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Le Aziende In-Visibili -

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07/12/2009

Cresce la protesta in rete contro il ddl Ammazzainternet

6760_1195068597661_1256841496_30565767_2411569_n Si moltiplicano in rete le iniziative in vista del 14 luglio, data in cui il Governo, in una sorta di celebrazione al contrario, tenterà la presa della Bastiglia della libertà internettiana. Il famigerato DDL intercettazioni con il suo carico di disposizioni “ammazza internet” che minacciano di “chiudere per rettifica” la Rete è infatti approdato all’esame del Senato e, tra il 13 ed il 14 luglio potrebbe diventare legge. Tutto questo del resto, se posso esprimere una opinione finchè ancora è consentito,  rientra perfettamente nella logica di chi si proclama rappresentante di un "Popolo della libertà" che a quanto pare si riduce a quella del Premier di fare ciò che vuole eliminando ogni possibilità di espressione per chi la pensa diversamente.

Il tempo dunque stringe per lo sciopero della Rete organizzato per il 14 da bloggers autorevoli come Alessandro Gilioli dell'Espresso e il professore di Informatica Guiridica Guido Scorza (http://www.guidoscorza.it/?p=858).


Per info più dettagliate sui perché delllo sciopero: (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/07/01/il-bavaglio-i-giornalisti-i-blogger/)

Per chi ne volesse partecipare allo sciopero, tutte le info sulla giornata di protesta si trovano qui: http://dirittoallarete.ning.com/

Fra le tante iniziative collegate, ne segnalo una in Second Life: "Aderiamo alla giornata di silenzio per la libertà d'informazione on line. 14 LUGLIO".

Per aderire, venite al Museo del Metaverso
http://slurl.com/secondlife/Uqbar/33/86/23

1) prendete il bavaglio e indossatelo cliccando sul podio arancione
2) mettetevi in posa sul podio (click stand)
3) scattate lo snapshot e inviatelo a
dirittoallarete@gmail.com

Scrivono i responsabili di Uqbar: "uqbar. media art culture aderisce alla giornata di "rumore silenzioso" organizzata per il 14 luglio da DIRITTO ALLA RETE e firma la LETTERA no alla rettifica al Presidente del Senato.

Il nostro modo di aderire sarà quello di rendere visibile l'iniziativa all'interno della nostro network, in particolare facendoci promotori all'interno di second life, distribuendo un megafono informativo tridimensionale, con i link a DIRITTO ALLA RETE nelle community italiane e straniere."

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07/10/2009

E' il Codex Seraphinianus il titolo italiano più ricercato al mondo

Nel rapporto 2008 di  Bookfinder.com il Codex Seraphinianus di Luigi Serafini (alcune immagini del quale sono state riprese nel nostro romanzo collettivo Le Aziende In-Visibili), a 28 anni dalla sua prima edizione, risulta l’ottavo titolo più ricercato a livello mondiale nella sezione “Science Fiction, Fantasy & Horror (Novels, short story collections; ghosts, aliens, romance; movie and TV tie-ins; reference and criticism, etc)”. Da notare che è l'unico titolo italiano presente in tutte le 10 sezioni di quello che The Library of Congress ha definito (insieme a Amazon.com) come il miglior book site del WWW.
 
 http://report.bookfinder.com/2008/
1 Stephen King (as Richard Bachman) - Rage
2 Curtis Richards - Halloween
3 Andy Mangels - Turnabout
4 David Williams - Second Sight
5 Patricia Briggs - Masques
6 Ray Bradbury - Dark Carnival
7 Glen Cook - She Is the Darkness
8 Luigi Serafini - Codex Seraphinianus
9 F. Paul Wilson -Nightworld
              10 E.C. Tubb - The Return


Inoltre, da una ricerca  nelle 44 lingue presenti in Google sono emersi blog e siti riguardanti il Codex  in 40 lingue, eccetto Indonesiano, Filippino, Afrikaans e Swahili. Georgiano non verificabile in quanto non presente in Google.
Vi segnalo anche un articolo del  quotidiano nazionale indiano “The Hindu”
http://www.hindu.com/thehindu/lr/2002/08/04/stories/2002080400420600.htm
E infine sapete come si scrive Codex Seraphinianus in giapponese?
コーデックス・セラフィニアヌス

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07/03/2009

(AND/OR) RO-MAN: ROBOT-MAN

Androide, quindi umano? Questo punto interrogativo, simbolo ortografico di una visione del mondo aggrappata all'umanesimo e all'umanizzazione della tecnologia, sta per essere cancellato. La nuova versione diventa questa – androide: ovviamente umano.

Sono finiti i tempi delle macchine, etichetta metallica che si era appiccicata ai computer nei decenni passati. Enormi armadi che invadevano intere stanze, dotati di tante, tantissime luci che si accendevano e si spegnevano secondo chissà quali astrusi schemi. E poi tecnici in camice bianco muniti di tabelle come medici che assistevano un paziente sotto controllo.

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07/02/2009

Nasce idea TRE60

E' da oggi on line, in versione beta test, ideaTRE60,  la community creata da Fondazione Italiana Accenture in collaborazione con gli esponenti più prestigiosi della società civile (operatori culturali ed economici)  per lo sviluppo di innovazione a favore della collettività, attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate.
 
La piattaforma si articola in tre sezioni chiave chiamate Condividi, Concorri e Sostieni intorno alle quale si muove il "mondo vitale" di idea TRE60, che vuole essere una community aperta a chi  vuole sviluppare innovazione di utilità sociale con alti livelli di competenza e passione.
 
Poichè, come dicevamo all'inizio,  siamo da oggi on line con la versione beta di idea TRE60, l'obiettivo è di cominciare a testare le funzionalità più importanti in particolare dell'Area Condividi (mentre le funzionalità relative alle Aree Concorri e Sostieni saranno via via rilasciate nei prossimi mesi, per arrivare a completare la prima release della piattaforma entro dicembre 2009).

In questo forum  pertanto, accogliamo tutti i suggerimenti utili a migliorare la piattaforma, a renderla più fruibile, ad evolverla, per essere innovativi non solo negli strumenti che mettiamo a disposizione dei nostri utenti  ma anche nella capacità di perfezionarci grazie al contributo di coloro che attivamente partecipano alla vita di idea TRE60.   

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06/29/2009

Sa attendere chi viene dalla terra

Genio e regolatezza XIII

Di Piero Trupia

 

 

Nel suo bazar fa carriera solo chi si rende conto dell’altro e realizza che il nemico è in agguato, ma  non fuori bensì dentro. Si, dentro di te. Ha un nome buffo […] si chiama Ego.

Nel bazar […] ognuno impara ad ascoltare se stesso. […] lo stress non c’è […] ti accorgi di una piccola grande Magia […] tutto fila a meraviglia.

Episodio N° 32 de Le Aziende In-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini. Libri Scheiwiller, 2008.

 

Non esistono prodotti poveri, se chi li fabbrica sa arricchirne le prestazioni; non esistono prodotti maturi se si riesce a individuarne nuove prestazioni. Vale per la ruota, la terza invenzione dopo la scheggia di selce, il fuoco e il tronco rotolante.

L’azienda Rosolani di Jesi produce ruote di tutte le dimensioni: per le carrozzine, i carrelli del supermercato e i grandi veicoli industriali compresi i carrelli a spostamento automatico del magazzino merci. Ruote fisse e ruote piroettanti, a semplice rotolamento o motrici.

Non c’è niente di più penoso, per noi, dice l’omonimo titolare, di un carrello al supermercato o all’aeroporto cigolante, zoppicante o che va alla deriva, insensibile al comando, specie quando il carrello è sovraccarico, con merce, valige e un bambino. Per non parlare dei grossi carrelli industriali ove l’efficienza della movimentazione è un anello della catena del valore e il cedimento di una ruota può essere molto pericoloso.

Difficile comprendere l’accanimento negoziale di certi addetti agli acquisti. Non considerano che il prezzo da noi richiesto è il costo di una prestazione fornita e assicurata. Il principio value for money dice che non esiste prezzo alto, se è corrispettivo di un valore d’uso.

