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Le Aziende In-Visibili -

Le Aziende e l'Innovazione

07/03/2009

(AND/OR) RO-MAN: ROBOT-MAN

Androide, quindi umano? Questo punto interrogativo, simbolo ortografico di una visione del mondo aggrappata all'umanesimo e all'umanizzazione della tecnologia, sta per essere cancellato. La nuova versione diventa questa – androide: ovviamente umano.

Sono finiti i tempi delle macchine, etichetta metallica che si era appiccicata ai computer nei decenni passati. Enormi armadi che invadevano intere stanze, dotati di tante, tantissime luci che si accendevano e si spegnevano secondo chissà quali astrusi schemi. E poi tecnici in camice bianco muniti di tabelle come medici che assistevano un paziente sotto controllo.

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Per un web accessibile

Quando parliamo di “accessibilità del web” intendiamo non solo la corretta sintassi del linguaggio utilizzato, ma anche attenzione ai contenuti e alla loro usabilità, quindi attenzione alle esigenze degli utenti con disabilità nell’accedere a un determinato sito web, servizio web e materiali in formato elettronico.
 
I criteri del World Wide Web Consortium (W3C), così come la Legge Stanca italiana sono prevalentemente orientati a coprire le esigenze di utenti con disabilità sensoriale e dunque, al momento, gli utenti con disabilità diverse (ad esempio, di tipo cognitivo) si trovano spesso di fronte a barriere elettroniche che impediscono loro di accedere ai contenuti e servizi del web.

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07/02/2009

Nasce idea TRE60

E' da oggi on line, in versione beta test, ideaTRE60,  la community creata da Fondazione Italiana Accenture in collaborazione con gli esponenti più prestigiosi della società civile (operatori culturali ed economici)  per lo sviluppo di innovazione a favore della collettività, attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate.
 
La piattaforma si articola in tre sezioni chiave chiamate Condividi, Concorri e Sostieni intorno alle quale si muove il "mondo vitale" di idea TRE60, che vuole essere una community aperta a chi  vuole sviluppare innovazione di utilità sociale con alti livelli di competenza e passione.
 
Poichè, come dicevamo all'inizio,  siamo da oggi on line con la versione beta di idea TRE60, l'obiettivo è di cominciare a testare le funzionalità più importanti in particolare dell'Area Condividi (mentre le funzionalità relative alle Aree Concorri e Sostieni saranno via via rilasciate nei prossimi mesi, per arrivare a completare la prima release della piattaforma entro dicembre 2009).

In questo forum  pertanto, accogliamo tutti i suggerimenti utili a migliorare la piattaforma, a renderla più fruibile, ad evolverla, per essere innovativi non solo negli strumenti che mettiamo a disposizione dei nostri utenti  ma anche nella capacità di perfezionarci grazie al contributo di coloro che attivamente partecipano alla vita di idea TRE60.   

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06/25/2009

T-City: lavori in corso nella città del futuro.

Un progetto integrato di infrastrutture informatiche per l’armonizzazione di ambiti nevralgici quali mobilità, energia, sanità, turismo e cultura, sta trasformando la città sul lago di Costanza nel primo esempio europeo di città del futuro.

 

Solo qualche anno fa Friedrichshafen, cittadina tedesca situata ai confini con la Svizzera sulle sponde del lago di Costanza, venne selezionata da Deutsche Telekom, come laboratorio per lo sviluppo dell’innovazione al servizio dei cittadini, era nota prevalentemente per il suo fascino tranquillo e per aver ospitato, quasi un secolo fa, i cantieri dove videro la luce i famosi dirigibili Zeppelin.

 

Oggi Friedrichshafen vanta un nuovo primato: rappresenta il più vicino e riuscito “cantiere a cielo aperto” di Città Intelligente, a poche ore da Milano. La vasta portata del progetto che il Deutsche Telekom e T-Systems hanno deciso di intraprendere in questo centro ha comportato investimenti in infrastrutture tecnologiche pari ad oltre 80 milioni di euro e sta incidendo così profondamente sul futuro di Friedrichshafen da aver contribuito ad una nuova notorietà della città, balzata alla ribalta delle cronache europee con lo pseudonimo di T-City, un caso di successo unico, destinato a ridisegnare il modello di “efficienza” delle metropoli continentali armonizzando tecnologia, attenzione ai bisogni dei residenti e dei visitatori, sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

 

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06/12/2009

DALLA RETE ALLA MAPPA

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Lo street-mapping e un nuovo modello di web

(una proposta di discussione)

 

Lo street-mapping è un fenomeno con forte potenziale innovatore perché inverte la tendenza alla globalizzazione della rete, modifica l’identità degli utenti e delle loro rapporti sociali online e crea nuove forme di contenuti che a loro volta cercano nuove tecnologie. La mappa diventa l’icona di un web che entra “in my backyard” e lo trasforma nel centro della sua rete. 

