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Le Aziende InVisibili - Marco Minghetti & The Living Mutants Society

Le Aziende InVisibili di Marco Minghetti & The Living Mutants Society

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Alice annotata

16 marzo 2013 - 10:48

Alice nel Paese di Google e della Scuola Holden - Alice annotata 45

La crisi del modello dello Scientific Management consente a imprenditori e manager di passare dall’hortus clausus delle loro aziende “scientificamente” organizzate ad un’apertura al mondo, al territorio in cui operano: apertura resa ulteriormente necessaria oggi dall’avvento di Internet e del social networking. Il quarto pilastro della Wikinomics di Tapscott è infatti la capacità di coniugare locale e globale. Ecco allora che ragionare sulla reciproca fertilizzazione tra attività produttiva e creatività riconosciuta in una rete più ampia (anche artistica e intellettuale), online e offline, costituisce una sfida permanente per il destino delle imprese che vogliono sostituire lo Humanistic allo Scientific Management. Sotto questo profilo, veramente esemplare appare l'esempio della Scuola Holden di Alessandro Baricco, che in occasione dei vent'anni dalla fondazione sta ulteriormente ampliando il suo raggio di azione. Lo scrittore torinese non a caso è da molto tempo attento osservatore delle mutazioni in atto nella nostra società e dell'ascesa dei nuovi "barbari", i nativi digitali (cfr.: Alice la Barbara - Alice annotata 3). Quando Baricco afferma: «Il senso della nuova Scuola Holden? Diciamo che qui chi vorrà imparare il mestiere del pubblicitario, dovrà leggere Flaubert. E chi vorrà diventare uno scrittore di romanzi, dovrà conoscere il linguaggio della pubblicità», declina in maniera perfetta Manifesto dello Humanistic Management, che “non è un nuovo paradigma, non una nuova verità assoluta, assiomatica, ma piuttosto un nuovo tipo di discorso. Un discorso che metta al centro l’“arte”, quale ci è mostrata in massimo grado da poeti, romanzieri, drammaturghi: da “umanisti” nel senso rinascimentale, narratori di storie, “facitori di senso” (sensemakers) tramite il romanzo, la poesia, il teatro, il cinema, ma anche il social networking e il web 2.0”. Continua a leggere

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2 marzo 2013 - 14:49

Autonomia e Autosviluppo in una Social Organization - Alice annotata 44

Prima di sviluppare un excursus sul tema dell'Empatia (cfr. L'empatia come fondamento di un Mondo Vitale - Alice annotata 42), avevamo lasciato la nostra Alice alle prese con la minaccia di incendiare la casa da lei "abusivamente" occupata, lanciata come extrema ratio dal Bianconiglio, dopo il fallimento del "Piano Strategico" del Dodo, conclusosi con il tragicomico volo della lucertolina Bill (Nota: Il Modello Comando e Controllo - Alice annotata 40). Alice riesce con un bluff (evocando il fantasma della sua gattina) a ridurre gli oppositori a più miti consigli: l'incendio della casa si trasforma in una pioggia di confetti, mangiando un po' dei quali la bambina torna a dimensioni che le consentono di uscire dalla casetta e fuggire: "Appena comparve Alice, tutti le si scagliarono contro; ma la fanciulla si mise a correre più velocemente che le fu possibile, e riparò incolume in un folto bosco. 'La prima cosa che dovrò fare, — pensò Alice, vagando nel bosco, — è di ricrescere e giungere alla mia statura normale; la seconda, di trovare la via per entrare in quel bel giardino. Credo che non ci sia altro di meglio da fare'". L'evoluzione della situazione consente di mettere in luce una caratteristica tipica di Alice, quella che le consente di uscire di uscire brillantamente dalle situazioni pericolose e potenzialmente letali in cui spesso si imbatte: la capacità di prendere decisioni in maniera autonoma e di sviluppare dei piani di azione mirati a degli obiettivi da lei stessa individuati. Una capacità in netto contrasto con la stupidità organizzata messa in moto dal modello del Comando e Controllo che porterebbe il fantozziano Bianconiglio a bruciare la sua stessa casa pur di far sloggiare la "mostruosa" Alice. Stupidità che fa il paio con la paura che governa ogni suo comportamento, tanto che anche in questo caso basta pochissimo per spaventarlo. Non diversamente molti ottusi Scientific Manager stanno facendo andare a fuoco le aziende pubbliche e private di cui sono responsabili, pur di opporsi all'innovazione che potrebbero portare le nuove logiche del lavoro collaborativo che temono tremendamente, anche perchè non le conoscono, e di cui i giovani, oggi esclusi dal mercato del lavoro, sarebbe i più efficaci implementatori. Continua a leggere

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13 novembre 2012 - 7:55

Anche Alice Postmoderna su #iocollaboro che verrà presentato al Social Case History Forum

