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Le Aziende In-Visibili -

Opinioni brevi

07/13/2009

Per una nuova partnership fra impresa e cultura

Individuare e proporre nuove forme di comunicazione culturale e  strategie innovative di partnership tra il mondo dell’Impresa e quello della Cultura è diventato ancora più cruciale in un periodo di crisi come l’attuale, in cui coniugare efficienza e qualità è assolutamente imprescindibile. Per questo The Round Table ha avviato un   Forum sul nuovo social media idea TRE60 con l’obiettivo di  contribuire a creare e sviluppare un network partecipativo tra  Operatori culturali pubblici e privati, Istituzioni, Aziende, Fondazioni e Agenzie di comunicazione. 

Si vogliono quindi evidenziare, valorizzare, analizzare i casi di  Partnership virtuose; approfondire gli elementi critici di questo rapporto; stimolare il mondo della Comunicazione d’Impresa ad adottare strategicamente i valori, le opportunità, le potenzialità della Cultura.

Il traguardo è la creazione di un luogo ove questo confronto si concretizzi fattivamente e generi relazioni, progetti, eventi culturalmente rilevanti ed efficaci nel valorizzare la partecipazione di partner pubblici e privati.


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07/03/2009

Per un web accessibile

Quando parliamo di “accessibilità del web” intendiamo non solo la corretta sintassi del linguaggio utilizzato, ma anche attenzione ai contenuti e alla loro usabilità, quindi attenzione alle esigenze degli utenti con disabilità nell’accedere a un determinato sito web, servizio web e materiali in formato elettronico.
 
I criteri del World Wide Web Consortium (W3C), così come la Legge Stanca italiana sono prevalentemente orientati a coprire le esigenze di utenti con disabilità sensoriale e dunque, al momento, gli utenti con disabilità diverse (ad esempio, di tipo cognitivo) si trovano spesso di fronte a barriere elettroniche che impediscono loro di accedere ai contenuti e servizi del web.

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03/24/2009

Il caso dell'infedele Klara

Il-caso-dellinfedele-Klara-Poster-Italia_mid 

Cos’è la gelosia?

È un mostro dagli occhi verdi che si fa beffe della carne di cui si nutre (Otello III atto).

Sembra che il periodo sia prolifico per film che parlano di gelosia, a distanza di un mese, dopo “Iago” di Volfango De Biasi, ecco “Il caso dell’infedele Klara” di Roberto Faenza. Nel primo viene stravolto l’Otello e il protagonista Vaporidis è uno Iago tradito da una Desdemona/Chiatti. “Il caso dell’infedele Klara” invece vede contrapposti Luca (Claudio Santamaria) e una “presunta infedele” fidanzata, niente popodimeno che la sempre splendida e al centro di controversie amorose, Laura Chiatti.

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Ancora su "Gran Torino" (regia di Clint Eastwood)

La città americana, di pino varchetta
 
Le vicende delle vite umane sono misteriose, per lo più indecifrabili, e racchiudono ciascuna un nucleo caldo, misterioso, opaco, denso di elementi orientati insieme all'espansione e alla mortificazione del sé. Talvolta alcune umane esistenze colgono un abbrivio e cominciano a salire verso vertici e stature alti. E' il caso ormai da molto tempo di Clint Eastwood, e questa sua risalita verso "una statura che è diventata infallibile" (Paolo D'Agostini, 2009) è una dei conforti più alti di chi va al cinema, di chi cerca di essere in qualche misura testimone del proprio tempo, di chi crede nelle donne e negli uomini. Clint Eastwood, dopo la sua scoperta da parte della genialità di Sergio Leone nella trilogia "leonina" sull'ultimo west, ha compiuto una lunga militanza in opere del cinema hollywoodiano che, pur sentite, avevano nella sottolineatura esasperata dello stato di eccezione una sorta di chiamata a una prevedibilità assolutoria dell'eroe violento. A un certo punto della sua vita e della sua carriera, Eastwood passa dietro la macchina da presa, diventa autore e nel 1992, dopo la prova di "Bird" del 1988, con "Gli spietati", raggiunge un primo vertice e dedica questa rivisitazione del western cupa, autunnale e insieme classica, ai suoi maestri Don Siegel e Sergio Leone.

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03/20/2009

JACK IN THE BOX

Jackinthebox 

JACK IN THE BOX, QUANDO LA PROVOCAZIONE E’ SENZA GUSTO

Trasmettere l’esperienza di un coma di trenta giorni attraverso messaggi e video su Facebook, Twitter e Youtube può costituire un’intrusione dello sguardo indiscreto della rete in un dramma personale. E’ soprattutto un’esposizione violenta di una vittima inerme e incapace di reagire di fronte a quattro milioni di accessi online ai video che ogni giorno costituivano una specie di bollettino mediatico sulle condizioni di salute. Era stato aperto anche un sito internet dove pubblicare i video filmati sul letto d’ospedale e raccogliere i messaggi inviati da ottantamila utenti per testimoniare il loro affetto alla vittima e il loro incoraggiamento a risvegliarsi dal coma.

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03/18/2009

Manager che odiano le donne. E anche gli uomini.

Per mesi ho resistito, ho tenuto duro. Poi, tre giorni fa, al supermercato, le ho viste che si esponevano senza pudore: senza por tempo in mezzo le ho fatte mie. E per tre notti ho tirato le ore piccole con loro, riducendomi ad una larva fino a quando non crollavo addormentato. Come avrete senz’altro capito, mi riferisco alle 676 pagine del best seller “Uomini che odiano le donne” del compianto Stieg Larsson.

Eppure oggi, recuperata la lucidità, mi sono domandato cosa ha spinto me (e a quanto pare altri 500.000 lettori in Italia) a divorare in questo modo il poderoso romanzo. Certo è scritto bene e risulta di agevole lettura anche nella traduzione italiana. Eppure dal punto di vista strettamente narrativo le pecche non mancano. Fino a pagina 350 in pratica non succede nulla. Poi improvvisamente il protagonista scopre il primo di una lunga serie di indizi che conduce allo scioglimento finale. Ma, ad essere del tutto sinceri, questa seconda parte si dipana attraverso una trama che sembra inizialmente la brutta copia della sceneggiatura del film "Seven" per passare ad una sorta di parodia di "Non aprite quella porta". Il tutto condito da situazioni cyberpunk-style (ma ho distintamente sentito mentre leggevo William Gibson che si rivoltava nel computer) per concludersi con un finale alla John Grisham dei poveri. Senza dire del fatto che i cattivi sono ancora e sempre degli ex nazisti. Idea oggettivamente non originalissima. Dunque? Quale è la chiave dello straordinario successo di questo libro?