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06/22/2009

La perfezione della nicchia

Genius Loci e regolatezza XII

Di Piero Trupia

 

Eppure, e lo avrà pensato di certo anche    Bill H. Fordgate in qualche barlume di desiderio o di alcolico delirio, eppure un’azienda che ha in sé il suo essere perfetto sarà esistita, sarà stata pensata […]. Di certo ci sarà in qualche angolo di tempo e nella mente di qualche visionario dirigente […] un luogo da cui guardare nel passato per riprodurre futuro, anzi un luogo armonioso e amoroso, così platonicamente stabile e sferico da essere un’infinita proiezione del futuro, insensibile a scosse telluriche e scioperi, inattaccabile da esaurimenti nervosi e prepensionamenti forzati.

Dall’Episodio N° 31 de Le Aziende In-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society con 190 immagini di Luigi Serafini

Libri Scheiwiller 2008

 

 

Spesso l’innovazione, quella utile non quella spettacolare e fine a se stessa come il Concorde, nasce da un ripensamento del vecchio invece che da un rinvenimento del nuovo. Nella fisica, nella chimica, nella matematica il nuovo ha un cuore antico. Si tratta di svelarlo, togliere i veli dell’ignoranza, diciamo meglio del saputo, participio passato, per liberare il sapere, infinito presente. Il sapere apre un orizzonte, schiude un sipario; il saputo si adagia in una scenografia nota e stabile. Si può asserire, nel senso di fortemente postulare, che la cornucopia della natura ha finora riversato solo una piccola parte del proprio contenuto, quel che trabocca dal suo arcuato corno. Il resto, il più sta nel fondo. Basti pensare all’antimateria e alla materia oscura. Ma anche da quel poco che si sa, si può cavare conoscenza utile e inedita per la soluzione di problemi tecnici e produttivi.

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06/14/2009

Ogni impresa in questo paese è documento e monumento

Genius loci e regolatezza XI

Di Piero Trupia

[…] a ogni incrocio c’è un monumento che consiste solo d’un piedistallo, solitamente vuoto. […]”Avrai visto molti gestori delle risorse impazzire per il paradosso del monumento vuoto”, disse Deckard a Vajanel, il saggio Direttore Amministrativo [...] Non è un vuoto [….] è  un monumento all’esistenza di ogni singolo cittadino […] che, se volesse, potrebbe esserne il testimone <essente>”…  

Dall’Episodio N° 29 de Le Aziende In-Visibili, romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society Con 190 immagini di Luigi Serafini Libri Scheiwiller 2008

 

Negli anni ’70 i guru del marketing srategico proclamarono una nuova dottrina: la nicchia era la morte della creazione di valore e i beni maturi sarebbero stati prodotti a costi stracciati nei paesi del nuovo sviluppo: impossibile competere. Le piccole imprese italiane conviviali e di genius loci non disobbedirono consapevolmente, né argomentarono la loro persistenza nel vecchio. Semplicemente ignorarono la notizia e andarono avanti per la loro strada. Nessuna meraviglia: l’industria italiana era considerata decotta e strutturalmente ai margini del mercato globale che di lì a poco sarebbe stato l’unico riferimento e l’Italia sarebbe stata definitivamente espulsa dall’economia moderna e ricacciata nell’economia agraria. Le cose non sono andate così e fin qui niente di strano. Si può sbagliare previsione. Strano è invece che nessuno di quei guru abbia riconosciuto l’errore e fatto autocritica. L’industria italiana infatti, proprio alla fine degli anni ’70, diventava uno dei protagonisti dell’industria mondiale, tra i primi sette paesi produttori ed esportatori.

In quegli stessi anni maturava l’offensiva giapponese contro l’industria tradizionale italiana degli strumenti musicali. L’offensiva sbaragliò il centenario sistema produttivo di fisarmoniche di Castelfidardo, ma la disfatta fu una grande opportunità per quel distretto. I produttori di fisarmoniche si spostarono sulla fascia alta e altissima e conquistarono una supremazia mondiale negli strumenti da concerto e per amatori sofisticati, ovviamente a dimensione mondo.

In quegli stessi anni nel locus jesino rinasceva Paradisi che si spostava dalla minuteria meccanica generica a quella di precisione. In particolare le microviti che fissano le lamelle vibranti delle fisarmoniche di Catelfidardo. Vite e lamella fanno un corpo unico vibrante e anche la microvite diventa organo vibrante e musicale.

Mi hanno spiegato, alla Paradisi, che la produzione di fascia alta non si può improvvisare né può essere affidata unicamente o principalmente alle macchine. Le macchine fanno quel che l’operatore vuole che facciano e l’operatore è anch’esso una macchina biologica o bionica per una parte del suo operare, ma per un’altra parte è una mente che apprende, sbaglia e apprende dall’errore, sceglie, decide, giudica liberamente. Gli strumenti musicali vanno accordati e l’accordatura richiede una capacità globale dell’accordatore, correntemente chiamata ‘orecchio’, ma questa macchina bionica è al servizio di una mente nutrita da una cultura e da una storia. La storia del nostro paese da Augusto ai nostri giorni.

Paradisi è una delle innumerevoli imprese italiane  che è ‘uno di uno’, non ‘uno di molti’. Una peculiarità senza confronti che sfugge alle descrizioni statistiche generalizzanti; può essere soltanto narrata e non catalogata. Nel locus jesino e in tutti gli altri loci della Peninsula Locorum, ogni impresa è documento e monumento della e alla capacità inventiva e innovativa a suo modo. È il modo  dell’italico molteplice genius.

N.B.: Le Aziende In-Visibili è un’antologia di squarci narrativi su un territorio inconsueto, eppur riconoscibile, e che, alla fine, diventa familiare. Un doppio veridittivo e, alla fine veridico, di quegli insediamenti produttivi continui che incontriamo ai lati delle strade del nostro paese. La loro verità ci sfuggirebbe, senza la rappresentazione straniante, eppur perentoria, del romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society.

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06/12/2009

DALLA RETE ALLA MAPPA

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Lo street-mapping e un nuovo modello di web

(una proposta di discussione)

 

Lo street-mapping è un fenomeno con forte potenziale innovatore perché inverte la tendenza alla globalizzazione della rete, modifica l’identità degli utenti e delle loro rapporti sociali online e crea nuove forme di contenuti che a loro volta cercano nuove tecnologie. La mappa diventa l’icona di un web che entra “in my backyard” e lo trasforma nel centro della sua rete. 

 

Piccolo mondo virtuale?

Catalogare il pianeta per trasformare il web in un atlante mondiale continuamente aggiornato. E’ la nuova tendenza che procede in senso contrario alla rincorsa verso i mondi virtuali. E’ l’operazione “street-viewing”: elaborare mappe 2.0, cioè mappe multimediali a cui sono collegate fotografie e altri testi. La consultazione delle classiche mappe online diventa molto più naturale ed efficace. Ma solo il motivo utilitaristico non spiega perché lo street-viewing abbia scatenato una convinta mobilitazione dal basso. Lo street-viewing si espande col contributo volontario degli “street-mappers” – frotte di ragazzi armati di fotocamera, semplici appassionati che nel tempo libero si dilettano con zelo a catturare immagini del mondo così com’è, senza soffermarsi sull’estetica o sulla qualità tecnica. Post-moderni cartografi che immortalano una strada, un monumento, un edificio, un elemento urbano per poi collegarlo ad un punto su una mappa digitale. Dalle auto ufficiali di Google al libero upload nazional-popolare per portare il mondo reale nel mondo online. Ogni geografia contiene anche una visione del mondo; se cambia la prima, cambia anche la seconda.

 

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06/08/2009

Humanisic Management, reale prima che sognato

Genius Loci e Regolatezza X

Di Piero Trupia

 

L’operazione Humanistic Management e il relativo Manifesto lanciato da Marco Minghetti nel 2004. non nacquero da una ricerca empirica. Le tesi del Manifesto non riportano dati reali; illustrano dati sognati che rispecchiano dati reali nell’universo parallelo della razionalità pura, quella della leibniziana Characteristica Universalis. Si parte dal concetto puro di impresa e da lì si giunge, per logica deduzione, alla forma della convivialità e alla condizione di mondo vitale come variabili necessarie di una buona performance produttiva.

Di contro a questo sogno c’era e c’è la testimonianza della drammaturgia scespiriana, il “marcio” in Danimarca evocato da marcello e “le orge triviali che fanno di noi il ludibrio di altri popoli” dell’imprecazione di Amleto. Ma alla fine, dopo il sacrificio, anche in Shakespeare la nobiltà vince, pooichè vive e silenziosamente opera. Alla fine, immancabilmente, “il bosco di Birnam si muove verso Dunsiname”.

