Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.63, 10 giugno 2009
Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.63, 10 giugno 2009
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Guardando i lavori di tanti creativi presenti su Koinup, si rimane colpiti da una cosa in particolare. Si tratta del desiderio di dare un valore alle emozioni, il vissuto, le esperienze che vengono vissute attraverso il proprio avatar. Potrebbe sembrare un'assurdità, ma per milioni di persone l'avatar, non è solo un insieme di pixel, è piuttosto l'estensione del proprio sé. E' un mezzo di comunicazione del tutto particolare che ha direttamente a che fare con la nostra identità. Letteralmente, l'avatar esprime noi stessi in un ambiente virtuale. Tra i tanti artisti che lavorano sull'avatar come luogo di emozioni, contraddizioni e sentimenti, vorrei suggerirvi il lavoro di Trixibelle (conosciuta in Second Life con il nome di Cala Rossini)
Astrogrammi 5 - Zobeide (31 ex )
di Andrea Biggio
Contatto stimolante. Eros li ha colpiti con una freccia. Sono gli uomini che corrono a Zobeide, la città lunare e quindi femminile per eccellenza, folgorati dalla donna, per tutti la stessa, che hanno visto correre nuda di notte, in sogno. Sempre nuovi uomini, con lo stesso contatto stimolante avuto in sogno, arrivano a Zobeide, città calviniana giustamente invisibile, in cerca della donna-anima, come la chiamerebbe Jung. Il contatto del maschile con il femminile che l’uomo si porta dentro, senza saperlo, è proprio l’unione di Cielo e Terra, l’incontro dei due principi mascolino (yang) e femminino (yin).
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Morte e disoccupazione, due dimensioni o momenti di un contesto più grande, impongono all’individuo di scegliere. La scelta, libera o determinata da ulteriori condizionamenti, apre a due opposte realtà: il successo o il fallimento. Queste nel lavoro di Sara Besia sono messe a confronto.
(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)
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(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)
« La bellezza salverà il mondo » diceva Fedor Dostoevskij.
Margherita Ferrari Ginevra pensa alla bellezza. Questa qualità, premessa di un lavoro posto in termini estetici, “L’estetica vive anche nelle incongruenze…” , consentirebbe quando ricercata ed accolta la realizzazione del suo cercatore.
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Intervista a Mark Fitzpatrick, Direttore del “Non-Proliferation and Disarmament Programme” dell’International Institute for Strategic Studies di Londra, di Arturo Varvelli, ISPI
L’Iran dotato di armi nucleari alimenta in occidente notevoli timori. Il responsabile del dossier nucleare iraniano, Said Jalili, ha inviato proprio in queste ore una lettera al capo della diplomazia Ue, Javier Solana, per lamentarsi dell'atteggiamento degli occidentali su questa trattativa. Nella lettera Jalili afferma che il loro approccio perturba il processo costruttivo dei negoziati tra le due parti.
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Ritornano le interviste mutanti ai blogger!
Questa settimana ho intervistato Placidasignora, blogger eclettica e divertente.
La blogger scrittrice e giornalista non ha bisogno di grandi presentazioni, basta dare un'occhiata al suo blog per capire tutto il valore della sua scrittura in rete.
Vi lascio dunque alla lettura dell'intervista...
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...a Le Aziende InVisibili , 32 - Metanarrazioni
La pubblicazione del post In Libreria! O Sul Web! ha ufficialmente dato il via alla discussione sul nostro romanzo collettivo di cui ho intenzione di dar conto settimanalmente qui approfondendo le questioni più interessanti che verranno via via sollevate dal dibattito.