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03/16/2009

ARIA

Aria_locandina 

Un opera prima è già di per se un prodotto coraggioso. uno scrittore, un regista, un attore, un produttore, si mettono in gioco con il loro lavoro, è "il salto nel buio" è una vetrina che ti farà conoscere al mondo. Un opera prima, propone la propria essenza, si presume che una persona dia il meglio di se in quello che ci presenta, magari privo dell' esperienza, ma senza dubbio con tanta anima e voglia di "esplodere". 
Valerio D'annunzio fa questo passo e lo fa in una maniera ancora più coraggiosa. Parlando della "diversità" di un uomo che dentro di se si sente donna. Una lotta interiore, un bisogno di uscire per prendere una boccata  
d'aria, un lotta infinita tra l'io uomo e l'io donna, in una società dove l'apparenza vuole dire tutto e quello che abbiamo dentro, tendiamo a tenerlo nascosto. 
Il giovane regista si può avvalere però dell'esperienza di un grandissimo attore di teatro, visto anche nel film "Buongiorno Notte", Roberto Herlitska, che porta con la sua interpretazione, il personaggio principale ad un epica e poetica battaglia con se stesso, che porterà ad un finale non per nulla scontato. 
Il regista dichiara  : Il film si rivolge ad un pubblico ampio. Seppure l’argomento trattato è scottante, attuale, “fastidioso”, il modo in cui viene affrontato e sviluppato fa sì che possa essere fruito anche dai bambini. E’ un film che racconta la storia di un uomo e di una famiglia che può essere visto tranquillamente da una famiglia. Lo spettatore non troverà mai motivi di turbamento visivo. Il turbamento colpisce uno punto più profondo di quello immediatamente legato alla ricezione visiva, arriva dentro proprio perché non forzato, voluto a tutti i costi.

Monica Iezzi, produttrice del film, ci ha rilasciato una breve intervista.

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03/12/2009

"The reader" (regia di Stephen Daldry)

La città lager, di Pino Varchetta
 
Un padre - siamo alla fine del film - in uno sperduto cimitero di montagna in Germania, comincia a narrare la propria storia alla figlia, una giovane donna in trepidante ascolto. Questo padre, cominciando a raccontare se stesso, forse "si salva", superando quel torpore etico che ha caratterizzato troppi anni della sua vita.
 
Lo scorrere narrativo, le pagine della scrittura dei poeti lette ad alta voce, costituiscono in questo film lo spartiacque tra il buio di una coscienza sorda e stupida e la luce di un avvio di senso. Il pensiero contenuto nelle storie, il "pensiero narrativo" fornisce un'interpretazione degli accadimenti umani, proponendo storie nelle quali palpitano le intenzionalità dei protagonisti e si definiscono le variabili contestuali: ogni storia è così una proposta interpretativa di quello che le donne e gli uomini agiscono collettivamente e individualmente.

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Misure urgenti contro la disoccupazione in Lombardia

Il Governo nazionale e la Regione Lombardia devono smetterla di comportarsi come se la crisi fosse passeggera e adottare misure immediate per consentire al territorio di risollevarsi. I primi due mesi in regione sono stati drammatici dal punto di vista dei posti di lavoro, tanto da portare la domande per la disoccupazione ordinaria e straordinaria a quota 300mila. E ora si scopre che le risorse per gli ammortizzatori sociali sono finite. E' un paradosso: il Governo con più ministri lombardi della storia dimentica proprio la Lombardia nelle sue politiche anti-crisi, preferendo limitarsi agli slogan vuoti di contenuto della Lega. Nè arriva una risposta adeguata ai problemi da parte della Regione: perchè la Giunta Formigoni non attiva strumenti aggiuntivi di sostegno ai lavoratori privi di tutela come hanno fatto molte altre regioni?

Alessia Mosca, deputato del PD e segretario della Commissione Lavoro

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03/08/2009

Parità di retribizione

ll 6 marzo, un articolo di Repubblica riportava l’intervista alla Ministra delle Pari opportunità, Mara Carfagna, sulla ricorrenza dell’8 marzo.
Folgorante il trafiletto riguardante la parità di retribuzione fra uomini e donne dove la Ministra dice che il suo ministero sta studiando “il provvedimento adottato dal presidente Obama che intende equiparare gli stipendi delle donne a quelli degli uomini. D’intesa con il ministero del Welfare proporremo un intervento analogo anche in Italia”.
Vorremmo far notare che è dai tempi della Carta costituzionale, art. 37, che  in Italia si parla di equiparazione dei salari a parità di lavoro e che, da quella data, si sono susseguite leggi e decreti volti a sancire, almeno formalmente, la parità di retribuzione fra uomini e donne. Ricordiamo la proposta di legge di Teresa Noce, parlamentare ed ex operaia tessile che nel 1952 presenta la prima proposta di legge per la parificazione dei salari. E poi, tra tante, la legge 903/77 “parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro” che cita:

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03/06/2009

NewCo: una video-sonata da Le Aziende In-Visibili

New_co_076

Per l'intero slideshow: http://diabolus.ning.com/photo/album/show?id=2012390%3AAlbum%3A9379

Nel contesto del Web Opera Project Laszlo Oerdoegh Diabolus aka Velasquez Bonetto sta trasformando in una video-sonata L'Episodio n. 5 de Le Aziende In-Visibili, NewCo, che narra la Fondazione Mitica dell'Azienda ed è stato scritto dal teologo Antonio Staglianò, Vescovo di Noto (di cui abbiamo pubblicato qui la versione inglese curata da Roger Yates).

