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Le Aziende InVisibili - Marco Minghetti & The Living Mutants Society

Le Aziende InVisibili di Marco Minghetti & The Living Mutants Society

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Alice la Sensemaker

21 settembre 2012 - 10:45

Il Modello Comando e Controllo - Alice annotata 40

Con la Nota Fra Scientific Management e Social Organization - Alice Annotata 37, abbiamo dato inizio all'analisi del Capitolo Quarto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Se nel Capitolo Terzo Alice ha sperimentato modalità di collaborazione creativa che sembrano addirittura anticipare le moderne tecniche di braistorming e i contemporanei modelli relazionali della social organization, in questo si misura con il paradigma organizzativo militare e gerarchico che costuisce il fondamento dello Scientific Management: il modello tayloristico appunto noto come “Comando e Controllo”, formalizzato nei Principi dello Scientific Management (1911). Continua a leggere

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13 maggio 2012 - 9:52

La sincerità di Alice e il realismo di Robinson - Alice annotata 24

Anche oggi su La Repubblica (pag. 45) Maurizio Ferraris non perde l'occasione di ironizzare sull'aspirazione all'autenticità e alla sincerità "postmoderne" dei Nativi Digitali, rivendicando il valore del cinismo di chi guarda alla "verità dei fatti": l' "essenziale è la realtà... Continua a leggere

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6 maggio 2012 - 8:53

La misura dei fatti - Alice annotata 23

Il ragionamento che abbiamo condotto in queste settimane e che ci ha portato a discutere sul valore della "verità dei fatti" ci induce a ritenere che siamo probabilmente ad uno snodo storico critico. Persino Baricco, presentando qualche tempo fa al... Continua a leggere

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30 aprile 2012 - 5:03

Amleto e la verità dei fatti - Alice annotata 22c

Nella testa di ognuno di noi risiede un mondo interiore impermanente, fluido, in costante mutazione che non può essere rinchiuso nel recinto delle “iscrizioni”, dei “dati”, dei “fatti”, come vorrebbero i nuovi realisti capeggiati da Maurizio Ferraris. Stiamo parlando del “mondo dei plena” di husserliana memoria. Meglio ancora, dello spazio esistente fra il mondo dei “granelli di sabbia” descritto in Vista con granello di sabbia da Wislawa Szymborska, ovvero degli oggetti, e quello che nel Manifesto dello Humanistic Management definiamo il mondo vitale: lo spazio dell’interpretazione, lo spazio abitato da quella che Ugo Volli ha definito l’”eccezione umana”. Come ha osservato Piero Trupia sul numero 13 di personae, “la nostra conoscenza procede per concettualizzazione delle cose del mondo che in sé sono plena e non concetti. Il concetto astrae, semplifica e lascia fuori pezzi di realtà”. Ma questi pezzi a volte ritornano, direbbe Stephen King, ad inquietare non solo i sonni ma anche le veglie di coloro che, illudendosi di ridurre la realtà ad un meccanismo semplice da manovrare, si ritrovano ad essere stritolati in un incubo di cui non comprendono le logiche, poiché estranee alla “one best way”. Continua a leggere

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22 aprile 2012 - 11:45

I nostalgici del pensiero forte - Alice annotata 22b

Le “favole” aziendali e politiche della modernità solida adempiono alle stesse funzioni di conservazione e diffusione del Pensiero Unico che svolgevano le favole tradizionali al tempo di Alice. Ma non si può fare, come mi sembra faccia Maurizio Ferraris, di tutta l’erba un fascio: la generazione di significati alternativi dal basso grazie alla connettività multimediale e il web 2.0. è cosa radicalmente diversa dalla strumentalizzazione di strumenti di comunicazione uno-molti quali la televisione che i Padroni del Linguaggio della situazione usano per imporre il loro Pensiero come Unico. Continua a leggere