 

Piccolo mondo virtuale?

Catalogare il pianeta per trasformare il web in un atlante mondiale continuamente aggiornato. E’ la nuova tendenza che procede in senso contrario alla rincorsa verso i mondi virtuali. E’ l’operazione “street-viewing”: elaborare mappe 2.0, cioè mappe multimediali a cui sono collegate fotografie e altri testi. La consultazione delle classiche mappe online diventa molto più naturale ed efficace. Ma solo il motivo utilitaristico non spiega perché lo street-viewing abbia scatenato una convinta mobilitazione dal basso. Lo street-viewing si espande col contributo volontario degli “street-mappers” – frotte di ragazzi armati di fotocamera, semplici appassionati che nel tempo libero si dilettano con zelo a catturare immagini del mondo così com’è, senza soffermarsi sull’estetica o sulla qualità tecnica. Post-moderni cartografi che immortalano una strada, un monumento, un edificio, un elemento urbano per poi collegarlo ad un punto su una mappa digitale. Dalle auto ufficiali di Google al libero upload nazional-popolare per portare il mondo reale nel mondo online. Ogni geografia contiene anche una visione del mondo; se cambia la prima, cambia anche la seconda.

 

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05/26/2009

Moda e tecnologia it

“Quali sfide per il settore Moda. Artigianato globale e innovazione IT: due fattori chiave per competere con successo”. E’ questo il tema del convegno che si è svolto ieri in Assolombarda a Milano in occasione della presentazione dell’indagine su moda e tecnologia, realizzata dalla Fondazione Italiana Accenture e dalla Fondazione Politecnico di Milano. 

Sono intervenuti:  Adolfo Urso, Viceministro al Ministero dello Sviluppo Economico; Giampio Bracchi, Presidente della Fondazione Politecnico di Milano; Fabio Benasso, Amministratore Delegato di Accenture; Gerolamo Caccia Dominioni, Amministratore Delegato Gruppo Benetton; Claudio Cattaneo, Vice Presidente GM Sistema Moda di Assolombarda; Marco Rotondo, Responsabile global della practice Fashion e Luxury di Accenture; Chiara Francalanci, Professore di Sistemi Informativi, Politecnico di Milano. Alla tavola rotonda, moderata dal direttore responsabile dell’Harvard Business Review Enrico Sassoon, partecipano: Luciano Bandi, Direttore Generale Divisione Filati di Loro Piana; Alba Cappellieri, Professore di design del gioiello, Dipartimento INDACO (Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda), Politecnico di Milano; Marina Garzoni, Fondatrice e Presidente Moda e Tecnologia; Ernesto Greco, Direttore Generale Gruppo Ferragamo; Donatella Paschina, CIO Ermenegildo Zegna Group; Carlo Privitera, Corporate CIO Luxottica Group.

 

Lo studio Fondazione Italiana Accenture-Fondazione Politecnico di Milano sottolinea aspetti innovativi del connubio tra creatività e tecnologia, con preciso riferimento ai fenomeni della globalizzazione e della delocalizzazione. In particolare, le soluzioni tecnologiche sono chiamate a ridurre la distanza tra azienda e cliente, fornendo a tutti gli attori della filiera le informazioni e gli input necessari alla costruzione di un’offerta altamente personalizzata. 

 

Tra le questioni aperte vi è però una realistica analisi di quale sia la capacità di adozione di tali opportunità da parte delle imprese del settore in Italia e quali i possibili sviluppi futuri.

