svilupparli? Di comprendere quelli che serviranno in futuro?

Le domande che ci siamo posti, e il modo in cui lo abbiamo fatto, è stato evidentemente apprezzato dal pubblico e dalla critica tanto da vincere il premio Miglior Podcast Business, Comunicazione e Marketing 2025 al Festival del Podcasting. Questo approccio viaggia in sintonia con i cardini della Formazione Pop e con l’importanza della dimensione collaborativa.

Cosa conta davvero nel mondo del lavoro

Abbiamo scelto di partire da una domanda fondamentale: cosa conta davvero nel mondo del lavoro? È la stessa domanda che Lorenzo Fariselli, Direttore di Six Seconds Europe, pone nel Prolegomeno 94 – Innovazione Pop. Fariselli si domanda: “Di quali competenze abbiamo bisogno oggi? Quali sono le più allineate alle attuali necessità, desideri e sensibilità delle persone che abitano gli spazi aziendali? Che cosa oggi garantisce il successo?”

La risposta non è semplice, anche perché il concetto stesso di successo è mutato sia per il lavoratore che per l’organizzazione. Per molti il lavoro non sembra più essere la strada per realizzarsi e, dal lato aziendale, il profitto non è più l’unico obiettivo da perseguire se si vuole rimanere parte del tessuto economico-sociale. Oggi alle organizzazioni è chiesto di essere parte di un processo che possa garantire al sistema sostenibilità, fornendo alle persone strumenti utili a realizzarsi ed evolvere in quanto esseri umani.

Il paradosso del leader

Per rispondere a questo interrogativo, nel terzo episodio di SkillPass dal titolo “Il paradosso del leader“, abbiamo conversato con Enrico Zanieri. La sua riflessione è cristallina: i professionisti, i leader, non devono collezionare competenze, ma sviluppare quelle che le organizzazioni e il mercato richiedono.

Questo “paradosso del leader” trova una perfetta risonanza nel Prolegomeno 7 – Leadership Pop, dove viene introdotto il concetto di Servant Leadership. Nelle community che costituiscono il fulcro delle nuove organizzazioni basate sulla collaborazione emergente, ci sono individui che ottengono più rispetto e attenzione di altri e di conseguenza hanno più influenza. Questi individui, tuttavia, non sono stati nominati da una qualche autorità superiore: emergono attraverso la loro capacità di servizio, integrità e condivisione del potere.

Il leader contemporaneo deve inoltre incarnare diversi archetipi di comportamento per rispondere alle esigenze dei singoli e del gruppo, come evidenziato da Valerio Flavio Ghizzoni (Strategy, Trasformation & Marketing Lead in BIP) nel Prolegomeno 67 – Engagement Pop. Il paradosso sta proprio qui: il leader non deve collezionare competenze come trofei, ma sviluppare la capacità di farsi da parte quando necessario per lasciare spazio alla crescita e all’espressione degli altri.

Abitare la diversità, costruire relazioni, collaborare

Nel nostro viaggio non abbiamo dimenticato le organizzazioni, sempre più caratterizzate da una popolazione eterogenea. Ma come si gestisce questa eterogeneità? Quali competenze sono richieste?

Clemente Perrone, Direttore Risorse Umane, nel Prolegomeno 54 – Sensemaking Pop afferma che l’organizzazione non è un’entità statica: è influenzata dalle diverse generazioni, dalle nuove acquisizioni e dai cambiamenti valoriali. Ogni giorno le persone portano in azienda esperienze e aspettative che derivano dalle proprie vite. Un cambiamento culturale diventa così non solo una scelta strategica ma una necessità che annovera la metadisciplinarietà fra le competenze diffuse nell’organizzazione.

Nella quarta puntata di SkillPass intitolata “Le competenze per abitare la diversità“, Paola Lazzarini sottolinea come le diversità siano uno strumento per creare sinergia e vantaggio competitivo, non per aumentare i conflitti. Il concetto di diversità, però, va distinto da inclusività.