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9 aprile 2012 - 8:31

Il tagging come produzione collettiva di senso- Alice annotata 21b

Che fare dunque, ci chiedevamo la volta scorsa, per evitare la morsa che ci stringe fra memorie di stock e memoria di flusso? La via di uscita dal paradosso è la produzione collettiva di senso (sensemaking) che passa per la narrazione (storytelling). Sotto questo profilo, è interessante riflettere sull’attività di tagging (dall’inglese “tag”, contrassegno; in italiano taggare) che in origine consisteva nell'attribuzione di una o più parole chiave, dette tag, che individuano l'argomento di cui si sta trattando, a documenti o, più in generale, file su internet. Ma questa attività ha assunto una importanza sempre maggiore su tutti i siti per catalogarli meglio e proporre altre informazioni correlate agli utenti. Fino a che i singoli utenti hanno cominciato ad usare il tagging per contrassegnare le proprie risorse digitali. Succede così che abbinando ad un certo contenuto un numero potenzialmente infinito di tag o parole chiave, di fatto io ridefinisco quell’oggetto mettendolo in connessione con l’esperienza e l’interpretazione che di quella cosa danno tutte le persone taggate. Continua a leggere

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2 aprile 2012 - 8:54

I paradossi di Alice e quello di Wile Coyote - Alice annotata 21a

Wile Coyote vive insieme all’inefferrabile Bip Bip (Roadrunner) in un paesaggio metafisico. Non sembra neppure uno spazio fisico, sembra più uno spazio mentale, onirico: spesso ho pensato che il Bip Bip sia solo una allucinazione del Coyote, che lo insegue come Alice il Bianconiglio e Amleto il fantasma del padre, dubitando forse come il Principe danese della sua effettiva realtà e cercando disperatamente la “mouse trap” (la Bip Bip trap) che gli consenta, prima ancora che di mangiarlo, di dimostrarne la reale esistenza (mentre Alice scoprirà alla fine che il Bianconiglio era parte di un sogno). Sia come sia, il Coyote sosta in un flusso di memoria perenne, dimenticando continuamente il passato. Ad ogni nuovo episodio sembra dimenticare le centinaia di tentativi falliti nei cartoni precedenti (nonché i fallimenti prodotti in serie all’interno di uno stesso cartone) e si ostina pervicamente a rincorrerre il Bip Bip, dimentico persino del fatto che nel corso dei suoi precedenti tentativi è già morto migliaia di volte. Perché è questo il segreto della memoria di flusso: è un antidoto contro la morte che però conduce alla follia (come insegnano appunto Amleto e la stessa Alice -a lei lo certifica lo Stregatto). Ma quando il nostro eroe esce dal suo personalissimo “flusso di coscienza” e cristallizza l’esperienza, la trasforma in memoria di stock, precipita. Lo stesso succede ad Amleto: quando prende atto della veridicità della versione del passato fornita dal fantasma e ne accetta la univoca realtà, muore. Quando Alice prende consapevolezza della statura (morale e fisica) da lei assunta in Wonderland, si sveglia. La memoria di stock è letale. Irrigidisce il flusso della memoria nel rigor mortis tipicamente cadaverico. Così Maurizio Ferraris ha ragione a sostenere che le tracce indelibili, immodificabili, che lasciamo su blog o hard disk, social network o iPad ci “imbalsamano” proprio come i Faraoni nelle Piramidi. L'eternità che ci consentono è della stessa natura di quella concessa a una mummia. Continua a leggere

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25 marzo 2012 - 10:52

La società della conversazione - Alice annotata 20

Proprio come il Wonderland di Alice, quella in cui viviamo è una società della conversazione (oltre che dell’immagine). Ma a differenza delle conversazioni che si svolgevano nei salotti aristocratici del Settecento, quelle che oggi si svolgono in Rete pongono il problema del trascorrere dal Senso-Unico-in-realtà-Senza-Senso del taylorismo al Non-Senso-in-realtà-fin-troppo-pieno-di-significati della contemporanietà 2.0. Continua a leggere