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06/02/2009

Arte e comunicazione nell'era di Second Life



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Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione lascia intravedere possibilità del tutto nuove, come alcune interessanti forme espressive, dove l’interazione tra forma e contenuti raggiunge standard molto alti e sorprendentemente adatti al nostro vivere contemporaneo. L'occasione data dalla particolare capacità immersiva ed interattiva di second life, intesa come piattaforma mediatica con un alto standard comunicativo, è un ottimo terreno su cui la sperimentazione creativa ed artistica si sta misurando, permettendo alla espressività dei singoli di potersi liberare all’interno di una esperienza sociale di tipo globale.

Un incontro nella prestigiosa sede dell’Ara Pacis, il 5 e il 6 giugno prossimi, vuole fare il punto sullo “stato dell’arte” di questo nuovo media, attraverso il contributo dei suoi principali attori, presi nei loro rispettivi mondi virtuale – artistico – culturale – professionale. La volontà di proporre alle istituzioni la costituzione di un tavolo permanente per la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico prodotto all’interno di un mondo in rapida evoluzione. L’evento avrà collegamenti e interventi in second life e sarà trasmesso on line in diretta streaming.

Sono stati invitati ad intervenire: Umberto Croppi, Francesco Marcolini, Francesco Prosperetti, Guido Razzano, Umberto Broccoli, Federico Mollicone, Giampaolo Rossi, Derrick De Kerckhove, Mario Gerosa, Carlo Infante, Mario Savini, Marco Minghetti, Giuseppe Granieri, Alberto Cottica - Cristina Di Luca, Giovanni Boccia Artieri, Guido Scorza, Luca Spoldi, Stefano Lazzari, Giovanni Dalla Bona, Marco Longo, Gino Flore, Domenico Quaranta, Giuseppe Stampone, Pierluigi Casolari, Rosanna Galvani, Biagio Francia – AOM, Fabio Fornasari, Roberta Cirillo, Adelchi Battista, Patrizia Nofi - Sonia La Rosa, Luca Spoldi, Paola Pandolfini, Giampiero Moioli, Luca Lisci, Anita Carloni.

programma interventi.pdf

05/26/2009

La bellezza che salva i bambini

di Piero Trupia

 

Ha mai visto una cosa più bella? […] ha mai pensato che ci si potesse riuscire? È la democrazia, sa! È la democrazia dell’impresa che questi corpi femminili[e maschili, perché no?]ci danno. Flessibilità, sensibilità, attenzione all’altro, capacità di relazione, capacità di mostrarsi, di farsi guardare dentro.   Non è incredibile? […]L’arte è fondamentale per la produzione, l’arte è l’invenzione, l’arte è il bello che diventa motore  dell’innovazione produttiva e organizzativa. 

                                                           

Da L’insensibile virtual art life, Episodio N° 84 de Le Aziende In-Visibili  Romanzo a colori    di Marco Minghetti & The living mutants Society.  Con 190 immagini  di Luigi Serafini. Lbri Scheiwiller, 2008

Un Gruppo di centri di produzione e di marchi (10) che smentisce con la sua vision e con il suo modo di produrre quei pregiudizi che negli scorsi decenni harvardismo e scientific management ci hanno imposto come pensiero unico egemonico.

Il Gruppo è nato nel 1950 come semplice laboratorio artigianale di sartoria, non come società di capitali, per iniziativa di una signora sensibile al bel vestire anche per i bambini: Maria Bianca Mazzarini Stronati e i suoi tre figli, Roberto, Simonetta e Valeria. Capitale sociale iniziale, zero; capitale immateriale, come know sartoriale e sociale, indefinito ma sufficinete per  un’immediata operatività e crescita aziendale.

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05/04/2009

La politica: da l’amico-nemico a l’attore-spettatore

Genio e regolatezza VI

Di Piero Trupia

[…] oscuro o palese che fosse, tutto quel che Deckard mostrava aveva il potere della realtà virtuale, che una volta sperimentata non si può dimenticare né confondere. Nella mente dell’Amministratore Delegato la Corporation si rifletteva in un deserto di dati labili e intercambiabili come grani di sabbia da cui emergevano i pixel che evocavano le figure evocate dall’uomo delle risorse umane. […]Forse la Corporation, pensò Fordgates, non è altro che uno zodiaco di fantasmi della mente. “Il giorno in cui conoscerò tutte le immagini […] riuscirò a possedere il mio impero, finalmente? E il Direttore delle Risorse Umane: “Non si illuda Fordgates: quel giorno lei stesso sarà realtà virtuale tra realtà virtuali”. Episodio N° 22 da Le Aziende In-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini. Libri Scheiwiller 2008


Sul Corriere della Sera del 29.04 Giuseppe De Rita si sofferma sul carattere della nostra democrazia oggi. Meritoriamente sintetizzando, ci dice che in essa l’opinione prevale sull’interesse.

È un paradosso evidente che si chiarisce con il bisogno del popolo di identificarsi e partecipare. Non è questo del resto il senso della democrazia? Costo della vita, scuola, sanità passano in secondo piano. Non emozionano. La stessa sicurezza interessa ed emoziona soltanto come spettacolo: servizi e pezzi di colore in TV, paginate sui giornali e dibatti televisivi con criminologi, psicologi, magistrati in libera uscita, gogna mediatica e il brunovespiano plastico della villetta di Cogne.

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04/20/2009

Gli eredi di Benvenuto Cellini

Genius loci e regolatezza - III

Di Piero Trupia

In ogni momento della giornata mi rasserena il ricordo del volto dei colleghi, il loro ruolo, le caratteristiche del loro lavoro. […] ne ricordo le espressioni, i gesti, i movimenti. […] mi piace spostarmi col pensiero da un’area all’altra dell’headquarter, far tornare alla memoria nomi e facce.
Da L’ALTRO, LO STESSO. Episodio N° 19 de Le Aziende in-Visibili, Romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini (Libri Scheiwiller 2008).
 
La SES di Monteroberto è nata dalla passione per la precisione svizzera di un giovane marchigiano. Amava la meccanica, ma ha finito per lavorare non con la plastica, ma per la plastica. Nella sua breve vita ha potuto coltivare la precisione, costruendo stampi per la pressofusione di leghe plastiche. Alla sua morte prematura, la moglie, Vittoria, giovanissima madre di tre bambini e casalinga, decide che l’azienda è parte della famiglia e non deve morire. Una forma di culto par il marito. Diventa imprenditrice al secondo o terzo posto del settore nel mondo, in relazione al parametro scelto. Fabbrica stampi per Mercedes, VW, Audi e per i coltivatori di prugne della California, battendo il primato del più grande stampo mai costruito. Ha mantenuto l’impegno per la precisione, una preghiera per il marito.

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04/14/2009

Mission è funzione di vision e non viceversa.

Genio e regolatezza II

Di Piero Trupia

Cominciò a delinearsi nella sua mente ciò che      volle chiamare la Città del Desiderio. […]Una città irresistibile, punto d’incontro di diversi saperi, diverse culture e diverse religioni. […] La città era sempre gaia. Ogni donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle. 

Il SOGNO IMPRENDITORIALE. Episodio N° 17 da Le Aziende In-Visibili. Romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini di Luigi Serafini, Libri Scheiwiller, 2008 

“Io appartengo a me stesso e tramite il mio corpo appartengo al mondo”, affermazione recisa di Maurice Merleau-Ponty nella prefazione dello stesso autore a Fenomenologia della percezione (1945). Così prosegue: “Cartesio, e soprattutto Kant, hanno liberato il soggetto o, ciò che è lo stesso, la coscienza, mostrando che io non potrei afferrare alcunché come esistente, se prima non provassi a me stesso di esistere, se non mi riconoscessi esistente nell’atto di prendere-apprendere qualcosa del mondo.”

Merleau-Ponty richiama quindi Husserl, là dove distingue l’intenzionalità dell’atto – il rivolgersi volontario e consapevole del soggetto verso le cose del mondo – dall’intenzionalità fungente che ci fa presente il mondo anche quando non ne siamo consapevoli, quando, semplicemente, lo sentiamo. La fenomenologia, conclude, è una rivelazione del mondo, ce lo mostra, prima che sia discorsivizzato, che sia razionalizzato. Una filosofia che vuole essere ultrarazionale, si priva di questo contatto immediato.

