Marco Minghetti -

Tecnologia

14/07/08

Il blog è servito!

Il clima vacanziero estivo mi porta a parlare di cose più lievi del solito. Dedicherò dunque qualche post al concetto di open source declinato nelle più frivole maniere. Molte foto e qualche consiglio per chi al momento non passa ancora il tempo sotto l'ombrellone, ma non per questo rinuncia a qualche piccolo momento di relax.

Baustelle_249_2

Buoni e gustosi consigli per chi al momento resta in città e può consolarsi con qualche piatto raffinato: così avrei dovuto intitolare il post.

Oggi infatti vi porto in tavola una piattaforma interamente dedicata alla cucina: Open Source Food.

La filosofia del network è semplice: postare e condividere con gli altri utenti le proprie ricette di cucina. Gli utenti registrati hanno diritto ad una pagina personale nella quale inserire le loro ricette corredate da foto. I visitatori possono votare la ricetta, commentare e chiedere suggerimenti.

E' possibile stilare una lista di ricette preferite o utenti preferiti, creare un intero menù personalizzato, approntare modifiche alle ricette che consentono questo tipo di operazione. Baustelle_244

Tutto è pubblicato su licenza wiki o creative commons, tutto è consultabile gratuitamente e senza necessità d'iscrizione. Ci sono inoltre utenti che dedicato interamente il loro spazio alla cucina vegetariana, celiaca, equo solidale... 

Questo porta ad un ulteriore arricchimento delle possibilità di confronto con realtà differenti.


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17/06/08

Aziende e business in Second Life secondo il Los Angeles Times

3868946609191815da: Communication Village - Blog di Communication Village

Il tema delle aziende e del business in Second Life è iniziato a diventare cronaca di insuccessi intorno alla fine dell’estate 2007, quando il Los Angeles Times ha pubblicato un articolo in cui Alana Semuels enumerava una serie di ragioni con cui era argomentato il presunto insuccesso subito da una quantità di aziende che avevano avviato delle attività nel mondo virtuale 3d.

Benché la maggior parte di queste – prime tra tutte Sun Microsystems e Starwood – avessero prontamente smentito quanto scritto dalla giornalista, questo articolo ha dato il via a una diffusione virale di opinioni contro Second Life che hanno iniziato a invadere la maggior parte dei media del mondo, in modo acritico e quasi sempre senza delle vere argomentazioni fondate.

Nell’intervallo di tempo trascorso la Semuels non si è però limitata a ignorare Second Life, ma ha continuato a tenere sotto controllo stretto tutte le attività che hanno continuato a svilupparsi indipendentemente dalla copertura dei media. In questo modo ha rilevato che aziende di grandi dimensioni come Sun, IBM, Intel, Implenia e altre ancora stanno ottenendo sempre più grandi benefici da un impiego di Second Life come strumento di lavoro per il B2B e per la comunicazione interna. Il mondo virtuale è diventato un mezzo utile per la formazione e il training dei lavoratori, creare meeting, fare conferenze stampa, effettuare simulazioni avanzate.

Le sue osservazioni recenti, raccolte in un nuovo articolo pubblicato il 10 maggio sul Los Angeles Times, tracciano un quadro ben diverso su Second Life e sui mondi virtuali in relazione ai benefici che ne possono ricavare le imprese. Ne proponiamo qui la traduzione integrale.

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29/05/08

Umanesimo, per una nuova scienza

di Paolo Costa

Uomo_vitruviano Che suono emette un albero che sta morendo? È una domanda che un umanista come Leonardo da Vinci avrebbe potuto porsi. E che forse si è posto, insieme a molte altre rimaste inevase nell’agenda del genio rinascimentale. La domanda di un umanista, appunto, il quale non distingueva fra il suo sguardo di artista e quello di scienziato. La stessa domanda che, secoli più tardi, si è posto il neo-leonardiano David Dunn e che ha trovato risposta attraverso una serie di registrazioni effettuate in un bosco del New Mexico.

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23/05/08

Arte, scienza e tecnologia nell’epoca delle reti

R_mailna di Paolo Costa
Leonardo da Vinci, ovvero l’umanesimo come ponte fra arte, scienza e tecnologia. Leonardo/ISATS, ovvero la Società internazionale per le arti, le scienze e la tecnologia, fondata da Roger Malina (foto a sinistra), geniale figura che coniuga il suo lavoro di astrofisico a Marsiglia con l’impegno nella ricerca delle connessioni fra la cultura umanistica e le tecnoscienze. “Leonardo”, ovvero la rivista dell’MIT Press che, dal 1968, si occupa di indagare le possibili applicazioni della scienza contemporanea e della tecnologia all’arte e alla musica. Malina che ci parla di “dark universe”, alludendo al fatto che il 97% del contenuto di materia ed energia dell'universo è sconosciuto, nel senso che non è percepibile né direttamente né indirettamente (in forma tecnologicamente mediata) dai nostri sensi. Malina che indica nell’arte un serbatoio di concetti, metafore e visioni utili a descrivere il cosmo e quindi importanti per disegnare la scienza del futuro. Malina che viene a Milano a parlarci di tutto questo, a spiegarci che arte, scienza e tecnologia non devono essere considerate discipline autonome, ma culture connesse, che condividono gli stessi media. A dirci che dobbiamo riorganizzare noi stessi, se vogliamo creare le condizioni per diventare dei nuovi Leonardo. L’appuntamento è per mercoledì 28 maggio, dalle 17.30 alle 19.30, presso l'Aula Magna Edificio Amaranto Campus Nuova Accademia di Belle Arti Milano, NABA (via Darwin 16)

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16/04/08

La morte del blog?