A fare eco a questi assunti ci sono Cristiano Ghiringhelli, Raoul Nacamulli, Luca Quaratino che nel Prolegomeno 152 affrontano il concetto di diversità. Secondo loro “nelle aziende bisogna seguire dei principi gestionali all’insegna della valorizzazione della diversità, si debbono abbattere i silos funzionali per favorire processi di fertilizzazione incrociata fra orientamenti culturali differenti ed è utile compiere degli sforzi per attivare e promuovere l’intelligenza collaborativa”. Uno degli strumenti utili per porre in essere questi assunto è il Paradox Mindset che “implica uno sguardo largo e aperto sulla gestione della diversità e sulla valorizzazione delle complementarietà e delle sinergie”. I presupposti del Paradox Mindset, infatti, sono accettare la coesistenza di forze opposte, vedere le tensioni come opportunità di crescita, creatività e innovazione, piuttosto che come dilemmi da risolvere con un trade-off. Tutto questo si basa sulla capacità degli individui, dei gruppi e delle organizzazioni di gestire la complessità attraverso l’integrazione di elementi contraddittori. Ciò superare il pensiero binario “o/o” per adottare una prospettiva “sia/sia”.

La competenza chiave per gestire questa eterogeneità? L’Intelligenza Collaborativa, come emerge nel Prolegomeno 145 – Leadership Pop sulla Gentilezza: la leadership deve fondarsi su rispetto della dignità e sicurezza delle persone, apertura alla diversità ed equità nel dialogo, processi decisionali trasparenti, pratiche di comunicazione rispettose basate sulla convocazione autentica, e leadership empatica e partecipativa.

Intelligenza emotiva: la competenza più sottovalutata

Nel secondo episodio di SkillPass ci siamo interrogati sulle competenze anti-fragili. Marina Marchetti, ospite della puntata, identifica l’intelligenza emotiva come la competenza più sottovalutata dai professionisti. “Tutti pensano di essere super empatici”, afferma Marchetti, “ma in realtà sono davvero pochi quelli che ci riescono, perché spesso usiamo sempre i nostri filtri e difficilmente riusciamo a vedere quello degli altri”.

Marchetti evidenzia come nel mondo del lavoro che cambia velocemente le competenze tecniche si evolvono rapidamente, ma sono le soft skill – e in particolare l’intelligenza emotiva – a rappresentare il vero fattore differenziante. Nel contesto dell’AI e dell’automazione, la capacità di gestire le emozioni, proprie e altrui, diventa ancora più cruciale.

Questa riflessione dialoga perfettamente con il Prolegomeno 95 – Sensemaking Pop di Martina Franzini (docente di comunicazione influente presso il CIMBA), che analizza come la capacità di riconoscere le proprie emozioni e stati interiori aiuta i leader a mantenere calma ed efficacia anche in situazioni difficili. Franzini sottolinea l’importanza dell’integrazione corpo-mente nella comunicazione autentica, ricordando che l’essere umano porta con sé un’unicità fatta di idee, emozioni, storie ed esperienze che le macchine non possono replicare.

Networking: dalla quantità alla qualità delle relazioni

Nel sesto episodio dedicato al networking, Monia Pulizzi e Samuele Scarpulla sfatano il mito che fare networking significhi semplicemente collezionare contatti. “Il networking non è collezionare quanti più contatti possibili su LinkedIn“, chiarisce Pulizzi, “ma è una vera e propria competenza trasversale fondamentale per costruire e coltivare relazioni autentiche”.

I due esperti propongono il metodo IPA (Individua, Pianifica, Agisci) per sviluppare questa competenza in modo strutturato, sottolineando l’importanza di “dare prima di ricevere” e di mantenere le relazioni nel tempo con follow-up costanti. Come precisa Scarpulla: “In un mese posso conoscere anche 2000 persone, ma se poi non mantengo le relazioni non è stato networking, è stato solo conoscere 2000 persone”.

Queste riflessioni trovano eco nel Prolegomeno 57 – Collaborazione Pop di Eugenio Lanzetta (esperto di advocacy digitale), dove si analizza come la centralità delle relazioni umane nell’organizzazione sia il cuore della Collaborazione Pop. Lanzetta scrive che ogni individuo diventa co-creatore del valore e del significato aziendale, trasformando l’organizzazione in un ecosistema vivo e in continua evoluzione dove le relazioni autentiche sono il vero motore del cambiamento.

