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Proprio a causa del suo lavoro, Alessandro Rossi, giovanissimo analista finanziario di Reggio Emilia, si è reso conto che la fiducia nell'informazione economica in Italia è pari a zero, e ha convinto il suo socio, Andrea Cagnolati, ad appoggiarlo nel creare una vera agenzia stampa finanziaria, EconomyPress International.
Continua a leggere "L'approccio italiano alla finanza per tutti" »
Avrò avuto 4 o 5 anni quando lo vidi la prima volta. Tra la fitta nebbia che avvolge i ricordi di quel periodo affiora un pomeriggio di sabato credo, nel quale credo di aver scoperto cosa fosse la musica. Allora non lo sapevo ancora, ma in quel pomeriggio vidi più o meno consapevolmente il primo videoclip che riesco a ricordare.
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Genio e regolatezza XIV
Dorica Castelli Jesi
Sembrava impossibile che dietro gli specchi del bazar delle illusioni potesse esserci tutta quella vita vera e palpitante che si dava appuntamento per non dimenticare il bello e il buono dell’umanita […] senza saperlo molti si ritrovavano lungo quella rotta e la sosta in quelle notti significava, per tutti, cambiare abitudini e avere voglia di non dimenticare la forza di quegli incontri.
Dall’Episodio N° 33 de Le Aziende in-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini
C’è una deriva delle parole: se hanno successo, vengono a rappresentare il tutto, essendo nate per designare una parte. È il caso di ‘distretto’, del quale si parla come se tutto il tessuto industriale italiano fosse strutturato per distretti.
Il distretto è caratterizzato dalla prevalenza di un’attività di settore o di prodotto. Tale il distretto della sedia in quel di Udine. Ma quando si dice ‘distretto della Brianza’, si trascura che colà c’è il mobile e c’è dell’altro.
Voglio ora parlare di altre zone ben definite, unitarie, ma dove coesistono molteplici attività che mantengono tra loro un’integrazione. Le integra una rete di rapporti di fornitura e di servizio che si estende alle istituzioni locali (scuola, P. A.). In più l’attività produttiva è legata a una specifica potenzialità della zona, quella di genius loci. Ho proposto la denominazione di loci per queste zone.
Continua a leggere "Una comunità di narrazione" »
Viviamo in un paese deragliato. Offeso, bruciato ed esploso come le cisterne assassine di Viareggio. Siamo in un tempo economicamente dissennato, svillaneggiato da una finanza che, troppo spesso, s’è dimenticata dell’etica (ne ha avuta mai memoria?). Subiamo un’economia decimata da un’epidemia di aziende mal gestite, a infimo tasso di innovazione. Nasce così in qualcuno una subdola tentazione: scappare. Per chi può, cambiare paese.
Ma c’è anche un’altra via, tutta intellettuale. Come se fosse il momento del rifiuto globale. Del rifugio in qualcosa di più estetizzante, in una sorta di decadentismo postmoderno ultraindividualista e superisolazionista. Rispetto al quale, grazie al cielo, esiste però un dejà vu letterario, che esplora tutte le implicazioni del rifiuto della socialità e che, magistralmente, svela la vacuità e la malattia devastante a cui può portare vivere A rebours . Cioè in un rivoltarsi su se stessi così come fece nel 1884 Joris-Karl Huysmans con il suo libro, considerato il manifesto del decadentismo, pubblicato in Italia con il titolo A ritroso.
Continua a leggere "Il manager dandy" »
Androide, quindi umano? Questo punto interrogativo, simbolo ortografico di una visione del mondo aggrappata all'umanesimo e all'umanizzazione della tecnologia, sta per essere cancellato. La nuova versione diventa questa – androide: ovviamente umano.
Sono finiti i tempi delle macchine, etichetta metallica che si era appiccicata ai computer nei decenni passati. Enormi armadi che invadevano intere stanze, dotati di tante, tantissime luci che si accendevano e si spegnevano secondo chissà quali astrusi schemi. E poi tecnici in camice bianco muniti di tabelle come medici che assistevano un paziente sotto controllo.
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Quando parliamo di “accessibilità del web” intendiamo non solo la corretta sintassi del linguaggio utilizzato, ma anche attenzione ai contenuti e alla loro usabilità, quindi attenzione alle esigenze degli utenti con disabilità nell’accedere a un determinato sito web, servizio web e materiali in formato elettronico.
I criteri del World Wide Web Consortium (W3C), così come la Legge Stanca italiana sono prevalentemente orientati a coprire le esigenze di utenti con disabilità sensoriale e dunque, al momento, gli utenti con disabilità diverse (ad esempio, di tipo cognitivo) si trovano spesso di fronte a barriere elettroniche che impediscono loro di accedere ai contenuti e servizi del web. |
In questo forum pertanto, accogliamo tutti i suggerimenti utili a migliorare la piattaforma, a renderla più fruibile, ad evolverla, per essere innovativi non solo negli strumenti che mettiamo a disposizione dei nostri utenti ma anche nella capacità di perfezionarci grazie al contributo di coloro che attivamente partecipano alla vita di idea TRE60.
Per chi se le fosse perse: Prima puntata: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2009/03/erasmus-soundtrack-di-max-turola.html Seconda puntata: Terza puntata: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2009/05/erasmus-soundtrack-3-el-tano-pastita-di-max-turola.html
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Genio e regolatezza XIII
Di Piero Trupia
Nel suo bazar fa carriera solo chi si rende conto dell’altro e realizza che il nemico è in agguato, ma non fuori bensì dentro. Si, dentro di te. Ha un nome buffo […] si chiama Ego.
Nel bazar […] ognuno impara ad ascoltare se stesso. […] lo stress non c’è […] ti accorgi di una piccola grande Magia […] tutto fila a meraviglia.
Episodio N° 32 de Le Aziende In-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini. Libri Scheiwiller, 2008.
Non esistono prodotti poveri, se chi li fabbrica sa arricchirne le prestazioni; non esistono prodotti maturi se si riesce a individuarne nuove prestazioni. Vale per la ruota, la terza invenzione dopo la scheggia di selce, il fuoco e il tronco rotolante.
L’azienda Rosolani di Jesi produce ruote di tutte le dimensioni: per le carrozzine, i carrelli del supermercato e i grandi veicoli industriali compresi i carrelli a spostamento automatico del magazzino merci. Ruote fisse e ruote piroettanti, a semplice rotolamento o motrici.
Non c’è niente di più penoso, per noi, dice l’omonimo titolare, di un carrello al supermercato o all’aeroporto cigolante, zoppicante o che va alla deriva, insensibile al comando, specie quando il carrello è sovraccarico, con merce, valige e un bambino. Per non parlare dei grossi carrelli industriali ove l’efficienza della movimentazione è un anello della catena del valore e il cedimento di una ruota può essere molto pericoloso.