Nei prossimi giorni si gireranno le riprese nell'ambiente appositamente costruito in Second Life di cui possiamo vedere l'anteprima nello slideshow

La video-sonata durerà 15 minuti e sarà articolata in tre parti:

1. Dreaming from the new corporation (preludium)
2. Meeting with the investment banker (intermezzo)
3. Run for your profit (furioso)

Credits:Creativ director/builder/scripter Velazquez Bonetto (D)

Soundtrack: nnoiz Papp (D)

Video recording & editing: Debbie Trilling (UK)Performers: Josina Burgess (NL)Millamilla Noel (I)Sca Shilova (NL)

Tutte le novità minuto per minuto sulla Web Opera le trovate qui: http://leaziendeinvisibili-webopera.blogspot.com/

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03/05/2009

L'interiorità dell'avatar

Contemplation 

Guardando i lavori di tanti creativi presenti su Koinup, si rimane colpiti da una cosa in particolare. Si tratta del desiderio di dare un valore alle emozioni, il vissuto, le esperienze che vengono vissute attraverso il proprio avatar. Potrebbe sembrare un'assurdità, ma per milioni di persone l'avatar, non è solo un insieme di pixel, è piuttosto l'estensione del proprio sé. E' un mezzo di comunicazione del tutto particolare che ha direttamente a che fare con la nostra identità. Letteralmente, l'avatar esprime noi stessi in un ambiente virtuale. Tra i tanti artisti che lavorano sull'avatar come luogo di emozioni, contraddizioni e sentimenti, vorrei suggerirvi il lavoro di Trixibelle (conosciuta in Second Life con il nome di Cala Rossini)

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03/04/2009

Calvino, l’androgino e I Ching.

Astrogrammi 5 - Zobeide (31 ex )

di Andrea Biggio

Contatto stimolante. Eros li ha colpiti con una freccia. Sono gli uomini che corrono a Zobeide, la città lunare e quindi femminile per eccellenza, folgorati dalla donna, per tutti la stessa, che hanno visto correre nuda di notte, in sogno. Sempre nuovi uomini, con lo stesso contatto stimolante avuto in sogno, arrivano a Zobeide, città calviniana giustamente invisibile, in cerca della donna-anima, come la chiamerebbe Jung. Il contatto del maschile con il femminile che l’uomo si porta dentro, senza saperlo, è proprio l’unione di Cielo e Terra, l’incontro dei due principi mascolino (yang) e femminino (yin).

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03/02/2009

Una Teografia dei genî d’Italia

Genius Loci e sregolatezza V

Di Piero Trupia 

Dopo una lunga traversata nel paesaggio desertico e polveroso, si giunge al Porto Commerciale di Liquor. Luogo liquido senza una goccia d’acqua[…] di ponti lignei che scavalcano canali metafisici […] Gli abitanti si muovono leggeri per le strade di un villaggio di un bianco andaluso, appaiono e scompaiono come luci nella notte. Gli uomini, le donne, i bambini presentano contorni indefiniti […] Non piove da secoli […] Si cerca l’acqua, si sognano i pozzi, si immaginano i fiumi che forse un tempo solcavano il deserto. Chi arriva non può sopravvivere […] eppure gli uomini sono qui da un tempo immemorabile.

Marco Minghetti & The L.M.S., Le Aziende In-visibili, Episodio N. 40 
 

A Palermo il binomio ‘Genio e sregolatezza’ raggiunge un vertice d’inaudita intensità: devozione quasi fanatica al Genio della città e sregolatezza come progetto di vita e pratica di sofisticata leggerezza.

Passo per piazza Castelnuovo e noto un assembramento attorno a un tavolo dei Radicali per una raccolta di firme. Chiedo a un cittadino che ha appena firmato di che si tratta. Risposta sregolata come da copione “E chi nni sacciu! Firmavu.” Una leggerezza metafisica che dipende dal Genio della città o è un omaggio al medesimo.

Il popolo non ha alcuna idea di cosa esattamente sia il suo Genio e i dotti, dopo averne a lungo disquisito, se non accampano spiegazioni molto ipotetiche, allargano le braccia. “Non siamo riusciti a individuarne l’esatta origine”.

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03/01/2009

Analogico e digitale dell’organonimo

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Suggestioni sul IX capitolo de Le Aziende In-Visibili.

di Gianluca Garrapa


Il rito di passaggio ha caratteristiche ternarie. Indago la domanda sul trainstrorming e ingenero brainstorming o mindstorming o un(conscious)storming nel campo di un qualche elettronimo in progress che non ritorna all’ordine iniziale. Le catene definitivamente rotte in squilibri transorienti. Partorienti caos in ordini di custodia digitale. Perché? Come? Qual è la domanda del virtuale? Cosa desidera l’interluogo dell’agorà? La natura frattalica dell’evento in progress, la dilatazione del non più organomico e non ancora elettronimo. La sospensione del diegetico e il coitus interruptus del crash.

Esiste un crash organico criogenato e rivitalizzato, ri-organizzato in discorso simbolico. L’analogico è ciò che mi permette l’inizio di una ricerca. Vivere il virtuale è complesso. Ha eliminato il rischio connesso all’esserci veramente @ pag. 372

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02/23/2009

Videodrome

Locandina alias Impresa e  Nuova Comunicazione 

In Videodrome, il manifesto del cinema di David Cronenberg, il regista canadese riflette sulla comunicazione e i nuovi media. Siamo nel 1983 e parliamo di televisione e videocassette. Quello che può apparire un limite tecnologico dettato dall'epoca in cui è stata realizzata la pellicola, non ha impedito al regista di condurre una lucida riflessione su comunicazione e tecnologia. Videodrome coniuga diversi generi cinematografici, dall'horror allo splatter alla spy-story,  con un'estetica della sensualità che si rifà agli schemi dell'arte-spazzatura fra cui la pornografia e lo snuff movie. È su un palcoscenico così articolato, appositamente predisposto per trasmettere emozioni forti, che viene messo in scena un messaggio preciso, una visione possibile di un prossimo futuro: attraverso la tecnologia, quella della comunicazione in particolare, la realtà perde il proprio ruolo convenzionale e si modifica. Nel film il senso di questa trasformazione è contenuto nell'utopia fascista della Spectacular Optical di ripulire l'America e controllarne l'intera struttura sociale, attraverso il dominio del mercato audiovisivo. Nella finzione cinematografica la realtà non può più essere distinta dall'allucinazione (se mai lo è stata) e l'unica verità è virtuale, trasmessa attraverso il monitor televisivo. Seppure la storia sia del tutto priva del benché minimo senso dell'umorismo, Cronenberg non ci conduce a una visione apocalittica da fine del mondo né esprime un totale rifiuto della tecnologia, bensì ci presenta una possibilità, ancora oggi assai attuale: l'associazione di un nuovo modo di vedere a qualcosa di nuovo da vedere e qualcuno di nuovo che guarda.

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02/22/2009

Prof., ma lei ha Facebook?

