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Le Aziende In-Visibili -

Recensioni

06/03/2009

La città dominata

“Vincere” di M. Bellocchio con Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi, sceneggiatura di Marco Bellocchio e Daniela Ceselli, prodotto da OffSide, Rai Cinema, Celluloid Dreams Productions; in collaborazione con Istituto Luce, 2009

 

Il giovane Mussolini giace sopra il corpo di Ida Dalser, la sua giovane amante trentina, ansimante, tutta tesa nell’accoglierlo nel lungo attimo di un incontro d’amore. Ma il giovane Mussolini, attivista socialista e giornalista dell’Avanti non è li, non è in quella stanza e non avverte la presenza fisica ed emotiva di quella giovane donna; il suo sguardo, ripreso in primo piano dalla macchina da presa di Bellocchio, mira lontano, verso uno spazio infinito che gli predescrive il destino cui crede di essere chiamato. E’ una, questa, delle scene più dense dell’ultimo film di Marco Bellocchio, narrazione intimistica, quasi dettata da una passione cronachistica per una microstoria, degli amori travagliati di Ida Dalser per il giovane Mussolini, dal quale avrà un figlio, Benito Albino; una storia che per la giovane di Trento è amore assoluto, devozione totale, fede cieca in un legame che sente come impossibile non venga riconosciuto e che, all’opposto, per il giovane giornalista socialista e successivamente capo del movimento fascista, è poco più che un’avventura giovanile, uno scarto della vita, un ingorgo dal quale occorre assolutamente liberarsi.

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06/02/2009

Dai Blog ai Social Network.

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Dai blog ai social network

Arti della connessione nel virtuale

A cura di Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta

Mimesis Edizioni


Dunque non si tratta più di trasmettere, ma di reinventare

costantemente la conoscenza e l'azione.

U. Margiotta, Prefazione a Dai blog ai social Network.


Può la rete offrire la possibilità di analizzare se stessa attraverso una pratica di ricerca collaborativa basata sulla condivisione e l'intersezione di differenti competenze al servizio di un unico obiettivo?

La risposta data da Ibridamenti è sicuramente affermativa. Esce infatti in questi giorni il secondo volume dell'omonima collana dedicata all'analisi dei fenomeni del web, settore di quanto mai difficile definizione essendo la rete irriducibile rispetto le sue mille declinazioni. Base di partenza per questa nuova ricerca è stata l'analisi dettagliata di nove blog e dell'account Facebook dello scrittore Aldo Nove, mentre le menti scese in campo appartengono a contesti molto diversi fra loro, ma possono essere tutte raccolte sotto il denominatore comune dell'interesse per internet e le possibilità di connessione che offre.

Arduo dunque il compito per i coordinatori del progetto: tenere insieme queste differenti competenze per farle confluire in un testo dove tout se tien, e dove ogni capitolo rappresenta una parte autonoma, ma al contempo connessa alle altre. Interconnessione, come nella rete.

La ricerca non aveva la pretesa di comprendere e spiegare il fenomeno blog/social network nella sua totalità, sarebbe stata un'impresa tantalica. Con chiara onestà intellettuale il volume invece mira a presentare una chiave di lettura di questi fenomeni, attraverso la loro esemplificazione grazie ad esempi concreti, analizzati con un metodo scientifico preciso.

Creatività e rigore d'indagine insomma. Importante per la riuscita del progetto l'utilizzo della rete stessa e del blog ibridamenti: il web 2.0 offre la possibilità di gestire relazioni di collaborazione che valicano i limiti geografici e professionali, aprendo la discussione ad una pluralità di contributi e di stimoli.

Inutile consigliare la lettura di questo libro a chi frequenta la rete: si tratta infatti di uno strumento utilissimo per una migliore comprensione di una realtà con la quale ci poniamo in relazione sempre più nel nostro quotidiano. Per i semplici curiosi invece potrebbe risultare un buon modo per approcciarsi al labirintico mondo dei blog e dei social network, con una maggiore attenzione e consapevolezza.


Scritto dalla personalità mutante di: Caterina Bonetti

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05/14/2009

ANGELI E DEMONI

Locandina 

Di Sabino Russo (Sabin Ferraris) e Luca Albanese

In collaborazione con www.movie-sat.com e EsseElleMovieMagazine

 

Più che un sequel, un prequel. Questa volta vi porto in Vaticano e dintorni: location di “Angeli e Demoni” il mega thriller tratto dall' omonimo romanzo di Dan Brown già autore del chiacchieratissimo “Codice da Vinci” ed idealmente collocato in un tempo antecedente a quest'ultimo . Capolavori o semplici accozzaglie ben assortite di facile suggestioni fanta-antireligiose? In ogni caso i libri del suddetto riescono a riempire prima le vetrine delle librerie di mezzo mondo e poi gli scaffali delle nostre case, troppo spesso affollati da volumoni che promettono di aiutarci a passare notti insonni.

Ovvio che il cinema se ne impossessi, per trarne films in cui il facile gioco dell'alta tensione e degli effetti speciali dilaga per raggiungere l' ambìto scopo di affollare di stupefatti spettatori le sale dei cinque continenti.