Ecosistemi professionali: oltre il networking tradizionale

In SkillPass ci siamo occupati anche dell’evoluzione dal networking, cioè della creazione di ecosistemi professionali. Nell’ottavo episodio, Fausto Izzo evidenzia come “l’ecosistema è un’evoluzione o uno strumento per dare valore al networking”. La trasformazione avviene attraverso la condivisione di alcune informazioni, in particolare quella delle competenze, che chi crea l’ecosistema deve individuare e mettere a fattor comune.

Izzo identifica nella fiducia (trust) l’elemento fondamentale: l’ecosistema deve lavorare autonomamente verso un obiettivo condiviso, dove tutti – non solo chi lo ha creato – devono trarre valore. L’errore più grave? “Tirarsi indietro e pensare che possa andare avanti da solo”, perché se il “guidatore” abbandona, “la fiducia viene a mancare” e tutto è destinato a fallire.

Il Prolegomeno 42 – Collaborazione Pop di Edoardo Morelli (responsabile Marketing e Comunicazione di Timenet)sviluppa questi concetti analizzando come solo obiettivi condivisi e riconosciuti creano orientamento e solo un obiettivo comune genera una collaborazione legata alla visione sistemica. Morelli sottolinea che “inserire una nuova persona in gruppo sociale può cambiare talmente tante cose a livello umano… Non è mai solo +1 o –1 quando si parla di persone“, evidenziando come gli ecosistemi siano organismi viventi che richiedono cura costante.

Dal coraggio alla vendita: competenze per agire

Tra le competenze più sorprendenti abbiamo parlato di coraggio. Ma il coraggio è innato o si può imparare?

Nel nono episodio di SkillPass dal titolo “Il coraggio come competenza strategica“, Carmen Carulli fa presente come il coraggio non sia un tratto caratteriale innato bensì una vera e propria competenza strategica che si può – e si deve – sviluppare.

Il coraggio, spiega Carulli, è “la capacità di agire nonostante la paura” e richiede di attraversare le proprie paure piuttosto che evitarle. Si tratta di una forma di intelligenza emotiva in azione che può essere allenata quotidianamente attraverso strumenti concreti come il “diario della consapevolezza” e tecniche di visualizzazione che aiutano a trasformare la paura in azione.

Questo approccio trova perfetta risonanza nel Prolegomeno 29 – Un punto nave a firma di Marco Minghetti, dove si sottolinea come occorre coraggio per aprirsi alle molteplici avventure della vita professionale. Come scrive Minghetti citando Conrad: “Metta la prua al vento. E testa a posto” e “non aver paura di niente”. Il coraggio diventa così la competenza necessaria per navigare l’incertezza e affrontare le sfide del cambiamento senza farsi paralizzare dal timore dell’errore.

Vendita e negoziazione: competenze per tutti

Parlando di competenze è indispensabile affrontare una domanda che tutti si fanno ma solo in pochi riescono a dare una risposta esaustiva: vendita e negoziazione non sono competenze riservate ai commerciali?

Nel quinto episodio di SkillPass abbiamo provato a rispondere con Silvia Margoni. “Vendiamo tutti”, afferma Margoni, “anche chi non si occupa di vendite in maniera formale, perché vendita significa molto di più che concludere un passaggio di proprietà. È saper comunicare, saper trasferire efficacemente il valore di qualcosa o di qualcuno”.

Margoni distingue chiaramente i due concetti: la vendita si concentra sul trasferimento del valore percepito per arrivare alla chiusura, mentre la negoziazione è un processo bilaterale dove si parte da posizioni diverse per cercare un accordo che soddisfi tutte le parti. La competenza chiave? “Chi domanda comanda” – l’uso strategico delle domande per guidare la conversazione evitando scontri di opinioni.

Competenze nei contesti non formali: oltre l’aula

Riccardo Maggiolo, nel primo episodio dedicato alle soft skills dal titolo “Siamo tutti (in) competenti“, sottolinea un dato fondamentale: secondo il LinkedIn Skills Gap Report del 2024, circa il 90% dei professionisti ha competenze acquisite in contesti non formali. “Le competenze che veramente hanno impatto si sviluppano in contesti non formali”, afferma Maggiolo, “non a scuola, non all’università e neanche nei posti di lavoro tradizionali”.