Difficile comprendere l’accanimento negoziale di certi addetti agli acquisti. Non considerano che il prezzo da noi richiesto è il costo di una prestazione fornita e assicurata. Il principio value for money dice che non esiste prezzo alto, se è corrispettivo di un valore d’uso.
Intervista a Prince Paskua
di Ivonne Citarella e Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito)
Lunedì 29 giugno 2009 alle 22 al Brain 2 Brain Club su SL ci sarà un incontro con l'artista Prince Paskua http://www.paskua.net , promotore del Movimento per la Metamorfosi del Mondo e sottoscrittore assieme a Edgar Morin (filosofo e sociologo) e Pierre Gonod (politologo) del relativo Manifesto.
La B2B Creative Ivonne Citarella ha tradotto in italiano il Manifesto, che potete trovare sul sito di Brain 2 Brain http://www.brain2brain.net/index.php?option=com_content&task=view&id=319&Itemid=134 .
Molti hanno già trovato il Manifesto interessante, ma al tempo stesso forse "utopico".
Parliamone con Prince Paskua per cercare di capire come possiamo interpretarlo e trarne degli utili strumenti di riflessione.
DIRETTA STREAMING :
Visibile in tutte le land ( SL e OS ) che setteranno i media con
rtsp://stream4.top-ix.org/pyr.sdp (utilizzabile su quicktime)
visibile su WEB
http://thepyramidcafe.ning.com/page/pyramid-channel
e in HOME PAGE di B2B http://brain2brain.ning.com.
La Brain 2 Brain Creative Baby Pooley (aka Ivonne Citarella) ha intervistato Prince Paskua per noi.
Buona lettura in attesa dell'evento :-)
Ivonne Citarella: Come è nata l’idea del Manifesto con Morin?
Prince Paskua : L'idea di scrivere questo manifesto è nata da Pierre Gonod, Edgar Morin e me spinti da un sentimento di urgenza ad agire davanti alla constatazione dello stato del mondo e alla sensazione di imminente catastrofe (una paranoia critica o una lucidità). Il fatto è che la crisi non è stata solo una crisi finanziaria sistemica, noi siamo stati preceduti da un appello lanciato dagli intellettuali dei Caraibi durante i disordini in Guadalupa. (si noti che queste segnalazioni non provengono solo da una capitale occidentale, ma anche dagli antipodi esotici così come le rivolte delle periferie emarginate ...)
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Un progetto integrato di infrastrutture informatiche per l’armonizzazione di ambiti nevralgici quali mobilità, energia, sanità, turismo e cultura, sta trasformando la città sul lago di Costanza nel primo esempio europeo di città del futuro.
Solo qualche anno fa Friedrichshafen, cittadina tedesca situata ai confini con la Svizzera sulle sponde del lago di Costanza, venne selezionata da Deutsche Telekom, come laboratorio per lo sviluppo dell’innovazione al servizio dei cittadini, era nota prevalentemente per il suo fascino tranquillo e per aver ospitato, quasi un secolo fa, i cantieri dove videro la luce i famosi dirigibili Zeppelin.
Oggi Friedrichshafen vanta un nuovo primato: rappresenta il più vicino e riuscito “cantiere a cielo aperto” di Città Intelligente, a poche ore da Milano. La vasta portata del progetto che il Deutsche Telekom e T-Systems hanno deciso di intraprendere in questo centro ha comportato investimenti in infrastrutture tecnologiche pari ad oltre 80 milioni di euro e sta incidendo così profondamente sul futuro di Friedrichshafen da aver contribuito ad una nuova notorietà della città, balzata alla ribalta delle cronache europee con lo pseudonimo di T-City, un caso di successo unico, destinato a ridisegnare il modello di “efficienza” delle metropoli continentali armonizzando tecnologia, attenzione ai bisogni dei residenti e dei visitatori, sostenibilità e rispetto dell’ambiente.
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Di Niccolò Morro
Commentando due settimane fa su questo blog i risultati delle elezioni europee 2009, il collega T. T. Waring (pronuncia: ti ti uering) ha fatto cenno alla scaramanzia. La scaramanzia è quell’atteggiamento del tutto privo di fondamenti razionali che consiste nel credere che, attuando o non attuando un certo comportamento, detto appunto “scaramantico”, si possa neutralizzare qualcosa di negativo che fa parte dell’imponderabile che inevitabilmente circonda la vita umana. Tuttavia la scaramanzia ha spesso un effetto, credo del tipo placebo. Essa favorisce la concentrazione e l’autostima, perché si crede appunto di essersi messi al riparo dalla sfortuna, cioè appunto dall’imponderabile.
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Genius Loci e regolatezza XII
Di Piero Trupia
Eppure, e lo avrà pensato di certo anche Bill H. Fordgate in qualche barlume di desiderio o di alcolico delirio, eppure un’azienda che ha in sé il suo essere perfetto sarà esistita, sarà stata pensata […]. Di certo ci sarà in qualche angolo di tempo e nella mente di qualche visionario dirigente […] un luogo da cui guardare nel passato per riprodurre futuro, anzi un luogo armonioso e amoroso, così platonicamente stabile e sferico da essere un’infinita proiezione del futuro, insensibile a scosse telluriche e scioperi, inattaccabile da esaurimenti nervosi e prepensionamenti forzati.
Dall’Episodio N° 31 de Le Aziende In-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society con 190 immagini di Luigi Serafini
Libri Scheiwiller 2008
Spesso l’innovazione, quella utile non quella spettacolare e fine a se stessa come il Concorde, nasce da un ripensamento del vecchio invece che da un rinvenimento del nuovo. Nella fisica, nella chimica, nella matematica il nuovo ha un cuore antico. Si tratta di svelarlo, togliere i veli dell’ignoranza, diciamo meglio del saputo, participio passato, per liberare il sapere, infinito presente. Il sapere apre un orizzonte, schiude un sipario; il saputo si adagia in una scenografia nota e stabile. Si può asserire, nel senso di fortemente postulare, che la cornucopia della natura ha finora riversato solo una piccola parte del proprio contenuto, quel che trabocca dal suo arcuato corno. Il resto, il più sta nel fondo. Basti pensare all’antimateria e alla materia oscura. Ma anche da quel poco che si sa, si può cavare conoscenza utile e inedita per la soluzione di problemi tecnici e produttivi.
"L’ICT e il non profit"
lunedì 22 giugno 2009 ore 18 - Sala Falck di Assolombarda
Via Chiaravalle, 8 – Milano
I ClubTI (Club delle Tecnologie dell'Informazione) di Milano e di Roma, in collaborazione con "Imparafacile", gruppo di consulenza aziendale per l'e-learning, hanno predisposto la visione in diretta streaming dei loro incontri serali mensili ("Vespertini") sul web e in Second Life.