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05/11/2009

CARISMA, IL SEGRETO DEL LEADER

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«Il carisma, unico tra i fenomeni sociali, seduce e respinge allo stesso tempo. Con la sua doppiezza e duttilità continua a sfuggire a un filo conduttore unico, identificabile, razionale. Quello che del carisma mi incuriosiva era riconducibile a un misto di energia collettiva, di entusiasmo per il cambiamento e di capacità di portare avanti un progetto comune con altri. Identificavo il carisma con una qualità che ritenevo fondamentale: riuscire a coniugare in un punto imprecisato di un percorso comune il cambiamento individuale con il cambiamento collettivo, per dare così origine a qualcosa di veramente nuovo. Con una carica di immaginazione, per di più, che non ritrovavo in altri fenomeni sociali….» (Elisabetta Pasini)

 

Quando lo incontriamo ne percepiamo il fascino e spesso anche i lati oscuri. Perché il carisma dà senso e visibilità a emozioni profonde, sotterranee e diffuse. Ed è il carisma a trasformare un individuo di talento in un autentico leader. Con esso veniamo in contatto assai spesso in ambiti apparentemente lontanissimi. L’etimologia è la sfera religiosa: il carisma è la “grazia”, il dono divino che elegge e distingue. Ma troviamo leader carismatici in politica come nello spettacolo o nelle arti, nell’industria o nei mass media. Il carisma è uno degli elementi chiave del potere e della creatività. Proprio per questa sua trasversalità il fenomeno sembra sfuggire a catalogazioni troppo rigide.

Elisabetta Pasoni e Franco Natili hanno esplorato le diverse sfaccettature e le radici storiche e psicologiche del carisma. Hanno incontrato studiosi che ne hanno indagato le diverse tonalità con gli strumenti dell’antropologia, della psicologia, della sociologia, della teologia e della storia delle religioni. E hanno raccolto le testimonianze di personalità in vario modo carismatiche.

 

Carisma, il segreto del leader, edito da Garzanti Libri, sarà in libreria a partire dal 14 maggio 2009.

La presentazione del libro, aperta al pubblico, è alla Casa della Cultura di Milano – via Borgogna 3 - il 18 maggio 2009 alle 18,30. Partecipano al dibattito, oltre agli autori, Andrea Branzi, Dario Forti, Francesco Morace, Diego Napolitani.

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04/29/2009

X-MAN le origini: WOLVERINE

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Di Albanese Luca in collaborazione con www.movie-sat.com e EsseElleMovieMagazine 

Torna Wolverine, ma questa volta è un prequel, come altri film che lo hanno preceduto, anche il nostro amico lupo non ha resistito a raccontarci il suo passato e perché è diventato così. Scoprirete la nascita del programma “Arma X” e il perché di tutta questa rabbia racchiusa in un uomo.

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04/23/2009

FUORI MENU’

Locandina

di  Luca Albanese in collaborazione con www.movie-sat.com e EsseElle MovieMagazine

La spagna torna a farci sorridere e pensare sul tema dell’omosessualità, dopo le pellicole di Almodovar ecco un nuovo prodotto, fresco e spumeggiante ambientato nel mondo della ristorazione, più precisamente nel mondo di uno chef e di tutto quello che gli accade intorno, una commedia degli equivoci, a tratti un po volgarotta ma mai oltre le righe. Ritroviamo con piacere Javier Cámara, già viso in Volver e in Parla con lei.

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04/22/2009

E’ il marketing emozionale il marketing della postmodernità?

di Diomira Cennamo

Il marketing e la comunicazione stanno ripensando se stessi alla luce di una dimensione forse troppo trascurata nella civiltà occidentale: le emozioni. E l’approccio che la sostiene non può che essere interdisciplinare, proprio perché deve cogliere i diversi aspetti dell’essere umano.

"Marketing emozionale", di Francesco Gallucci (ed. Egea), è un vero e proprio manuale che affronta e promuove in maniera sistematica questa prospettiva componendo gli sforzi che in passato, sin da Aristotele, e fino ad oggi, sono stati tesi a valorizzare la sfera dell’emotività nei diversi campi del sapere, in particolare quelli legati agli studi sui modi attraverso i quali conosciamo la realtà e interagiamo con essa. Sì, perché il processo d’acquisto non è altro che un processo cognitivo.

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04/16/2009

QUESTIONE DI CUORE

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recensione di Albanese Luca in collaborazione con  EsseElleMovieMagazine 

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04/08/2009

CHE L’ARGENTINO

El-argentino1di Luca Albanese 

Soderbergh affronta una nuova sfida, dopo i vari Ocean, il regista ci narra l’ascesa  e la “discesa” di un vero leader, Che Guevara e lo fa in un modo particolare e minuzioso. Il film infatti è diviso in due parti, la prima “Che l’argentino”nelle sale il 10 aprile, la seconda “Che Guerrilla” il 1 maggio per un totale di 4 ore e venti minuti.

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04/07/2009

Marco Risi, Fortapache, 2009

La città occupata
 
Esistono ed operano due tipologie umane e operative di giornalisti: i giornalisti "giornalisti" e i giornalisti "impiegati". I primi sono autodiretti, capaci di ascoltare le proprie voci interne e le voci del mondo, profondamente innamorati del loro mestiere e in questo senso nè coraggiosi nè paurosi, solo donne e uomini veri, curiosi, capaci di stupore e insieme di indignazione. I secondi, i giornalisti impiegati, sono eterodiretti, disciplinariamente disposti a sottoporsi ad un controllo invisibile ma non per questo meno reale e cogente, addomesticati passacarte, orientati ad ossequiare un padrone tanto silenzioso e misterioso quanto presente.

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03/24/2009

Il caso dell'infedele Klara

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Cos’è la gelosia?

È un mostro dagli occhi verdi che si fa beffe della carne di cui si nutre (Otello III atto).

Sembra che il periodo sia prolifico per film che parlano di gelosia, a distanza di un mese, dopo “Iago” di Volfango De Biasi, ecco “Il caso dell’infedele Klara” di Roberto Faenza. Nel primo viene stravolto l’Otello e il protagonista Vaporidis è uno Iago tradito da una Desdemona/Chiatti. “Il caso dell’infedele Klara” invece vede contrapposti Luca (Claudio Santamaria) e una “presunta infedele” fidanzata, niente popodimeno che la sempre splendida e al centro di controversie amorose, Laura Chiatti.