Maggiolo evidenzia che “tu non puoi sviluppare veramente una competenza se non la sai usare insieme con le altre persone. È più importante saperne un po’ meno, ma saperlo mettere a fattor comune“. Le competenze si sviluppano attraverso le relazioni, e il 95% del mercato del lavoro funziona proprio così: attraverso relazioni di fiducia, non attraverso annunci.

Gestire le competenze: dal ciclo di vita all’intelligenza collaborativa

Dopo ore di conversazioni con professionisti ed esperti, emerge una domanda cruciale: come si gestiscono le competenze nel tempo? E quale visione d’insieme può aiutarci a non perdere la bussola?

Emanuela Spernazzati e Maurizio Fiengo, nel settimo episodio dedicato al ciclo di vita delle competenze, affrontano un tema essenziale: cosa succede quando una competenza non viene utilizzata? “Una competenza non è solo una conoscenza”, spiega Spernazzati, “è proprio la capacità di combinare e applicare delle risorse in un modo efficace per poter risolvere dei problemi”.

L’esperta sottolinea l’importanza di “tenere sveglie” le proprie competenze anche quando non le si utilizza sul lavoro, attraverso hobby, progetti personali o il personal branding. Come precisa Fiengo: “Le nostre competenze, anche se in quel momento non le stiamo utilizzando sul lavoro, le dobbiamo tenere sveglie noi. Posso anche utilizzarle su LinkedIn, tenerle appunto allenate”.

La chiave? La consapevolezza attraverso strumenti come la SWOT Analysis e l’osservazione del mercato. “Guardiamo dove stanno andando le aziende”, suggerisce Spernazzati, citando il World Economic Forum e LinkedIn come fonti per anticipare le competenze emergenti. La gestione del ciclo di vita delle competenze richiede un approccio proattivo: non basta possedere una competenza, bisogna coltivarla, aggiornarla, mantenerla viva anche quando non è immediatamente necessaria.

Chiudere il cerchio con l’intelligenza collaborativa

In questo scenario come dovrebbero comportarsi le aziende? Su quali competenze dovrebbero investire? Nel decimo episodio, Marco Minghetti evidenzia come le aziende dovrebbero creare delle narrazioni nelle quali ognuno è contemporaneamente autore e protagonista, attore e regista.

Minghetti approfondisce le prospettive illustrate nel Prolegomeno 106, precisando come viviamo in una HyperSmart Society dove competenze nuove quali l’Intelligenza Collaborativa, la Leadership convocativa, l’Apertura alla diversità, la Cura e la Co-generazione di valore sono fondamentali per creare contesti lavorativi – digitali, analogici, ibridi – conviviali.

Occorre quindi creare un contesto che renda le persone in grado di gestire questo doppio ruolo. Ma attenzione: non una narrazione fine a sé stessa, bensì con l’ottica di produrre valore creando un contesto in grado di dialogare con stakeholder interni ed esterni.

In tale scenario la macro-competenza da attivare è l’intelligenza collaborativa che mette insieme intelligenza connettiva e intelligenza emotiva. Competenze che permettono a tutte le persone appartenenti a una community o organizzazione di produrre valore concreto attivando una serie di sub-competenze verticali, come l’empatia sistemica, mettendole a servizio di un’orchestrazione più complessiva in grado di creare e ricreare valore.

L’intelligenza collaborativa non è quindi una competenza aggiuntiva da sommare alle altre, ma il collante che permette a tutte le altre competenze di esprimersi al meglio in un contesto organizzativo. È la capacità di far dialogare diversità, emozioni, relazioni, coraggio e visione strategica in un ecosistema dove ogni persona può contribuire attivamente alla creazione di valore.

Non smettere di imparare

Dopo ore di conversazioni con professionisti ed esperti, posso sostenere che le competenze, un po’ come il mercato, cambiano e si evolvono ma, dal mio punto di vista, sono l’unico passepartout possibile per affrontare il futuro del lavoro.