Questa di Merleau-Ponty non è astrazione, è teoria che descrive il modo come ci rapportiamo con il reale prima ancora di cominciare a parlarne. Questo realismo immediato, istintivo e intuitivo è una caratteristica dell’imprenditorialità. Si traduce nella vision dell’impresa che, solo successivamente, ispira la mission.

Lo scientific management, al contrario, parte dalla mission, che traduce in formule, in base al settore operativo, alle caratteristiche del mercato ecc. e successivamente ne ricava, alla bell’e meglio, una vision buona per la brochure di presentazione e per i discorsi alla convention. Imprese tutte uguali, senz’anima.

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04/03/2009

COMPUTER FRA LE NUVOLE

Cloud_computing 


No, non è un pesce d’aprile. Lo scorso 31 marzo 2009 un consorzio di compagnie ha sottoscritto un Manifesto di dichiarazioni ed intenti per il Cloud Computing. Dieci punti disegnano il futuro prossimo incentrandolo sulla centralità della persona, la vocazione filantropica, l’apertura, la trasparenza, l’interoperabilità, la rappresentatività degli stakeholders, la lotta alle discriminazioni, l’evoluzione continua, l’equilibrio tra interessi commerciali e privati, l’obbligo della sicurezza. Firmato Ibm, Cisco, Hp, Sun. Per puro caso il giorno dopo, il 1 aprile, Ibm ha annunciato l’inizio della sua migrazione verso il cloud computing con un investimento di dieci (come i punti del Manifesto) miliardi di dollari in un pacchetto applicativo pro-business contenente software di tipo Saas. Infatti Microsoft, Google e Amazon non hanno apposto la loro firma in calce al Manifesto, lamentando carenza di collaborazione e trasparenza – in pratica la creazione del Manifesto contraddice il Manifesto stesso.

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03/27/2009

Therenaissancelink

Nasce oggi ufficialmente The RenaissanceLink di cui mi onoro di essere fra i soci fondatori.

Francesco Morace nel suo blog e ieri su Nova lo ha già diffusamente presentato. Mi limito qui a dire cosa è per me.

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03/22/2009

Il génie malin dell’individualismo

Genius loci e sregolatezza VII

di Piero Trupia


Il presidente e Amministratore unico dallo sfuggente sorriso è perentorio […]La manifattura è lenta e noi qui siamo celeri. Intercettiamo il valore generato altrove – non sappiamo dove e come – e lo moltiplichiamo per dieci, cento, mille. Solo i simboli della ricchezza producono vera ricchezza

Personal Flashforward, Episodio N° 12 da Le Aziende In-Visibili, Romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society. Con 190 immagini Di Luigi Serafini Libri Scheiwiller, 2008.


Il sistema della produzione italiana di genius loci non ha alcuna responsabilità nella presente crisi mondiale. Non ne hanno nemmeno i governi di opposto segno del nostro paese che si sono succeduti negli ultimi tre decenni. Anche le nostre banche hanno partecipato solo marginalmente alla follia della finanza creativa e della new economy. Questa la rabbia dei nostri produttori. Ci hanno messo in mezzo, dicono. Solo un limitato rigurgito però contro la globalizzazione. Sono nella grande maggioranza esportatori e sanno di aver bisogno del mercato globale, quello delle merci e non quello della grande truffa del mercato dei titoli e dei ‘prodotti’ finanziari derivati e strutturati. In queste settimane ho incontrato gli artigiani e i piccoli industriali della Brianza, della Valle dell’Esìno e del Misa e del settore dell’arredamento. Non sono furiosi. Sono sconcertati sull’accaduto e perplessi sul da fare. Quando gli racconto che tutto nasce dai mutui americani, quando gli spiego i subprime e il meccanismo perverso dei prodotti strutturati, allargano le braccia sconsolati. Ma come, noi abbiamo un timore reverenziale per il direttore della nostra piccola banca popolare, per il direttore dell’ufficio postale sulla piazza del paese che ci consigliava i nuovi prodotti finanziari ad alto rendimento e sicuri e ora ci venite a dire che le oneste cartolarizzazioni dei mutui fondiari si sono trasformate in titoli tossici che impediscono alle nostre banche di darci il credito ordinario. Ma dov’erano quelle grandi istituzioni, la FED, l’FMI, la Banca mondiale, il WTO, la nostra Banca d’Italia, le agenzie di rating che davano le tre A a Tanzi, a Goldman Sachs, a Citigroup, a Merril Lynch? Così ciechi, così incompetenti, così cointeressati da chiudere gli occhi su quell’alta finanza dei premi Nobel dell’economia che altro non era che la vecchia catena di Sant’Antonio?

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03/16/2009

Idola fori, idola theatri

Genius loci e sregolatezza VII

Di Piero Trupia

A un tratto, quasi per incanto, vide all’orizzonte una città d’incredibile bellezza. […] si ricordò delle parole di un vecchio saggio: “Non è possibile definire moderno tutto ciò che accade nella città ma tutto ciò che si definisce vita moderna accade in città”. I paradossi, le contraddizioni, le ambiguità che costituiscono la realtà aziendale sono indubbiamente presenti in una città: quello, pensò, è il luogo dove storie differenti e realtà plurime possono convivere con fatica ma anche con entusiasmo e passione.

La città gli si rivelò come un simbolo complesso che offre le maggiori possibilità di esprimere la tensione tra razionalità geometrica e groviglio delle esistenze umane, ma anche come un potente paradigma per pensare, progettare e sperimentare un nuovo modello di business, una nuova cultura.

(Tratto dall' Episodio n° 17 da Le Aziende In-Visibili, romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society, con 190 immagini di Luigi Serafini)


Mergo (Ancona) è una città di impianto medievale, murata, oggi di 1.100 abitanti con 400 occupati nell’industria, provenienti dalla provincia e da Bombay.

Nelle aziende di Mergo si raggiunge l’eccellenza produttiva e la leadership europea nel proprio ambito produttivo. Per miracolo? No, per la qualità della leadership e l’intensità conviviale della vita aziendale.

La valle dei fiumi Esìno e Misa su cui guarda Mergo ha poco a che fare con la Silicon Valley e il sapere all’opera nelle sue aziende non è un know-how manageriale, ma un mix artigianale-industriale animato da un contratto non scritto di dare e avere intellettuale con la clientela e con i fornitori.

A Mergo, e in tutta la valle tra i due fiumi, si fa giornaliero autodafé di dottrina e ideologia di Harvard e dell’MIT. Gli idola fori e gli idola theatri dello scientific management non abitano da queste parti.

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03/13/2009

KUTIMAN: UN’IMPRESA CREATIVA PER CASO

Kutiman 

Per acquisire notorietà non c’è bisogno di essere un personaggio conosciuto; per diventare un musicista non c’è bisogno di conoscere i segreti del pentagramma; per incidere un album non c’è neppure più bisogno di uno studio di registrazione. Basta passare al setaccio il web. Ma in questa anarchia creativa può germogliare anche il seme di un’impresa incentrata sul genio personale. 

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03/06/2009

PROMETEO LIBERATO

Informal_organization OVVERO: IL WEB 2.0 PER SBLOCCARE IL LATO INVISIBILE DELL’IMPRESA

Ci sono molte più cose in cielo e in terra che nei sogni della filosofia”. Shakespeare vale ancora oggi, nonostante che un gruppo di Twitter-maniaci abbia compresso “La Bisbetica Domata” in battute di soli 140 caratteri. Si può parafrasare Shakespeare anche nell’ambito organizzativo affermando che ci sono molte più risorse sconosciute o sottovalutate all’esterno dell’organizzazione che non al suo interno. Niente di nuovo sotto al sole, per proseguire con le citazioni. Però le tecnologie imperniate sulla wikinomics e il social web possono sprigionare le risorse invisibili di un’azienda, secondo una strategia e una tecnologia che capovolgono le prospettive tradizionali.

