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Dalla SIC al Wikiromance

Gregorio Magini e Vanni Santoni. Chi sono costoro? Sono gli inventori del metodo SIC, Scrittura Industriale Collettiva. Io li ho incontrati qualche giorno fa nel contesto del Copyleft Festival di Arezzo e ho avuto modo di conversare con loro. I due simpatici giovanotti mi hanno molto cortesemente spiegato in cosa consiste il metodo da loro ideato nel 2007 e tramite cui operano da un paio di anni in rete. Ciò che mi ha colpito è la perfetta similitudine tra le modalità di composizione artistica definite dal metodo SIC e i principi dello scientific management definiti da Frederick Taylor nel 1911 (ed in nuce già colti da Adam Smith) e ancor oggi dominanti non solo le pratiche del mondo industriale e dei servizi, ma la nostra stessa vita quotidiana (cfr. per approfondimenti http://www.humanisticmanagement.it/). Nel sito della SIC si può trovare il dettaglio del metodo proposto che, mi spiace dirlo, non solo non coglie tutte le potenzialità innovative offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione ma  per molti aspetti si caratterizza per il suo conservatorismo e la difesa di modelli prima di tutto mentali fortemente ancorati nel passato: la divisione del lavoro programmata e pianificata a tavolino, la distinzione fra chi progetta e chi produce, e via dicendo, in perfetta coerenza con quanto scritto e praticato dalla triade Smith-Taylor-Ford, nonché dal dominante harvardismo in tutti i settori della società attuale.

Io penso invece che il tema cruciale della narrazione collettiva, al centro del progetto Le Aziende In-Visibili, dovrebbe essere approcciato in modo radicalmente diverso, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo alternativo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili dal prossimo 25 settembre in libreria) io credo che

  1. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. In particolare il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) dovrebbe essere quello proporre il nucleo del racconto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo di persone che sono interessate al progetto
  2. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea sarebbe bene che il testo di base fosse una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore italiano, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale
  3. i contributori dovrebbero proporre modifiche al testo originale ed integrazioni (nuove episodi, personaggi, eccetera), ma anche alle regole di scrittura
  4. i materiali prodotti (testo originale, regole di scrittura, modifiche, integrazioni) dovrebbero essere sempre a disposizione del gruppo e completamente trasparenti. Responsabilità del Direttore Artistico è quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni proposte dal gruppo  (al testo originale e/o alle regole di scrittura) vengono validate e quindi (provvisoriamente) accettate e quelle che (altrettanto provvisoriamente) non lo sono
  5. non credo che sia possibile creare dei gruppi di scrittura a cui tutti possono partecipare. Così come non tutti possono dipingere o suonare o recitare. O progettare aeroplani. Occorrono talento,  competenze di base ed esperienza. Il che non significa restringere il campo ai soli scrittori di romanzi. Ne Le Aziende In-Visibili il testo è stato scritto, oltre che da romanzieri, da un gruppo di 99 sceneggiatori, sociologi, saggisti, cantautori, eccetera. La peculiarità della scrittura è infatti quella di essere alla base di quasi tutte le forme di espressione artistica e più in generale culturale. Ciò consente di creare gruppi multidisciplinari al tempo stesso caratterizzati dalla presenza di persone già abituate a scrivere
  6. in questo quadro il romanzo (magari già arricchito da illustrazioni come nel caso de Le Aziende In-Visibili) potrà poi essere ri-tradotto in altri linguaggi espressivi: video, pittura, realtà virtuale, eccetera.