In un’epoca dove tutto corre veloce, fermarsi per conversare, interrogarsi su quali competenze servono e formarsi appare un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario. Non si tratta di collezionare certificati o di accumulare conoscenze in modo compulsivo, ma di sviluppare una consapevolezza profonda su ciò che ci rende competitivi, autentici, capaci di creare valore.

SkillPass è nato da questa intuizione: le competenze non sono un punto d’arrivo ma la chiave per renderci protagonisti del futuro.

156 – continua

Puntate precedenti

1 – DALLO HUMANISTIC AL POP MANAGEMENT
2 – MANIFESTI, ATLANTI, MAPPE E TERRITORI
3 – IL MANAGER PORTMANTEAU
4 – WHICH WAY, WHICH WAY?
5 – LEADERSHIP POP (LEZIONI SHAKESPEARIANE)
6 – OPINION PIECE DI RICCARDO MAGGIOLO
7 – LEADERSHIP POP (APERTURA, AUTONOMIA, AGIO, AUTO-ESPRESSIONE)
8 – OPINION PIECE DI JOSEPH SASSOON
9 – OPINION PIECE DI CESARE CATANIA
10 – OPINION PIECE DI VANNI CODELUPPI
11 – OPINION PIECE DI ALESSANDRO GIAUME
12 – COLLABORAZIONE POP. L’IRRESISTIBILE ASCESA DELLE COMMUNITY INTERNE
13 – COLLABORAZIONE POP. L’EMPATIA SISTEMICA
14 – COLLABORAZIONE POP. LE COMMUNITY AZIENDALI: UNO STATO DELL’ARTE, PARTE PRIMA
15 – COLLABORAZIONE POP. LE COMMUNITY AZIENDALI: UNO STATO DELL’ARTE, PARTE SECONDA
16 – OPINION PIECE DI MATTEO LUSIANI
17 – OPINION PIECE DI MARCO MILONE
18 – OPINION PIECE DI ALESSIO MAZZUCCO
19 – OPINION PIECE DI ALESSANDRA STRANGES
20 – OPINION PIECE DI FRANCESCO VARANINI
21 – ORGANIZZAZIONE  POP. COMANDO, CONTROLLO, PAURA, DISORIENTAMENTO
22 – OPINION PIECE DI ROBERTO VERONESI
23 – OPINION PIECE DI FRANCESCO GORI
24 – OPINION PIECE DI NELLO BARILE
25 – OPINION PIECE DI LUCA MONACO
26 – OPINION PIECE DI RICCARDO MILANESI
27 – OPINION PIECE DI LUCA CAVALLINI
28 – OPINION PIECE DI ROBERTA PROFETA
29 – UN PUNTO NAVE
30 – ORGANIZZAZIONE  POP. VERSO L’HYPERMEDIA PLATFIRM (CURA)
31 – OPINION PIECE DI NICHOLAS NAPOLITANO
32 – LEADERSHIP POP. VERSO L’YPERMEDIA PLATIFIRM (CONTENT CURATION)
33 – OPINION PIECE DI FRANCESCO TONIOLO
34 – ORGANIZZAZIONE  POP. VERSO L’HYPERMEDIA PLATFIRM (CONVIVIALITA’)
35 – OPINION PIECE DI LUANA ZANELLATO
36 – OPINION PIECE DI ANDREA BENEDETTI E ISABELLA PACIFICO
37 – OPINION PIECE DI STEFANO TROILO
38 – OPINION PIECE DI DAVIDE GENTA
39 – OPINION PIECE DI ANNAMARIA GALLO
40 – INNOVAZIONE POP. ARIMINUM CIRCUS: IL READING!
41 – ORGANIZZAZIONE  POP. VERSO L’HYPERMEDIA PLATFIRM (CONVOCAZIONE)
42 – OPINION PIECE DI EDOARDO MORELLI
43 – ORGANIZZAZIONE  POP. VERSO L’HYPERMEDIA PLATFIRM (CO-CREAZIONE DI VALORE)