La struttura informale di un’azienda può essere concepita come un insieme nebuloso di professionalità, abitudini, competenze, comunità sociali, motivazioni ed emozioni personali che vivono dentro e fuori le mura dell’organizzazione formale. Il suo valore si esprime nel mediare tra l’assetto delle norme astratte che governano l’azienda e i soggetti coinvolti che operano in quell’azienda. Perciò l’organizzazione formale può diventare l’interfaccia decisiva per potenziare i processi produttivi, fronteggiare problemi inaspettati, sviluppare un’innovazione spontanea, risolvere problemi oltre i perimetri formali di ruoli e funzioni. Tuttavia l’invisibilità dell’organizzazione informale impedisce alla leadership aziendale di farla emergere e sprigionare il suo valore.

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03/03/2009

Web Opera Project: il nuovo sito

Pulsante_web_opera_blog  Domani in Second Life, alle 21.30, verrà presentato il nuovo blog realizzato da arco Rosca come "Cabina di regia" del Progetto Web Opera, di cui abbiamo già parlato più volte.

Da qui gli artisti potranno iscriversi ufficialmente al progetto, candidandosi per realizzare uno dei 128 Video previsti o un'opera trasverale, e fornire informazioni, anticipazioni, curiosità sull'andamento dei lavori nei diversi set in costruzione.

Vi sono poi link ai siti Facebook, YouTube e Flicr dedicati alla Web Opera, nonchè le traduzioni in inglese di alcuni Episodi, che vengono messi a disposizione per gli artisti internazionali che vogliono cimentarsi con il testo de Le Aziende InVisibili.

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03/02/2009

Una Teografia dei genî d’Italia

Genius Loci e sregolatezza V

Di Piero Trupia 

Dopo una lunga traversata nel paesaggio desertico e polveroso, si giunge al Porto Commerciale di Liquor. Luogo liquido senza una goccia d’acqua[…] di ponti lignei che scavalcano canali metafisici […] Gli abitanti si muovono leggeri per le strade di un villaggio di un bianco andaluso, appaiono e scompaiono come luci nella notte. Gli uomini, le donne, i bambini presentano contorni indefiniti […] Non piove da secoli […] Si cerca l’acqua, si sognano i pozzi, si immaginano i fiumi che forse un tempo solcavano il deserto. Chi arriva non può sopravvivere […] eppure gli uomini sono qui da un tempo immemorabile.

Marco Minghetti & The L.M.S., Le Aziende In-visibili, Episodio N. 40 
 

A Palermo il binomio ‘Genio e sregolatezza’ raggiunge un vertice d’inaudita intensità: devozione quasi fanatica al Genio della città e sregolatezza come progetto di vita e pratica di sofisticata leggerezza.

Passo per piazza Castelnuovo e noto un assembramento attorno a un tavolo dei Radicali per una raccolta di firme. Chiedo a un cittadino che ha appena firmato di che si tratta. Risposta sregolata come da copione “E chi nni sacciu! Firmavu.” Una leggerezza metafisica che dipende dal Genio della città o è un omaggio al medesimo.

Il popolo non ha alcuna idea di cosa esattamente sia il suo Genio e i dotti, dopo averne a lungo disquisito, se non accampano spiegazioni molto ipotetiche, allargano le braccia. “Non siamo riusciti a individuarne l’esatta origine”.

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02/27/2009

WIKINVEST

Wikinvest  LA WIKI-ALTERNATIVA PER L’INFORMAZIONE FINANZIARIA

Il fallimento di prestigiose istituzioni finanziarie a seguito della crisi dei mercati globali ha trasmesso un forte segnale di sfiducia nei piccoli investitori. Il web diventa un laboratorio aperto per sperimentare un’alternativa basata sulla creazione e la condivisione delle informazioni per investire sui mercati.

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02/25/2009

La Web Opera muove i primi passi

Immagine 006 

Ieri in Second Life presso Uqbar, Museo del Metaverso,  si è svolta la terza riunione del Gruppo di artisti che sta lavorando al progetto Le Aziende In-visibili la Web Opera, che abbiamo lanciato da questo blog qualche settimana fa (vedi qui il video della conferenza tenuta da Hamlet Queler).
Il Progetto sta facendo passi da gigante: riassumo i principali risultati già ottenuti.
Un primo gruppo di lavoro, costituito da Adelchi Rossini e Kristine Lowey, ha allestito un fantastico set (per ora assolutamente top secret) e sta girando le riprese relative all'Episodio 90 (La seggiola rotante, firmato dall'astronauta Roberto Vittori), avvalendosi di attori e doppiatori di eccezione (fra cui Francesco Pannofino, doppiatore di attori come George Clooney, Mickey Rourke e molti altri).
Un secondo gruppo di lavoro ha scelto invece di operare con una modalità assolutamente aperta e wiki. Ha inaugurato per questo un sito chiamato Episodio 100, dal numero dell'Episodio de Le Aziende In-visibili che sta trasformando in video. Il gruppo, che è seguito anche dal dee jay Alessio Bertallot, autore del pezzo, è formato da: Marta Lanzius (aka Marta Tiezzi), Mila Tatham (aka Salima Venditti), Rodroguez Imako (aka Andrea Roberto Dosi),  Vive Voom (aka Luca Lisci), Icarus Robbiani.

ChrisTower Dae  si è proposto per  l’Episodio 116,  scritto da Cinzia Bomoll, mentre Neupaul Palen sta riflettendo sull’Episodio 95 (firmato dal sottoscritto).
Molti altri (da Berardo Carboni, regista dal recentissimo VolaVola a Asian Lebdev , quello della Torre di Asian)  stanno seguendo il Progetto e sono state avanzate opzioni sugli Episodi 5, 97 e 102 anche da parte di  artisti internazionali e,  proprio per venire incontro alle loro esigenze, Roger Yates ha cominciato a scrivere le traduzioni di alcuni Episodi, che verranno pubblicate  settimanalmente sul nostro Metablog, in una Categoria dedicata ). Chissà che questa operazione non attragga qualche editore straniero e lo induca a pubblicare il Romanzo anche fuori dall’Italia….

C’è poi chi sta pensando ad operazioni di lettura trasversale. Ad esempio il tema che si propone di affrontare la fotografa-musicista Redmoon Balut,  proprio come se fosse un LEITMOTIVE di Wagneriana memoria, è "Le figure femminili delle aziende invisibili: l'innocenza, il desiderio, il silenzio, la sensualità, l'attrazione, la modestia, la passione" con particolare riferimento a Miranda Sharpe presente in tutta l'opera (Episodio 34 e altri), a Margherita in "palinsesto notturno di corporation tv, serie cartellino rosso" (Ep. 27), "Sexual harassment" (Ep.37), "Dimissioni" (Ep. 30), "il bello e il brutto (il basso e l'alto)" (Ep.39), L'insensibile virtual art life (Ep. 84), con le ambientazioni che faranno riferimento all ' Ep. 74 "Lo strano caso del dottor I. e di mr. C".
Sarima Giha  ha quindi sottolineato l’importanza di lavorare sulla cornice, ovvero sui dialoghi fra Bill H. Fordgates e Sam Deckard che riprendono quelli fra Kublai e Marco Polo del testo-matrice calviniano. Musicisti come Alessandro Marangoni  si sono inoltre detti interessati a lavorare sul soundtrack.
Segnalo infine l’infaticabile impegno di arco Rosca e Roxelo Babenco, che non solo si stanno spendendo moltissimo per aggregare artisti intorno al progetto, ospitando anche in Uqbar le riunioni settimanali del Gruppo, ma che stanno anche creando un blog in cui verranno forniti tutti gli aggiornamenti in tempo reale sullo sviluppo della nostra Web Opera. Non appena sarà online ne riparleremo.

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02/23/2009

Parole che dicono, parole che fanno

Genius loci e sregolatezza IV

Di Piero Trupia 

Da noi si producono e vendono parole[…] parole a catalogo e parole che ci vengono commissionate su misura […] Creiamo anche intere frasi […] Alcuni clienti ci chiedono che la parola possieda un significato, ma rappresentano una minoranza […] Forse ciò che attira oggi il consumatore è la rassicurazione che deriva dal possesso di una parola magica che si presti ad essere venerata durante il sonno e sognata nelle ore di veglia. Sono in continua crescita nelle vendite parole e frasi di possesso esclusivo.

Marco Minghetti & The LMS, Le Aziende in-visibili, Episodio N° 92 

Da alcuni anni la pubblicità comparativa è autorizzata in Italia e gli inserzionisti se ne avvalgono sia pure con pudore. Ricorrono spesso al ‘non detto implicito’. “Miele Ambrosoli. Il massimo del miele” ne è un esempio. Martella da mesi a ridosso del giornale radio.