Facebook

Ritorno, dopo un po' di latitanza, con una delle mie interviste doppie, questa volta sul tema “Facebook e istruzione”. I nostri due ospiti sono entrambi professori di materie umanistiche rispettivamente all'università (il professor Iacoli, docente di letterature comparate) e alla scuola superiore (il professor Olivieri, docente di italiano presso un liceo classico). Ho voluto realizzare questa intervista parallela per cercare di dare, se possibile, un quadro abbastanza ampio del rapporto fra la rete, nella sua declinazione del social network, e il mondo scolastico in senso ampio. Fatte le debite premesse, passiamo alle interviste!

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02/20/2009

"Mar Nero" (regia di Federico Bondi)

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La città fluviale

di Pino Varchetta
 
Da qualche anno il cinema italiano sia di produzione da parte di major, sia di produzione indipendente, è sensibile alle problematiche cross-culture, nel tentativo di affrontare i temi del multiculturalismo rispecchiando in questo quel profondo, autentico cambiamento che la società civile italiana ed europea stanno vivendo in questo ultimo decennio, con un ritmo quanti-qualitativo probabilmente non previsto e che pone non pochi problemi sia dal punto di vista politico che dal punto di vista educativo e culturale in generale. Si possono ricordare a questo proposito i film di Carlo Mazzacurati da "Il toro" a "Vesna va veloce", da "L'estate di Davide" a "La giusta distanza", il film di Dritti "Il vento fa il suo giro", quello di  Munzi "Il resto della notte" e, per finire, pur senz'altro esaurire il panorama produttivo italiano in quest'area di interesse tematico, il film "Apnea" di Dordit.
"Mar Nero", se da una parte ricalca i temi dell'incontro tra culture diverse - in questo caso un'anziana signora toscana e una giovane romena - ha una sua peculiarità, una sorta di unicità nella circostanza dell'accostare al centro del conflitto culturale due donne, la badante giovane romena e la signora toscana bisognosa di aiuto, lontanissime per cultura e con un vistoso distacco generazionale.Gemma, la signora toscana anziana, cammina a fatica, ha perso la voglia di vivere e vive un rapporto paranoico con la realtà che la circonda, risposta quasi obbligata a una inattesa solitudine.

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02/19/2009

PERCHÉ SI SCRIVE? Tre risposte

Scrivere di Cristina Marelli










1. Samuel Beckett: Bon qu’à ça

2. Leonardo Terzo: Per inventare se stessi

3. Cris:

 

Ciao Leonardo, mi piace la tua risposta  sul perché si scrive e si fa arte. Credo infatti che inventare se stessi e di conseguenza il mondo nel quale viviamo, sia una parte del grande processo di creazione di senso nel quale un po' tutti sentiamo di avere un piccolo ma importante ruolo. Se io mi potessi inserire nel dibattito direi che...

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02/15/2009

Virtual Folkstudio

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02/14/2009

Il manager romantico

San Bartolomeo era uno dei dodici apostoli di Gesù. Sembra che finì molto male in Siria: martirizzato per scuoiamento. Più che come apostolo, però, gli inesperti di vita dei santi e di martirologia lo ricordano per una strage storica. Quella dei cattolici contro i protestanti ugonotti: ne sterminarono 20 mila in tutta la Francia, nella notte tra 23 e il 24 agosto del 1572. Appunto la “Notte di San Bartolomeo”, perché il 24 agosto i calendari cristiani festeggiano proprio quel santo e l’onomastico di tutti i Bartolomeo del mondo.

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BOLERO BERLINESE

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Nel 1998 il “New Yorker” lo ha annoverato tra i “sei migliori romanzieri del decennio”, l’anno dopo Gunter Grass lo ha paragonato a Hemingway. Nel frattempo Ingo Shulze, oggi tra i più apprezzati scrittori europei, è tradotto in 27 paesi e i suoi libri sono accolti ad ogni nuova uscita da un’ovazione di critica e di lettori.

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02/08/2009

Introretro 6, di Gianluca Garrapa

Propongo questa lettura del Capitolo 6, per realizzare la quale ho usato una traccia dei Matmos e l'ho spezzettata. Altrettanto ho fatto con la voce 'recitante'.

L'idea è quella della contrapposizione-compenetrazione di dato vocale analogico e dato musicale digitale. Il dato vocale è poi 'sporcato' da una costruzione grunge (sovrapposizioni ipnotiche di voce, oscurità testuale e lo sparo che colora una metaforica fine) orchestrata da una sorta di cut-up musicale. Alla fine di questo 'scontro' tra digitale e analogico, in cui sembra vincere lo sparo digitale, voce e musica si amalgamano a costo di una semplificazione robotica del dato musicale. Alla fine rimane la contrapposizione tra prodotto condivisibile (inizio-fine) e processo creativo (flusso pre-espressivo).

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02/07/2009

Il manager matematico

Ultimo-teorema-femat  Il matematico come un Indiana Jones. Un avventuroso del pensiero che corre per arrivare primo con la mente. Verso una meta che ha già intuito, ma per raggiungere la quale non ha ancora idea di quale sia la strada da seguire. Un percorso ad ostacoli pieno di serpenti concettuali che avvelenano un’idea, di trabocchetti logici che fanno precipitare in cunicoli deduttivi senza sbocco, di labirinti della mente che imprigionano in circoli viziosi. Ma, come un’Indiana, può alla fine raggiungere un premio, un’arca perduta, un santo Graal che sembra di valore inestimabile solo per lui, o al massimo per la ristretta comunità di matematici super specialisti: la dimostrazione della tesi. Ma un teorema non è individuale, è una vittoria universale che rischia di immortalare: dimenticheremo mai Pitagora, Euclide, Cartesio o Newton?

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02/06/2009

ChashiNEWS 1 - IL TG DI SL

IL TG DI PAPPER PAPP, KERSTIN SODERBERG E SLOW MESSMER DAL MONDO DI SECOND LIFE IN ANTEPRIMA  PER LE AZIENDE IN-VISIBILI

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Il conto di mio padre

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Immaginate una donna di colore che sostiene di possedere un pollo risorto dopo averlo messo nel forno? E una donna accusata dal marito di cucinare sempre per evitare di consumare il matrimonio?