Lunedì 22 è in programma il prossimo evento, dedicato al tema un po' inconsueto dell'Information Communication Technologies per le organizzazioni non-profit, con alcune interessanti testimonianze da Informatici Senza Frontiere e Banco Informatico.
L'incontro è aperto a tutti e ad ingresso libero.
Oltre che dal vivo, sarà possibile seguire l'incontro via web ai seguenti indirizzi:
diretta streaming: http://imparafacile.ning.com/page/dirette-streaming
Second Life: http://slurl.com/secondlife/imparafacile/226/96/21/
Ecco l’agenda della serata:
- Claudio Tancini (ISF): Modelli Innovativi per l'ICT nel non-profit e presentazione dell'associazione Informatici Senza Frontiere;
- Renato De Franceschi (ISF): Come migliorare le Telecomunicazioni per i progetti NonProfit in Africa;
- Maurizio Bertoldi (ISF): Revisione delle Infrastrutture di un Campus a Gulu (Uganda);
- Bruno Conte (ClubTI e ISF): l'ICT a supporto delle emergenze in Protezione Civile: l'esperienza a L'Aquila;
- Paolo Galandra (Banco Informatico Tecnologico e Biomedico): che cos’è e come opera il Banco Informatico.
Per iscriversi a Second Life: https://join.secondlife.com/
di Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito)
The Virtual World Language: the communication "via-avatar" from MarioEs on Vimeo.
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Da un insuccesso professionale si può risorgere. Per quanto grave sia stato l’errore è il caso di mettersi a caccia di una via d’uscita. Perché isolarsi non serve, fuggire è vano, nascondersi è inutile: non esistono luoghi assolutamente appartati, si lasciano sempre tracce, si verrà comunque scovati.
E’ un po’ come alle alte latitudini del globo, quando un lungo inverno copre di ghiaccio ogni segno ed indizio, illudendo che le prove, le testimonianze, le impronte della vita verranno cancellate. Ma poi, per quanto breve, verrà l’estate, i ghiacci si scioglieranno, la terra riapparirà e i residui maleodoranti del nostro passato rispunteranno inesorabilmente. Perché il ghiaccio ha una memoria.
Lo stesso ricordare di cui parla la svedese (di nascita)-canadese spagnola gallese (d’adozione) Kitty Sewell, nel suo recente best seller (tradotto in 14 lingue in 20 paesi del mondo) “La memoria del ghiaccio”. Lo stesso fuggire di Dafydd Woodruff, chirurgo di Cardiff protagonista del romanzo, che scappò lontano, al Nord, dopo un gravissimo errore professionale giovanile, e che al tempo attuale di narrazione vive in Uk, apparentemente immune dai ricordi di quel suo passato.
L’importante è la buona fede - che certo non esime dalle responsabilità e che, anzi, può rendere anche più severa la valutazione sulla propria eventuale inettitudine professionale - ma che comunque salva l’etica, la moralità dei comportamenti, la deontologia dell’agire. Perché oggi, proprio nella bufera della crisi, che non è solo economica ma anche di capacità gestionali dei manager, ciò che si chiede per non perseverare negli errori del passato è prima di tutto la buona fede, l’etica degli affari e del gestire che dovrà essere premessa di ogni business.
Genius loci e regolatezza XI
Di Piero Trupia
[…] a ogni incrocio c’è un monumento che consiste solo d’un piedistallo, solitamente vuoto. […]”Avrai visto molti gestori delle risorse impazzire per il paradosso del monumento vuoto”, disse Deckard a Vajanel, il saggio Direttore Amministrativo [...] Non è un vuoto [….] è un monumento all’esistenza di ogni singolo cittadino […] che, se volesse, potrebbe esserne il testimone <essente>”…
Dall’Episodio N° 29 de Le Aziende In-Visibili, romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society Con 190 immagini di Luigi Serafini Libri Scheiwiller 2008
Negli anni ’70 i guru del marketing srategico proclamarono una nuova dottrina: la nicchia era la morte della creazione di valore e i beni maturi sarebbero stati prodotti a costi stracciati nei paesi del nuovo sviluppo: impossibile competere. Le piccole imprese italiane conviviali e di genius loci non disobbedirono consapevolmente, né argomentarono la loro persistenza nel vecchio. Semplicemente ignorarono la notizia e andarono avanti per la loro strada. Nessuna meraviglia: l’industria italiana era considerata decotta e strutturalmente ai margini del mercato globale che di lì a poco sarebbe stato l’unico riferimento e l’Italia sarebbe stata definitivamente espulsa dall’economia moderna e ricacciata nell’economia agraria. Le cose non sono andate così e fin qui niente di strano. Si può sbagliare previsione. Strano è invece che nessuno di quei guru abbia riconosciuto l’errore e fatto autocritica. L’industria italiana infatti, proprio alla fine degli anni ’70, diventava uno dei protagonisti dell’industria mondiale, tra i primi sette paesi produttori ed esportatori.
In quegli stessi anni maturava l’offensiva giapponese contro l’industria tradizionale italiana degli strumenti musicali. L’offensiva sbaragliò il centenario sistema produttivo di fisarmoniche di Castelfidardo, ma la disfatta fu una grande opportunità per quel distretto. I produttori di fisarmoniche si spostarono sulla fascia alta e altissima e conquistarono una supremazia mondiale negli strumenti da concerto e per amatori sofisticati, ovviamente a dimensione mondo.
In quegli stessi anni nel locus jesino rinasceva Paradisi che si spostava dalla minuteria meccanica generica a quella di precisione. In particolare le microviti che fissano le lamelle vibranti delle fisarmoniche di Catelfidardo. Vite e lamella fanno un corpo unico vibrante e anche la microvite diventa organo vibrante e musicale.
Mi hanno spiegato, alla Paradisi, che la produzione di fascia alta non si può improvvisare né può essere affidata unicamente o principalmente alle macchine. Le macchine fanno quel che l’operatore vuole che facciano e l’operatore è anch’esso una macchina biologica o bionica per una parte del suo operare, ma per un’altra parte è una mente che apprende, sbaglia e apprende dall’errore, sceglie, decide, giudica liberamente. Gli strumenti musicali vanno accordati e l’accordatura richiede una capacità globale dell’accordatore, correntemente chiamata ‘orecchio’, ma questa macchina bionica è al servizio di una mente nutrita da una cultura e da una storia. La storia del nostro paese da Augusto ai nostri giorni.