Non credo che sia necessaria una legge che autorizzi il consumatore a esprimere un suo parere ugualmente comparativo. “Il massimo” sottende il migliore in assoluto nel mercato europeo e nel mondo. Mi permetto di affermare che il miele di castagno dell’Abbazia di Casamari e quello di Corbezzolo di Mario Masè, che dall’etichetta garantisce personalmente, sono di gran lunga migliori e non pretendono di essere il massimo. Si affidano al consumatore, in base al principio “la torta si giudica all’assaggio”.

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02/19/2009

Human flesh search engine

di Michele Travierso
 
Per iniziare la mia collaborazione da Shanghai vorrei raccontare una storia, forse marginale, accaduta recentemente e di poca o nulla rilevanza internazionale. Una storia che pero' ribalta gli stereotipi che spesso accompagnano chi si avventura in Cina in cerca di fortuna. 

Tutto cominciò  il 9 Febbraio con un post su Shanghaiist, blog cittadino della scuderia Gothamist, che annunciava un fantomatico concerto dei Daft Punk, il duo house francese, di li a pochi giorni (il 13, soli 4 giorni dopo). La pagina dell' evento su Facebook, aperta un giorno o due prima e ora cancellata, riportava (fonte: Pitchfork )

"Now the french mythical electronic band Daft Punk is coming in Shanghai for one very special night on friday 13th February with a devious concept called dafthidden 09 tour as the concert venue will be kept hidden till Friday 13th morning. Daft Punk is working on his new album for 2 years and want to share the sound with their fans only before the album launch. And they planned 3 dates in Asia including Shanghai, 2 in Europe and 1 in US."


Un web designer Shanghainese e' stato assoldato per creare un sito dedicato all'evento e, racconta il blog 56minus1, si e' trovato ad essere vittima involontaria della truffa dell'anno.

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02/16/2009

Una chiacchierata contro lo stress della catena di montaggio

Genius loci e sregolatezza III

Di Piero Trupia


Le tue aziende non esistono, Deckard […] la Corporation sta marcendo, minata dalla vanità che uccide il talento, dall’invidia che diventa mobbing, dall’ambizione di una dirigenza che diventa labile e demente.” E Deckard: “Solo se a ogni individuo sarà concesso di prendersi responsabilmente, riflessivamente, cura della crescita personale propria e degli altri, l’impresa sarà un mondo vitale, conviviale, etico, profittevole. Solo così, forse, l’impresa potrà salvarsi.” (Marco Minghetti, Le Aziende In-visibili, Episodio n. 47)

Una precisazione, anzitutto. ‘Sregolatezza’ va inteso, in questi interventi, come scarto del modo di essere e di fare impresa in Italia rispetto allo standard dello scientific management e alla dottrina harvardiana organizzativa e manageriale.

Una minicorporation conviviale è SICA ALTOPARLANTI, sita a Ripe nel locus di Jesi. Opera nel settore della trasduzione acustica (altoparlanti), un prodotto di nicchia.

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02/15/2009

Call for artists: il video!

L'evento svoltosi il 9 febbraio presso il Museo del Metaverso ha ottenuto un grande successo (oltre cinquanta gli artisti nazionali ed internazionali presenti) e ha creato un grande interesse, tanto che giungono continuamente richieste di chiarimenti e adesioni al progetto Web Opera.

Per chi non c'era quella sera pubblichiamo di seguito la registrazione video (in due parti) di quanto è avvenuto e diamo appuntamento a tutti gli artisti a martedì 17 febbraio ore 21.30 sempre in Uqbar Museo del Metaverso per fare il punto della situazione e definire il dettaglio del programma di attività.


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This opera by 2lifecast is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia

 


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02/11/2009

TRE PARADOSSI SULLA LEADERLESS ORGANIZATION

Alcune parole hanno un grande potere evocativo e a volte provocano “un brutto effetto” sulla maggior parte delle persone. Una di queste, e posso dirlo con una certa sicurezza dato che me ne sto occupando ormai da qualche tempo, è CARISMA, che viene generalmente considerato un tema ostico, buono per creare suggestioni e per essere usato come un clichè (ad esempio, con la classica frase ”questo personaggio possiede un grande carisma…”); ma, tutto sommato, è visto come un tema che incute un certo timore e che è preferibile non indagare fino in fondo. Anche perché, a conti fatti, il riferimento immediato sembra essere al tempo stesso estremamente chiaro e vagamente minaccioso: un leader dotato di una personalità forte, seducente ma allo stesso tempo dominante, che può assumere il ruolo il ruolo dell’innovatore ma che può anche produrre guasti irreparabili.

Un’altra parola decisamente controversa è ANARCHIA, che si porta dietro anch’essa una buona quantità di stereotipi e di luoghi comuni non facili da superare. Considerati da secoli inguaribili sognatori e pericolosi sovversivi, gli anarchici sembrano tuttavia tornare oggi alla ribalta dell’attualità grazie a molti dei nuovi fenomeni che stanno accadendo nel mondo del web.

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02/09/2009

L’invisibilità del potere

"Hai mai pensato, Fordgates, al potere che rende invisibili, compiendo il miracolo di separarti dal mondo abitato da tutti gli altri, su cui avrai potestà di comando?"

Le Aziende In-Visibili, Episodio 65

Genius loci e sregolatezza II

di Piero Trupia

Forse ‘regolatezza’ sarebbe più appropriato alla vicenda che mi accingo a presentare, la vertenza de La 7, una TV di qualità che fa opinione e il 3% di share.

L’estate scorsa il proprietario, Marco Tronchetti Provera, si accorge di uno sbilancio di gestione e inizia a dichiararlo a intervistatori occasionali. Occorre tagliare; è il mercato; c’è una crisi globale; è l’unica strada per un rilancio.

La direzione dell’emittente prontamente annuncia il taglio del 20% della redazione, 14 su 70, solo giornalisti. Chi tagliare? Gli ultimi entrati, i precari, i più giovani, i single? L’alternativa di un 20% in più di frequenze assegnate per fare più share e più utili non viene nominata.

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02/06/2009

Lo Showreel (in)Visibile

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02/05/2009

CALL FOR SL ARTISTS: Una Web Opera ispirata a Le Aziende In-Visibili

Locandina_incontro 

Le Aziende In-Visibili: Web Opera, Film, Talk Show, DVD musicale, Book Trailer. Un Manifesto collettivo per gli artisti di SL.

Premessa
Il romanzo "Le Aziende In-Visibili", ispirato a "Le Città Invisibili" di Italo Calvino, è una riflessione narrativa collettiva sulla vita contemporanea  in un momento di enormi trasformazioni socio/tecnologiche, in cui l’azienda diviene metafora della condizione attuale (come lo era la città in Calvino).
L’opera è stata ideata e realizzata da Marco Minghetti  e dalla Living Mutants Society, che raccoglie 99 personalità eccellenti, rappresentative del Made in Italy  nel campo dell’arte, dell’economia, della cultura e dello spettacolo, quali Alessandro Zaccuri, Walter Veltroni, Paolo Savona, Enrico Bertolino, Aldo Bonomi, Valeria Rossi, Alessio Bertallot, Gianpietro Vigorelli, Gloria Bellicchi, Francesco Morace, Armando Massarenti, Pier Aldo Rovatti, Giulio Sapelli. Va inoltre sottolineato che:
• Le immagini di Luigi Serafini arricchiscono pregevolmente lo spirito visionario dell’opera, orientando l’immaginazione verso scenari surreali
• L’opera costituisce l’ultima realizzazione di un movimento culturale nato 15 anni fa, lo Humanistic Management (http://www.humanisticmanagement.it), cui hanno contribuito artisti come Milo Manara e il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska
• Il romanzo ha già trovato una prima declinazione qui nel blog-network di Nova100 (http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/)
• Intorno alle progettualità de Le Aziende In-Visibili è stato creato Gruppo in Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=57922885134


In questo quadro Lunedi 09 febbraio alle ore 10 PM CET - 01 PM SLT ad Uqbar in Second Life http://slurl.com/secondlife/Uqbar/106/93/96 presso il museo del metaverso, Minghetti incontra creativi ed artisti per una presentazione del suo lavoro e una chiamata collettiva per la realizzazione di 5 Progetti finalizzati a tradurre Le Aziende In-Visibili in immagini, video e altre produzioni artistiche e creative.
L’incontro potrà essere anche seguito in streaming qui
http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/  http://slurl.com/secondlife/Experience%20Italy%20NW/128/124/38

Sulla bacheca di Marco Minghetti in Facebook potranno come di consueto essere postate domande durante la presentazione, cui verrà risposto in diretta.