DallaparteLeggendo il post di Paolo Costa intitolato “Molto blog poca partecipazione”  e quello successivo su etica e modelli di comunicazione  mi sono ritrovata a riflettere sul blog come mezzo di comunicazione, sui suoi pregi e difetti, sulle sue peculiarità e i suoi limiti. Quando si pensa al blog viene spontaneo farsi delle domande sulle motivazioni che hanno portato alla loro apertura, come mai una persona senta il bisogno di aprirsi al mondo del virtuale grazie a questa piccola finestra. Quasi mai si osserva questo fenomeno dal punto di vista di coloro che hanno col tempo deciso di abbandonare o chiudere questo spazio e sulle motivazioni sottese a questa scelta.

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11/03/08

Paolo Costa, Una pelle elettronica

Eskin_2 Jill Scott è a Milano. La si potrà incontrare sabato 15 marzo p.v. allo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2, alle 14.30. Scott presenterà il progetto E-skin (”creare una pelle elettronica per persone con disabilità visiva”). Direttrice della Hochschule für Gestaltung und Kunst di Zurigo e del programma di ricerca PhD Z-Node, Scott è uno degli interpreti contemporanei di maggior spicco del rapporto tra arte e scienza. Autrice di molti articoli su arte, scienza e tecnologia, ha esposto in tutto il mondo i suoi lavori, performance, video, installazioni interattive. Per farsi un’idea dei sui lavori, vale la pena di visitare il programma Artist in Labs. E-skin è anche il nome di un team interdisciplinare di designer, scienziati e ingegneri guidati da Jill Scott. Le ultime pubblicazioni di Scott comprendono Artistsinlabs-Processes of Inquiry (Springer Press, 2006) e Coded Characters (Hatji Cantz, 2003).

04/03/08

Paolo Costa, Comprereste un’auto usata da questo avatar?

Saul_leven_small_4 Voglio dire: comprereste un’auto usata da chi si relaziona con voi attraverso un alterego che – programmaticamente, anche se non dichiaratamente – fa da schermo alla sua identità reale, celandola o modificandola almeno in alcuni tratti? La comprereste, quest’auto, da un uomo che vuol farvi credere di essere robusto, calvo e dotato di una barba canuta da lupo di mare bretone, quando forse la sua apparenza reale (scusate, non è un gioco di parole) è assai diversa? Quando potrebbe barare anche sul proprio sesso? E se quest’uomo fosse una donna? La soluzione è in fondo al post.

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19/02/08

Paolo Costa, Rovistando fra la spazzatura

"Forse questo nostro dialogo si sta svolgendo fra due straccioni soprannominati Kublai Khan e Marco Polo, che stanno rovistano in uno scarico di spazzatura, ammucchiando rottami arrugginiti, brandelli di stoffa, cartaccia, e ubriachi per pochi sorsi di cattivo vino vedono intorno a loro splendere tutti i tesori dell'Oriente."

(Italo Calvino, Le città invisibili)

Spazzatura_3 L’organizzazione è uscita con le ossa rotte dal secolo che l’aveva posta sull’altare, innalzandola a dignità di scienza. Ben lo sanno i manager: quanto più si ostinano a organizzare, tanto più si trovano poltiglia fra le mani. Perché dunque ci interessano le reti sociali abilitate dalle tecnologie informatiche?

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12/02/08

Paolo Costa, Sublimazione tecnologica: scorciatoria etica o nuova estetica?

La prospettiva postumanista, nella quale ci proietta la diffusione delle tecnologie numeriche, significa non un’elusione del corpo, ma un suo smarrimento. Una sorta di dolce, vertiginoso naufragio. Il corpo introietta l’artificio tecnologico: il bios allo stato puro non esiste più. Sperimentiamo forme di soggettività estese, aumentate, protesizzate. Siamo noi, a sentire, o piuttosto la macchina che in noi è incorporata? Siamo diventati sensori senza corpi (vedi mio post precedente), anziché corpi senzienti?

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05/02/08

Paolo Costa, Cattura e annullamento numerico del corpo

Forse non tutti saremo extropiani (vedi mio post precedente), ma probabilmente tutti rischiamo di essere scopofili. E, a ben considerare, anche questa rappresenta una fuga irresponsabile dal corpo e dalle sue istanze. La proliferazione di immagini, resa possibile dall’avvento delle tecniche di digitalizzazione, ci pone in una condizione di voyeurismo permanente.

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29/01/08

Paolo Costa, Transumanesimo e trascendenza tecnologica

Conoscete gli extropiani? Sono una setta bizzarra, con base a Los Angeles, la quale propugna l’extropy (‘extropia’), ovvero l’uploading della coscienza umana – sinapsi dopo sinapsi – in un software di emulazione installato su un computer. L’idea è di trasferire tutte le funzioni del cervello umano all’interno del programma, fino a rendere inutile la struttura fisica, fino allo spegnimento del corpo con un semplice click di interruttore. Questa cyberutopia, descritta con dovizia di particolari da Hans Moravec in Mind Children (1988), postula l’inessenzialità del corpo all’essere umano.

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22/01/08

Paolo Costa: Per un laicismo delle reti

Ma le ideologie non erano morte? Una riflessione sul nuovo libro di Pierre Musso, L'ideologia delle reti (Milano, Apogeo, 2007) sul Grande Globo.

Paolo Costa

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