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Ancora su "Gran Torino" (regia di Clint Eastwood)

La città americana, di pino varchetta
 
Le vicende delle vite umane sono misteriose, per lo più indecifrabili, e racchiudono ciascuna un nucleo caldo, misterioso, opaco, denso di elementi orientati insieme all'espansione e alla mortificazione del sé. Talvolta alcune umane esistenze colgono un abbrivio e cominciano a salire verso vertici e stature alti. E' il caso ormai da molto tempo di Clint Eastwood, e questa sua risalita verso "una statura che è diventata infallibile" (Paolo D'Agostini, 2009) è una dei conforti più alti di chi va al cinema, di chi cerca di essere in qualche misura testimone del proprio tempo, di chi crede nelle donne e negli uomini. Clint Eastwood, dopo la sua scoperta da parte della genialità di Sergio Leone nella trilogia "leonina" sull'ultimo west, ha compiuto una lunga militanza in opere del cinema hollywoodiano che, pur sentite, avevano nella sottolineatura esasperata dello stato di eccezione una sorta di chiamata a una prevedibilità assolutoria dell'eroe violento. A un certo punto della sua vita e della sua carriera, Eastwood passa dietro la macchina da presa, diventa autore e nel 1992, dopo la prova di "Bird" del 1988, con "Gli spietati", raggiunge un primo vertice e dedica questa rivisitazione del western cupa, autunnale e insieme classica, ai suoi maestri Don Siegel e Sergio Leone.

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03/19/2009

Il naso di Buddha

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Pascal si chiedeva come la storia sarebbe cambiata se Cleopatra avesse avuto un naso meno affascinante. Di certo il naso del Buddha può rappresentare l’occasione per un colto viaggio nel cuore dell’Asia.

Il Buddha più grande del mondo si trova a Leshan, nella provincia cinese di Sichuan, alla confluenza di tre grandi fiumi, il cui corso vigila. È alto 71 metri, e fu scolpito nella roccia in novant’anni di lavoro nell’VIII secolo d.C. Pur vagamente imparentato con i corpulenti Buddha cinesi, questo mostra tuttavia un naso elegante e ben diritto: un profilo greco, si potrebbe dire banalmente, ma per una volta senza sbagliare.

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03/18/2009

Manager che odiano le donne. E anche gli uomini.

Per mesi ho resistito, ho tenuto duro. Poi, tre giorni fa, al supermercato, le ho viste che si esponevano senza pudore: senza por tempo in mezzo le ho fatte mie. E per tre notti ho tirato le ore piccole con loro, riducendomi ad una larva fino a quando non crollavo addormentato. Come avrete senz’altro capito, mi riferisco alle 676 pagine del best seller “Uomini che odiano le donne” del compianto Stieg Larsson.

Eppure oggi, recuperata la lucidità, mi sono domandato cosa ha spinto me (e a quanto pare altri 500.000 lettori in Italia) a divorare in questo modo il poderoso romanzo. Certo è scritto bene e risulta di agevole lettura anche nella traduzione italiana. Eppure dal punto di vista strettamente narrativo le pecche non mancano. Fino a pagina 350 in pratica non succede nulla. Poi improvvisamente il protagonista scopre il primo di una lunga serie di indizi che conduce allo scioglimento finale. Ma, ad essere del tutto sinceri, questa seconda parte si dipana attraverso una trama che sembra inizialmente la brutta copia della sceneggiatura del film "Seven" per passare ad una sorta di parodia di "Non aprite quella porta". Il tutto condito da situazioni cyberpunk-style (ma ho distintamente sentito mentre leggevo William Gibson che si rivoltava nel computer) per concludersi con un finale alla John Grisham dei poveri. Senza dire del fatto che i cattivi sono ancora e sempre degli ex nazisti. Idea oggettivamente non originalissima. Dunque? Quale è la chiave dello straordinario successo di questo libro?

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03/16/2009

ARIA

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Un opera prima è già di per se un prodotto coraggioso. uno scrittore, un regista, un attore, un produttore, si mettono in gioco con il loro lavoro, è "il salto nel buio" è una vetrina che ti farà conoscere al mondo. Un opera prima, propone la propria essenza, si presume che una persona dia il meglio di se in quello che ci presenta, magari privo dell' esperienza, ma senza dubbio con tanta anima e voglia di "esplodere". 
Valerio D'annunzio fa questo passo e lo fa in una maniera ancora più coraggiosa. Parlando della "diversità" di un uomo che dentro di se si sente donna. Una lotta interiore, un bisogno di uscire per prendere una boccata  
d'aria, un lotta infinita tra l'io uomo e l'io donna, in una società dove l'apparenza vuole dire tutto e quello che abbiamo dentro, tendiamo a tenerlo nascosto. 
Il giovane regista si può avvalere però dell'esperienza di un grandissimo attore di teatro, visto anche nel film "Buongiorno Notte", Roberto Herlitska, che porta con la sua interpretazione, il personaggio principale ad un epica e poetica battaglia con se stesso, che porterà ad un finale non per nulla scontato. 
Il regista dichiara  : Il film si rivolge ad un pubblico ampio. Seppure l’argomento trattato è scottante, attuale, “fastidioso”, il modo in cui viene affrontato e sviluppato fa sì che possa essere fruito anche dai bambini. E’ un film che racconta la storia di un uomo e di una famiglia che può essere visto tranquillamente da una famiglia. Lo spettatore non troverà mai motivi di turbamento visivo. Il turbamento colpisce uno punto più profondo di quello immediatamente legato alla ricezione visiva, arriva dentro proprio perché non forzato, voluto a tutti i costi.