Progetto 1: Web Opera
La grafica del volume richiama quella di una Intranet Aziendale, in particolare di uno di quei Tableau de Bord a supporto dei processi decisionali, ricchi di dati, grafici e tabelle, aggiornati in tempo più o meno reale, che i manager delle grandi aziende ben conoscono. La parte larga di ogni pagina accoglie il testo del romanzo, mentre in quella più stretta una “In-Visible Scorecard” segnala alcuni indicatori per la sua gestione (lettura ed interpretazione): il numero progressivo dell’episodio, la posizione in Astrogramma dell’Azienda In-Visibile ivi descritta, l’Esagramma correlato nella versione Boaz o Jakin, il link con l’originale calviniano, eccetera. Se qualcuno vuole vedere in questo una ironica rappresentazione dell’illusione (non solo) manageriale del controllo totale sulla realtà, è libero di farlo - anzi decisamente incoraggiato. In particolare,  al percorso narrativo scritto si affianca un percorso musicale, per cui ogni episodio ha una sua “colonna sonora” che ne definisce il mood. Anche grazie all’inserimento di questo elemento, ognuno dei 128 episodi del romanzo si configura come base dati da cui ricavare una piccola sceneggiatura: da qui l’idea, su cui alcuni artisti di SL stanno già cominciando a lavorare, di realizzare Le Aziende In-visibili: la Web-Opera (ibrido fra la Rock Opera musicale e la Soap Opera televisiva, nello spirito dell’Opera Totale di wagneriana memoria, da veicolare attraverso qualche canale tv in Rete) così concepita: 128 video, uno per ogni episodio, durata massima 3 minuti l'uno.
Una Wiki-Opera che potrebbe essere il “Manifesto” di tutti gli artisti che, pur nella diversità dell’ispirazione e delle estetiche, si riconoscono nella necessità di proporsi unitariamente al “mondo esterno”, riconoscendosi nei valori etici  del “Wiki-romance” Le Aziende In-Visibili.
Segnalo che su questo fronte ci sono già state alcune sperimentazioni in Real Life: clip tratti da episodi o capitoli, riportati nei video del Gruppo dedicato in Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=57922885134

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02/02/2009

Genius Loci e sregolatezza 1 - Le cinque A del caso Italia

"- E che fine fa allora il genius loci?

- I luoghi contano perché ognuno è un insieme unico di esperienze, competenze, linguaggi, legami, prospettive condivise, capitale sociale. E’ la dipendenza da questo contesto che rende una regione, ed una azienda o Divisione della Corporation in quella regione, più o meno creativogenica, più o meno ricca di un suo particolare tipo di creatività. Dopodichè ogni centro creativo deve entrare in connessione con gli altri, condividendo la propria specifica conoscenza e ibridandosi. La Corporation guadagna così la propria consistenza dal duplice orizzonte di passato e di futuro all’interno del quale si colloca. Un orizzonte vero, perché mobile."

Le Aziende In-Visibili, Episodio 35

 

Non conosco altro popolo che, come quello italiano, sia altrettanto disamorato del proprio paese. Può essere un buon segno. Che non c’è ottuso sciovinismo e che sulla necessità di un miglioramento non può esserci discussione.

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01/28/2009

Jurassic Journalism Vs. Facebook 2 - Il ritorno

Come per tutti i film dell'orrore che si rispettano, non posso esimermi dal dare un seguito al post dedicato ai giornalisti giurassici. Continuano infatti ad imperversare  ancora più che gli zombi di Stephen King, che si limitano a ritornare solo a volte. Loro invece, i giurassici, risorgono dai loro sepolcri di carta stampata o dalle loro tombe catodiche, puntualmente, ogni giorno. Stiamo solo agli ultimi tre. 26 gennaio. A Roma dilagano gli stupratori? Gli inquirenti, che brancolano nel buio quanto all’individuazione dei colpevoli reali, prontamente scovano un gruppo virtuale su FB che inneggia allo stupro di gruppo (TG3 del 26 gennaio, edizione serale, immediatamente ripreso da La Repubblica del 27, dove se non altro si ha il buon gusto di sottolineare già nei titoli  che“il popolo della Rete è in rivolta”).

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01/24/2009

Jurassic Journalism Vs. Facebook

Non passa giorno che il giornalismo nostrano non persegua con pervicacia degna di miglior causa il tentativo di demonizzare, banalizzandoli, strumenti concorrenti con cui non   vuole (o non sa) confrontarsi. Il giornalismo tradizionale sembra accorgersi di Facebook solo quando c’è da metterne in luce i pericoli o fare del sensazionalismo spesso fine a se stesso, naturalmente perfettamente controbilanciato da un fantozziano ossequio al potere costituito. Questo vale per la maggior parte dei giornalisti della televisione come della carta stampata, mentre fa eccezione un certo giornalismo radiofonico, a cominciare da quello del sempre benemerito Gianluca Nicoletti, che ha capito le potenzialità di Facebook non solo come moltiplicatore di audience, ma soprattutto come strumento di comunicazione che può dare alla radio quell’interattività che in prima battuta le manca.Un magnifico esempio di questa situazione lo offre il Corriere della Sera di oggi. Un titolone dedicato alla Ministra Gelmini che detta le materie della maturità su YouTube, saggiamente controbilanciato da una spalla dedicata al nuovo sito del Papa (The Vatican). E i normali Facebooker? Eccoli in azione in un articoletto che chiude la pagina dal titolo: “«Single» su Facebook: uccisa”. Ed ecco il terroristico incipit: “Attenzione. Cambiare status su Facebook può rivelarsi una scelta pericolosa. E passare da «sposata » a «single» è costata la vita a una giovane donna britannica, uccisa dal marito infuriato e geloso per quello che aveva letto sul sito Internet.” E la conclusione che fa dell’episodio una delle regole che evidentemente presiedono alla labile psicologia dei Facebookers: “Non è la prima volta che in Gran Bretagna accade un episodio simile nell'ultimo anno. Nel febbraio del 2008 infatti Wayne Forrester, 34 anni, uccise brutalmente a coltellate la moglie Emma, a soli quattro giorni dalla separazione. Non aveva perso tempo e anche lei, sulla sua pagina di Facebook, aveva scritto di essere single.” Morale: guardate i video della Gelmini e del Papa, ma state alla larga da Fb!

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01/21/2009

Facebook vs HR

Credo non sia azzardato affermare che oggi in Italia la Direzione del Personale è una delle funzioni manageriali più retrive e arroccate sulla difesa di posizioni fordiste ormai ampiamente superate. Di questa situazione sono ovviamente responsabili i top manager delle aziende nostrane che nonostante tanta retorica sbandierata continuano (anche se le eccezioni non mancano) a usare le HR con funzioni di controllo e comando. Questa situazione rende impossibile l'accesso del mondo web 2.0 alle aziende. Ho espresso più compiutamente il mio pensiero qui, in tempi non sospetti, in un post intitolato "La nuova era della Wikinomics e i brontosauri dello scientific management".
Tuttavia è giunta l'ora che gli italici manager  si scuotano dal sonno dogmatico in cui sono beatamente sprofondati e comincino a rendersi conto che  a) il mondo sta cambiando, b) è necessario che si adeguino rapidamente se non vogliono che... sia il mondo a cambiare loro. Non nel senso di modificarli ma di rimuoverli dalle loro posizioni di potere una volta per tutte.
 
In questo senso ho trovato utile una nota pubblicata in Facebook da Carlo Mazzucchelli che riassume le conclusioni di un recente studio di Gartner Group, che riprongo qui in quanto
"conferma la  percezione e convinzione su un ritardo cronico da parte delle Human Resources aziendali nel comprendere l’importanza e l'impatto del software sociale e in particolare dei social network sulle organizzazioni e sull’immagine aziendale.

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01/18/2009

Welcome to the Real World: Attacco a Second Matrix

Abbiamo chiesto al visionario regista Neupaul Palen di illustrare  la propria estetica e la conseguente esperienza artistica realizzata in  Second Life con un video e una auto-presentazione. Ed ecco quello che Neupaul ci ha fatto avere.

