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La bellezza che salva i bambini

di Piero Trupia

Ha mai visto una cosa più bella? […] ha mai pensato che ci si potesse riuscire? È la democrazia, sa! È la democrazia dell’impresa che questi corpi femminili (e maschili, perché no?) ci danno. Flessibilità, sensibilità, attenzione all’altro, capacità di relazione, capacità di mostrarsi, di farsi guardare dentro.   Non è incredibile? […]L’arte è fondamentale per la produzione, l’arte è l’invenzione, l’arte è il bello che diventa motore  dell’innovazione produttiva e organizzativa.  

(Da L’insensibile virtual art life, Episodio N° 84 de Le Aziende In-Visibili, Romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society.  Con 190 immagini  di Luigi Serafini. Lbri Scheiwiller, 2008)

Un Gruppo di centri di produzione e di marchi (10) che smentisce con la sua vision e con il suo modo di produrre quei pregiudizi che negli scorsi decenni harvardismo e scientific management ci hanno imposto come pensiero unico egemonico.

Il Gruppo è nato nel 1950 come semplice laboratorio artigianale di sartoria, non come società di capitali, per iniziativa di una signora sensibile al bel vestire anche per i bambini: Maria Bianca Mazzarini Stronati e i suoi tre figli, Roberto, Simonetta e Valeria. Capitale sociale iniziale, zero; capitale immateriale, come know sartoriale e sociale, indefinito ma sufficinete per  un’immediata operatività e crescita aziendale.

La vision ancor oggi professata è che anche i bambini e gli adolescenti hanno diritto a una individualità nell’abbigliamento festivo e quotidiano e potessero già allora, con il favore del miracolo economico, essere liberati dalla condanna a portare gli abiti dei fratelli maggiori nell’ordinario e della stessa foggia degli adulti, in piccolo, nel festivo. Una rivoluzione culturale e sociale di portata mondiale. La convinzione sottostante è che l’abito fa il monaco, è parte dell’individualità e contribuisce a formarla.

Oggi Simonetta Abbigliamento (S.A.) ha un personale stabilizzato di 103 collaboratori, che dipendono da se stessi, dicono; 200 nell’indotto e un numero variabile di alcune centinaia di façonisti nel territorio jesino sotto la protezione del genius loci.  

Oggi S. A. gestisce 10 marchi, otto autogenerati e due su licenza di Roberto Cavalli, Cavalli Angels, femminile e Cavalli Demons, maschile. La produzione annua è di 60.000 capi di abbigliamento e 70.000 paia di scarpe, belle e adatte a un piede in formazione.

Abolito l’abito della prima comunione, S. A. crea una linea completa per la vita di tutti i giorni, per la scuola, lo sport, la festa e il tempo libero.

Una caratteristica della linea S. A. è integrare nello stile italiano le suggestioni di altre civiltà, europee e del resto del mondo. Il regimental e il college britannici, l’etnico sahariano, il rituale degli indiani d’America e degli indios dell’Amazzonia o andini. Un piccolo, indiretto contributo, dicono, al riconoscimento e alla valorizzazione delle identità altre.

Ogni stile, ogni aspetto del costume è testimonianza di civiltà, è espressione di pensiero. S. A. non copia, cita, riprende in modo aperto anche come testimonianza di sicurezza della propria identità creativa. Un messaggio che con i suoi show-room porta in 130 paesi.

Meno di quanti potrebbero essere, precisano. È indispensabile selezionare ed estendere gradualmente la presenza in rapporto alla condivisione della vision e la disponibilità ad affrontare il costo di una produzione indusriale-artigianale ricercata.

La produzione S. A. è caratterizzata dal design, dal taglio e dalla cura sartoriale. Tre valori inimitabili agli occhi di chi ha acquistato gusto e occhio competente. L’abbigliameto S. A. è anche una palestra educativa.

Anche la cucitura ha un suo stile e alcune componenti come le maniche si possono cucire soltanto a mano. Il progresso dell’efficienza manifatturiera non si può forzare più di tanto. Per la confezione di un capo siamo passati dai 120 minuti del 1950 ai 110 di oggi.

Il capitolo dei tessuti è un discorso a parte. Rigorosamente italiani, provengono dalle grandi marche storiche, associate al confezionista nella ricerca dell’innovazione dello stile. L’ultima novità è la mano-pesca di certe lane, una sensazione tattile particolare cui corrisponde una resa del colore inimitabile. È la linea della nobilitazione dei tessuti che nasce da una tradizione millenaria.

In questo campo ci avvaliamo della straordinaria capacità artistica e artigianale di Roberto Cavalli nell’operare con i tessuti. Comincia con l’acquarello su grandi fogli stesi sul pavimento, continua al computer, conclude in stamperia. Sempre con la sua presenza.

La nostra mission nasce dalla vision: creare gusto e sensibilità a livello mondiale. Non è un semplice incontro mercantile tra domanda e offerta, non è induzione al consumo. È creazione di una cultura. Da essa nasce una sensibilità, un’esigenza e, infine, una domanda che incontra la nostra offerta.

NB: Tratto di stile e di linguaggio de Le Aziende In-Visibili è la leggerezza calviniana con cui vengono espresse e rappresentate – espresse in quanto rappresentate – verità di alto livello teorico. Nell’episodio 84 è la relazione platonica tra verum e bonum e quella tommasiana, tramite trasparenza, tra bellezza e verità: la claritas. La trasparenza è stile ne le Aziende in-Visibili ed è tramite per la leggerezza del linguaggio. La leggerezza del semplice mostrare.