44 – OPINION PIECE DI MARIANNA PORCARO
45 – OPINION PIECE DI DONATO IACOVONE
46 – OPINION PIECE DI DENNIS TONON
47 – OPINION PIECE DI LAURA FACCHIN
48 – OPINION PIECE DI CARLO CUOMO
49 – OPINION PIECE DI CARLO MARIA PICOGNA
50 – OPINION PIECE DI ROBERTO RAZETO
51 – OPINION PIECE DI ALBERTO CHIAPPONI
52 – OPINION PIECE DI ALESSANDRO ANTONINI
53 – OPINION PIECE DI ALESSANDRA PILIA
54 – OPINION PIECE DI CLEMENTE PERRONE
55 – OPINION PIECE DI FABRIZIO RAUSO
56 – OPINION PIECE DI LORENZO TEDESCHI
57 – OPINION PIECE DI EUGENIO LANZETTA
58 – OPINION PIECE DI GIOLE GAMBARO
59 – OPINION PIECE DI DANTE LAUDISA
60 – OPINION PIECE DI GIAMPIERO MOIOLI
61 – OPINION PIECE DI GIOVANNI AMODEO
62 – OPINION PIECE DI ALESSANDRO LOTTO
63 – OPINION PIECE DI GIANLUCA BOTTINI
65– OPINION PIECE DI SIMONE FARINELLI
66– OPINION PIECE DI FRANCESCA ANNALISA PETRELLA
67– OPINION PIECE DI VALERIO FLAVIO GHIZZONI
68– OPINION PIECE DI STEFANO MAGNI
69– OPINION PIECE DI LUCA LA BARBERA
70 – INNOVAZIONE POP. ARIMINUM CIRCUS: LA GRAPHIC NOVEL!
71 – LEADERSHIP POP. APOFATICA E CATAFATICA DELLA COMUNICAZIONE
72 – OPINION PIECE DI FEDERICA CRUDELI
73– OPINION PIECE DI MELANIA TESTI
74 – OPINION PIECE DI GIANMARCO GOVONI
75– OPINION PIECE DI MARIACHIARA TIRINZONI
76 – SENSEMAKING POP. LODE DELLA CATTIVA CONSIDERAZIONE DI SE’
77 – OPINION PIECE DI ALESSANDRA CAPPELLO E ALESSANDRA MAZZEI
78 – OPINION PIECE DI JOE CASINI
79 – OPINION PIECE DI MARTA CIOFFI
80 – STORYTELLING POP. VERSO IL POP BRANDING (PARTE PRIMA)
81 – STORYTELLING POP. VERSO IL POP BRANDING (PARTE SECONDA)
82 – STORYTELLING POP. VERSO IL POP BRANDING (NOTE A MARGINE)
83 – ENGAGEMENT POP. IL MANAGER INGAGGIANTE IMPARA DAI POKEMON
84 – ENGAGEMENT POP. DARE VOCE IN CAPITOLO
85 – ENGAGEMENT POP. COMUNICARE, VALUTARE, TRASFORMARE
86 – SENSEMAKING POP. MALATTIA MENTALE E BENESSERE PSICOLOGICO SUL LAVORO
87 – SENSEMAKING POP. FOLLIA O DIVERSITA’?
88 – OPINION PIECE DI LUIGIA TAURO
89 – OPINION PIECE DI NILO MISURACA
90 – OPINION PIECE DI FRANCESCO DE SANTIS
91 – INNOVAZIONE POP. REMIX, RI-USO, RETELLING
92 – STORYTELLING POP. ARIMINUM CIRCUS AL BOOK PRIDE 2025
93 – OPINION PIECE DI SIMONE VIGEVANO
94 – OPINION PIECE DI LORENZO FARISELLI
95 – OPINION PIECE DI MARTINA FRANZINI
96 – OPINION PIECE DI EMANUELA RIZZO
97 – INNOVAZIONE POP. OLTRE LA PRE-INTERPRETAZIONE
98 – INNOVAZIONE POP. FORMAZIONE: ANALOGICA, METAVERSALE, IBRIDA
99 – ARIMINUM CIRCUS: LA VISUAL NOVEL!
100 – La (P) AI INTELLIGENCE (PARTE PRIMA)