Il libro #iocollaboro segnala l'interesse crescente verso le pratiche di lavoro collaborativo. Raccolta di tweet relativi ad idee ed esperienze collaborative fra cui Alice Postmoderna, verrà presentato giovedì 15 novembre alle ore 12 in occasione del Social Case History Forum, al Centro Congressi Palazzo Stelline di Milano.. Continua a leggere

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27 ottobre 2012 - 10:57

L'Unità Impermanente degli opposti si realizza sui social network - Alice annotata 43

I social network possono essere dei Mondi Vitali nella misura in cui, utilizzando tutte le potenzialità tecnologiche e culturali dei social media, consentono empatia sistemica, leadership convocativa e creatività collaborativa. L'esperienza quindi di una Unità Impermanente alla cui continua ri-definizione le persone contribuiscono passando attraverso la perpetua decostruzione e ricostruzione della propria individualità. Proprio come fa Alice nelle sue meravigliose avventure. Continua a leggere

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20 ottobre 2012 - 19:28

L'empatia come fondamento di un Mondo Vitale - Alice annotata 42

La discussione avviata nelle Note precedenti ha portato a chiederci se le community che utilizzano i social media per ottenere co-generazione di valore e mass collaboration possano essere considerati dei Mondi Vitali, ovvero sistemi relazionali fondati, abbiamo detto, su una "empatia sistemica". Si tratta allora di capire cosa intendiamo con il termine "empatia". Continua a leggere

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11 ottobre 2012 - 9:31

Il Social Network è un Mondo Vitale? - Alice annotata 41

Il viaggio di Alice in Wonderland, abbiamo detto nella Nota precedente, è anche una fuga dalla "caserma" della modernità solida, dallo Scientific Management, che trova la sua massima espressione nel desiderio di Alice di scrivere le proprie avventure in un libro fatto di “immagini e conversazioni”. Ovvero nel gesto tipico che il Nativo Digitale compie ogni giorno e più volte al giorno specialmente all’interno dei social network. Tuttavia, proprio come Alice ben presto scopre che Wonderland non è il regno della pura libertà, ma vige in molti suoi luoghi il modello militare dello Scientific Management, così accade alle Alici postmoderne che surfano nella Rete. Si pone così il quesito: i social network sono Istituzioni Totali o Mondi Vitali? Continua a leggere

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21 settembre 2012 - 10:45

Il Modello Comando e Controllo - Alice annotata 40

Con la Nota Fra Scientific Management e Social Organization - Alice Annotata 37, abbiamo dato inizio all'analisi del Capitolo Quarto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Se nel Capitolo Terzo Alice ha sperimentato modalità di collaborazione creativa che sembrano addirittura anticipare le moderne tecniche di braistorming e i contemporanei modelli relazionali della social organization, in questo si misura con il paradigma organizzativo militare e gerarchico che costuisce il fondamento dello Scientific Management: il modello tayloristico appunto noto come “Comando e Controllo”, formalizzato nei Principi dello Scientific Management (1911). Continua a leggere

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14 settembre 2012 - 17:11

Il manager e il romanziere - Alice annotata 39

Contro la dittatura del “significato unico” imposto dalle procedure, dagli standard e dalle best practices, si impone la necessità di passare a nuove modalità di Management 2.0 che consentano a tutti di generare nuovi percorsi di senso all'interno delle organizzazioni. Di costruire imprese, cioè, in cui sia possibile scoprire le moltiplici possibili strade che conducono alla piena valorizzazione del proprio potenziale e quindi alla generazione di valore per l’azienda. Un valore che peraltro McKinsey stima in 1300 miliardi di dollari. Ecco allora che attivare percorsi di change management che conducano alla collaborative o alla social organization, significa mettere in atto la lezione proposta da Kundera nel suo saggio Il sipario, quando ricorda il modo in cui Fielding definisce l’arte del romanzo: “Inventando il suo romanzo, il romanziere scopre un aspetto sino allora ignoto, nascosto, della ‘natura umana’; un’invenzione romanzesca è perciò un atto di conoscenza che Fielding definisce ‘una rapida e sagace penetrazione della vera essenza di tutto ciò che costituisce l’oggetto della nostra contemplazione’”. Come il romanziere dovrà allora comportarsi lo humanistic manager: non inseguire le ex-novità diventate “mode”, ma ricercare continuamente itinerari inesplorati per andare verso l”anima delle cose”, attraverso scoperte che sono in certa misura sue proprie “invenzioni”. Continua a leggere

