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Le Aziende In-Visibili -

Le aziende nascoste

06/03/2009

La città dominata

“Vincere” di M. Bellocchio con Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi, sceneggiatura di Marco Bellocchio e Daniela Ceselli, prodotto da OffSide, Rai Cinema, Celluloid Dreams Productions; in collaborazione con Istituto Luce, 2009

 

Il giovane Mussolini giace sopra il corpo di Ida Dalser, la sua giovane amante trentina, ansimante, tutta tesa nell’accoglierlo nel lungo attimo di un incontro d’amore. Ma il giovane Mussolini, attivista socialista e giornalista dell’Avanti non è li, non è in quella stanza e non avverte la presenza fisica ed emotiva di quella giovane donna; il suo sguardo, ripreso in primo piano dalla macchina da presa di Bellocchio, mira lontano, verso uno spazio infinito che gli predescrive il destino cui crede di essere chiamato. E’ una, questa, delle scene più dense dell’ultimo film di Marco Bellocchio, narrazione intimistica, quasi dettata da una passione cronachistica per una microstoria, degli amori travagliati di Ida Dalser per il giovane Mussolini, dal quale avrà un figlio, Benito Albino; una storia che per la giovane di Trento è amore assoluto, devozione totale, fede cieca in un legame che sente come impossibile non venga riconosciuto e che, all’opposto, per il giovane giornalista socialista e successivamente capo del movimento fascista, è poco più che un’avventura giovanile, uno scarto della vita, un ingorgo dal quale occorre assolutamente liberarsi.

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03/12/2009

"The reader" (regia di Stephen Daldry)

La città lager, di Pino Varchetta
 
Un padre - siamo alla fine del film - in uno sperduto cimitero di montagna in Germania, comincia a narrare la propria storia alla figlia, una giovane donna in trepidante ascolto. Questo padre, cominciando a raccontare se stesso, forse "si salva", superando quel torpore etico che ha caratterizzato troppi anni della sua vita.
 
Lo scorrere narrativo, le pagine della scrittura dei poeti lette ad alta voce, costituiscono in questo film lo spartiacque tra il buio di una coscienza sorda e stupida e la luce di un avvio di senso. Il pensiero contenuto nelle storie, il "pensiero narrativo" fornisce un'interpretazione degli accadimenti umani, proponendo storie nelle quali palpitano le intenzionalità dei protagonisti e si definiscono le variabili contestuali: ogni storia è così una proposta interpretativa di quello che le donne e gli uomini agiscono collettivamente e individualmente.

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02/20/2009

"Mar Nero" (regia di Federico Bondi)

Mar-nero 

La città fluviale

di Pino Varchetta
 
Da qualche anno il cinema italiano sia di produzione da parte di major, sia di produzione indipendente, è sensibile alle problematiche cross-culture, nel tentativo di affrontare i temi del multiculturalismo rispecchiando in questo quel profondo, autentico cambiamento che la società civile italiana ed europea stanno vivendo in questo ultimo decennio, con un ritmo quanti-qualitativo probabilmente non previsto e che pone non pochi problemi sia dal punto di vista politico che dal punto di vista educativo e culturale in generale. Si possono ricordare a questo proposito i film di Carlo Mazzacurati da "Il toro" a "Vesna va veloce", da "L'estate di Davide" a "La giusta distanza", il film di Dritti "Il vento fa il suo giro", quello di  Munzi "Il resto della notte" e, per finire, pur senz'altro esaurire il panorama produttivo italiano in quest'area di interesse tematico, il film "Apnea" di Dordit.
"Mar Nero", se da una parte ricalca i temi dell'incontro tra culture diverse - in questo caso un'anziana signora toscana e una giovane romena - ha una sua peculiarità, una sorta di unicità nella circostanza dell'accostare al centro del conflitto culturale due donne, la badante giovane romena e la signora toscana bisognosa di aiuto, lontanissime per cultura e con un vistoso distacco generazionale.Gemma, la signora toscana anziana, cammina a fatica, ha perso la voglia di vivere e vive un rapporto paranoico con la realtà che la circonda, risposta quasi obbligata a una inattesa solitudine.