101 – La (P) AI INTELLIGENCE (PARTE SECONDA)
102 – La (P) AI INTELLIGENCE (PARTE TERZA)
103– La (P) AI INTELLIGENCE (PARTE QUARTA)
104– La (P) AI INTELLIGENCE (PARTE QUINTA)
105– OPINION PIECE DI ALEXANDRA NISTOR
106– FORMAZIONE POP. PARTE PRIMA
107– FORMAZIONE POP. PARTE SECONDA
108– OPINION PIECE DI FEDERICA GRAZIA BARTOLINI
109– OPINION PIECE DI FEDERICO PLATANIA
110– OPINION PIECE DANIELA DI CIACCIO
111– OPINION PIECE DI LUCIANA MALARA E DONATELLA MONGERA
112– IL RITORNO DEL CEOPOP
113– LA VISIONE DEI CEOPOP (VOLUME 1)
114– LA VISIONE DEI CEOPOP (VOLUME 2)
115 – LA COMUNICAZIONE DEL CEOPOP
116– CEOPOP E PARTI SOCIALI
117– CHE POP MANAGER SEI? L’ESTETA
118– STORYTELLING POP. UNA COMUNICAZIONE POP PER IL NON PROFIT
119– CHE POP MANAGER SEI? VISIONARIO/VISIONARIA
120– OPINION PIECE DI REMO PONTI
121– CHE POP MANAGER SEI? EMPATICA/EMPATICO
122– OPINION PIECE DI GIACOMO GRASSI
123– CHE POP MANAGER SEI? INNOVATORE/INNOVATRICE
124– SECONDA CONVERSAZIONE COLLABORATIVA SUL POP BRANDING
125– CHE POP MANAGER SEI? SIMPOSIARCA
126– SENSEMAKING POP. UNA NUOVA GRAMMATICA DEL LAVORO (1)
127– CHE POP MANAGER SEI? ESPLORATORE/ESPLORATRICE
128– SENSEMAKING POP. UNA NUOVA GRAMMATICA DEL LAVORO (2)
129– CHE POP MANAGER SEI? IRONIC DIVA/DIVO
130– SENSEMAKING POP. UNA NUOVA GRAMMATICA DEL LAVORO (3)
131– CHIUSI PER FERIE
132– OPINION PIECE DI ELENA BOBBOLA E MARIE LOUISE DENTI
133– CHE POP MANAGER SEI? PRATICO/PRATICA
134- L’INTELLIGENZA COLLABORATIVA MOTORE POP DEL CHANGE MANAGEMENT – INDUSTRIA
135- L’INTELLIGENZA COLLABORATIVA MOTORE POP DEL CHANGE MANAGEMENT – NO SERVIZI
136- L’INTELLIGENZA COLLABORATIVA MOTORE POP DEL CHANGE MANAGEMENT – NO PROFIT
137- LEADERSHIP POP E VIDEOGIOCHI. PARTE PRIMA
138- LEADERSHIP POP E VIDEOGIOCHI. PARTE SECONDA
139- LA CONSULENZA NELL’ERA DELL’AI AGENT
140- INNOVAZIONE POP NEL RETAIL
141- LA NUOVA ERA MEDIATICA
142- BRAND FORWARD!
143- OPINION PIECE DI ALESSANDRA LAZZAZARA E STEFANO ZA
144- LA FORZA DELLA GENTILEZZA. PARTE PRIMA
145- LA FORZA DELLA GENTILEZZA. PARTE SECONDA
146 – NELLO BARILE E LE IMMAGINI DI UN MONDO IN FRANTUMI
147 – INNOVARE NELLA PA
148 – OPINION PIECE DI SALVATORE RICCO
149 – OPINION PIECE DI LUCA MAGNI
150 – INNOVAZIONE POP. DISTANT WRITING E SOCIAL READING
151 – L’ADOZIONE LENTA DELLA AI IN AZIENDA – 1
152 – OPINION PIECE DI CRISTIANO GHIRINGHELLI, RAOUL NACAMULLI, LUCA QUARATINO 
153 – OPINION PIECE DI MICHELA MATARAZZO
154 – OPINION PIECE DI MARIA FRANCESCA IANNONE
1545– OPINION PIECE DI MOIRA BUZZOLANI