 

Per dare una risposta significativa a queste domande, sedici tra le principali aziende italiane della moda che da sole rappresentano il 74% del fatturato delle grandi aziende italiane della moda, sono state coinvolte nella ricerca “Quali Sfide per il settore Moda: artigianato globale e innovazione IT”. I Chief Technology Officer (CIO) intervistati hanno descritto dettagliatamente lo stato dei sistemi informativi da loro gestiti e fornito valutazioni riguardanti le possibili aree di intervento.

 

La fotografia che emerge dall’analisi è sorprendente.

 

Da un lato, infatti, non sono state riscontrate correlazioni evidenti tra presenza globale, dimensioni aziendali e integrazione tecnologica: le aziende hanno fatto precedere la globalizzazione all'informatizzazione del processo di vendita, privilegiando la vendita in senso stretto rispetto all'utilizzo dei canali di vendita come mezzo per conoscere i clienti e migliorare il livello di servizio. Un vero e proprio artigianato globale.

 

Dall’altro lato, però, risulta evidente come si stia procedendo verso l’integrazione dei dati tra punti vendita e sedi centrali. Nel 75% dei casi sono condivisi i dati del cliente, nell’85% dei casi i dati di sell out, Infine nel 56% dei casi è possibile effettuare una tracciabilità del prodotto lungo il suo ciclo di vita. 

 

Se la tecnologia può offrire ampie opportunità di sviluppo nel supportare la relazione con i clienti ad oggi solo nel 13% dei casi i sistemi di Business Intelligence elaborano i dati raccolti sui clienti e nessuna azienda traccia lo stock out.

 

Il punto vendita rimane il principale canale di contatto tra aziende e cliente, ma nel contesto globale riveste sempre maggiore importanza la capacità di presidiare efficacemente anche il canale web il cui grado di maturità è ancora piuttosto basso. L’analisi delle aziende del campione ha rivelato come solo il 13% abbia un sito con “maturità” elevata, mentre il 53% non ha affatto un sito internet con funzionalità di e-commerce, o comunque ha un sito molto poco sviluppato e utilizzato.

 

Il 73% delle aziende intervistate mantiene traccia dei difetti di produzione, ma l’integrazione tra i sistemi utilizzati da aziende e façonisti avviene solo nel 13% dei casi.

 

La ricerca fa emergere come i margini di miglioramento sono ancora piuttosto ampi, soprattutto per quanto riguarda il ruolo giocato dall’ICT nella gestione della qualità della relazione con i clienti. Iniziando dal punto vendita, spiccano numerose soluzioni in grado di garantire contemporaneamente una customer experience distintiva, la raccolta di informazioni fondamentali per il monitoraggio e la comprensione delle abitudini d’acquisto. Tra le soluzioni che incidono direttamente su tutte le fasi del ciclo relazionale tra store e cliente possiamo citare le vetrine interattive e i “magic mirror” per la fase di attrazione del cliente (attract), le tecnologie di riconoscimento e di CRM (Customer Relationship Management) per il momento di accoglienza (welcome), gli “interactive shelf” e i sistemi di analisi dell’audience di contenuti proiettati su uno schermo per la proposta di contenuti esperienziali (experience), la “digital pen” per la fase di check-out.

 

Dal 2003 al 2007 il settore ha vissuto una forte crescita con un tasso di incremento medio annuo (CAGR) del 5%. L’effetto della crisi globale, che si è espresso principalmente in una contrazione dei consumi, ha visto le vendite contrarsi del -6% nel 2008 rispetto all’anno precedente.

 

Sono dunque numerosi i fattori di complessità che devono poter essere governati contemporaneamente nei nuovi scenari globali del settore moda, e l’innovazione tecnologica, diventa lo strumento-chiave per gestire, in ottica evolutiva, la clientela, la distribuzione, la supply chain, i brand e i prodotti.

 

“L’information technology ha portato a innovazioni che oggi costituiscono un fondamento imprescindibile per lo sviluppo del settore – commenta Giampio Bracchi, Presidente della Fondazione Politecnico di Milano – ma hanno una reale utilità solo se esistono le condizioni necessarie ad attuare il cambiamento. L’auspicio è che il quadro presentato oggi, ancor più nel contesto della crisi che stiamo attraversando, possa costituire un utile strumento di lettura e di comprensione del ruolo chiave della tecnologia, a volte considerata di secondaria importanza ma, a nostro avviso, fonte primaria di innovazione e vantaggio competitivo, anche e soprattutto in un settore ad elevato valore aggiunto come quello della moda.”