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02/04/2009

Città nuova, vita nuova

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01/31/2009

Suggestioni In-Visibili sul capitolo VIII de le Aziende In-Visibili

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Prosopopea digitale: la metacoscienza dell’avatar.

intro95 (pp. 291- 296)

BPRevisioni a breve termine giustificano paranoie e psicosi schizofreniche. L’elettronimo aveva probabilmente pre-visto frammenti del Sistema Esperto Claris la cui modalità multiplayer (294) ti permette di creare una matrice onirica condivisa con altri giocatori (294) ed ebbe un tuffo al cuore, l’eganalogico del descrittore che nell’intro leggeva i suoi passi, prima annotati sul mindbook ed ora espulsi a forza da forze congestionate. Il software visualizza lo svolgimento del processo sinaptico di volta in volta creato sotto forma d’immagini tridimensionali (294): gli elettronimi provarono un déjà vu che avrebbero condiviso con Deckard se non avessi cancellato esperimenti di dissociazione sociomentale. E le nuove patologie cui avrei rimandato giustificarono le trappole predisposte dal Nemico (294) che entrano nei labirinti della schizofrenia, della nevrastenia, della psicosi, talvolta di forme patologiche imprevedibili e persino sconosciute agli stessi psicanalisti (294). Il BPR di Deckard diventa reale oramai e il descrittore mutante ha condiviso i suoi sogni nella rete. Simile era l’esperimento che fece un performer nel far dormire nella stessa stanza più persone, osservando i loro sogni, e facendo raccontare il loro sogno il giorno dopo come in un condiviso copione onirico. Se ben ricordo. Se ben dimentico. Dispositivo psichico come cinema (294) cui avrei rimandato, nella considerazione del ci-mema: quale senso ha la pre-visione razionale nella condivisione sensoriale dei memi?

96 (p. 297)

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01/25/2009

Suggestioni In-Visibili sul VII capitolo de Le Aziende In-Visibili - 2

di Gianluca Garrapa
 
Questioni private e Mindbook 2: fase down.


Così Gianluca crede che dal viso si possa passare al pensiero, dalla superficie delle cose alla loro profonda incomunicabilità. Eppure lui non ha nemmeno un avatar, perché, figurati, avrebbe voglia di mollare tutto e trovarsi un lavoro come tanti, anonimo. Il controllore vorrebbe fare, sui treni. Ha capito che a viaggiare con la mente, finisci che resti a terra e senza una lira. Io non lo capisco, s’è inventato tutti questi nomi, nessuno dei quali serve a capire qualcosa in più di lui, quanto a confondere, fingere, nascondersi. Sai? Mi ha chiesto di descrivere la seconda parte del VII capitolo del romanzo a colori Le Aziende In-Visibili. Dovrò presentarmi e dire che sono Leo Bloom, che sono stato creato per fare il ‘regista’, e così mi sono avventurato nel suo loculo. Era terribile, lì dentro era nebuloso come lo stato d’animo da cui ero attraversato, come era scritto a pag. 270. Essere dei personaggi elettrici implica una totale compenetrazione tra ambiente interno ed esterno. Io ero l’ambiente che stavo trasformando attraversando.

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01/24/2009

Bianco e Nero (2007)

Biancoenero  di Marco Apolloni

Dispiace ammetterlo, ma questo film non mi è piaciuto. Sarà che le aspettative erano troppo alte, sarà che la regista (ndr. Cristina Comencini) è più portata per il genere drammatico – ben riuscito, a questo proposito, è stato La bestia nel cuore (2005) –, sarà che Fabio Volo come attore è mono-espressivo e per questo mi suscita un certo nervosismo.

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01/21/2009

Suggestioni In-Visibili sul VII capitolo delle Aziende In-Visibili - 1

di Gianluca Garrapa. Questioni private e Mindbook 1:  fase top.  
 

  1. Gianluca pensa che l’alleanza tra la materia e la trasparenza di pag. 257, possa spiegare l’idea che l’avatar possa assumere un’altra materialità. L’avatar vive il flusso elettrico oltre il caosmo dicotomico: l’avatar ha creato il presupposto della società elettrica. L’avatar non è la trasposizione dell’umano. L’avatar non è l’on-line della nostra assenza ma l’off-off-line della nostra essenza. L’avatar non è concepibile all’interno di una dissocietà del mediale che amplifichi la pseudo-dittatorialità della realtà corporale. L’avatar è trasparente anche nell’ostensione ipocrita del propria piaggeria. L’avatar non è persistenza materiale ma transistenza psigitale.

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01/17/2009

Slumdog Millionaire (2008)

Slumdog-millionaire-FL-01 Una grande firma di Repubblica (Federico Rampini) ha recentemente scritto un libro, L'impero di Cindia, dove parla del boom economico che sta investendo sia la Cina che l'India – da qui il curioso gioco di parole del titolo. Le due nascenti potenze orientali si candidano già, in un domani non troppo remoto, alla governance mondiale come sostitute dell'ormai tramontante potenza egemone statunitense.

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Astrogrammi - 4

Calvino, Jung e I Ching
 
di Andrea Biggio


Tra le città sottili di Calvino vi è Isaura, che sorge sopra un lago sepolto, le cui rive buie sono esattamente corrispondenti al perimetro verdeggiante della città sovrastante. Mille sono i pozzi, i lunghi buchi verticali che arrivano fino al lago sotterraneo per consentire all’acqua di essere tirata su. Un’unica sorgente, il lago invisibile, nutre tutti indistintamente gli abitanti di Isaura: gli dei che abitano queste profondità sono gli dei della città in cui credono alcuni; altri credono invece agli dei dell’alto, quelli più visibili e materializzati costituiti dai secchi che scendono, dalle carrucole, dagli argani, dai tubi, dai saliscendi, dalle pompe, dai serbatoi, dalle sonde, che – agendo dall’alto nelle viscere della terra – regalano all’uomo l’acqua.