Monica Iezzi, produttrice del film, ci ha rilasciato una breve intervista.

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03/12/2009

"The reader" (regia di Stephen Daldry)

La città lager, di Pino Varchetta
 
Un padre - siamo alla fine del film - in uno sperduto cimitero di montagna in Germania, comincia a narrare la propria storia alla figlia, una giovane donna in trepidante ascolto. Questo padre, cominciando a raccontare se stesso, forse "si salva", superando quel torpore etico che ha caratterizzato troppi anni della sua vita.
 
Lo scorrere narrativo, le pagine della scrittura dei poeti lette ad alta voce, costituiscono in questo film lo spartiacque tra il buio di una coscienza sorda e stupida e la luce di un avvio di senso. Il pensiero contenuto nelle storie, il "pensiero narrativo" fornisce un'interpretazione degli accadimenti umani, proponendo storie nelle quali palpitano le intenzionalità dei protagonisti e si definiscono le variabili contestuali: ogni storia è così una proposta interpretativa di quello che le donne e gli uomini agiscono collettivamente e individualmente.

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03/09/2009

Gran Torino

Grantorino 

Ehi Biondo!! Sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una gran puttaaaaaaaa Con questa frase si chiudeva “Il buono, il brutto e il cattivo” e un silenzioso Clint “biondo” Eastwood, cavalcava lungo la prateria fino a scomparire dietro la parola FINE. 

Sono passati 43 anni da quella memorabile cavalcata e l’intramontabile Eastwood è ancora sulla cresta dell’onda, inseguito tuttora dallo stereotipo del cavaliere solitario. GRAN TORINO ci mostra infatti un uomo solo, con un bruttissimo carattere e con un livello di socializzazione veramente pessimo. Reduce della guerra in Corea dove ha visto morire i suoi compagni e dove ha imparato a odiare i coreani, si ritrova come vicini di casa una famiglia hmong (comunità sbarcata negli Stati Uniti dopo la guerra del Vietnam). Un film sulla solitudine, sull’incomprensione, sull’intolleranza, ma anche sul cambiamento di un uomo che sembrava destinato a rimanere “freddo” e ostile verso chiunque, specialmente se con gli occhi a mandorla. 

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03/04/2009

La terra del vello d'oro

C’è un Paese del quale la maggior parte delle persone conosce soltanto il primo e l’ultimo evento di una storia millenaria: è la Georgia. Eppure ci assomiglia, più di quanto crediamo... di Claudio Visentin

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02/20/2009

"Mar Nero" (regia di Federico Bondi)

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La città fluviale

di Pino Varchetta
 
Da qualche anno il cinema italiano sia di produzione da parte di major, sia di produzione indipendente, è sensibile alle problematiche cross-culture, nel tentativo di affrontare i temi del multiculturalismo rispecchiando in questo quel profondo, autentico cambiamento che la società civile italiana ed europea stanno vivendo in questo ultimo decennio, con un ritmo quanti-qualitativo probabilmente non previsto e che pone non pochi problemi sia dal punto di vista politico che dal punto di vista educativo e culturale in generale. Si possono ricordare a questo proposito i film di Carlo Mazzacurati da "Il toro" a "Vesna va veloce", da "L'estate di Davide" a "La giusta distanza", il film di Dritti "Il vento fa il suo giro", quello di  Munzi "Il resto della notte" e, per finire, pur senz'altro esaurire il panorama produttivo italiano in quest'area di interesse tematico, il film "Apnea" di Dordit.
"Mar Nero", se da una parte ricalca i temi dell'incontro tra culture diverse - in questo caso un'anziana signora toscana e una giovane romena - ha una sua peculiarità, una sorta di unicità nella circostanza dell'accostare al centro del conflitto culturale due donne, la badante giovane romena e la signora toscana bisognosa di aiuto, lontanissime per cultura e con un vistoso distacco generazionale.Gemma, la signora toscana anziana, cammina a fatica, ha perso la voglia di vivere e vive un rapporto paranoico con la realtà che la circonda, risposta quasi obbligata a una inattesa solitudine.

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02/14/2009

BOLERO BERLINESE

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Nel 1998 il “New Yorker” lo ha annoverato tra i “sei migliori romanzieri del decennio”, l’anno dopo Gunter Grass lo ha paragonato a Hemingway. Nel frattempo Ingo Shulze, oggi tra i più apprezzati scrittori europei, è tradotto in 27 paesi e i suoi libri sono accolti ad ogni nuova uscita da un’ovazione di critica e di lettori.

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02/07/2009

Il manager matematico

Ultimo-teorema-femat  Il matematico come un Indiana Jones. Un avventuroso del pensiero che corre per arrivare primo con la mente. Verso una meta che ha già intuito, ma per raggiungere la quale non ha ancora idea di quale sia la strada da seguire. Un percorso ad ostacoli pieno di serpenti concettuali che avvelenano un’idea, di trabocchetti logici che fanno precipitare in cunicoli deduttivi senza sbocco, di labirinti della mente che imprigionano in circoli viziosi. Ma, come un’Indiana, può alla fine raggiungere un premio, un’arca perduta, un santo Graal che sembra di valore inestimabile solo per lui, o al massimo per la ristretta comunità di matematici super specialisti: la dimostrazione della tesi. Ma un teorema non è individuale, è una vittoria universale che rischia di immortalare: dimenticheremo mai Pitagora, Euclide, Cartesio o Newton?

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02/06/2009

Il conto di mio padre

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Immaginate una donna di colore che sostiene di possedere un pollo risorto dopo averlo messo nel forno? E una donna accusata dal marito di cucinare sempre per evitare di consumare il matrimonio?