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5 settembre 2012 - 17:03

... E ricorda il tuo nome! - Alice annotata 38

"... and remembember who you are!" è l'ultimo consiglio dato dalla Regina Bianca ad Alice nel secondo capitolo di Attraverso lo Specchio, che in molti traducono:“ricordati il tuo nome!”. E a ragione, perché lo scientific management inizia il suo attacco alla singolarità liquida della persona, partendo proprio da qui, sostituendo il nome proprio con un codice, un numero di matricola, un ruolo, un grado: lapidi diverse da apporre sulla fosse comune in cui giacciono le nostre individualità. E' dunque nel nostro esserci, direbbe Heidegger, troviamo la risposta alla crisi che, citando Illich, "ha le sue radici nel fallimento dell'impresa moderna... nel grande progetto di sostituire la soddisfazione razionale e anonima alla risposta occasionale e personale che si è trasformato in un implacabile processo di asservimento del produttore e di intossicazione del consumatore... a spese della convivialità". Continua a leggere

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30 agosto 2012 - 9:46

Fra Scientific Management e Social Organization - Alice Annotata 37

Il Quarto Capitolo di Alice in Wonderland descrive perfettamente l’archetipo organizzativo dello Scientific Management. E’ connotato da una rigida gerarchia (che dalla Duchessa passa per il Coniglio e arriva ad Alice); dal modello prescrittivo direttivo del Comando e Controllo; da un clima di Paura (il Coniglio è angosciato, Alice è spaventata, Bill –dopo l’incontro ravvicinato del terzo tipo con Alice- sarà “a deal too flustered to tell you”); dal valore primario dell’Efficienza (l’incubo perenne del ritardo aleggia ogni volta che appare il Coniglio, la cui fantozziana figura assomma metaforicamente in sé tre “marchi”, in senso kiplinghiano, della Modernità Solida: il Controllo, il Disorientamento e la Paura); dalla rigida classificazione delle persone in base al ruolo: Alice-cameriera, Coniglio Bianco-Padrone-ma-anche-Servo-della-Duchessa, ovvero impiegato, quadro intermedio (con la sua bella targhetta), top management (Regina-Duchessa). Continua a leggere

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21 agosto 2012 - 8:32

Creatività, social innovation, social learning - Alice Annotata 36

L’invenzione e il prodotto che ne consegue sono ben poca cosa se si perde di vista il loro valore in termini di innovazione sociale. Questa visione della creatività è al cuore del social media ideaTRE60, che ho disegnato e lanciato nel marzo 2010 per conto di Fondazione Italiana Accenture, dopo un anno di studio e progettazione. Di questa piattaforma, che in maniera assolutamente pionieristica ed innovativa si è concentrata sulla realizzazione di progetti di utilità sociale, sono stato poi Direttore Responsabile fino al marzo 2011. Una esperienza che assume tanto più significato dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto McKinsey (cfr. I dieci processi da sviluppare in chiave social secondo McKinsey) che individua proprio nel Terzo Settore un'area con un potenziale economico enorme da sviluppare in termini di social business. Continua a leggere

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12 agosto 2012 - 8:33

L'Amore al tempo della Coda Lunga - Alice annotata 35c

A detta di Kevin Kelly è innaturale analizzare tutta la Coda Lunga dallo stesso punto di vista ovvero quello del profitto economico, in quanto tutti e tre i segmenti che la compongono possono generare e riportare profitti ai Creatori di opere, beni, prodotti e servizi, ma in maniera differente. La dimensione dei primi due segmenti, quello del mercato di massa e quello delle nicchie di mercato, conduce al profitto in termini di denaro. La dimensione del terzo segmento è quella dell’Amore per la connessione, del dono, dell’apprendimento, della produzione, della collaborazione e della condivisione. In una parola, è la dimensione della cura in un senso molto vicino a quello hiedeggeriano, anche se oggi preferiamo magari usare il termine Engagement. Una dimensione, dunque, del tutto in sintonia con i principi dello humanistic management Continua a leggere

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5 agosto 2012 - 11:47

Nella nicchia - Alice annotata 35b

Dall'analisi svolta in La lunga coda del Topo e la coda lunga di Anderson - Alice annotata 35a emerge la centralità rivestita nella nuova economia online dalla nicchia, luogo amato anche dalla nostra Alice, che spesso si manifesta proprio in luoghi interstiziali della cultura popolare. Vorrei quindi oggi soffermarmi sul fatto che la nicchia, tipicamente trascurata dallo scientific management, è importantissima anche nell'economia offline, così come va ripetendo da molti anni uno dei firmatari del Manifesto dello humanistic management, Piero Trupia. Continua a leggere