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07/03/2008

Le città senza mare

Sergio di Giorgi: ancora su Gomorra e dintorni

Recensendo su questo blog “Gomorra” (dove Matteo Garrone ha saputo reinventare, anche sul piano narrativo, il romanzo-reportage di Saviano), Giuseppe Varchetta giustamente notava come “nel film non si vede mai il mare”. In effetti, vedendo il film per la prima volta, non ci avevo fatto caso, almeno consciamente. Allora ho subito pensato alla città dove ho abitato (quasi) ininterrottamente per oltre 40 anni, Palermo. Anche a Palermo non è stato mai facile vedere il mare: devi uscire fuori, oppure andartelo a cercare, trovando varchi tra i palazzi di cemento, oltrepassando terrapieni friabili e scivolosi. Per decenni, il lungomare cittadino, proprio di fronte ai palazzi della nobiltà che fu, i cui saloni sontuosi -un tempo affacciati proprio sul mare- ora ospitano locali alla moda o ricevimenti per “nuovi ricchi”, è stato letteralmente ostruito da un gigantesco quanto miserrimo lunapark, per lo più piste per autoscontro e grandi ruote girevoli, deserto in genere, tranne un po’ la domenica. Per molti anni, l’ex sindaco Leoluca Orlando condusse una battaglia per estirpare quell’obbrobrio; alla fine ci riuscì, forse anche per la mafia che lo gestiva da sempre, quel business doveva apparire ormai troppo modesto. Ora (da anni) c’è un altro sindaco e al posto del lunapark c’è un prato un po’ malconcio, con panchine impreziosite da un noto artista locale della ceramica e da altre opere, di gusto discutibile. Però almeno, si vede il mare...

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06/26/2008

La città palazzo

Pino Varchetta: Il Divo (regia di Paolo Sorrentino)

Il potere non vive nella città. Non la attraversa, non la calpesta, non si fa contaminare dall'aria che i cittadini normali respirano, ignora della città le strutture, le reti, i luoghi di convegno, i luoghi solitari. Il potere abita il palazzo, chiuso in grandi stanze ermetiche, con porte ma senza finestre, nelle quali il potere riceve. Ascolta il potere quasi assonnato, apparentemente assente, capace di registrare, all'opposto, ogni palpito, ogni batter di ciglia, ogni vocalizzo, e capace di registrare tutto in una memoria onnipotente quanto assurda, che separa fatti da emozioni, i corpi dalle anime.

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06/19/2008

La città campo

Pino Varchetta su: Alexandra (regia di Aleksandr Sokurov)

La guerra è orribile. Solo le donne e gli uomini fanno la guerra alle donne e agli uomini, distruggendosi reciprocamente. Questo accade perché le donne e gli uomini hanno la mente e la mente è un problema, con la sua capacità di generare fantasmi, che quando non vengono elaborati, individualmente e collettivamente alimentano la guerra come elaborazione "paranoica" del lutto. La guerra esiste perché abbiamo un pensiero duale; perché riusciamo a pensare la guerra e la pace, in quanto fuggiamo il conflitto. Il conflitto è il terzo, che non c'è, e che va costruito: con dolore, con ansia, attraversando una zona grigia, che, evidentemente, alla donna e all'uomo fa più paura dell'orrore della guerra e della sonnolenza delle false paci.

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06/12/2008

La città orrore

Pino Varchetta su: Sotto le bombe (regia di Philippe Aractingi)

Il territorio è quello del Libano del sud, dilaniato dalle bombe della guerra dell'estate 2006 tra Israele e gli Hezbollah. La terra è a dir poco martoriata; nella bellissima sequenza iniziale del film la città, le città, presepi abbarbicati su colline spoglie, sembrano attendere attonite e impotenti l'arrivo delle bombe, che punteggiano qua e là l'orizzonte, lasciando crateri enormi che inghiottono case, case, case, e con esse bambini, donne, uomini, vecchi, mobili, suppellettili, macchine, elettrodomestici, in un dolore indescrivibile, polveroso, sordo. Una donna, Zeina, una musulmana sciita, parte per un viaggio pieno di speranza alla ricerca della sorella abitante nella casa avita, cui aveva lasciato in cura il piccolo bimbo, frutto di un matrimonio ora in piena crisi.