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02/04/2009

Città nuova, vita nuova

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01/30/2009

Il killer malinconico

Killerbig  di Gian Paolo Serino

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01/22/2009

Il sudario non ha tasche

Sudario_non_ha_tasche_6714378  di Gian Paolo Serino

Insieme a Dashiell Hammett e Raymond Chandler è stato tra i capostipiti del romanzo poliziesco americano. Horace McCoy, nato nel Tennessee nel 1897, è scrittore tutt’altro che datato: a lui, amico di Hemigway e Fittzgerald, tra i tanti grandi scrittori che lo amano ha dichiarato di ispirarsi anche  Chuck Pahalaniuk.
Un autore paradossalmente dimenticato ma che con i suoi romanzi ha contribuito a cambiare i connotati della narrativa americana.

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01/17/2009

Slumdog Millionaire (2008)

Slumdog-millionaire-FL-01 Una grande firma di Repubblica (Federico Rampini) ha recentemente scritto un libro, L'impero di Cindia, dove parla del boom economico che sta investendo sia la Cina che l'India – da qui il curioso gioco di parole del titolo. Le due nascenti potenze orientali si candidano già, in un domani non troppo remoto, alla governance mondiale come sostitute dell'ormai tramontante potenza egemone statunitense.

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01/09/2009

VIAGGIO NEL QUINTO ELEMENTO

Cop_foresta_3 di Claudio Visentin

Il viaggiatore e l’albero sono i simboli permanenti di due condizioni opposte: andare e stare; muoversi e mettere radici. Ma lo scrittore ecologista Roger Deakin ha saputo combinarli in un libro affascinante e insolito: un viaggio attraverso gli alberi e nel “quinto elemento”, il legno.

Nel 1969 Roger Deakin lasciò Londra per acquistare un’antica fattoria in rovina nel Suffolk, Walnut Tree Farm. Negli anni seguenti la ristrutturò con le sue mani. Scoprì così che la casa era sorretta da circa trecento travi di quercia: un piccolo bosco era stato sacrificato per creare quella dimora. Nacque forse da quell’osservazione casuale la passione di Deakin per gli alberi e i boschi, che lo accompagnerà fino alla morte nel 2006, poco dopo aver concluso questo libro. Scriveva di sé: “Sono figlio della foresta; la linfa mi scorre nelle vene”.

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01/07/2009

Femmina de luxe

Bucciarellifemmina di

Paola Pioppi

Un libro breve e fulminante, una storia che lascia tanta inquietudine nello scivolare distante e parallelo delle vite delle due protagoniste, ma che suggerisce molteplici spunti per ragionare sul nostro modo di porsi rispetto al valore dell’estetica, rispetti all’autocompiacimento come prodotto dell’approvazione altrui. Sugli ingredienti che stanno alla base dell’identità e della sicurezza di sé, dei condizionamenti ai quali non si riesce a sottrarsi, delle ambizioni anche eccesive. C’è tutto questo nelle pagine di Femmina de luxe, romanzo breve e molto noir della scrittrice milanese e "Mutante"  Elisabetta Bucciarelli, uscito per Perdisa editore (120 pagine, 9 euro, copertina azzeccatissima di Onofrio Catacchio). Mentre l’ispettore di polizia Maria Dolores Vergani indaga sulla morte di una ragazza trovata abbandonata in un cantiere , sulla sua scrivania arriva un’altra vicenda, appartenente a una Milano e a un mondo femminile diametralmente opposti. Unica costante tra queste due storie, un rapporto maniacale con il cibo: nella quantità, nella qualità, nell’estetica, nei riti che lo accompagnano. Nelle sue implicazioni.

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01/04/2009

Into the wild (2007)

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Film da “4 stelle”. Stupenda colonna sonora di Eddie Vedder (voce dei Pearl Jam). Bello e dannato il protagonista Emile Hirsch. Regia da Oscar di Sean Penn: sempre più bravo come regista, dopo un'invidiabile carriera da attore. Basato su una storia vera e tratto dal best-seller di Jon Krakauer (edito in Italia da Corbaccio, col titolo Nelle terre estreme). Solo la Bim poteva produrre e distribuire un film come questo, che segue il filone già avviato da: I diari della motocicletta (non a caso il direttore di fotografia Eric Gautier è lo stesso anche per Into the wild) e I segreti di Brokeback Mountain (pellicola che vede come protagonista, oltre a Jake Gyllenhaal, anche Heath Ledger, recentemente scomparso).

Siamo davanti ad un autentico miracolo cinematografico. Nonostante si tratti di un film lento, per qualsiasi giovane – ma non solo – è quasi impossibile non immedesimarsi nei panni del giovane inquieto Christopher McCandless: “sognatore errante solitario” alla ricerca della perla dell'illuminazione, che troverà – suo malgrado – solo quando i dadi saranno ormai tratti. Il protagonista somiglia tanto ad uno dei Vagabondi del Dharma di cui già il padre della beat-generation, Jack Kerouac, ci ha dato notizie. Christopher è figlio di buona famiglia, dall'avvenire certo, ma che decide di tagliare i ponti con il mondo per scoprire il vero se stesso. Le sue avventure iniziano come atto di ribellione nei confronti dei genitori, che oltre a non capirlo lo hanno cresciuto in un ambiente pieno di tensioni. Poi, però, man mano che il cammino prosegue, il suo diventerà sempre più un viaggio alla scoperta dell'autenticità della vita, sulle orme di Thoreau. L'esito scontato della sua spasmodica ricerca sarà l'essere-per-la-morte heideggeriano. Solo nella morte, infatti, lui potrà essere finalmente libero: dalle catene di una società capitalistica-consumistica che lo ha oppresso vita natural durante con false lusinghe. (Come la macchina nuova che volevano regalargli i suoi genitori ma che lui rifiuta preferendole la sua vecchia e scalcinata auto, se non altro più autentica.)