Paradisi è una delle innumerevoli imprese italiane che è ‘uno di uno’, non ‘uno di molti’. Una peculiarità senza confronti che sfugge alle descrizioni statistiche generalizzanti; può essere soltanto narrata e non catalogata. Nel locus jesino e in tutti gli altri loci della Peninsula Locorum, ogni impresa è documento e monumento della e alla capacità inventiva e innovativa a suo modo. È il modo dell’italico molteplice genius.
N.B.: Le Aziende In-Visibili è un’antologia di squarci narrativi su un territorio inconsueto, eppur riconoscibile, e che, alla fine, diventa familiare. Un doppio veridittivo e, alla fine veridico, di quegli insediamenti produttivi continui che incontriamo ai lati delle strade del nostro paese. La loro verità ci sfuggirebbe, senza la rappresentazione straniante, eppur perentoria, del romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society.
Lo street-mapping e un nuovo modello di web
(una proposta di discussione)
Lo street-mapping è un fenomeno con forte potenziale innovatore perché inverte la tendenza alla globalizzazione della rete, modifica l’identità degli utenti e delle loro rapporti sociali online e crea nuove forme di contenuti che a loro volta cercano nuove tecnologie. La mappa diventa l’icona di un web che entra “in my backyard” e lo trasforma nel centro della sua rete.
Piccolo mondo virtuale?
Catalogare il pianeta per trasformare il web in un atlante mondiale continuamente aggiornato. E’ la nuova tendenza che procede in senso contrario alla rincorsa verso i mondi virtuali. E’ l’operazione “street-viewing”: elaborare mappe 2.0, cioè mappe multimediali a cui sono collegate fotografie e altri testi. La consultazione delle classiche mappe online diventa molto più naturale ed efficace. Ma solo il motivo utilitaristico non spiega perché lo street-viewing abbia scatenato una convinta mobilitazione dal basso. Lo street-viewing si espande col contributo volontario degli “street-mappers” – frotte di ragazzi armati di fotocamera, semplici appassionati che nel tempo libero si dilettano con zelo a catturare immagini del mondo così com’è, senza soffermarsi sull’estetica o sulla qualità tecnica. Post-moderni cartografi che immortalano una strada, un monumento, un edificio, un elemento urbano per poi collegarlo ad un punto su una mappa digitale. Dalle auto ufficiali di Google al libero upload nazional-popolare per portare il mondo reale nel mondo online. Ogni geografia contiene anche una visione del mondo; se cambia la prima, cambia anche la seconda.
Continua a leggere "DALLA RETE ALLA MAPPA " »
Intervista a Jeffrey Ventrella
di Andret Beck aka Andrea Romeo, Introduzione di Zygmunt Ballinger aka Mario Esposito
Vi propongo un'altra ottima intervista realizzata dal brainer Andrea Romeo aka Andret beck, stavolta a Jeffrey Ventrella (date un'occhiata ai suoi siti http://www.ventrella.com/ e http://www.jeffreyventrella.
Jeffrey ha frequentato il master in Media Arts al Mit Media Lab di Boston e quello in Fine Arts e Computer Graphics alla Syracuse University di New York, ma vive in California vicino San Francisco.
Attualmente insegna al Centro di Media Digitali al Northern Campus a Vancouver, British Columbia.
Jeffrey sarà al Brain 2 Brain Club su Second Life il prossimo 14 giugno! L'incontro si svolgerà nella Sim di Orange-Island (http://www.orange-island.com) e sarà il frutto di una collaborazione italo-francese con Extralab (http://www.extralab.fr) e la predetta Sim, che è la "costola" su SL di Orange (l'operatore di telefonia cellulare di France Telecom).
In particolare, la conduzione dell'evento sarà affidata a Nick Rhodes aka Nicolas Barrial di Extralab, le ambientazioni digitali saranno realizzate da Arcana Jansma ad hoc per l'evento e nella chat di gruppo sarà fatta la sintesi in italiano a cura di Andrea Romeo. Il sottoscritto presenterà il B2B Club e la sua "filosofia" in apertura di incontro.
Quello con Jeffrey sarà il primo di 2 eventi internazionali (l'altro sarà il 28 giugno con Prince Paskua ed il suo Movimento per la Metamorfosi del Mondo), che festeggeranno il primo anno di attività di B2B su Second Life.
Stay tuned! :-)
Seguendo McLuhan, ogni mezzo di comunicazione e' un ambiente che prevede uno sfondo e una figura principale. Osservando una realta' virtuale cio' che spicca in primo piano e' probabilmente la figura dell'avatar. L'avatar e' il protagonista dei mondi virtuali. Le strategie di comunicazione attraverso l'avatar sono tantissime. Talvolta egli e' la figura principale, altre volte diviene sfondo chiamando in causa l'utente (in carne ed ossa) delle realta' virtuali, la' dove l'utente stesso comunica con l'ambiente interattivo o con altri avatar che adesso diventano figure in primo piano dell'ambiente.
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Ha vinto la Lega Nord, con le sue buone ragioni, ma in ultima analisi è un risultato che si può definire “un eczema della globalizzazione”, cioè una reazione cutanea (dermatosi pruriginosa circoscritta) all’inevitabilità dei flussi migratori che ci attraversano. Poiché i flussi aumentano, aumenta anche l’irritazione per l’impotenza dei respingimenti, e quindi aumenta la Lega. Ad ogni modo è un destino che non si decide in casa Italia e nemmeno in casa Europa.
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Genius Loci e Regolatezza X
Di Piero Trupia
L’operazione Humanistic Management e il relativo Manifesto lanciato da Marco Minghetti nel 2004. non nacquero da una ricerca empirica. Le tesi del Manifesto non riportano dati reali; illustrano dati sognati che rispecchiano dati reali nell’universo parallelo della razionalità pura, quella della leibniziana Characteristica Universalis. Si parte dal concetto puro di impresa e da lì si giunge, per logica deduzione, alla forma della convivialità e alla condizione di mondo vitale come variabili necessarie di una buona performance produttiva.
Di contro a questo sogno c’era e c’è la testimonianza della drammaturgia scespiriana, il “marcio” in Danimarca evocato da marcello e “le orge triviali che fanno di noi il ludibrio di altri popoli” dell’imprecazione di Amleto. Ma alla fine, dopo il sacrificio, anche in Shakespeare la nobiltà vince, pooichè vive e silenziosamente opera. Alla fine, immancabilmente, “il bosco di Birnam si muove verso Dunsiname”.
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Estetica Poetica Critica
Estetica, poetica e critica sarebbero il prodotto del pensatore, dell’artista e del critico o pubblico acquirente. Sebbene siano compiti svolti talvolta separatamente, in realtà ogni discorso presuppone gli altri due. La separazione dipende dalle occasioni di dominanza, cioè l’estetica riguarda una visione generale che dà luogo alla riflessione su tutte le arti. La poetica è il programma operativo che implicitamente presuppone una collocazione nel sistema delle arti e che offre alla critica gli orientamenti per produrre i suoi giudizi. Tali giudizi sono giudizi di coerenza funzionale alla poetica, ma anche d’accettazione o rifiuto della poetica stessa, e infine d’accettazione o rifiuto dell’orientamento estetico in cui inquadrare la poetica e produrre la critica.
