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#Librare atterra su Twitch

Riassunto delle puntate precedenti.

“Se il libro diventa un librare”: questo il titolo/quesito/ipotesi di un viaggio intorno al libro attraverso Dieci Conversazioni metadisciplinari, pubblicate su questo blog nel periodo ottobre-dicembre 2020: un vero e proprio Simposio Digitale, cui hanno partecipato sessanta personalità del mondo dell’editoria, della cultura, della tecnologia e dell’impresa.

Obiettivo: comprendere, descrivere, divulgare ed anticipare l’innovazione scaturita dalla conflagrazione in atto fra il libro tradizionale e i diversi sistemi  massmediali, nonché dalla pervasività dei social network e delle altre soluzioni digitali.

Si è così di fatto creata una  Piattaforma Metadiciplinare di confronto che ha indagato la rapidissima evoluzione di un processo in atto che interessa sia il mondo editoriale, sia tutte le realtà pubbliche e private che, producendo e distribuendo contenuti  di vario genere (culturali, commerciali, di intrattenimento, eccetera), possono essere definite “Media Company”, a prescindere dal settore in cui operano.

Come guida per orientarci in questo cammino abbiamo scelto la rilettura di tre testi visionari:

  • uno del passato, Alice nel Paese delle Meraviglie, riprendendo alcune riflessioni sviluppate nell’ambito del progetto Alice Postmoderna;
  • uno del presente, L’inevitabile, del cofondatore di Wired Kevin Kelly;
  • uno del futuro, il romanzo online in progress Ariminum Circus di Federico D. Fellini, disponibile in versione multimediale anche su Wattpad.

L’ebook Dal Libro analogico agli ecosistemi digitali reso disponibile gratuitamente sul sito dell’AIE (Associazione Italiana Editori) propone una prima sintesi di quanto discusso. L’ebook, in coerenza con il titolo, è costituito da un testo scritto fruibile anche come un ecosistema digitale: grazie a un semplice sistema di collegamenti ipertestuali, è possibile tornare alle singole conversazioni e ad altri contenuti reperibili in Rete. Fine del riassunto.

Se ci pensate, quello che abbiamo proposto fino a qui è quello che Baricco, ne I Barbari, definiva “il surfing orizzontale” di coloro che sono nati con Google e che “tendono a leggere solo i libri le cui istruzioni per l’uso sono date in posti che NON sono libri”. Ovvero: “I barbari vanno verso i libri, e ci vanno volentieri, ma per loro hanno valore solo quelli scritti nelle lingua del mondo: perché così non sono libri, ma segmenti di una sequenza più ampia, che magari è partita dal cinema, passata per una canzonetta, approdata in TV e dilagata in Internet”.

E ancora: “la qualità di un libro, per i barbari, sta nella quantità di energia che quel libro è in grado di ricevere dalle altre narrazioni, e poi di riversare in altre narrazioni. Se in un libro passano quantità di mondo, quello è un libro da leggere: se anche tutto il mondo fosse là dentro, ma immobile, privo di comunicazione con l’esterno, quello è un libro inutile… Lo voglio dire senza mezzi termini: nessun libro può esser una cosa del genere se non adotta la lingua del mondo. Se non si allinea alla logica, alle convenzioni, ai princìpi della lingua più forte prodotta dal mondo. Se non è un libro le cui istruzioni per l’uso sono date in luoghi che NON sono solamente libri.

Dire che luoghi sono, non è facile: ma la lingua del mondo, oggi, indubitatamente, si forma in televisione, al cinema, nella pubblicità, nella musica leggera, forse nel giornalismo. È una specie di lingua dell’Impero, una specie di latino, parlato da tutto l’occidente. È fatta da un lessico, da una certa idea di ritmo, da una collezione di sequenze emotive standard, da alcuni tabù, da una precisa idea di velocità, da una geografia di caratteri… Il libro, di per sé, non è un valore: il valore è la sequenza“.

Continuando su questa strada, oggi, mercoledì 10 febbraio, alle ore 21, #Librare approda a Twitch, la web tv che sta spopolando fra i Nativi Digitali, ma a cui si stanno rivolgendo sempre più spesso anche le altre generazioni. “Dentro Twitch  – ha scritto su La Stampa l’ultraquarantenne Lorenzo Fantoni – si nasconde il mito che si rinnova delle radio libere, dei blog, dei podcast autoprodotti: fare qualcosa di tuo che sia aperto a tutti, con i tuoi ritmi, il tuo linguaggio e i tuoi tempi. E visto che in tv questo tipo di notizie arrivano raramente sulla mia televisione personale ce le porto io, assieme ai giochi da tavolo, le miniature, le chiacchiere, cercando di fuggire dai linguaggi scandalistici che forse funzionano, ma non mi appartengono”.

Chi desidera partecipare all’evento, si può collegare a questo link: https://www.twitch.tv/alessio_desanta
Ricordo che la diretta è accessibile anche senza un account twitch ma per intervenire bisogna registrarsi sulla piattaforma.
Io e Alessio De Santa parleremo in particolare di:
– È vero che non si legge più?
– Quali sono le nuove frontiere dell’editoria digitale?
– Cosa stanno diventando i libri?
– Come è cambiata la lettura?
Partecipate e intervenite numerosi!