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01/14/2009

HAMLET QUELER DISCUTE DI FACEBOOK IN SECOND LIFE: IL VIDEO - 2


Trovi altri video come questi su Brain 2 Brain

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01/09/2009

Diario di uno scandalo

Diario_di_uno_scandalo di Marco Apolloni,  autore di   CineFilosofando

Judi Dench e Cate Blanchett danno vita ad un notevole dramma psicologico. Barbara – la Dench – è un’insegnate attempata ed estremamente arcigna. Le sue uniche occupazioni consistono in prendersi cura di Porzia, la sua gatta, e redigere un meticoloso diario quotidiano: nel quale tiene il conto delle sue frustrazioni e degli episodi insignificanti che le succedono. La sua monotona routine viene spezzata un giorno quando nella sua scuola entra un’insegnante inesperta e molto più giovane di lei: Sheba – la Blanchett. Barbara dopo le iniziali incomprensioni sarà sempre più morbosamente attratta dalla liberale e fresca collega, tanto che le due diverranno presto amiche. Un episodio, però, catalizza la loro amicizia squilibrata: Barbara scopre Sheba intenta ad avere rapporti sessuali con un suo alunno quindicenne. Per lei l’episodio costituisce un ulteriore incentivo per spingersi ancora più in là nell’amicizia con la collega, facendo leva sul timore della sua vittima di venire esposta alla gogna pubblica. Sheba, infatti, teme si scateni un putiferio sulla sua apparentemente normale vita familiare. Lei è madre di due figli, di cui uno affetto dalla sindrome di down, e moglie di un marito più anziano e di vedute progressiste.

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CATEGORIE: Film, Opinioni brevi

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01/08/2009

FACEBOOK: LA DISCUSSIONE CONTINUA SU LETTERATTITUDINE

Dai tre post dedicati a Facebook nei giorni scorsi, ho ricavato il primo draft di un saggio che verrà pubblicato nelle prossime settimane. Questo draft è da oggi ospitato su Letterattitudine per favorire una discussione più ampia in vista dell'evento di domenica 11 alle ore 22, quando il mio avatar Hamlet Queler presenterà i risultati complessivi del dibattito da Second Life.

La conferenza potrà essere seguita via streaming qui sul Metablog de Le AziendeIn-Visibili e, per chi non potrà essere presente con il suo alter ego elettrico in Second Life, raccoglierò eventuali domande, a cui risponderò in diretta, sulla mia chat in Facebook.

Il dibattito prosegue anche su Facebook qui:

http://www.facebook.com/note.php?note_id=114086850076

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01/04/2009

Per una via umanistica a Facebook

Concludevo qualche giorno fa il post intitolato il  IL RISCHIO DI FACEBOOK, esprimendo la speranza che una via umanistica a Facebook fosse possibile. Il post ha destato una ampia discussione di cui cerco di riassumere i termini.

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12/31/2008

IntroAnteExitRetro.

Suggestioni sul VI capitolo de le Aziende In-Visibili.

di Gianluca Garrapa

INTRO

L'odore di fritto e di gente sudata. Tutto è bianco, pronto, per raggiungere il bianco. Il bianco non esiste, sai?

In effetti non è che siano sottilmente distanti i liquidi e i solidi. Dipende dagli occhi che guardano, da come guardano. Forme architettoniche complesse che non distingui più. Essere anfibi: tra dentro e fuori. Tra esterno e interno. Ancora una volta IN-STERNO e PREASSENZA. Sai cosa penso? Siamo CORPI SOLIDI con un contenuto NEUROPLASTICO che affiora costante e al limite del DERMA. Come se i pori fossero TUNNEL e MICRO MEDIUM tra ciò che abbiamo dentro e quello che là fuori ci sfugge e ci spinge a contenere. Il corpo è ciò che non è più e ciò che non è ancora. Eppure, le tante direzioni che può assumere il delirio creativo del mio ego, sfiora alcune forme soltanto, riconoscibile ad occhio nudo come mosche su mattonelle bianche di una mens-a tutta bianca. L'oralità & le forme dei pensieri metabolizzati. Mangiare con l'occhio col bianco con l'analogico, a scapito della...

ANTE

@uno. - Buongiorno, due racconti... un etto di prosa e... sei fette belle grosse di poesia. La poesia... in rima. No, nient'altro. Grazie! - Ho percorso valli desolate di depressione acuta. Quella che si genera se lotti per frazioni brevi di secondi contro un'improvvisa percezione di morte.

Il disorientamento ed esaurimento nervoso a pag. 217 (le Aziende In-Visibili). Ho potuto notare come il terreno digitale aumenti la distrazione della reale condizione disumana. Il principio OLOGRAFICO il micro è il macro, il macro è micro a pag. 220 (le Aziende In-Visibili). In questo piccolo quadro di pixel c'è tutta la vita che mai avresti sognato di rivivere pari pari pari dispari ineguale e conta delle mani e...

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CATEGORIE: Cornice, Opinioni brevi

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12/22/2008

Il cane di Ilaria non è umano

Fisiopatognomoscopia XI

di Piero Trupia

Il metodo di lettura dell’opera d’arte qui proposto ha creato in alcuni interlocutori imbarazzo o dubbio.

Imbarazzo per un eccesso di filosofia in quello che dovrebbe essere un semplice discorso critico; dubbio su dove questo mio discorso, dichiaratamente alternativo a quello della critica d’arte, possa andare a parare. Una precisazione può essere utile.

Il punto di vista che propongo al lettore-spettatore è principalmente semantico: cosa l’opera ci vuol dire, talvolta anche senza la piena consapevolezza dello stesso autore. Da qui il duplice approccio: euristico ed ermeneutico.

L’approccio euristico, o esplicativo, per dipanare il sistema dei segni del linguaggio proprio dell’autore.

L’approccio ermeneutico, o interpretativo, per cogliere il senso dell’opera. Questo approccio apre a sua volta due strade, percorsi diversi che hanno come unico punto d’arrivo il referente, la cosa di cui si parla, ma con una concezione radicalmente diversa di esso.

Seguendo la prima strada, quella del debolismo filosofico oggi dominante, il referente non sta fuori dal sistema dei segni, o del linguaggio; non può. Il referente va cercato o in altri segni, dentro il testo, seguendo le catene delle tautologie, sinonimie, altri legami retorici o testuali, oppure in altri testi, altre opere nel nostro caso, con una serrata indagine filologica. Uscire dal sistema dei segni e dei testi ancor prima che scorretto è inutile. In quel fuori non c’è nulla.

Seguendo la seconda strada, poco battuta di questi tempi, il referente è, al contrario, esterno rispetto al sistema dei segni e al linguaggio, li trascende.

Il linguaggio è la funzione di collegamento tra la coscienza-conoscenza soggettiva e la realtà, sia quella intersoggettiva della comunicazione sia quella delle cose del mondo inteso nel senso più ampio come quelle domiciliate nei mondi possibili della fantasia, del sogno, della religione, delle ipotesi e dei modelli scientifici. Anche questi, previa verifica, sono reali. Questa è l’impostazione che seguo nelle mie note. Qui si apre però una vexata quaestio.