Innanzitutto, però, un problema tecnico: molte persone interessate mi hanno segnalato che non è facilissimo trovare il romanzo nelle librerie. In effetti ieri pomeriggio ho fatto un giro nel centro di Milano e ho appurato quanto segue: Messaggerie Musicali, Libraccio e Libreria di Porta Romana non hanno copia del libro ed è impossibile anche ordinarlo, in quanto agli addetti il volume risulta inesistente. Alla Libreria Cortina di via Festa del Perdono si registra un piccolo miglioramento: agli addetti risulta che una copia esista ma presso la filiale di Bicocca. Finalmente alla Libreria Rizzoli in Galleria il libro si materializza: anche se in un unico esemplare sistemato nello scaffale "Arte" fra Andy Warhol e il Palladio. Alla Mondadori di Piazza Duomo le cose vanno ancora meglio: il libro è correttemente collocato nello scaffale dedicato ai Romanzi Italiani, anche se in un'unica copia ed in un angolo remoto. Infine alla Feltrinelli sono esposte una decina di copie: ma nella sezione Management ed Economia. Credo che questa piccola via crucis la dica lunga sulla difficoltà di realizzare un libro che travalica le differenze di "genere" e soprattutto su quanto la mentalità dello scientific management fondata sulla divisione del lavoro e delle categorie mentali sia pervasiva ben al di fuori delle aziende.
Ma insomma consiglio vivamente o di prenotare il libro presso il proprio rivenditore di fiducia o ancora meglio di acquistarlo su Internet attraverso siti come Ibs o Feltrinelli che sono assolutamente affidabili e rapidi nelle consegne.
Detto questo, concentriamoci su alcuni aspetti di struttura e contenuto, partendo dalla bella discussione che si è innescata su Ibridamenti qui e qui. In particolare Utente Anonimo scrive: “Quello di Calvino è un romanzo metanarrativo, cioè parla anche dei meccanismi della scrittura: come bimodale non potevo non chiedermi se anche il vostro è un lavoro sulla scrittura e sul linguaggio stesso dell'azienda. Mi pare di capire che la metanarrazione ci sia (la musica per esempio). un'altra cosa: Cosa sono gli Astrogrammi? Si riferiscono al racconto del cielo stellato di Marco Polo nel romanzo di Calvino?”
Molti utenti di Second Life adorano la propria identità di avatar così si iscrivono ad altri network online, come Linkedin o Twitter, utilizzando il nome del loro avatar. Ma gli entusiasti di Second Life che si registrano a Facebook sotto il nome del proprio alter ego digitale devono stare attenti: il Syndey Morning Herald riporta che Facebook sta chiudendo gli account che si sospetta non rappresentino i nomi reali (o, meglio, della Real Life).
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Quest’opera di De Chirico è il racconto di una metamorfosi da manichino a persona, racconto diacronico nello svolgimento, sincronico nella rappresentazione.
De Chirico visse la sua esperienza artistica in un periodo di crisi conclamata della ragione. I Maestri del Sospetto avevano portato un attacco concentrico, ancorché non concertato, al pensiero forte e alla tradizione filosofica occidentale. Marx alla coscienza come autonoma produttrice di cultura e consapevolezza di sé, Nietzsche alla morale come regno della libertà dello spirito, Freud alla soggettualità, presunta, di un uomo padrone di sé e delle sue pulsioni. La filosofia, sradicata dalla metafisica, non era più il condensatore universale del sapere, meno che mai la teologia. Roba vecchia, sbrigativamente bollata come “metafisica”. Il nichilismo.
Nella letteratura e nella pittura la figura umana, destrutturata, era ora un caleidoscopio di componenti psichiche da comporre, scomporre, ricomporre occasionalmente.
La pittura italiana, e l’architettura, non si fecero condizionare da questo clima. Opposero il carnevale futurista, da cui però emerse il razionalismo architettonico, e, in pittura, il “ritorno all’ordine”, patrocinato dalla rivista e movimento Valori Plastici. Il pensiero forte e la figurazione rigorosa erano riconquistati, senza tuttavia dimenticare il disordine in agguato.
Avete mai provato il “viaggio di notte”? Potrebbe diventare l’ultima moda tra i viaggiatori curiosi. Ma è prima di tutto un viaggio dentro le nostre emozioni e le nostre paure.