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05/20/2008

La città "aperta"

Pino Varchetta su: Gomorra (regia di Matteo Garrone)

"Il mare non bagna Napoli" scriveva ormai molti anni fa Anna Maria Ortese, e in questo nuovo film di Matteo Garrone - il regista de L'imbalsamatore - non si vede mai il mare, ma il film è girato tutto a Napoli, due terzi a Scampia, quella sorta di artefatto abitativo, metafora strutturale di ogni caduta del nostro tempo, nel quale convive un'autentica "comunità di pratiche", un gruppo umano, donne, vecchi, uomini, bambini, con ruoli diversi, con pratiche diverse, insieme connessi da un mostro chiamato camorra.

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05/09/2008

La città ferroviaria

IltrenoperildarjeelingPino Varchetta su: Il treno per Darjeeling (regia di Wes Anderson)

Muore un padre e la famiglia entra in quello che Freud ha definito il vero lutto per le donne e per gli uomini. Questa è una famiglia è sfaldata da tempo, non si sa per quali motivi; per molti aspetti non si sa neppure dove di preciso questa famiglia abbia vissuto e viva oggi. Si ipotizza l'America del Nord, ma senza fondate certezze. Quello che è certo è un frammento di amore che sembra rinascere, a un anno di distanza dalla morte del padre, tra i tre figli, tra i tre fratelli (interpretati da Wilson e Schwartzman, già presenze stabili nella ditta di Wes Anderson, e dal nuovo arrivato Adrien Brody, quello de Il pianista).

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05/01/2008

La città fortezza

Zona Pino Varchetta recensisce:  La zona (regia di R. Plà)

Al di là del muro il caos brulicante di un desolato, enorme, termitaio umano, la megalopoli più estesa del continente sudamericano, un susseguirsi caotico di favelas brulicanti di vita, di soprusi, di una battaglia quotidiana per la sopravvivenza, un alternarsi con aree di apparente normalità, con i ritmi e le apparenze dei modelli di sviluppo occidentali. Al di qua del muro, "la zona", un ritaglio residenziale, dove tutto è lindo, ordinato, civilizzato, retto da una oligarchia condominiale con proprie norme interne, una propria polizia e una sorta di contratto che aliena la zona dalla legge dello stato, in un'autonomia che per tutelare va ogni giorno nutrita da un sistema di corruzione, vero medium tra il dentro e fuori quel muro di cinta.

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04/24/2008

La città deserta

Banda

Pino Varchetta recensisce:   La banda (regia di E. Kolirin)
Un'antica leggenda racconta che gli arabi abbiano inventato il numero zero perché hanno sempre avuto l'esperienza del deserto. Al di là della fondatezza della leggenda, resta la circostanza che il deserto è per molti di noi esperienza da una parte inquietante, dall'altra accogliente, da una parte densa di ansie per la illimitatezza del vacuum, dall'altra occasione di autoesplorazione, fino a una scoperta nuova del sé. Un gruppo di musici, chiusi in una elegante divisa azzurro chiaro - sono la banda della polizia cittadina di Alessandria - riempie lo schermo con la mdp che li presenta in una sequenza frontale, da sinistra a destra, con gli strumenti musicali delicatamente appoggiati a terra, attoniti, persi, con lo sguardo fisso sul deserto israeliano.

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04/03/2008

La città famiglia

LocandinaPino Varchetta su : Onora il padre e la madre (regia di Sidney Lumet)

La storia è totalmente decontestualizzata e i luoghi dove la tragedia si origina, si nutre e si svolge, sono del tutto omologabili dentro alla galassia dell'occidente cosiddetto civilizzato. Due genitori ormai anziani gestiscono da sempre una gioielleria, tipico business famigliare, nei sobborghi della città che peraltro non appare mai in una sua distintività culturale in tutto il racconto.

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03/27/2008

La città natura

IntothewildPino Varchetta su: Into the wild  (regia di Sean Penn)

Il giovane uomo attraversa il suo mondo, dal centro verso il sud e successivamente dal sud verso il nord dentro il mito di una natura selvaggia, quella delle terre sconfinate, incontaminate, dove le basse temperature sono sinonimo di purezza, trasparenza, e dove tali tratti della natura fanno da contrappunto alla non purezza, alla non trasparenza delle relazioni delle donne e degli uomini.