 

"L'eccellenza di prodotto è certo un asset centrale del successo della moda italiana nel mondo ma è questo il momento in cui le nostre imprese devono saper compiere un salto di qualità strutturale per il quale il ruolo della tecnologia è assolutamente centrale - afferma Fabio Benasso, amministratore delegato di Accenture. Parlare di imprese con tecnologia globale significa adottare operatori capaci di dare la stessa qualità di servizio a livello mondiale, competenze diffuse, infrastrutture, chiarezza, semplicità di approccio e visione strategica. Credo che la capacità di adottare tali soluzioni strategiche permetterà al Made in Italy di liberare un enorme potenziale e di aumentare le occasioni di espansione internazionale di un settore ad alto tasso di crescita come quello della moda".

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11/24/2008

INNOVAZIONE E MARKETING PER I MERCATI ISLAMICI - I PRODOTTI HALAL

di V. Lazzarotti, R. Manzini, E. Pizzurno

Lo sviluppo continuo di nuovi prodotti è ormai diventato un fattore di primaria importanza per competere con successo sui mercati globali e, in questo contesto, la creatività e la capacità di incontrare i gusti e le esigenze dei consumatori sono da sempre segno distintivo delle aziende italiane, che iniziano ora ad intercettare una domanda parzialmente inespressa e quindi scarsamente servita: quella islamica dei prodotti halal.

Il termine halal, che in arabo significa permesso, attiene a tutto ciò che il Creatore ha fatto lecito; mentre il suo opposto, haram (illecito, non permesso), a tutto ciò da cui il consumatore di fede islamica si deve astenere. Un concetto, quello dell’halal, che rappresenta per ogni Musulmano non la semplice indicazione di un comportamento da tenere, ma un completo stile di vita.

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06/22/2008

Twitter: piccole conversazioni diffuse

Se fino a qualche mese fa il blog era lo strumento preferito dalla “parte abitata della rete” per stimolare le conversazioni online, ora ad esso si vanno affiancando nuovi tool di pubblicazione semplici e crossmediali detti di microblogging come Jaiku, Pownce, ma soprattutto Twitter. Lanciato nell’ottobre del 2006 dalla californiana Obvious, Twitter è un servizio che permette di pubblicare sulla pagina web del proprio profilo, messaggi di testo (detti tweets o cinguettii) non più lunghi di 140 caratteri, utilizzando un cellulare o un PC. Gli utenti di Canada, US, UK e India possono anche ricevere una notifica via SMS ad ogni cinguettio dei propri contatti.

In anteprima un articolo di Vincenzo Cosenza che sarà pubblicato sul prossimo numero di 7hFloor.

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05/24/2008

LA FORMAZIONE GLOBALE E PERMANENTE

Un nuovo appuntamento con “Le aziende e l’innovazione dovunque”.

Roberto Panzarani propone un articolo scritto da Massimiliano Cannata e pubblicato su Technology Review Edizione Italiana 2/2008 e ripreso su The Innovation Network Magazine dello Studio Panzarani di Maggio 2008.

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03/29/2008

La formazione globale - Intervista a Gianluca Bocchi (parte prima)

Immagine2_2Per l’appuntamento con “Le aziende e l’innovazione dovunque”, Roberto Panzarani propone una suggestiva intervista (I Parte) a Gianluca Bocchi, Coordinatore scientifico del centro di eccellenza CE.R.CO. (Centro di Ricerca sulla Complessità) e Professore Ordinario dell’Università di Bergamo, a cura di Massimiliano Cannata (giornalista esperto in innovazione tecnologica).

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02/29/2008

L’innovazione ovunque

Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso» (Socrate)Globalizzazione_21

Con la presentazione del nuovo libro di Roberto Panzarani “L’innovazione a colori: una mappa per la globzzazione”, uscito il 19 febbraio, inauguriamo una nuova sezione del Metablog, Le Aziende e l’Innovazione, in cui cercheremo di volta in volta, di descrivere la globalizzazione attraverso “mappe ed indicazioni” volte a guidarci in un mondo così diverso e così difficile da comprendere e che sempre più spesso rischia di lasciarci impreparati.

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