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12/27/2008

August Rush – La musica nel cuore (2007)

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12/21/2008

La città femminile

Pino Varchetta: Changeling (regia di Clint Eastwood)


Nel cielo dei registi John Ford e Sergio Leone con Don Siegel sono, ne sono sicuro, felicissimi e orgogliosi del loro erede e allievo Clint Eastwood, che ci ha regalato con "Changeling" in questo scorcio di avvio di stagione un altro anello della sua catena meditativa sulla nostra contemporaneità. A partire da "Potere assoluto" il vecchio Clint ha sviluppato via via le potenzialità nascoste del suo agente Callaghan, valorizzando al meglio la lezione dei suoi maestri, fino a diventare il più classico degli autori di Hollywood, forse l'unico, vero, genuino erede della grande tradizione classica di quel cinema che, dagli anni '30 agli anni '60, ha insegnato al mondo cosa sia la settima arte.

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12/19/2008

Never Back Down (2008)

Locandina_con_la_data_duscita_in_am Film dalle riprese iper-realistiche che descrive il fenomeno dei combattimenti misti o MMA (Mixed Martial Arts), utilizzando diversi cliché. Never Back Down è un misto tra Karate Kid e Fight Club. Del primo ha preso in prestito lo spirito giovanilistico e il ménage à trois: il buono, il cattivo e la bella – contesa tra i due. Del secondo condivide la filosofia del combattimento, seppur smussata e semplificata.

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12/18/2008

Il mondo dei morti.

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Morte e disoccupazione, due dimensioni o momenti di un contesto più grande, impongono all’individuo di scegliere. La scelta, libera o determinata da ulteriori condizionamenti, apre a due opposte realtà: il successo o il fallimento. Queste nel lavoro di Sara Besia sono messe a confronto.

(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)

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12/17/2008

“Palermo Story”

Ovvero così lontana, così vicina…

di Sergio Di Giorgi

Sparare, sparatoria, tirare fucilate, cacciare, andare a caccia, lanciare, scagliare, scoccare frecce e sfrecciare, saettare, attraversare il mondo a grande velocità, iniettarsi droghe in vena…e poi scattare una fotografia, fare un film tutto intero o fare le riprese, scena per scena, ecc.ecc….Le parole, si sa, nella lingua inglese e in quella americana, tra accezioni colte, senso reale e figurato, gerghi specialistici e slang colloquiale, risultano spesso troppo dense, ambigue, caleidoscopiche. Ma in tutte le lingue del mondo, le parole sono codici e strumenti del pensiero e veicoli delle culture che le utilizzano. Vanno studiate, a fondo, possibilmente amate, e maneggiate con cura. Possono far male le parole, come schiaffi (ricordiamo tutti la memorabile gag di Moretti che schiaffeggia la giornalista che abusa del termine “professionalità” in “Palombella rossa”). Sono pietre le parole, lo sappiamo da tempo, possono tramortire, e anche frecce acuminate che feriscono e mai cicatrizzano.

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12/15/2008

La città dei "folli"

Pino Varchetta: Si può fare (regia di Giulio Manfredonia)

Bisio interpreta il ruolo del protagonista; un sindacalista scomodo, "segato" dal suo vertice e gettato in un compito impossibile: rianimare una comunità di sofferenti mentali, usciti dalla legge 180, verso una prospettiva nuova, imprenditoriale, indicata come salvifica. Bisio, attore, si è lasciato crescere i capelli, non ha più la testa lucente che di solito lo accompagna, e acquista una pensosità utopistica. E il film si muove nell'ossimoro, appunto, in qualcosa di indicibile, forse addirittura di impensabile, che è quello di fare di un povero gruppo di dimenticati e di reietti un gruppo di operatori economicamente efficaci ed efficienti. La regia di Manfredonia è attenta e perspicua. Non abbandona mai il punto di vista prescelto fin dall'inizio, quello gruppale. Sono rari i momenti in cui si ha un campo e un controcampo centrato sul protagonista, Bisio, o su qualche membro del gruppo. Può accadere, ovviamente, e accade, ma è soprattutto il gruppo che si percepisce e si vede sullo schermo. E' un gruppo che ovviamente sbanda, si affloscia sotto le difficoltà, ma sa rialzarsi e riprendere la retta via. La sfida è quella dell'empowerment ed è straordinario in fondo dire tutto questo, se consideriamo che l'empowerment - concetto e costrutto oggi diffuso dagli studi organizzativi e manageriali - abbia in realtà origini e radici nell'area politica, in quella della psicologia di comunità, in quella medica e psicoterapeutica e infine in quella pedagogica.

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12/13/2008

Dalla vita, al blog, al libro.