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“Vincere” di M. Bellocchio con Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi, sceneggiatura di Marco Bellocchio e Daniela Ceselli, prodotto da OffSide, Rai Cinema, Celluloid Dreams Productions; in collaborazione con Istituto Luce, 2009
Il giovane Mussolini giace sopra il corpo di Ida Dalser, la sua giovane amante trentina, ansimante, tutta tesa nell’accoglierlo nel lungo attimo di un incontro d’amore. Ma il giovane Mussolini, attivista socialista e giornalista dell’Avanti non è li, non è in quella stanza e non avverte la presenza fisica ed emotiva di quella giovane donna; il suo sguardo, ripreso in primo piano dalla macchina da presa di Bellocchio, mira lontano, verso uno spazio infinito che gli predescrive il destino cui crede di essere chiamato. E’ una, questa, delle scene più dense dell’ultimo film di Marco Bellocchio, narrazione intimistica, quasi dettata da una passione cronachistica per una microstoria, degli amori travagliati di Ida Dalser per il giovane Mussolini, dal quale avrà un figlio, Benito Albino; una storia che per la giovane di Trento è amore assoluto, devozione totale, fede cieca in un legame che sente come impossibile non venga riconosciuto e che, all’opposto, per il giovane giornalista socialista e successivamente capo del movimento fascista, è poco più che un’avventura giovanile, uno scarto della vita, un ingorgo dal quale occorre assolutamente liberarsi.
Incontro con Spigolo Balczo aka Fabio Compagnone al Brain 2 Brain Club di Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito)
Le nuove frontiere della fisica (Primo incontro) from MarioEs on Vimeo.
L'incontro di domenica scorsa 24 maggio 2009 con il fisico Fabio Compagnone aka Spigolo Balczo è stato una vera sorpresa, ma anche una conferma.
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Find more videos like this on uqbar. media art culture
Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione lascia intravedere possibilità del tutto nuove, come alcune interessanti forme espressive, dove l’interazione tra forma e contenuti raggiunge standard molto alti e sorprendentemente adatti al nostro vivere contemporaneo. L'occasione data dalla particolare capacità immersiva ed interattiva di second life, intesa come piattaforma mediatica con un alto standard comunicativo, è un ottimo terreno su cui la sperimentazione creativa ed artistica si sta misurando, permettendo alla espressività dei singoli di potersi liberare all’interno di una esperienza sociale di tipo globale.
Un incontro nella prestigiosa sede dell’Ara Pacis, il 5 e il 6 giugno prossimi, vuole fare il punto sullo “stato dell’arte” di questo nuovo media, attraverso il contributo dei suoi principali attori, presi nei loro rispettivi mondi virtuale – artistico – culturale – professionale. La volontà di proporre alle istituzioni la costituzione di un tavolo permanente per la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico prodotto all’interno di un mondo in rapida evoluzione. L’evento avrà collegamenti e interventi in second life e sarà trasmesso on line in diretta streaming.
Sono stati invitati ad intervenire: Umberto Croppi, Francesco Marcolini, Francesco Prosperetti, Guido Razzano, Umberto Broccoli, Federico Mollicone, Giampaolo Rossi, Derrick De Kerckhove, Mario Gerosa, Carlo Infante, Mario Savini, Marco Minghetti, Giuseppe Granieri, Alberto Cottica - Cristina Di Luca, Giovanni Boccia Artieri, Guido Scorza, Luca Spoldi, Stefano Lazzari, Giovanni Dalla Bona, Marco Longo, Gino Flore, Domenico Quaranta, Giuseppe Stampone, Pierluigi Casolari, Rosanna Galvani, Biagio Francia – AOM, Fabio Fornasari, Roberta Cirillo, Adelchi Battista, Patrizia Nofi - Sonia La Rosa, Luca Spoldi, Paola Pandolfini, Giampiero Moioli, Luca Lisci, Anita Carloni.
Dai blog ai social network
Arti della connessione nel virtuale
A cura di Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta
Mimesis Edizioni
Dunque non si tratta più di trasmettere, ma di reinventare
costantemente la conoscenza e l'azione.
U. Margiotta, Prefazione a Dai blog ai social Network.
Può la rete offrire la possibilità di analizzare se stessa attraverso una pratica di ricerca collaborativa basata sulla condivisione e l'intersezione di differenti competenze al servizio di un unico obiettivo?
La risposta data da Ibridamenti è sicuramente affermativa. Esce infatti in questi giorni il secondo volume dell'omonima collana dedicata all'analisi dei fenomeni del web, settore di quanto mai difficile definizione essendo la rete irriducibile rispetto le sue mille declinazioni. Base di partenza per questa nuova ricerca è stata l'analisi dettagliata di nove blog e dell'account Facebook dello scrittore Aldo Nove, mentre le menti scese in campo appartengono a contesti molto diversi fra loro, ma possono essere tutte raccolte sotto il denominatore comune dell'interesse per internet e le possibilità di connessione che offre.
Arduo dunque il compito per i coordinatori del progetto: tenere insieme queste differenti competenze per farle confluire in un testo dove tout se tien, e dove ogni capitolo rappresenta una parte autonoma, ma al contempo connessa alle altre. Interconnessione, come nella rete.
La ricerca non aveva la pretesa di comprendere e spiegare il fenomeno blog/social network nella sua totalità, sarebbe stata un'impresa tantalica. Con chiara onestà intellettuale il volume invece mira a presentare una chiave di lettura di questi fenomeni, attraverso la loro esemplificazione grazie ad esempi concreti, analizzati con un metodo scientifico preciso.
Creatività e rigore d'indagine insomma. Importante per la riuscita del progetto l'utilizzo della rete stessa e del blog ibridamenti: il web 2.0 offre la possibilità di gestire relazioni di collaborazione che valicano i limiti geografici e professionali, aprendo la discussione ad una pluralità di contributi e di stimoli.
Inutile consigliare la lettura di questo libro a chi frequenta la rete: si tratta infatti di uno strumento utilissimo per una migliore comprensione di una realtà con la quale ci poniamo in relazione sempre più nel nostro quotidiano. Per i semplici curiosi invece potrebbe risultare un buon modo per approcciarsi al labirintico mondo dei blog e dei social network, con una maggiore attenzione e consapevolezza.