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03/13/2008

La città scomparsa

Paesepervecchi Pino Varchetta su: Non è un paese per vecchi (regia di Joel e Ethan Coen)

Qualcuno ha parlato di western contemporaneo. I mentori del film, uno sceriffo e il suo vice, hanno una lunga tradizione familiare, pressoché un fatto genetico, di servizio per la legge. Il padre ha fatto lo sceriffo, il nonno che ha fatto lo sceriffo, il bisnonno ha fatto lo sceriffo. La famiglia ha attraversato le città del Texas, per meglio dire i villaggi del Texas, quelli con la strada in mezzo che tagliava in due l'agglomerato urbano, due file di edifici di legno, un emporio, il saloon, l'albergo, le abitazioni, l'ufficio dello sceriffo, qualche volta la chiesa. Polvere, cavalli, brutti ceffi in giro, e lo sceriffo, quello con la stella sul petto, qualche volta coraggioso, qualche volta corrotto, quasi mai vile.

Per vedere il trailer del film clicca qui:

Download non_un_paese_per_vecchi_trailer_italiano_bm_ita.WMV

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03/06/2008

La città falsa

Il_falsario Pino Varchetta su : Il falsario (regia di Stefan Ruzowitzky)

In un incipit indimenticabile e straordinario a commento dell'edizione critica dell'opera omnia di Primo Levi, Daniele Del Giudice ricorda che a Primo Levi era accaduta la circostanza di sperimentare personalmente le due esperienze fondamentali che hanno caratterizzato il '900: la manipolazione della materia e l'esperienza concentrazionaria. Primo Levi è stato infatti un chimico industriale che ha per lunghi anni nel suo tempo di lavoro "mescolato" vernici e ha patito la Shoah ad Auschwitz.

Vedi il trailer cliccando qui: Download il_falsario_trailer_bm_ita.WMV

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02/28/2008

La città divisa

Sognidelitti Pino Varchetta su: Sogni e delitti (regia di Woody Allen)

La città da sempre capitale insulare del continente si distende enorme alle foci del fiume, bella, carica di memoria, scrigno di una tradizione secolare, libera da condizionamenti, orgogliosa, ma capace, sembra, di accettare il moderno e il contemporaneo. E questo da sempre. In questi ultimi anni, tuttavia, questa sua voglia di riemergere, di competere con l'altra grande capitale continentale a qualche centinaio di chilometri nel paese da sempre amico-nemico, è ricomparsa poderosa, quasi caratterizzata da quella capacità di contrapporsi agli altri e di vincere, che da sempre è competenza distintiva di questa gente.

(Vedi il trailer del film cliccando qui  sotto)

Download sogni_e_delitti_cassandras_dream_di_woody_allen_trailer.WMV

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02/14/2008

La città muta

Giorninuvole La città muta si distende lunga e grigia accompagnando il mare con un colloquio silenzioso, che molti dicono misterioso. Il porto era stato un grande luogo, una metropolis irta di uomini, pennoni e corde. Da molto tempo ormai è in attesa di un'occasione che non giunge mai e i container, segno della contemporaneità, non hanno l'identità sicura di quelle navi, di quei pennoni, di quelle corde. Più che stare, sembrano galleggiare incerti, bare per merci che sono arrivate lì, ma che sarebbero dovute arrivare altrove e sembrano colme di una rabbia nostalgica per quello che avrebbero dovuto trovare e non hanno trovato.

(Pino Varchetta per la serie Le Aziende Nascoste recensisce: Giorni e nuvole  - regia di Silvio Soldini. Vedi il trailer ufficiale: http://it.youtube.com/watch?v=hiyORFElMGg)

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02/07/2008

La città falsa

Per la serie Le Aziende nascoste, una nuova rensione postata da Pino Varchetta: La famiglia Savage (regia Tamara Jenkins)

E' tutto uguale: il colore del cielo che si specchia senza soluzione di continuità su quello delle case, allineate, una uguale all'altra, come lo sono i cammelli ai limiti del deserto in procinto di formare la carovana per il lungo viaggio che li attende. Le case corrono dritte, formando lunghi viali percorsi da rare, silenziose vetture, sempre guidate da una sola persona, per lo più donna, per lo più di età media.

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01/28/2008

La città vorace

Recensione al film Cous Cous (regia Abdellati Kechiche) curata da Pino Varchetta per la serie Le Aziende Nascoste.

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