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Non solo mamma è un libro uscito nelle librerie da alcuni mesi e l'autrice Claudia De Lillo sta girando mezza Italia per presentarlo ai lettori. Il libro nasce da un blog, che a sua volta nasce da un'esperienza di vita intensa, frenetica e molto contemporanea. Giornalista finanziaria a tempo pieno, mamma di due bambini, moglie part time di un marito che vive per metà della settimana a Londra e infine blogger. La sua pagina viene visitata quotidianamente da tanti affezionati lettori, i commenti si sprecano e non scendono quasi mai al di sotto della cinquantina per post. A che cosa è dovuto tutto questo successo? Da lettrice di nonsolomamma non fatico a trovare una risposta: leggendo i suoi brevi frammenti di vita ci si sente meno soli nella follia di una snervante routine quotidiana, si ride, ci si regala un momento di svago intelligente perchè mai banale. Il blog piace alle mamme perchè si confrontano e si vedono riflesse, ai padri, a chi non ha figli o chi ne ha avuti e ora li rivede negli hobbit (così chiama nonsolomamma i suoi bambini) come nipoti.  Non si tratta di semplice resoconto giornaliero delle vicende domestiche: il filtro dell'ironia e del surreale rendono il blog "letterario" ( e forse per questo è stato trasformato in un libro), come avviene in tutti quei racconti che partendo dalla banale vita di tutti i giorni creano un'avventura. La De Lillo fa questo e assistere a una sua presentazione è piacevole e al tempo stesso straniante perchè ti sembra di conoscere da una vita quella persona al di là del tavolo che incontri per la prima volta.
Ma è inutile proseguire oltre, lascio la parola direttamente all'autrice, per una presentazione, virtuale stavolta, del libro, del blog e di ciò che è la sua vita.

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12/12/2008

Malamud

9788806161033gIstantanee, racconti fulminei che gelano il cuore e intrappolano la mente oltre l’Eden di un’America USA&getta: sono i “Racconti” di Bernard Malamud, oggi finalmente riproposti dopo anni di oblio da Einaudi (pp. 365, euro 20) in un’edizione antologica curata e introdotta da Eraldo Affinati. Sembrerebbero gli inferni domestici descritti nelle sue “short stories” da Raymond Carver o certe inquadrature magistrali di Robert Altman. Sembrerebbero perché questi racconti Malamud li ha scritti 30 anni prima. Già questo basterebbe per decifrare la grandezza di uno scrittore sempre vissuto ai margini dell’assenza: amato da Philip Roth (“Tra i migliori racconti che abbia mai letto”), divorato da Flannery O’ Condor (“Un autore di racconti che è il migliore in assoluto, migliore anche di me”), Malamud in Italia non ha mai riscosso l’attenzione critica e il successo di lettori che meriterebbe. Mettete da parte i tanti epigoni, dimenticate i tanti “radical flop” italiani che tentano invano la via del racconto breve e riscoprite questo poeta dell’assoluto, questo maestro dalla scrittura asciutta e implacabile.

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Water horse – La leggenda degli abissi (2007)

Waterhorse_01_530x250 di Marco Apolloni

Water horse – del regista Jay Russell – è un film sui buoni sentimenti, animalista fino al midollo, che tocca con incisività il delicato tema del rapporto tra uomo e bestia. Mostrandoci degli uomini bestiali capaci di scempiaggini come le guerre e bestie invece dai risvolti umani. Altro tema affrontato è quello di un'amicizia tanto impossibile, quanto resa possibile dalla materia fiabesca qui trattata. Il film comincia con una giovane coppia di turisti che entra in un locale e viene adescata da un vecchio sconosciuto, uno del posto, il quale, come il protagonista del poemetto di S.T. Coleridge The rime of the ancient mariner si porta dentro una storia sensazionale, che sente di dover condividere. Il racconto del vecchio ci riporta ai tempi della seconda guerra mondiale, dove facciamo la conoscenza di Angus MacMorrow, un ragazzino problematico – traumatizzato dalla perdita del padre, avvenuta in guerra –, che un giorno rinviene sulle rive del lago di Loch Ness un uovo primitivo e decide di portarselo a casa. Qui all'insaputa della madre apprensiva – interpretata dalla molto british Emily Watson – Angus alleva la bestiola, sgusciata fuori nel frattempo, che ha tutta l'aria di essere un piccolo dinosauro e la cui voracità lo porta a cercar cibo ovunque si trovi. Angus quindi ribattezza la sua simpatica creatura con un nome d'arte: Crusoe. Intanto un reparto della Royal Army si acquartiera nella tenuta dei MacMorrow.

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12/11/2008

La bellezza salverà il mondo.

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(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)

« La bellezza salverà il mondo » diceva Fedor Dostoevskij.

Margherita Ferrari Ginevra pensa alla bellezza. Questa qualità, premessa di un lavoro posto in termini estetici, “L’estetica vive anche nelle incongruenze…” , consentirebbe quando ricercata ed accolta la realizzazione del suo cercatore.

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12/05/2008

Il sergente Studer indaga

9788838922930gAi giorni nostri ormai è più semplice trovare un giallista che un idraulico: tutti scrivono un noir ma pochi sono veramente capaci, ancora meno quelli da considerare scrittori. Mentre a Courmayeur, dal 4 al 10 dicembre, parte il Noir Fest, unica manifestazione di genere degna di nota, l’invito è di andare alle radici e scoprire Friedrich Glauser, un autore che in Italia sino ad oggi non ha avuto moltissima fortuna. Lanciato da Leonardo Sciascia nei primi anni ’80 come “il Simenon svizzero”, ora Sellerio pubblica in un solo volume i suoi tre romanzi polizieschi più riusciti.

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11/14/2008

Elisabetta Bucciarelli presenta Le Aziende In-Visibili su Booksweb tv!

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Stati Uniti d'Africa

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di Gian Paolo Serino

Se l'Africa fosse qui e se noi fossimo loro? E se la nostra vita fosse la loro? In Gli Stati Uniti d'Africa Abdourahman Waberi, scrittore nato a Gibuti ma da tempo residente in Francia, racconta un mondo al contrario. Un universo dove Nord e Sud si sono scambiati i destini: da una parte la ricca, moderna e potente federazione d'Africa con le sue metropoli, le sue industrie, i suoi centri finanziari e le sue organizzazioni finanziarie.

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11/13/2008

Senza luce: intervista a Luigi Bernardi.