Mi chiamo Paolo Palmacci: Neupaul Palen in Second Life. Alla fine del 2007, ho progettato e realizzato il Second/Aria/Mente Art Studios.

Nato nell’ambito di uno studio universitario, Second/Aria/Mente è stato concepito (sin dalla definizione del concept) come un’architettura/strumento attraverso la quale porre in atto una forte e decisa analisi critica del medium utilizzato in quanto ritengo utopico (quando non inficiante) considerare il proprio operato svincolato dal contesto/interfaccia nel quale si estrinseca e prende forma.

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01/06/2009

IL MONDO VITALE DI FACEBOOK

Concludo questa trilogia di post dedicati a Facebook (che comprende Il rischio di Facebook e Per una via umanistica a Facebook), in vista della discussione generale che il mio avatar Hamlet Queler condurrà in Second Life domenica 11 alle ore 22 e a cui si potrà assistere in diretta qui dal blog de Le Aziende In-Visibili. Chi vorrà partecipare con domande senza poterci  raggiungere in Second Life (vedi istruzioni sul sito di Brain2Brain), potrà così seguire l'evento e formulare domande, cui risponderò in diretta,  tramite la chat di Facebook.

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01/04/2009

Per una via umanistica a Facebook

Concludevo qualche giorno fa il post intitolato il  IL RISCHIO DI FACEBOOK, esprimendo la speranza che una via umanistica a Facebook fosse possibile. Il post ha destato una ampia discussione di cui cerco di riassumere i termini.

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12/30/2008

IL RISCHIO DI FACEBOOK

Nel momento in cui scrivo ho più di 800 amici su Facebook. Sono presente qui da circa un anno, partecipo all’attività di diversi gruppi, pubblico regolarmente materiali sulla mia bacheca, interagisco con molte persone anche utilizzando il servizio mail soprattutto per motivi professionali. Questo per chiarire fin da subito che io Facebook lo uso e credo sia un mezzo che non ha ancora dispiegato tutte le sue reali potenzialità. Vorrei tuttavia mettere in luce la “dark side” del Fenomeno Facebook, il potenziale rischio che ne sottende un uso acritico, riprendendo alcune riflessioni proposte nel centoventiquattresimo Episodio de Le Aziende In-visibili.

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11/24/2008

INNOVAZIONE E MARKETING PER I MERCATI ISLAMICI - I PRODOTTI HALAL

di V. Lazzarotti, R. Manzini, E. Pizzurno

Lo sviluppo continuo di nuovi prodotti è ormai diventato un fattore di primaria importanza per competere con successo sui mercati globali e, in questo contesto, la creatività e la capacità di incontrare i gusti e le esigenze dei consumatori sono da sempre segno distintivo delle aziende italiane, che iniziano ora ad intercettare una domanda parzialmente inespressa e quindi scarsamente servita: quella islamica dei prodotti halal.

Il termine halal, che in arabo significa permesso, attiene a tutto ciò che il Creatore ha fatto lecito; mentre il suo opposto, haram (illecito, non permesso), a tutto ciò da cui il consumatore di fede islamica si deve astenere. Un concetto, quello dell’halal, che rappresenta per ogni Musulmano non la semplice indicazione di un comportamento da tenere, ma un completo stile di vita.

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11/14/2008

Elisabetta Bucciarelli presenta Le Aziende In-Visibili su Booksweb tv!

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11/07/2008

Il Compromesso

Compr_big di Gian Paolo Serino

Non scrivo per divertire, ma per disturbare. Credo che la letteratura sia in grado, anche in modo indiretto, di disturbare: cioè di cambiare un mondo che se lo accetti davvero così com’è sei come minimo un idiota”.
E’ questa l’idea che Elia Kazan, 5 volte premio oscar, ha della letteratura. Perché Kazan non è stato soltanto tra i più grandi registi di Hollywood ma, come dimostra il romanzo “Il compromesso”, è stato tra i più grandi scrittori americani degli ultimi cinquantanni di narrativa americana.

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11/03/2008

Second Life e i Social Networks in Giappone

Di Philomène Gattuso

Uno degli interventi più interessanti del Convegno tenuto all’Università Roma Tre, il 9 ottobre 2008, è stato quello di Junji Tsuchiyda, professore all’Università di Waseda, a Tokio, che ha relazionato su alcuni risultati di una ricerca che ha svolto presso la sua università con un team di ricercatori.

I punti che ha messo in evidenza sono stati diversi e legati al differente riscontro che hanno avuto i Social Netwworks in Giappone rispetto all’Italia.

Il successo italiano di Second Life sembra non sia riscontrabile in Giappone, dove invece hanno più successo, da parte degli utenti, un social network chiamato MIXI e uno spazio simile a SL, che loro chiamano Meet-me.

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11/01/2008

La sottile iperbole di Ersilia

La sfida proposta da Marco Minghetti nelle Aziende Invisibili mi ha da subito affascinato come tutte le sfide difficili. Per un amante della letteratura calviniana, oltretutto, sul punto di pubblicare una raccolta di storie in cui le relazioni nascoste tra racconti e il rapporto tra lettore e scrittore si sviluppano attraverso codici multipli di interpretazione, le combinazioni erano davvero troppe per rinunciare a coglierla.6a00d8341d0dd353ef00e54f01e0f588336

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10/29/2008

“L’unilateralismo americano sarà archiviato”

Intervista a Massimo Teodori

Per gli Stati Uniti la scadenza elettorale si avvicina. A pochi giorni dal voto i sondaggi sembrano dare favorito il candidato democratico, ma molte incognite restano ancora aperte. L’ISPI ha ospitato la scorsa settimana il primo dei due incontri del ciclo US Presidential Elections 2008 dal titolo Obama vs McCain: politica estera ed economia nella campagna presidenziale". Il secondo incontro si terrà una decina di giorni dopo le elezioni quando gli orientamenti del nuovo presidente potranno essere parzialmente intuiti ed analizzati. Nella tavola rotonda del 13 novembre si parlerà infatti de “Le sfide per il nuovo presidente".

Abbiamo cercato di capire con Massimo Teodori, docente di Storia e Istituzioni degli Stati Uniti d'America presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Perugia, quali potrebbero essere le propensioni dei due candidati sui temi di politica estera.

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10/22/2008

Le Aziende In-Visibili alla Triennale. 1. Minghetti.

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10/21/2008

Le Aziende In-Visibili oggi in Triennale

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10/20/2008

La politica. Una prassi senz’anima?

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Di Giuseppe Parlato

Pubblichiamo in anteprima l'Editoriale che apre il nuovo numero di Paradoxa , che ospita anche un articolo di Marco Minghetti sullo Humanistic Management.

Questo fascicolo di “Paradoxa” affronta un tema tanto attuale quanto, per certi versi, scontato. Tuttavia ci è parso opportuno dedicare a questa dicotomia storica – destra/sinistra – una riflessione non già nella presunzione di potere risolvere alcuno dei tanti problemi politici e filosofici che questo tema porta inevitabilmente con sé, quanto per fare il punto del tema, come si dice, alla luce di numerosi e significativi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. D’altra parte, non sarà un caso se proprio nel momento in cui gli italiani sono chiamati a scegliere il proprio governo dovendo optare tra una coalizione di centro destra e un’altra di centro sinistra, la riflessione sulle categorie di destra e sinistra ha prodotto numerosi contributi di notevole livello.

Il tema, non a caso, si è prestato a diversi livelli di lettura. La lettura, per intenderci, più “ideologica”, che è stata propria fino agli anni Settanta e che vede nella inconciliabilità dei due termini due opposte visioni del mondo; quella più “antropologica” che invece è stata affrontata negli anni successivi alla

crisi delle ideologie, e che comunque teneva ben presenti gli schemi di riferimento tra i due termini: comportamenti diversi, magari non strettamente ideologici, ma comunque sempre derivanti da ben precise categorie valoriali. Infine, è stata anche proposta una lettura che prende atto delle presenti difficoltà di riempire di contenuti termini che spesso hanno perso molto del proprio significato,

ma che persistono nel linguaggio della politica e tendono a presentarsi come modelli più nell’immaginario che nella cultura politica.

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10/19/2008

Estetica del bello o estetica del vero?

Pier

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