Scritto dalla personalità mutante di: Caterina Bonetti
Genius loci e regolatezza
Di Piero Trupia
L’impresa italiana conviviale di genius loci assume nel mercato forme organizzzative originali e persegue una sua peculiare innovazione di prodotto. I due obiettivi sono strettemante collegati. FIEM SICE (Jesi) nasce nel 1990 con la presa in affitto di un’industria meccanica dissestata. Cresce in tre anni, cambia prodotto e ragione sociale e si colloca nel mercato della fornitura di componenti a livello globale. Siamo lontani dalla prassi del private equity che acquista imprese dissestate per risanarle e rivenderle con profitto nel più breve tempo possibile. Nelle Marche, si sa, vige un forte sentimento proprietario, con l’impresa che diventa parte della famiglia.
Continua a leggere "Un’officina di riparazioni diventa un’impresa globale" »
(Insieme a P. Cataldi, S. Luperini, L. Marchiani e C. Spingola, Ennio Abate è autore del manuale di storia in tre volumi per le scuole medie superiori Di fronte alla storia, G. B. Palumbo Editore, 2009)
Durante la Prima guerra mondiale milioni di uomini si fronteggiarono da opposte trincee, protette da sacchi di sabbia. Vi vivevano come animali in mezzo ai topi e ai pidocchi. Poi di tanto in tanto, quando i loro generali cercavano di rompere la situazione di stallo, erano investiti per giorni, a volte per settimane, da incessanti bombardamenti di artiglieria. Nel 1921, uno scrittore tedesco, Ernst Jünger, che più tardi sceglierà il nazismo, li abbellì con l’enfasi tipica di certi letterati chiamandoli “tempeste d’acciaio”. Le bombe dovevano “ammorbidire” la resistenza del nemico e costringerlo a ripararsi nei cunicoli sotterranei, finché al momento giusto ondate di uomini scavalcavano il parapetto della trincea, in genere protetto da rotoli e reticolati di filo spinato, entravano nella ‘terra di nessuno’ - un’area piena di fango e di pozzanghere, di crateri provocati dalle granate, di mozziconi di alberi e di cadaveri abbandonati - per avanzare sotto il fuoco delle mitragliatrici che li falcidiavano. Essi sapevano benissimo di andare al massacro.
“Quali sfide per il settore Moda. Artigianato globale e innovazione IT: due fattori chiave per competere con successo”. E’ questo il tema del convegno che si è svolto ieri in Assolombarda a Milano in occasione della presentazione dell’indagine su moda e tecnologia, realizzata dalla Fondazione Italiana Accenture e dalla Fondazione Politecnico di Milano.
Sono intervenuti: Adolfo Urso, Viceministro al Ministero dello Sviluppo Economico; Giampio Bracchi, Presidente della Fondazione Politecnico di Milano; Fabio Benasso, Amministratore Delegato di Accenture; Gerolamo Caccia Dominioni, Amministratore Delegato Gruppo Benetton; Claudio Cattaneo, Vice Presidente GM Sistema Moda di Assolombarda; Marco Rotondo, Responsabile global della practice Fashion e Luxury di Accenture; Chiara Francalanci, Professore di Sistemi Informativi, Politecnico di Milano. Alla tavola rotonda, moderata dal direttore responsabile dell’Harvard Business Review Enrico Sassoon, partecipano: Luciano Bandi, Direttore Generale Divisione Filati di Loro Piana; Alba Cappellieri, Professore di design del gioiello, Dipartimento INDACO (Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda), Politecnico di Milano; Marina Garzoni, Fondatrice e Presidente Moda e Tecnologia; Ernesto Greco, Direttore Generale Gruppo Ferragamo; Donatella Paschina, CIO Ermenegildo Zegna Group; Carlo Privitera, Corporate CIO Luxottica Group.
Lo studio Fondazione Italiana Accenture-Fondazione Politecnico di Milano sottolinea aspetti innovativi del connubio tra creatività e tecnologia, con preciso riferimento ai fenomeni della globalizzazione e della delocalizzazione. In particolare, le soluzioni tecnologiche sono chiamate a ridurre la distanza tra azienda e cliente, fornendo a tutti gli attori della filiera le informazioni e gli input necessari alla costruzione di un’offerta altamente personalizzata.
Tra le questioni aperte vi è però una realistica analisi di quale sia la capacità di adozione di tali opportunità da parte delle imprese del settore in Italia e quali i possibili sviluppi futuri.
Per dare una risposta significativa a queste domande, sedici tra le principali aziende italiane della moda che da sole rappresentano il 74% del fatturato delle grandi aziende italiane della moda, sono state coinvolte nella ricerca “Quali Sfide per il settore Moda: artigianato globale e innovazione IT”. I Chief Technology Officer (CIO) intervistati hanno descritto dettagliatamente lo stato dei sistemi informativi da loro gestiti e fornito valutazioni riguardanti le possibili aree di intervento.
La fotografia che emerge dall’analisi è sorprendente.
Da un lato, infatti, non sono state riscontrate correlazioni evidenti tra presenza globale, dimensioni aziendali e integrazione tecnologica: le aziende hanno fatto precedere la globalizzazione all'informatizzazione del processo di vendita, privilegiando la vendita in senso stretto rispetto all'utilizzo dei canali di vendita come mezzo per conoscere i clienti e migliorare il livello di servizio. Un vero e proprio artigianato globale.
Dall’altro lato, però, risulta evidente come si stia procedendo verso l’integrazione dei dati tra punti vendita e sedi centrali. Nel 75% dei casi sono condivisi i dati del cliente, nell’85% dei casi i dati di sell out, Infine nel 56% dei casi è possibile effettuare una tracciabilità del prodotto lungo il suo ciclo di vita.
Se la tecnologia può offrire ampie opportunità di sviluppo nel supportare la relazione con i clienti ad oggi solo nel 13% dei casi i sistemi di Business Intelligence elaborano i dati raccolti sui clienti e nessuna azienda traccia lo stock out.
Il punto vendita rimane il principale canale di contatto tra aziende e cliente, ma nel contesto globale riveste sempre maggiore importanza la capacità di presidiare efficacemente anche il canale web il cui grado di maturità è ancora piuttosto basso. L’analisi delle aziende del campione ha rivelato come solo il 13% abbia un sito con “maturità” elevata, mentre il 53% non ha affatto un sito internet con funzionalità di e-commerce, o comunque ha un sito molto poco sviluppato e utilizzato.
Il 73% delle aziende intervistate mantiene traccia dei difetti di produzione, ma l’integrazione tra i sistemi utilizzati da aziende e façonisti avviene solo nel 13% dei casi.