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19 marzo 2012 - 8:02

La Buona Educazione nell’era del Societing - Alice annotata 19b

L'analisi del dialogo che si svolge al margine del lago di lacrime in Alice nel Paese delle Meraviglie ci aiuta a capire le modalità delle conversazioni che svolgiamo online e offline.“Qui ci sono alcune regole. Regola del rapporto tra aggressività e buona educazione. Il Topo si sente aggredito dai lapsus di Alice. La Gazza si sente insultata perché Alice le parla di gatti. Cosa bisogna dire e cosa non dire? Perché il Lorichetto si offende e risponde: ‘Io sono più vecchio di te e certamente ne so di più’? E’ tutto un gioco a intendersi-fraintendersi. Di cosa si sta parlando? Non si sa. Tutti non fanno che chiedersi scusa, I beg your pardon, scambiarsi formule di cortesia per tenere in piedi una conversazione vuota.” Proprio come negli ambienti sociali pre-determinati e pre-costruiti dai pianificatori del taylorismo: così perfettamente sensati, da risultare del tutto folli. Mobbing, nevrosi, depressioni, persino suicidi (chi si ricorda il caso di Telecom France?): questi sono i frutti del buon senso dello scientific manager. E c’è chi ha il coraggio di accusare Carroll di schizofrenia … critici letterari o psicologi che evidentemente non hanno mai frequentato una azienda e i suoi top manager. Continua a leggere

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11 marzo 2012 - 8:42

La conversazione in Rete: fra Regole, Netiquette, Policy ed Emoticon (Alice annotata 19a)

L’istituzione di ambienti sociali, insegna Weick, è un passaggio indispensabile nel processo di sensemaking. E’ una lezione che apprende presto anche Alice: dall’incontro con il Topo in poi tutte le tappe più rilevanti delle sue avventure sono segnate da scenette dialogiche, che rispecchiano e al tempo stesso rivoluzionano (il senso è nonsenso, il nonsenso è senso) le regole delle conversazioni fra adulti.Come osserva Celati, dopo quella con il Topo, “con gli altri animali della pozza delle lacrime, con la Duchessa, col Bruco, il gatto del Chesire, il Cappellaio Matto e soci. Sempre discussioni, contrasti verbali. Dice Alice ad un certo punto: “E’ davvero un peccato come questa gente litighi sempre. Ce n’è abbastanza da farti diventare matta" (capitolo VI).Se ci pensiamo bene, è lo stesso problema del management 2.0 e in generale del social networking: le conversazioni da molti a molti, peer to peer, eccetera, sono generative di significati nuovi ed alternativi rispetto a quello imposto dagli Standard del Pensiero Unico dello Scientific Management, ma non di meno richiedono delle regole di conversazione per non degenerare nel caos. Di qui la Netiquette. Curioser and curioser, una parola portmanteau, concetto chiave in Alice e nello Humanistic Management. Continua a leggere

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5 marzo 2012 - 8:48

Pillola rossa o pillola blu: le relazioni digitali sono “autentiche”? - Alice annotata 18c

Il secondo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie si chiude aprendo la strada ad una evoluzione adattativa del rapporto Alice-Topo, basata sul mutuo consenso; una strada che passa per la narrazione delle nostre storie personali, per la messa a fattor comune di emozioni, sensazioni, ricordi che, una volta condivisi, costituiscano una nuova base per la costruzione di significato (sensemaking). “Un processo sociale: quello che dico, che seleziono e che concludo sono determinati da chi mi ha socializzato e come” (Weick). Affermazione ancora più vera nel mondo del social networking in Rete: “nel mondo digitale cosiddetto 2.0 di oggi, il nostro Sé esiste solo in connessione a tutti gli altri”, dicevamo con De Kerchove discutendo sulla Pagina Facebook di Alice Annotata.Il problema allora è: questi rapporti elettronici, digitali, virtuali, sono “autentici” ? Secondo noi, sì. Continua a leggere

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27 febbraio 2012 - 9:06

Il Malinteso necessario per intendersi - Alice annotata 18b

Alice dialogando con il Topo nel lago creato dalle sue stesse lacrime capisce la necessità di mantenere un certo margine di ambiguità per sviluppare un processo di sensemaking collaborativo. Continua a leggere

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20 febbraio 2012 - 10:31

L’Ambiguità che favorisce la comunicazione - Alice Annotata 18a

Abbiamo concluso il post precedente - La dittatura dello Standard e il Nonsenso di Alice (Alice Annotata 17b) - ricordando “la fiduciosa apertura della nostra Alice metamorfica, hacker, sensemaker, verso le diversità, la sua continua esplorazione delle infinite possibilità del... Continua a leggere