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29 luglio 2012 - 9:32

La lunga coda del Topo e la coda lunga di Anderson - Alice annotata 35a

Il terzo capitolo di Alice in Wonderland si chiude con un'ultima immagine, che risulterà molto familiare ai creativi frequentatori della Rete: quella della “coda lunga” del Topo, che nasce ancora una volta da una con-fusione linguistica (tail, coda e tale, storia, in inglese si pronunciano allo stesso modo). Dal mescolamento creativo dei campi semantici, scaturisce una “lunga storia” che è anche una “coda lunga”! Vale quindi la pena di chiudere le nostre riflessioni sulla creatività stimolate dal terzo capitolo del Wonderland, richiamando le osservazioni apparse in Rete relative al post pubblicato sul blog di Seth Godin intitolato The Long Tail and the Dip, dove si offre un’interpretazione della teoria della Long Tail di Chris Anderson, che ha avuto molto successo (di questo articolo appaiono continuamente traduzioni, sintesi e commenti anche in italiano). Proprio come fa Alice gettandosi nella Tana del Bianconiglio, così Seth Godin ha analizzato la curva della Long Tail, dalla Testa scendendo fino alla Coda infinita. Ha così individuato tre diversi segmenti in cui possibile suddividerla, che rappresentano tre diversi posizionamenti di mercato e tre diverse soluzioni per i creativi che desiderano vendere le proprie opere. Continua a leggere

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22 luglio 2012 - 10:12

Convention vecchie e nuove in tre atti - Alice annotata 34

Tre "convention" a confronto. Le prassi creative e meritocratiche proposte in Alice nel Paese delle Meraviglie e ne La Mente InVisibile contrapposte alle modalità tradizionali di gestione del potere all'interno delle organizzazioni tayloristiche. Continua a leggere

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14 luglio 2012 - 9:59

Le regole della creatività - Alice annotata 33

L'autorità basata unicamente sull’”anzianità di servizio”, tipica delle organizzazioni tradizionali gerarchiche, non è quella che serve per stimolare processi creativogenici. Come mette subito in chiaro Alice: “Indeed, she had quite a long argument with the Lory, who at last turned sulky, and would only say, `I am older than you, and must know better'; and this Alice would not allow without knowing how old it was, and, as the Lory positively refused to tell its age, there was no more to be said.” Per sprigionare creatività serve "qualcosa di completamente diverso", direbbero quei grandi creativi dei Monty Python. Come apprende Alice nel Paese Al Di Là dello Specchio, occorre ad esempio allenarsi ogni giorno fin da giovani a pensare ad almeno sei cose impossibili prima di colazione. Perché, scrive il Premio Nobel Wislawa Szymborska, “l’impossibile è possibile”. Come fare, dunque? Continua a leggere

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11 luglio 2012 - 8:47

HR 2.0? Una social media strategy per le risorse umane. Parte quinta: Training The Company

Proseguiamo nella descrizione di una possibile social media strategy per le risorse umane. Dopo Employer Branding, Recruiting, Screening, Internal Marketing e Sviluppo delle Competenze, vediamo come impostare e realizzare un piano di formazione aziendale per la sensibilizzazione diffusa ai social media ma anche specificamente orientato alla creazione di figure professionali ad hoc. Continua a leggere

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8 luglio 2012 - 9:26

Fantasia, concretezza, metadisciplinarietà. Alice annotata 32

La creatività, intesa come commistione di fantasia e concretezza, è un fattore strategico dell’organizzazione. Nella costituzione di gruppi di lavoro e community online finalizzati alla trasformazione dell'impresa in social organization, è importante allora mettere insieme professionalità e singoli individui che hanno gradi alti dell’una o dell’altra caratteristica. In generale si tratta di abbandonare il modello organizzativo scientifico del lavoro, caratterizzato da un approccio che tende a distinguere e moltiplicare gli specialisti e teso verso la ricerca di one best way e best practice, a favore di un modello di management umanistico, segnato al contrario da un approccio metadisciplinare che garantisce la commistione di competenze, professionalità e profili curriculari diversi su progetti condivisi non parcellizzati. Proprio come accade in molte poesie di Carroll, dove lo sviluppo autonomo di due serie contemporanee determina un insieme apparentemente privo di senso, ma che appare invece straordinariamente sensato se si trova la chiave (e questo può farlo solo una mente “perfettamente equilibrata”) per farle convergere in una nuova unità dal senso molteplice. Continua a leggere

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30 giugno 2012 - 9:54

Dal Brainstorming all'Idea Management - Alice annotata 31

Nel contesto della social organization, la tecnica tradizionale del brainstorming viene sviluppata attraverso nuove piattaforme di Idea Management. Ma nel terzo capitolo di Alice in Wonderland ne troviamo già perfettamente illustrate tutte le caratteristiche fondamentali. Continua a leggere

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24 giugno 2012 - 9:00

Multimedialità, crossmedialità, transmedialità - Alice annotata 30

Un tema molto discusso negli ultimi tempi è lo sviluppo della multimedialità in crossmedialità prima e transmedialità poi. Un processo che connota fortemente l'esperienza dello Humanistic Management così come la fortuna di Alice, che dal primo manoscritto di Carroll è passata attraverso le più diverse forme di comunicazione: film, serie televisive, letture radiofoniche, musical, rappresentazioni teatrali, cartoni animati, videogiochi, solo per citarne alcune. Continua a leggere