La ricerca fa emergere come i margini di miglioramento sono ancora piuttosto ampi, soprattutto per quanto riguarda il ruolo giocato dall’ICT nella gestione della qualità della relazione con i clienti. Iniziando dal punto vendita, spiccano numerose soluzioni in grado di garantire contemporaneamente una customer experience distintiva, la raccolta di informazioni fondamentali per il monitoraggio e la comprensione delle abitudini d’acquisto. Tra le soluzioni che incidono direttamente su tutte le fasi del ciclo relazionale tra store e cliente possiamo citare le vetrine interattive e i “magic mirror” per la fase di attrazione del cliente (attract), le tecnologie di riconoscimento e di CRM (Customer Relationship Management) per il momento di accoglienza (welcome), gli “interactive shelf” e i sistemi di analisi dell’audience di contenuti proiettati su uno schermo per la proposta di contenuti esperienziali (experience), la “digital pen” per la fase di check-out.
Dal 2003 al 2007 il settore ha vissuto una forte crescita con un tasso di incremento medio annuo (CAGR) del 5%. L’effetto della crisi globale, che si è espresso principalmente in una contrazione dei consumi, ha visto le vendite contrarsi del -6% nel 2008 rispetto all’anno precedente.
Sono dunque numerosi i fattori di complessità che devono poter essere governati contemporaneamente nei nuovi scenari globali del settore moda, e l’innovazione tecnologica, diventa lo strumento-chiave per gestire, in ottica evolutiva, la clientela, la distribuzione, la supply chain, i brand e i prodotti.
“L’information technology ha portato a innovazioni che oggi costituiscono un fondamento imprescindibile per lo sviluppo del settore – commenta Giampio Bracchi, Presidente della Fondazione Politecnico di Milano – ma hanno una reale utilità solo se esistono le condizioni necessarie ad attuare il cambiamento. L’auspicio è che il quadro presentato oggi, ancor più nel contesto della crisi che stiamo attraversando, possa costituire un utile strumento di lettura e di comprensione del ruolo chiave della tecnologia, a volte considerata di secondaria importanza ma, a nostro avviso, fonte primaria di innovazione e vantaggio competitivo, anche e soprattutto in un settore ad elevato valore aggiunto come quello della moda.”
"L'eccellenza di prodotto è certo un asset centrale del successo della moda italiana nel mondo ma è questo il momento in cui le nostre imprese devono saper compiere un salto di qualità strutturale per il quale il ruolo della tecnologia è assolutamente centrale - afferma Fabio Benasso, amministratore delegato di Accenture. Parlare di imprese con tecnologia globale significa adottare operatori capaci di dare la stessa qualità di servizio a livello mondiale, competenze diffuse, infrastrutture, chiarezza, semplicità di approccio e visione strategica. Credo che la capacità di adottare tali soluzioni strategiche permetterà al Made in Italy di liberare un enorme potenziale e di aumentare le occasioni di espansione internazionale di un settore ad alto tasso di crescita come quello della moda".
di Piero Trupia
Ha mai visto una cosa più bella? […] ha mai pensato che ci si potesse riuscire? È la democrazia, sa! È la democrazia dell’impresa che questi corpi femminili[e maschili, perché no?]ci danno. Flessibilità, sensibilità, attenzione all’altro, capacità di relazione, capacità di mostrarsi, di farsi guardare dentro. Non è incredibile? […]L’arte è fondamentale per la produzione, l’arte è l’invenzione, l’arte è il bello che diventa motore dell’innovazione produttiva e organizzativa.
Da L’insensibile virtual art life, Episodio N° 84 de Le Aziende In-Visibili Romanzo a colori di Marco Minghetti & The living mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini. Lbri Scheiwiller, 2008
Un Gruppo di centri di produzione e di marchi (10) che smentisce con la sua vision e con il suo modo di produrre quei pregiudizi che negli scorsi decenni harvardismo e scientific management ci hanno imposto come pensiero unico egemonico.
Il Gruppo è nato nel 1950 come semplice laboratorio artigianale di sartoria, non come società di capitali, per iniziativa di una signora sensibile al bel vestire anche per i bambini: Maria Bianca Mazzarini Stronati e i suoi tre figli, Roberto, Simonetta e Valeria. Capitale sociale iniziale, zero; capitale immateriale, come know sartoriale e sociale, indefinito ma sufficinete per un’immediata operatività e crescita aziendale.
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Tratto da: Marco Minghetti & The Living Mutants Society, Le Aziende In-Visibili, Libri Scheiwiller, 2008.
La traduzione è di Cinzia Valenti - English Translation by Cinzia Valenti
Il mercato della moda e del lusso nel 2008 è stato stimato circa € 950 miliardi. Dal 2003 al 2007 ha vissuto una forte crescita con un tasso di incremento medio annuo (CAGR) del 5%.
L’effetto della crisi globale, che si è espresso principalmente in una contrazione dei consumi, ha visto le vendite contrarsi del -6% nel 2008 rispetto all’anno precedente. Ma nonostante tutto il sistema Moda si è attestato nel 2008 come uno dei pochi settori manifatturieri con saldo in attivo (fonte: Camera Nazionale della Moda Italiana).
Il convegno Quali Sfide per il settore Moda che si terrà lunedì 25 maggio presso la sede di Assolombarda di Milano offre l’occasione di presentare e discutere insieme ad aziende leader di mercato, referenti del mondo accademico ed istituzionale, i risultati di una ricerca condotta da Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Politecnico di Milano per indagare lo stato attuale del sistema Moda, le sue peculiarità, ma soprattutto le sue sfide per il prossimo futuro.
La ricerca presentata, frutto di un confronto tra 16 aziende che insieme registrano il 74% del fatturato italiano della moda, fa emergere come il vero vantaggio competitivo risieda oggi nella capacità di evolvere attraverso un modello di offerta dinamico e reattivo. L’innovazione tecnologica è la bussola per percorrere questa strada senza rischiare di perdersi.
di Enzo Riboni
“Ormai Lara stava singhiozzando, le spalle curve per la disperazione. ‘Ma chi sei? Non mi conosci nemmeno…’ . ‘Ti sbagli Lara – sussurrò lui studiando la sua angoscia proprio come un campione di scacchi avrebbe fissato il volto di un avversario sconfitto – So tutto di te. Fin nei minimi particolari”.
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a cura di: Marina Bellini MUSEI IN COMUNE ROMA 2.0
Paolo Valente uqbar. media art culture
Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione lascia intravedere possibilità del tutto nuove, come alcune interessanti forme espressive, dove l’interazione tra forma e contenuti raggiunge standard molto alti e sorprendentemente adatti al nostro vivere contemporaneo.