Di Claudio Visentin
Per noi occidentali l’idea di viaggiare di notte appare appunto esotica, anche un poco stravagante. Di norma il turista si alza presto, perché i musei e gli altri luoghi canonici, a loro volta, aprono le porte di buon’ora. Nel tardo pomeriggio comincia a segnare il passo, e a ora di cena la stanchezza accumulata gli dà il colpo di grazia. Del resto, se si esclude qualche pub, night club o casinò, luoghi tutto sommato abbastanza prevedibili e simili ovunque, non è nemmeno chiaro come si potrebbe impiegare in viaggio la notte.
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Fisiopatognomoscopia VIII, di Piero Trupia
Frans Hals, Young man with a skull (1628), London, National Gallery
Frans fu pittore non accademico e nella maturità quasi esclusivamente ritrattista. Nel ritratto condensava una vicenda umana. Olandese ma non fiammingo, prese le distanze da tutte le scuole, a partire da quella, al momento egemone, dei caravaggisti di Utrecht. Nella sua pittura la luce, fiamminga o italiana, non è protagonista; modella la figura e crea lo spazio. Pittura di realtà, fuori da ogni accademia e lontana dall’imperante manierismo. Dipingeva di getto senza disegni preparatori e Reynolds gli rimproverò di non finire i suoi quadri. Ma il non-finito di Michelangelo non è incompleto: ha la sua finitezza nell’apertura all’infinito.
La ARTE DUE Gallery di Matteo Chigorno, con il Patrocinio del Comune di Milano, propone dal 24 settembre al 31 ottobre 2008 la mostra Vuote a Rendere. Cans Customizing Art, un’ampia collettiva che vedrà coinvolti più di quaranta artisti provenienti dalla street art.
Ogni artista è stato invitato a realizzare una o più opere appositamente per la mostra, attraverso la customizzazione di bombolette spray. Questa inedita e significativa “materia prima” è utilizzata dagli artisti coinvolti talvolta come supporto da dipingere, talvolta come materia da scolpire o, ancora, per creare oggetti di design. Saranno quindi tutti lavori inediti quelli presentati alla ARTE DUE Gallery, realizzati partendo da uno stesso tema, che daranno vita ad un confronto e ad un dialogo serrato tra personalità anche molto diverse tra loro, normalmente impegnate all’interno dello scenario urbano.
Il progetto alla base di Vuote a Rendere, nato dall'incontro tra Matteo Chigorno, proprietario della nuova galleria ARTE DUE, il gruppo TDK art D-vision, formato dai noti artisti milanesi Raptuz e Gatto, e la critica d'arte Francesca Guerisoli è molto più di una semplice mostra. Infatti tale progetto, di cui Vuote a Rendere è l’evento inaugurale, si prefigge di portare nel panorama galleristico italiano ed internazionale una serie di
mostre e di rassegne dedicate al mondo della street art.
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La paesologia è la scienza che studia i paesi. Ma è una scienza strana; a tutt’oggi vi si dedica un solo scienziato. Nonostante questo, è una disciplina che ha molto avvenire: forse perché i paesi ne hanno davvero poco.
di Claudio Visentin
Il poeta e scrittore Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Campania, nell’Irpinia orientale. Da qualche anno si è autoproclamato primo (e per ora unico) “paesologo” italiano. Arminio spende le giornate visitando piccoli paesi: “Quasi ogni mattina vado a trovare qualche paese come si va a trovare un vecchio zio, vado a vedere che faccia ha, a che punto è la sua malattia o la sua salute. (...) C’è chi sta fermo e chi va lontano. Io seguo un’altra strada, viaggio nei dintorni”. Parcheggiata la macchina, il suo itinerario si snoda tra la piazza, il bar, il municipio, la scuola, il cimitero, insomma tutti i posti dove si entra gratis. Parla con il sindaco, il vigile, il geometra comunale, la barista, i vecchi pensionati, i nullafacenti, i matti. Guarda le macchine che passano, mangia un panino comprato nel negozio di alimentari (“Con due euro panino e grande bottiglia d’acqua minerale, due euro da consumare al sole, costa poco stare in piedi, con due euro qui puoi stare in piedi un’intera giornata”). Qualche volta compera una cartolina. Poi torna a casa.