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18 giugno 2012 - 17:33

I limerick di Twitter - Alice annotata 29

L'utilizzo della forma aforistica nel mondo 2.0 (grazie alla concisione richiesta da Twitter) ci riconduce all'estetica carrolliana e ci aiuta a comprendere la poeticità di documenti apparentemente omologabili all'arida prosa manageriale come il Social Business Manifesto. Continua a leggere

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13 giugno 2012 - 20:09

Il Padrone del linguaggio nella Rete - Alice annotata 28

I due libri di Alice sono strutturalmente degli esempi di creatività che anticipano la sensibilità contemporanea. Se passiamo poi ai contenuti è veramente sorprendente scoprire quante analogie si possono individuare fra le bizzarre poesie e canzoni di cui sono costellate le avventure di Alice (che anche per questo sono continuamente al centro di riadattamenti in formato musical) e le modalità con cui si fa satira in Internet. Continua a leggere

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6 giugno 2012 - 22:45

Il genere dei capolavori è il mash up? - Alice annotata 27

Carroll con i due libri di Alice anticipa quella caratteristica dei capolavori della contemporaneità che consiste nell’impossibilità di ricondurli ad un genere pre-determinato, come vorrebbe la mentalità dominante improntata allo specialismo tipico dello scientific management. Continua a leggere

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27 maggio 2012 - 5:47

Wonderland e il genius loci della creatività - Alice annotata 26

“It's my own invention”: la creatività, nella prospettiva dello Humanistic Management, è la capacità di realizzare qualcosa di nuovo, di sorprendente, di mai visto prima, destinato ad incidere, in misura maggiore o minore, su quanto avverrà in futuro. Essa nasce... Continua a leggere

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20 maggio 2012 - 9:24

La creatività del Cavaliere Bianco - Alice annotata 25

“It's my own invention”, “E’ una mia personale invenzione”: il titolo dell’ottavo capitolo di Attraverso lo specchio è la frase che sintetizza il carattere dello strampalato Cavaliere Bianco: personaggio che più di tutti assomiglia a Charles Dodgson-Lewis Carroll fra i... Continua a leggere

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13 maggio 2012 - 9:52

La sincerità di Alice e il realismo di Robinson - Alice annotata 24

Anche oggi su La Repubblica (pag. 45) Maurizio Ferraris non perde l'occasione di ironizzare sull'aspirazione all'autenticità e alla sincerità "postmoderne" dei Nativi Digitali, rivendicando il valore del cinismo di chi guarda alla "verità dei fatti": l' "essenziale è la realtà... Continua a leggere

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6 maggio 2012 - 8:53

La misura dei fatti - Alice annotata 23

Il ragionamento che abbiamo condotto in queste settimane e che ci ha portato a discutere sul valore della "verità dei fatti" ci induce a ritenere che siamo probabilmente ad uno snodo storico critico. Persino Baricco, presentando qualche tempo fa al... Continua a leggere

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30 aprile 2012 - 5:03

Amleto e la verità dei fatti - Alice annotata 22c

Nella testa di ognuno di noi risiede un mondo interiore impermanente, fluido, in costante mutazione che non può essere rinchiuso nel recinto delle “iscrizioni”, dei “dati”, dei “fatti”, come vorrebbero i nuovi realisti capeggiati da Maurizio Ferraris. Stiamo parlando del “mondo dei plena” di husserliana memoria. Meglio ancora, dello spazio esistente fra il mondo dei “granelli di sabbia” descritto in Vista con granello di sabbia da Wislawa Szymborska, ovvero degli oggetti, e quello che nel Manifesto dello Humanistic Management definiamo il mondo vitale: lo spazio dell’interpretazione, lo spazio abitato da quella che Ugo Volli ha definito l’”eccezione umana”. Come ha osservato Piero Trupia sul numero 13 di personae, “la nostra conoscenza procede per concettualizzazione delle cose del mondo che in sé sono plena e non concetti. Il concetto astrae, semplifica e lascia fuori pezzi di realtà”. Ma questi pezzi a volte ritornano, direbbe Stephen King, ad inquietare non solo i sonni ma anche le veglie di coloro che, illudendosi di ridurre la realtà ad un meccanismo semplice da manovrare, si ritrovano ad essere stritolati in un incubo di cui non comprendono le logiche, poiché estranee alla “one best way”. Continua a leggere

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22 aprile 2012 - 11:45

I nostalgici del pensiero forte - Alice annotata 22b

Le “favole” aziendali e politiche della modernità solida adempiono alle stesse funzioni di conservazione e diffusione del Pensiero Unico che svolgevano le favole tradizionali al tempo di Alice. Ma non si può fare, come mi sembra faccia Maurizio Ferraris, di tutta l’erba un fascio: la generazione di significati alternativi dal basso grazie alla connettività multimediale e il web 2.0. è cosa radicalmente diversa dalla strumentalizzazione di strumenti di comunicazione uno-molti quali la televisione che i Padroni del Linguaggio della situazione usano per imporre il loro Pensiero come Unico. Continua a leggere