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12/19/2008

Never Back Down (2008)

Locandina_con_la_data_duscita_in_am Film dalle riprese iper-realistiche che descrive il fenomeno dei combattimenti misti o MMA (Mixed Martial Arts), utilizzando diversi cliché. Never Back Down è un misto tra Karate Kid e Fight Club. Del primo ha preso in prestito lo spirito giovanilistico e il ménage à trois: il buono, il cattivo e la bella – contesa tra i due. Del secondo condivide la filosofia del combattimento, seppur smussata e semplificata.

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12/17/2008

“Palermo Story”

Ovvero così lontana, così vicina…

di Sergio Di Giorgi

Sparare, sparatoria, tirare fucilate, cacciare, andare a caccia, lanciare, scagliare, scoccare frecce e sfrecciare, saettare, attraversare il mondo a grande velocità, iniettarsi droghe in vena…e poi scattare una fotografia, fare un film tutto intero o fare le riprese, scena per scena, ecc.ecc….Le parole, si sa, nella lingua inglese e in quella americana, tra accezioni colte, senso reale e figurato, gerghi specialistici e slang colloquiale, risultano spesso troppo dense, ambigue, caleidoscopiche. Ma in tutte le lingue del mondo, le parole sono codici e strumenti del pensiero e veicoli delle culture che le utilizzano. Vanno studiate, a fondo, possibilmente amate, e maneggiate con cura. Possono far male le parole, come schiaffi (ricordiamo tutti la memorabile gag di Moretti che schiaffeggia la giornalista che abusa del termine “professionalità” in “Palombella rossa”). Sono pietre le parole, lo sappiamo da tempo, possono tramortire, e anche frecce acuminate che feriscono e mai cicatrizzano.

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Lettere a Miss Lonelyheart

Luomogiusto

L'uomo giusto

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12/15/2008

La città dei "folli"

Pino Varchetta: Si può fare (regia di Giulio Manfredonia)

Bisio interpreta il ruolo del protagonista; un sindacalista scomodo, "segato" dal suo vertice e gettato in un compito impossibile: rianimare una comunità di sofferenti mentali, usciti dalla legge 180, verso una prospettiva nuova, imprenditoriale, indicata come salvifica. Bisio, attore, si è lasciato crescere i capelli, non ha più la testa lucente che di solito lo accompagna, e acquista una pensosità utopistica. E il film si muove nell'ossimoro, appunto, in qualcosa di indicibile, forse addirittura di impensabile, che è quello di fare di un povero gruppo di dimenticati e di reietti un gruppo di operatori economicamente efficaci ed efficienti. La regia di Manfredonia è attenta e perspicua. Non abbandona mai il punto di vista prescelto fin dall'inizio, quello gruppale. Sono rari i momenti in cui si ha un campo e un controcampo centrato sul protagonista, Bisio, o su qualche membro del gruppo. Può accadere, ovviamente, e accade, ma è soprattutto il gruppo che si percepisce e si vede sullo schermo. E' un gruppo che ovviamente sbanda, si affloscia sotto le difficoltà, ma sa rialzarsi e riprendere la retta via. La sfida è quella dell'empowerment ed è straordinario in fondo dire tutto questo, se consideriamo che l'empowerment - concetto e costrutto oggi diffuso dagli studi organizzativi e manageriali - abbia in realtà origini e radici nell'area politica, in quella della psicologia di comunità, in quella medica e psicoterapeutica e infine in quella pedagogica.

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La pittura italiana del ‘900 contro il nichilismo europeo

Immagine1_2 di  Piero Trupia

Euristica ed ermeneutica della figura XIII

L’origine della metafisica dechirichiana è duplice: la Grecia della sua occasionale nascita e il simbolismo europeo della prima metà dell’800, intriso di romanticismo nordico.

De Chirico s’imbatté con l’opera del simbolista Böcklin a Monaco di Baviera nel 1908.

Del 1910 è la sua prima opera metafisica, L’enigme de l’oracle (coll. Privata) che mette in scena due figure velate, citazione da L’isola dei morti di Böcklin (1883, Alte Nationalgalerie, Berlino).

De Chirico portava però in sé l’imprinting del logos greco e non poteva fermarsi al simbolo, il quale rinvia a qualcosa. A cosa? Per il nichilismo imperante in Europa, al nulla. Il nulla come cosa, concretamente presente e pesante. Per il De Chirico metafisico, al tutto, all’Essere.

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12/12/2008

Water horse – La leggenda degli abissi (2007)

Waterhorse_01_530x250 di Marco Apolloni

Water horse – del regista Jay Russell – è un film sui buoni sentimenti, animalista fino al midollo, che tocca con incisività il delicato tema del rapporto tra uomo e bestia. Mostrandoci degli uomini bestiali capaci di scempiaggini come le guerre e bestie invece dai risvolti umani. Altro tema affrontato è quello di un'amicizia tanto impossibile, quanto resa possibile dalla materia fiabesca qui trattata. Il film comincia con una giovane coppia di turisti che entra in un locale e viene adescata da un vecchio sconosciuto, uno del posto, il quale, come il protagonista del poemetto di S.T. Coleridge The rime of the ancient mariner si porta dentro una storia sensazionale, che sente di dover condividere. Il racconto del vecchio ci riporta ai tempi della seconda guerra mondiale, dove facciamo la conoscenza di Angus MacMorrow, un ragazzino problematico – traumatizzato dalla perdita del padre, avvenuta in guerra –, che un giorno rinviene sulle rive del lago di Loch Ness un uovo primitivo e decide di portarselo a casa. Qui all'insaputa della madre apprensiva – interpretata dalla molto british Emily Watson – Angus alleva la bestiola, sgusciata fuori nel frattempo, che ha tutta l'aria di essere un piccolo dinosauro e la cui voracità lo porta a cercar cibo ovunque si trovi. Angus quindi ribattezza la sua simpatica creatura con un nome d'arte: Crusoe. Intanto un reparto della Royal Army si acquartiera nella tenuta dei MacMorrow.

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12/01/2008

Il terrorismo, una “variabile” globale

di Ferruccio Capelli, Direttore Casa della Cultura di Milano

A Mumbai nei giorni scorsi è scoppiato l’inferno: gruppi di terroristi, addestrati e organizzati militarmente, hanno tenuto sotto scacco la città per più giorni. Il bilancio finale parla di oltre duecento morti.

