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WIKINVEST

Wikinvest  LA WIKI-ALTERNATIVA PER L’INFORMAZIONE FINANZIARIA

Il fallimento di prestigiose istituzioni finanziarie a seguito della crisi dei mercati globali ha trasmesso un forte segnale di sfiducia nei piccoli investitori. Il web diventa un laboratorio aperto per sperimentare un’alternativa basata sulla creazione e la condivisione delle informazioni per investire sui mercati.

Wikinvest è un portale americano di finanza interamente costruito sull’architettura della wikinomics non solo per offrire al pubblico contenuti di carattere economico, ma per consentire al pubblico stesso di creare ed editare le informazioni. E’ l’applicazione di Wikipedia alla finanza. Wikinvest è nato nel 2006 da un’idea di Parker Conrad e Michael Sha, due universitari ventenni di Harvard che condividevano la passione per il trading online. L’obiettivo non era quello di aprire l’ennesimo spazio online per ospitare le informazioni che circolano già sulla rete, ma quello di aprire l’informazione finanziaria alla partecipazione pubblica. Con uno staff composto solo dai due fondatori e da un amministratore del sito, la comunità di Wikinvest conta attualmente 250,000 membri attivi che contribuiscono alla sua enciclopedia, forniscono notizie, integrano le notizie della rete e forniscono analisi sui mercati. L’attendibilità dell’informazione dipende dalla reputazione dell’autore e deriva da un consenso o dissenso pubblico verso i contenuti pubblicati. In Wikinvest l’informazione è integrata nella formazione, che si rivolge ai concetti e alla teorie, alle tecniche di trading, alla selezione degli strumenti d’investimento. Wikinvest si basa su un concetto esteso di economia, che intreccia la finanza all’energia, alla tecnologia, all’ambiente e ai media secondo connessioni tematiche sempre aperte. La visione globale dell’economia diventa una formazione-informazione su una globalità di questioni spesso trascurata dai siti “ufficiali”.

Nonostante quest’ottimismo, le incognite di Wikinvest sono ancora da risolvere. La fiducia sul potenziale del crowd-sourcing ne sottovaluta la mediocrità e trascura gli incentivi a comportamenti “canaglia”. Wikinvest risponde filtrando i contenuti più rilevanti e aggregando in una syndication i maggiori blogger finanziari per fornire un riferimento autorevole alla comunità. Ma la metodologia wiki fa sì che i dati creati dagli utenti ne seguano anche le preferenze. Questo non vuol dire che l’informazione sia segnata da giudizi di valore. Significa che l’informazione si concentra laddove è maggiore l’interesse degli utenti. Si pone dunque un problema di copertura informativa. Uno dei due fondatori, Sha, ha infatti dichiarato che Wikinvest non segue ogni titolo azionario ma soltanto quelli più significativi per il pubblico. Questo riduce la varietà delle informazioni disponibili e restringe le scelte degli investitori ai titoli con maggiori dati.

C’è inoltre una questione che non ha ancora raggiunto la superficie del dibattito. Per l’impostazione di una wiki orientata ad una visione così ampia dell’economia occorrono dati che non sono ancora indicizzati dai principali motori di ricerca. Analisi finanziarie, ricerche accademiche, tabelle statistiche, tariffari, cataloghi. E’ il “deep web”, la rete invisibile costituita da dati conservati all’interno di database che i web-crawlers non riescono a raggiungere. Rispetto agli attuali 170 terabytes di web in superficie, ci sono quasi 90,000 terabytes di web invisibile. E’ una miniera inesplorata di informazioni rilevanti per l’agire economico. Tuttavia la maggior parte degli autori di Wikinvest contribuisce a titolo personale e non opera in grandi aziende, che invece possono accedere a fonti d’informazioni più accurate.  

La “mass collaboration” tipica dei network basati sull’informazione condivisa, come Wikipedia, può condurre non solo a soluzioni economicamente più vantaggiose, perché l’assenza di copyright fa crollare i costi di riproduzione delle informazioni e il libero contributo degli utenti abbassa i costi di transazione per individuare informazioni non disponibili sui mainstream media. Ma l’esito più interessante è la possibilità di sviluppare un modello corporate ibrido rispetto agli idealtipi del mercato e dell’impresa. Nel caso di Wikinvest quest’ipotesi diventa ancora più interessante perché è una wiki che nasce per il mercato senza però rispondere alla razionalità tipica del mercato.

Ancora nella sua fase di start-up, sebbene fornisca già contenuti al sito del quotidiano Usa Today e del periodico Forbes, Wikinvest ambisce a rattoppare la fiducia degli investitori lacerata dalla crisi. Ma forse l’ago è ancora fragile e ha bisogno di un filo, i dati presenti sul web invisibile, che resta precluso ad un accesso di massa sul quale però Wikinvest punta tanto, forse troppo. Al di là del suo funzionamento, Wikinvest costituisce l’esperimento più interessante di un network che non segue la logica del mercato e non è un’impresa in senso classico – ma può dimostrarsi più efficiente di un’impresa.

GABRIELE CAZZULINI