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16 aprile 2012 - 8:19

Chi è nel sogno di chi? (Alice annotata 22a)

Il processo di sensemaking post-moderno pre-visto da Alice attraversa tutte le aree indicate da Weick, ma il “senso” generato in questo modo rovescia completamente il Buon Senso inteso come Senso Unico del mondo regolato dallo Scientific Management. Il senso liquido e cangiante cui Alice ci introduce è talmente onirico e pulviscolare da apparire irreale e irrealistico ai difensori del “pensiero forte” che da qualche anno stanno tornando di moda ed è ben rappresentato dal Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris. Si è così aperto un dibattito che naturalmente interessa molto ai carrolliani di ogni tempo, perché sembra riprendere la disputa di Alice con Tweedledum e Tweedledee su chi è nel sogno di chi nel Capitolo Quarto di Attraverso lo Specchio. Continua a leggere

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9 aprile 2012 - 8:31

Il tagging come produzione collettiva di senso- Alice annotata 21b

Che fare dunque, ci chiedevamo la volta scorsa, per evitare la morsa che ci stringe fra memorie di stock e memoria di flusso? La via di uscita dal paradosso è la produzione collettiva di senso (sensemaking) che passa per la narrazione (storytelling). Sotto questo profilo, è interessante riflettere sull’attività di tagging (dall’inglese “tag”, contrassegno; in italiano taggare) che in origine consisteva nell'attribuzione di una o più parole chiave, dette tag, che individuano l'argomento di cui si sta trattando, a documenti o, più in generale, file su internet. Ma questa attività ha assunto una importanza sempre maggiore su tutti i siti per catalogarli meglio e proporre altre informazioni correlate agli utenti. Fino a che i singoli utenti hanno cominciato ad usare il tagging per contrassegnare le proprie risorse digitali. Succede così che abbinando ad un certo contenuto un numero potenzialmente infinito di tag o parole chiave, di fatto io ridefinisco quell’oggetto mettendolo in connessione con l’esperienza e l’interpretazione che di quella cosa danno tutte le persone taggate. Continua a leggere

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2 aprile 2012 - 8:54

I paradossi di Alice e quello di Wile Coyote - Alice annotata 21a

Wile Coyote vive insieme all’inefferrabile Bip Bip (Roadrunner) in un paesaggio metafisico. Non sembra neppure uno spazio fisico, sembra più uno spazio mentale, onirico: spesso ho pensato che il Bip Bip sia solo una allucinazione del Coyote, che lo insegue come Alice il Bianconiglio e Amleto il fantasma del padre, dubitando forse come il Principe danese della sua effettiva realtà e cercando disperatamente la “mouse trap” (la Bip Bip trap) che gli consenta, prima ancora che di mangiarlo, di dimostrarne la reale esistenza (mentre Alice scoprirà alla fine che il Bianconiglio era parte di un sogno). Sia come sia, il Coyote sosta in un flusso di memoria perenne, dimenticando continuamente il passato. Ad ogni nuovo episodio sembra dimenticare le centinaia di tentativi falliti nei cartoni precedenti (nonché i fallimenti prodotti in serie all’interno di uno stesso cartone) e si ostina pervicamente a rincorrerre il Bip Bip, dimentico persino del fatto che nel corso dei suoi precedenti tentativi è già morto migliaia di volte. Perché è questo il segreto della memoria di flusso: è un antidoto contro la morte che però conduce alla follia (come insegnano appunto Amleto e la stessa Alice -a lei lo certifica lo Stregatto). Ma quando il nostro eroe esce dal suo personalissimo “flusso di coscienza” e cristallizza l’esperienza, la trasforma in memoria di stock, precipita. Lo stesso succede ad Amleto: quando prende atto della veridicità della versione del passato fornita dal fantasma e ne accetta la univoca realtà, muore. Quando Alice prende consapevolezza della statura (morale e fisica) da lei assunta in Wonderland, si sveglia. La memoria di stock è letale. Irrigidisce il flusso della memoria nel rigor mortis tipicamente cadaverico. Così Maurizio Ferraris ha ragione a sostenere che le tracce indelibili, immodificabili, che lasciamo su blog o hard disk, social network o iPad ci “imbalsamano” proprio come i Faraoni nelle Piramidi. L'eternità che ci consentono è della stessa natura di quella concessa a una mummia. Continua a leggere

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25 marzo 2012 - 10:52

La società della conversazione - Alice annotata 20

Proprio come il Wonderland di Alice, quella in cui viviamo è una società della conversazione (oltre che dell’immagine). Ma a differenza delle conversazioni che si svolgevano nei salotti aristocratici del Settecento, quelle che oggi si svolgono in Rete pongono il problema del trascorrere dal Senso-Unico-in-realtà-Senza-Senso del taylorismo al Non-Senso-in-realtà-fin-troppo-pieno-di-significati della contemporanietà 2.0. Continua a leggere