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13 febbraio 2012 - 10:10

La dittatura dello Standard e il Nonsenso di Alice - Alice Annotata 17b

Insieme a Carlo Sini e Marshall McLuhan abbiamo visto nel post precedente come Alice abbia colto un principio epistemologico chiave della postmodernità: l’impermanenza del senso, la sua continua mutabilità. A questo principio la modernità solida oppone la fede nello Scientific... Continua a leggere

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6 febbraio 2012 - 9:54

Il segreto di Alice fra testo e contesto - Alice annotata 17a

Which way, which way? Alice, dopo lo scatto bambinesco (ha solo sette anni dopotutto!) che conclude il dialogo con sé stessa (vedi post precedente) e che apre il secondo capitolo delle sue avventure in Wonderland, capisce che da sola non... Continua a leggere

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31 gennaio 2012 - 10:50

Alice la sensemaker: la Grande Legge della Metamorfosi - Alice annotata 16c

Se la freccia temporale è quella che dal futuro conduce al passato, la retrospettività è la modalità fondamentale per raggiungere l’obiettivo del sensemaking, la costruzione dell’identità, individuale e collettiva. Alice è continuamente impegnata in questo sforzo (la continuità essendo, abbiamo... Continua a leggere

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23 gennaio 2012 - 10:19

Alice la sensemaker: la visione retrospettiva - Alice annotata 16b

Ma andiamo più a fondo nel ragionamento iniziato con il post precedente. Partiamo dall’immagine intorno cui si sviluppa il secondo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie: “she was in the pool of tears which she had wept when she... Continua a leggere

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16 gennaio 2012 - 9:20

Alice la sensemaker: il futuro crea il passato - Alice annotata 16a

16 Which way, which way? E’ l’altra fondamentale domanda (dopo quella relativa ai libri senza immagini e conversazioni) che si pone la nostra Alice sensemaker barbara, nativa digitale, postmoderna, dicevamo. La seconda caratteristica del processo di sensemaking che ritroviamo in... Continua a leggere

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9 gennaio 2012 - 10:16

Alice la sensemaker: l'identità mutante - Alice annotata 15b

Riprendiamo il discorso avviato in Hard Boiled Alice (Alice annotata 15a), esaminando il primo degli elementi costituitivi del processo di sensemaking attraverso lo sguardo di Alice: la costruzione dell’identità individuale, che rappresenta anche il tema più importante di Alice in... Continua a leggere

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12 dicembre 2011 - 11:03

Hard Boiled Alice - Alice annotata 15a

Which way, which way? Quale è la strada che conduce al senso? Parks, analizzando in particolare i libri carrolliani più importanti, i due dedicati ad Alice e The Hunting of the Snark (che è uno sviluppo del Jabberwocky contenuto in... Continua a leggere

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5 dicembre 2011 - 9:48

Il buon senso del nonsenso - Alice annotata 14b

Le avventure di Alice sono segnate dal suo continuo tentativo di sfuggire allo spaesamento (sotto questo profilo, il testo collettivo del 1977 a cura di Gianni Celati, programmaticamente intitolato Alice disambientata, è ricco di suggestioni ancora attuali) indotto dall’entrata nel... Continua a leggere

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28 novembre 2011 - 12:10

Le parole sono importanti! - Alice annotata 14a

Which way, which way? Domanda angosciosa che enfatizza la necessità di aprire alla molteplicità dei significati cui il Pensiero Unico (taylor-fordistico) contemporaneo cerca sempre più inutilmente di precludere l'accesso, grazie anche alla rivoluzione di Internet prima del 2.0 poi. Leggiamo... Continua a leggere

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21 novembre 2011 - 12:00

Il disorientamento contemporaneo - Alice annotata 13

“Which way, which way?”, domanda e si domanda incessantemente Alice persa nei meandri di Wonderland. Alice può essere assunta come l’icona del disorientamento contemporaneo, addirittura di un dubbio ontologico radicale, spettro che ha minato le fondamenta stesse della modernità fin... Continua a leggere

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