Si tratta indubbiamente, dopo l’11/9, dell’episodio terroristico più grave e, soprattutto, più gravido di possibile conseguenze. Esso rischia di alimentare la crescita di tensioni etnico – religiose in un paese come l’India che registra da tempo un pericoloso infittirsi di scontri tra i diversi fondamentalismi. Inoltre esso può innescare una pericolosa crisi tra i due giganti del subcontinente indiano, l’India e il Pakistan, entrambi, è bene non dimenticarlo, dotati di armamenti nucleari.

I fatti ci dicono che il terrorismo è una nuova tremenda variabile della politica internazionale: ragionare “a prescindere” è semplicemente impossibile. Il mondo dell’informazione globale e dei movimenti migratori planetari è di per sua natura esposto all’azione di organizzazioni terroristiche internazionali. I fatti ci dicono anche che dopo sette anni di “guerra al terrorimo” il problema non è stato risolto, anzi per certi aspetti si è perfino aggravato. Evidentemente l’analisi e le ricette adottate dopo l’11 settembre erano inadeguate, probabilmente profondamente sbagliate.

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CATEGORIE: lettere, Opinioni brevi

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Il realismo magico di Morandi

Immagine1

Piero Trupia

Euristica ed ermeneutica della figura XII

Concludiamo il trittico morandiano: la breve stagione metafisica, il paesaggio con le case cieche e ora la natura morta.

Le nature morte di Morandi mettono in campo comunissimi oggetti della vita quotidiana, bottiglie, vasi e vasetti, caraffe, scatole, palline, lumi a petrolio, fruttiere e zuccheriere d’alluminio, un pezzo di pane, una solitaria chitarra, una testa di pupo, comparsa una sola volta. A sé stante, un vaso con fiori, ripreso fino all’ultimo anno di vita, il 1964.

Il Morandi delle nature morte può essere ascritto al realismo magico, locuzione lanciata da Franz Roh, a proposito de Il Pino sul mare di Carlo Carrà, 1921 (Franz Roh, Nach Expressionismus – Magischer Realismus, 1925). Morandi frequentò Carrà e ne condivise la poetica, purificando vieppiù il linguaggio, al fine di raggiungere, nelle parole di Roh, una “apparizione conchiusa, ben poco minacciata dalla soggezione alla storia.”

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11/26/2008

SL, videogame e giochi di ruolo

Domenica 30 novembre alle 22.00 al Brain 2 Brain Club su Second Life e in streaming video su questo Metablog ci sarà il secondo incontro sul tema “SL, videogame e giochi di ruolo: una prospettiva interpretativa comune”, in cui sarà relatore il “brainer” Andret Beck (aka Andrea Romeo).

Brain 2 Brain è un club culturale fondato da Zygmunt Ballinger (aka Mario Esposito http://www.brain2brain.net ) con lo scopo di fare incontrare culture e paradigmi diversi all’insegna di un pensiero complesso e di un approccio conoscitivo di tipo interdisciplinare.

Quella che segue è un’ intervista che Zygmunt ha fatto ad Andret sul tema in questione.

Zygmunt Ballinger: ciao Andret, riflettere sulle relazioni fra Second Life, i videogame ed i giochi di ruolo ritengo possa essere in qualche misura “illuminante” per cercare di comprendere a fondo la nascita di questo nuovo medium – denominato anche “metaverso” - e le sue molteplici dinamiche relative alle relazioni cyber-sociali, alla costruzione ed alla espressione dei mutevoli e molteplici profili identitari individuali ed alla retroazione che tali dinamiche possono esercitare sulla nostra coscienza individuale e collettiva nell’ambito di quel processo ad anello ricorsivo – come potrebbe definirlo Edgar Morin – che lega sempre più indissolubilmente la vita sociale “fisica” a quella “digitale”.

In tale scenario, Andret ci potresti innanzitutto parlare del gioco – nella sua dimensione fisica ed in quella digitale - e del suo significato per l’essere umano?

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11/25/2008

Quando cambia il linguaggio

di Ferruccio Capelli, Direttore Casa della Cultura di Milano

Annotiamo alcuni titoli apparsi sui giornali questa domenica: “Obama studia un piano per creare 2.500.000 posti di lavoro”, “Il piano dell’Unione Europea”, “Intervento per salvare Citygroup”, “Sostegno per i consumatori italiani”, “Allarme per i fondi pensione” .

Non occorre allungare l’elenco: su tutti i media, senza eccezione alcuna, ritornano a campeggiare, dopo una lunga eclisse, parole come piano, intervento, sostegno, regole, ruolo dello stato e dei poteri pubblici. Si tratta di un mutamento a 180 gradi rispetto al linguaggio che dominava fino a poche settimane addietro nel quale imperversavano espressioni come autoregolamentazione, liberalizzazione, privatizzazione, fiducia nei mercati. Potremmo continuare a lungo: flessibilità e innovazione sono di colpo meno gettonate di precarietà, insicurezza e via dicendo.

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CATEGORIE: Cultura, Opinioni brevi

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11/18/2008

La sottile poesia globale

Due pezzi di giovani poeti italiani, Massimo Bevilacqua e Francesco Osti, che volentieri pubblico su Le aziende sottili

Sulla strada per Ulan Bator - n° 3

Sei come fuliggine senza cielo

e ti perderò senz’altro pensa lui

se ti guardo e non chiudo gli occhi

allora resto e non mi divido.

Proprio in alto sopra le sue pose

il brontolio degli uomini stagnava

rovesciandole odore sulla testa

reclina e affogata nella sigaretta.

Lo sguardo rimase aperto

tra il seno e il mento bucato

il collo era il punto stellato pieno

di nei dove potersi riparare.

Allora fermò un respiro,

fermò le voci e l’acqua nel lavabo

stese tutti i lembi del discorso

la cercò mentre l’odio l’aveva dissolta.

(M.B.)

Materiali per la manutenzione

Vinicio Capossela – brano “Non c’è disaccordo nel cielo”

The Beatles – brano “Dear Prudence”



III.

La mattina gonfia una tenda,

entra e gira nella stanza una danza

di sogno e ossigeno, tonalità

che dall’ocra emigrano

in un indefinito colore eroso.

Cosa la riporta qui? Cerca

una spezia del Belugistan,

rimasta nell’angolo? Oppure

vorrebbe sconsacrare il tempio?

fiore di prato che entra fra le crepe…

Sacco, 02.09.2008

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