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19 marzo 2012 - 8:02

La Buona Educazione nell’era del Societing - Alice annotata 19b

L'analisi del dialogo che si svolge al margine del lago di lacrime in Alice nel Paese delle Meraviglie ci aiuta a capire le modalità delle conversazioni che svolgiamo online e offline.“Qui ci sono alcune regole. Regola del rapporto tra aggressività e buona educazione. Il Topo si sente aggredito dai lapsus di Alice. La Gazza si sente insultata perché Alice le parla di gatti. Cosa bisogna dire e cosa non dire? Perché il Lorichetto si offende e risponde: ‘Io sono più vecchio di te e certamente ne so di più’? E’ tutto un gioco a intendersi-fraintendersi. Di cosa si sta parlando? Non si sa. Tutti non fanno che chiedersi scusa, I beg your pardon, scambiarsi formule di cortesia per tenere in piedi una conversazione vuota.” Proprio come negli ambienti sociali pre-determinati e pre-costruiti dai pianificatori del taylorismo: così perfettamente sensati, da risultare del tutto folli. Mobbing, nevrosi, depressioni, persino suicidi (chi si ricorda il caso di Telecom France?): questi sono i frutti del buon senso dello scientific manager. E c’è chi ha il coraggio di accusare Carroll di schizofrenia … critici letterari o psicologi che evidentemente non hanno mai frequentato una azienda e i suoi top manager. Continua a leggere

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11 marzo 2012 - 8:42

La conversazione in Rete: fra Regole, Netiquette, Policy ed Emoticon (Alice annotata 19a)

L’istituzione di ambienti sociali, insegna Weick, è un passaggio indispensabile nel processo di sensemaking. E’ una lezione che apprende presto anche Alice: dall’incontro con il Topo in poi tutte le tappe più rilevanti delle sue avventure sono segnate da scenette dialogiche, che rispecchiano e al tempo stesso rivoluzionano (il senso è nonsenso, il nonsenso è senso) le regole delle conversazioni fra adulti.Come osserva Celati, dopo quella con il Topo, “con gli altri animali della pozza delle lacrime, con la Duchessa, col Bruco, il gatto del Chesire, il Cappellaio Matto e soci. Sempre discussioni, contrasti verbali. Dice Alice ad un certo punto: “E’ davvero un peccato come questa gente litighi sempre. Ce n’è abbastanza da farti diventare matta" (capitolo VI).Se ci pensiamo bene, è lo stesso problema del management 2.0 e in generale del social networking: le conversazioni da molti a molti, peer to peer, eccetera, sono generative di significati nuovi ed alternativi rispetto a quello imposto dagli Standard del Pensiero Unico dello Scientific Management, ma non di meno richiedono delle regole di conversazione per non degenerare nel caos. Di qui la Netiquette. Curioser and curioser, una parola portmanteau, concetto chiave in Alice e nello Humanistic Management. Continua a leggere

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5 marzo 2012 - 8:48

Pillola rossa o pillola blu: le relazioni digitali sono “autentiche”? - Alice annotata 18c

Il secondo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie si chiude aprendo la strada ad una evoluzione adattativa del rapporto Alice-Topo, basata sul mutuo consenso; una strada che passa per la narrazione delle nostre storie personali, per la messa a fattor comune di emozioni, sensazioni, ricordi che, una volta condivisi, costituiscano una nuova base per la costruzione di significato (sensemaking). “Un processo sociale: quello che dico, che seleziono e che concludo sono determinati da chi mi ha socializzato e come” (Weick). Affermazione ancora più vera nel mondo del social networking in Rete: “nel mondo digitale cosiddetto 2.0 di oggi, il nostro Sé esiste solo in connessione a tutti gli altri”, dicevamo con De Kerchove discutendo sulla Pagina Facebook di Alice Annotata.Il problema allora è: questi rapporti elettronici, digitali, virtuali, sono “autentici” ? Secondo noi, sì. Continua a leggere

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27 febbraio 2012 - 9:06

Il Malinteso necessario per intendersi - Alice annotata 18b

Alice dialogando con il Topo nel lago creato dalle sue stesse lacrime capisce la necessità di mantenere un certo margine di ambiguità per sviluppare un processo di sensemaking collaborativo. Continua a leggere

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21 febbraio 2012 - 9:36

L'Agenzia per l'innovazione riconosce in Alice Postmoderna un benchmark di Education 2.0

Come i lettori forse ricorderanno, ho partecipato con il Progetto di Education 2.0 Alice Postmoderna alla recente Innovation Jam proposta dall'Agenzia per l'Innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Alice Postmoderna partecipa all'Innovation Jam). Ieri, con una circolare diffusa a... Continua a leggere