N1045937313_188679_6985_3 Senza luce(PerdisaPop, pagg. 176, euro 14) il capolavoro noir di Luigi Bernardi, parte da un fatto di cronaca per ritrarre le miserie di un' umanità incatenata alle colpe di un' intera società. In un piccolo borgo di provincia, il black out provocato dalla polizia per fermare un folle che spara dalle finestre, diventa l'innesco narrativo di un dramma corale dove più storie si avvinghiano tra loro.

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11/07/2008

Il Compromesso

Compr_big di Gian Paolo Serino

Non scrivo per divertire, ma per disturbare. Credo che la letteratura sia in grado, anche in modo indiretto, di disturbare: cioè di cambiare un mondo che se lo accetti davvero così com’è sei come minimo un idiota”.
E’ questa l’idea che Elia Kazan, 5 volte premio oscar, ha della letteratura. Perché Kazan non è stato soltanto tra i più grandi registi di Hollywood ma, come dimostra il romanzo “Il compromesso”, è stato tra i più grandi scrittori americani degli ultimi cinquantanni di narrativa americana.

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11/05/2008

Mura

Pino Varchetta: La classe (regia di Laurent Cantet)

La classe è un contenitore fisico, chiuso da quattro mura, una porta e qualche finestra. E al suo interno ribolle il mondo. In quella classe di scuola media inferiore vi è tutta la nostra modernità, il nostro tempo attraversato da conflitti generazionali, sociali, culturali, etnici. E al centro si erge il maestro, insieme contenitore e contenuto, con tracce di non risoluzione di un travaglio antico, attraverso il quale sarebbe dovuto diventare nella primissima infanzia contenitore di se stesso.

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10/31/2008

Friction

di Gian Paolo Serino

Friction di Joe Stretch può diventare l'Arancia meccanica del XXI secolo. Una scrittura elettrica, scosse narrative da amplificazione distorta, come se Philip Glass avesse incontrato sul palco Sid Vicious, Friction racconta di un futuro tanto lontano quanto presente, in cui la ricerca edonistica è diventata voce interiore di un'alienazione da far impallidire la generazione chimica di Trainspotting. Strech - nato nel 1982 proprio a Manchester, frontman della band elettro pop (We are) Performance, attore di performance cliccatissime su You Tube - ha il talento per far dimenticare l'ombra vagante di Irvine Welsh.

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10/24/2008

Il sacerdote e il kamikaze

di Gian Paolo Serino

Il nuovo romanzo di Daniela Rossi, tra le voci narrative più interessanti e vivaci e degli ultimi anni, è un urlo sommesso ad un mondo sommerso ed emerso. Quello delle ipocrisie celate da convenevoli sociali, da sentimenti caduci come il sentimentalismo da real(ity) opera. Quello di doppi petti emotivi pronti a (e)straniarsi per dimenticare realtà e coerenza, cuore e umano. Non è una deriva dei sentimenti quella di Daniela Rossi ma la radiografia esausta ma vitale di un piccolo mondo che all'antico ha sostituito l'attico.

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10/17/2008

Si può diventare “scrittori di viaggio” senza aver viaggiato?

Excel_ink_viagg1 No, sembrerebbe essere la sola risposta sensata, ma...

...è esattamente quello che è accaduto al giornalista e scrittore francese Gilles Lapouge. Un giorno, in maniera del tutto inattesa, Lapouge si ritrova catalogato tra gli “scrittori viaggiatori”. Di viaggi però ne aveva fatti sino ad allora davvero pochi. Tuttavia, un po’ per vanità, un po’ per non sembrare scortese, tardò a smentire, e il misfatto divenne irreparabile.

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Ultimo parallelo

Che il panorama del sistema letterario italiano (editori, critici, librai) non fosse edificante non è una novità, ma ogni volta che ci si imbatte in un libro come “Ultimo parallelo” di Filippo Tuena, vincitore del Premio Viareggio,  la sensazione di sconforto prende alla gola. Ci si trova spaesati davanti alla poca attenzione che si rivolge alla Letteratura: il ciarpame che invade le “terze pagine”, che poi finisce sui banconi in bella vista delle librerie e che poi, forse, finisce a casa dei lettori fa venire voglia di tirare su baracche (poche) e burattini (molti) e fare una piccola rivoluzione culturale. Perché “Ultimo parallelo” ad oggi è stato completamente ignorato (tranne rare eccezioni) ed è oggettivamente uno dei pochissimi romanzi che si siano scritti in Italia negli ultimi anni.

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10/11/2008

Storia e destino

Introduzione al libro

Storia e destino (Einaudi)

di Aldo Schiavone

Interventi di Edoardo Boncinelli, Fulvio Papi, Carlo Sini, Aldo Schiavone, a cura di Ferruccio Capelli.

PAPI

Se si conviene sul fatto che ogni lettura è al tempo stesso un’interpretazione, si potrebbe considerare “Storia e destino” come un libro che si colloca tra passato e futuro, e che sottende una seria critica all’umanesimo, e in particolare alla  visione del divenire. Il divenire, infatti, è concepito non solo come prassi  (per esempio come la intende il marxismo), ma come effetto dello sviluppo evolutivo delle tecnologie. Per questo l’impatto tra l’elemento naturale e quello artificiale risulta costitutivo della centralità dell’uomo nell’esperienza del mondo. E’ in questo senso che si può parlare di biopolitica, biopotere, biotecnologie: si tratta di lemmi relativamente recenti la cui origine -  linguistica, ma anche concettuale -   è certamente debitrice di varie teorie tecnogenetiche, quelle che considerano la tecnica come co-elemento costitutivo del processo di evoluzione dello stesso homo sapiens (sapiens). 

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