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Ieri notte non riuscivo a dormire. Passavo il tempo a rigirarmi nel letto tra un dormiveglia e l'altro, irritato dalle lenzuola ormai non più fresche, pensando che se magari avessi avuto un letto matrimoniale, mi sarei potuto spostare sull'altro lato e trovare un po’ di sollievo nell'illusione delle lenzuola fresche. “Già, pensavo, per sei mesi ho dormito in un letto matrimoniale a Barcellona, ed ora sono qui, dove nemmeno i letti son la stessa cosa...” E giusto per scacciare quel poco di sonno in arrivo su cui potevo ancora contare, recitai a me stesso il consueto lamento che mi accompagna fedele da quando sono tornato da Barcelona.
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Sabato 23 maggio, ore 11.00, Libreria Il Trittico, via San Vittore 3, Milano Incontro con Francesco Gallucci su Il marketing dei luoghi e delle emozioni (Francesco Gallucci e Paolo Poponessi, ed. Egea) Dai centri storici alle piazze virtuali, dai supermercati ai musei, dallo shopping nei centri commerciali agli acquisti online, da Facebook a MySpace: è possibile valorizzare le emozioni per progettare gli spazi e per fare marketing? I luoghi, diventati dispositivi comunicazionali, intercettano flussi di persone, li orientano e li coinvolgono attraverso stimoli e richiami di varia natura ed efficacia. E si afferma un diverso sistema di assimilazione della realtà, si scopre che le cose hanno un gusto, un sapore, un profumo e una consistenza materica, oltre che naturalmente una forma ed un colore. Prendono corpo su questo terreno nuove occasioni di incontro fra le persone e i luoghi, cementate da passioni e da sentimenti condivisi. Considerando i luoghi dello shopping l’analisi si arricchisce di nuovi contenuti, che fanno riferimento alla dimensione ludica, edonistica e ricreativa. Si scopre così che un luogo emotivamente più ricco e coinvolgente non solo incrementa la soddisfazione del cliente, ma riesce anche a dilatare il tempo trascorso all’interno del negozio, l’entità complessiva della spesa, la propensione al riacquisto. Lo stesso fenomeno di trasformazione interessa i cinema, le grandi stazioni, i centri commerciali, le strade del centro città e, entrando nella dimensione virtuale, Internet e il web 2.0: la sfera emozionale diventa una delle principali chiavi di lettura del design e del marketing contemporanei. Tutto ciò presuppone il confronto con la centralità acquisita dal consumatore, non più inteso come individuo isolato, ma come persona inserita in una rete di contatti e di relazioni: un cliente “centauro”, capace di muoversi con grande agilità sulla scacchiera del mercato, informato e oculato nelle scelte, attivo e partecipativo. L'incontro è libero e aperto a tutti.
di Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito)
Il Corpo 2.0 (2° incontro) from MarioEs on Vimeo.
Ci voleva un secondo incontro assieme a Fabio D'Andrea, Valentina Grassi e Debora Viviani per poter continuare a riflettere sul corpo nell'era tecno-digitale e stavolta siamo quasi fatalmente arrivati fino ad ipotizzare cosa ne potrebbe essere quando la "singolarità tecnologica" sarà una realtà.
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Tratto da: Marco Minghetti & The Living Mutants Society, Le Aziende In-Visibili, Libri Scheiwiller, 2008.
La traduzione è di Cinzia Valenti - English Translation by Cinzia Valenti
Intervista a Wagner James Au
di Andrea Romeo (aka Andret Beck), Introduzione di Mario Esposito
(aka Zygmunt Ballinger)
Sono davvero contento di potervi presentare un ottimo lavoro del brainer Andrea Romeo aka Andret Beck, che durante il suo recente periodo di studio a San Francisco ha avuto l’occasione di intervistare Wagner James Au, autore del recente The Making of Second Life, nonché uno dei più conosciuti blogger internazionali sui mondi virtuali e sui videogames.
Andret ha voluto proporre anche una sua riflessione a premessa dell’intervista fatta a Wagner in cui ci invita a riflettere sullo stretto rapporto che c’è fra il “gioco”, nella sua accezione più ampia, e Second Life.
In particolare, una domanda – in apparenza semplice ma che potrebbe anche spiazzare nel tentativo di fornire una risposta – che si è fatto è stata “Cosa spinge l’essere umano a trasferire le sue esperienze dentro (e attraverso) un monitor di un computer?” e devo dire che occorrerà rifletterci sempre di più considerato il tempo sempre crescente dedicato alle esperienze ed alle emozioni digitali sia dai meno giovani sia soprattutto dai più giovani.
Sarà in procinto di nascere (o esiste già) una nuova evoluzione di Homo Sapiens che potremmo chiamare Homo Tecno-Ludens o Homo Medium come lo definisce lo Andret? E con quali conseguenze?
Buona lettura!
Zygmunt Ballinger - Brain 2 Brain Founder
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Di Sabino Russo (Sabin Ferraris) e Luca Albanese
In collaborazione con www.movie-sat.com e EsseElleMovieMagazine
Più che un sequel, un prequel. Questa volta vi porto in Vaticano e dintorni: location di “Angeli e Demoni” il mega thriller tratto dall' omonimo romanzo di Dan Brown già autore del chiacchieratissimo “Codice da Vinci” ed idealmente collocato in un tempo antecedente a quest'ultimo . Capolavori o semplici accozzaglie ben assortite di facile suggestioni fanta-antireligiose? In ogni caso i libri del suddetto riescono a riempire prima le vetrine delle librerie di mezzo mondo e poi gli scaffali delle nostre case, troppo spesso affollati da volumoni che promettono di aiutarci a passare notti insonni.
Ovvio che il cinema se ne impossessi, per trarne films in cui il facile gioco dell'alta tensione e degli effetti speciali dilaga per raggiungere l' ambìto scopo di affollare di stupefatti spettatori le sale dei cinque continenti.
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A cura di Cristina Marelli
Per i poeti invisibili abbiamo scelto questa volta Virgulino Folhetos Bahamar jr. Nato a Puerto Nomal de Sierto nel 1974, per vivere fa il geometra dell’amministrazione regionale nel Caucro Meridional.
Virgulino sembra un nome ridicolo e inventato, ma è vero. La sua poesia è eterea, sintatticamente complessa e culturalmente sofisticata. L’atteggiamento esistenziale che ne risulta è il tentativo di cogliere il mistero di situazioni inattese e profonde, epifanie prolungate di lucidità singolare. Una sorta di agrimensore kafkiano senza angoscia, stoicamente incerto tra felicità e stupore, forse nutrito dell’attesa di una possibile misurazione finale. (Le traduzioni sono di Leonardo Terzo)
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di Marta Tiezzi
Veronika Obviate con le sue fotografie regala emozioni leggere come una carezza, semplici come un bacio a fil di labbra che attraversando la nostra anima ci faranno sentire vivi più che mai.
Ogni scatto un racconto, ogni scatto un regalo che il metaverso ci fa ogni giorno attraverso le persone che troviamo lungo il nostro cammino.
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