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20 febbraio 2012 - 10:31

L’Ambiguità che favorisce la comunicazione - Alice Annotata 18a

Abbiamo concluso il post precedente - La dittatura dello Standard e il Nonsenso di Alice (Alice Annotata 17b) - ricordando “la fiduciosa apertura della nostra Alice metamorfica, hacker, sensemaker, verso le diversità, la sua continua esplorazione delle infinite possibilità del... Continua a leggere

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13 febbraio 2012 - 10:10

La dittatura dello Standard e il Nonsenso di Alice - Alice Annotata 17b

Insieme a Carlo Sini e Marshall McLuhan abbiamo visto nel post precedente come Alice abbia colto un principio epistemologico chiave della postmodernità: l’impermanenza del senso, la sua continua mutabilità. A questo principio la modernità solida oppone la fede nello Scientific... Continua a leggere

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6 febbraio 2012 - 9:54

Il segreto di Alice fra testo e contesto - Alice annotata 17a

Which way, which way? Alice, dopo lo scatto bambinesco (ha solo sette anni dopotutto!) che conclude il dialogo con sé stessa (vedi post precedente) e che apre il secondo capitolo delle sue avventure in Wonderland, capisce che da sola non... Continua a leggere

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31 gennaio 2012 - 10:50

Alice la sensemaker: la Grande Legge della Metamorfosi - Alice annotata 16c

Se la freccia temporale è quella che dal futuro conduce al passato, la retrospettività è la modalità fondamentale per raggiungere l’obiettivo del sensemaking, la costruzione dell’identità, individuale e collettiva. Alice è continuamente impegnata in questo sforzo (la continuità essendo, abbiamo... Continua a leggere

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23 gennaio 2012 - 10:19

Alice la sensemaker: la visione retrospettiva - Alice annotata 16b

Ma andiamo più a fondo nel ragionamento iniziato con il post precedente. Partiamo dall’immagine intorno cui si sviluppa il secondo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie: “she was in the pool of tears which she had wept when she... Continua a leggere

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16 gennaio 2012 - 9:20

Alice la sensemaker: il futuro crea il passato - Alice annotata 16a

16 Which way, which way? E’ l’altra fondamentale domanda (dopo quella relativa ai libri senza immagini e conversazioni) che si pone la nostra Alice sensemaker barbara, nativa digitale, postmoderna, dicevamo. La seconda caratteristica del processo di sensemaking che ritroviamo in... Continua a leggere

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9 gennaio 2012 - 10:16

Alice la sensemaker: l'identità mutante - Alice annotata 15b

Riprendiamo il discorso avviato in Hard Boiled Alice (Alice annotata 15a), esaminando il primo degli elementi costituitivi del processo di sensemaking attraverso lo sguardo di Alice: la costruzione dell’identità individuale, che rappresenta anche il tema più importante di Alice in... Continua a leggere

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31 dicembre 2011 - 0:00

King, Murakami, Carroll: una oscura ghirlanda postmoderna (Alice Annotata bonus track)

Postrisotto al cenone In questi ultimi mesi si è tornati accanitamente a discutere di moderno e postmoderno. La miccia che ha fatto scatenare l’esplosione è stata accesa a settembre, con l’apertura della mostra londinese Postmodernismo. Stile e sovversione. 1970-1990. Una... Continua a leggere

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20 dicembre 2011 - 17:48

Alice postmoderna diventa un mash up contest

Cineama.it e MAshRome Film Fest, uniti dal desiderio di esplorare le nuove forme di espressione artistica e dei linguaggi crossmediali, stringono una collaborazione che parte con la realizzazione del contest "Alice postmoderna: le intuizioni di Lewis Carroll come chiave di... Continua a leggere

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12 dicembre 2011 - 11:03

Hard Boiled Alice - Alice annotata 15a

Which way, which way? Quale è la strada che conduce al senso? Parks, analizzando in particolare i libri carrolliani più importanti, i due dedicati ad Alice e The Hunting of the Snark (che è uno sviluppo del Jabberwocky contenuto in... Continua a leggere

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5 dicembre 2011 - 9:48

Il buon senso del nonsenso - Alice annotata 14b

Le avventure di Alice sono segnate dal suo continuo tentativo di sfuggire allo spaesamento (sotto questo profilo, il testo collettivo del 1977 a cura di Gianni Celati, programmaticamente intitolato Alice disambientata, è ricco di suggestioni ancora attuali) indotto dall’entrata nel... Continua a leggere

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28 novembre 2011 - 12:10

Le parole sono importanti! - Alice annotata 14a

Which way, which way? Domanda angosciosa che enfatizza la necessità di aprire alla molteplicità dei significati cui il Pensiero Unico (taylor-fordistico) contemporaneo cerca sempre più inutilmente di precludere l'accesso, grazie anche alla rivoluzione di Internet prima del 2.0 poi. Leggiamo... Continua a leggere

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