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Le Aziende InVisibili - Marco Minghetti & The Living Mutants Society

Le Aziende InVisibili di Marco Minghetti & The Living Mutants Society

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Cultura

16 maggio 2013 - 17:09

L'intelligenza collaborativa al Salone del Libro

Dopo la ricca anteprima realizzata in apertura della giornata dedicata alle Social HR dal Digital Festival di Torino, il 18 maggio alle ore 12.30 presenterò ufficialmente al Salone del Libro di Torino il volume L'intelligenza collaborativa. Verso la social organization. E' un'opera che sintetizza l'esperienza maturata in questi ultimi anni sia come docente universitario sia come manager e consulente, oltre che come giornalista per NOVA100. E' un lavoro di cui sono, non lo nascondo, particolarmente fiero, anche se naturalmente spetterà solo ai lettori giudicarne il valore. Continua a leggere

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16 marzo 2013 - 10:48

Alice nel Paese di Google e della Scuola Holden - Alice annotata 45

La crisi del modello dello Scientific Management consente a imprenditori e manager di passare dall’hortus clausus delle loro aziende “scientificamente” organizzate ad un’apertura al mondo, al territorio in cui operano: apertura resa ulteriormente necessaria oggi dall’avvento di Internet e del social networking. Il quarto pilastro della Wikinomics di Tapscott è infatti la capacità di coniugare locale e globale. Ecco allora che ragionare sulla reciproca fertilizzazione tra attività produttiva e creatività riconosciuta in una rete più ampia (anche artistica e intellettuale), online e offline, costituisce una sfida permanente per il destino delle imprese che vogliono sostituire lo Humanistic allo Scientific Management. Sotto questo profilo, veramente esemplare appare l'esempio della Scuola Holden di Alessandro Baricco, che in occasione dei vent'anni dalla fondazione sta ulteriormente ampliando il suo raggio di azione. Lo scrittore torinese non a caso è da molto tempo attento osservatore delle mutazioni in atto nella nostra società e dell'ascesa dei nuovi "barbari", i nativi digitali (cfr.: Alice la Barbara - Alice annotata 3). Quando Baricco afferma: «Il senso della nuova Scuola Holden? Diciamo che qui chi vorrà imparare il mestiere del pubblicitario, dovrà leggere Flaubert. E chi vorrà diventare uno scrittore di romanzi, dovrà conoscere il linguaggio della pubblicità», declina in maniera perfetta Manifesto dello Humanistic Management, che “non è un nuovo paradigma, non una nuova verità assoluta, assiomatica, ma piuttosto un nuovo tipo di discorso. Un discorso che metta al centro l’“arte”, quale ci è mostrata in massimo grado da poeti, romanzieri, drammaturghi: da “umanisti” nel senso rinascimentale, narratori di storie, “facitori di senso” (sensemakers) tramite il romanzo, la poesia, il teatro, il cinema, ma anche il social networking e il web 2.0”. Continua a leggere

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19 febbraio 2013 - 10:10

Università 2.0: il caso Adapt

La rivoluzione social sta investendo non solo le aziende pubbliche e private, ma anche le istituzioni, con particolare riferimento a quelle educative. Il benchmark internazionale per tutti credo sia senza dubbio il modello TED, tuttavia, anche in Italia qualche cosa si sta muovendo. Un esempio di eccellenza sotto questo aspetto è offerto da ADAPT, nata per intuizione di Marco Biagi, che si sta affermando come un modo nuovo di “fare Università”. Ispirata alla strategia europea per l’occupazione - e, in particolare, al pilastro sulla “adattabilità” di lavoratori e imprese a fronte delle sfide aperte dai moderni mercati del lavoro - ADAPT è una associazione senza fini di lucro, nata nel 2000 e con sede presso il Centro Studi Marco Biagi dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, diretta dal professor Michele Tiraboschi, cui abbiamo rivolto qualche domanda. Continua a leggere

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5 febbraio 2013 - 9:54

Politica 2.0: Camere Aperte 2013

Oggi alle 11.00 presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica la presentazione del rapporto "Camere Aperte 2013", la terza edizione della pubblicazione che l’associazione Openpolis dedica al Parlamento Italiano, per monitorare e valutare l’attività di Deputati e Senatori attraverso lo studio di dati e statistiche. Al centro del rapporto c'è l'analisi della Legislatura appena conclusa per individuare protagonisti, trend, temi-chiave e l'imprescindibile valutazione sui due Governi che l'hanno guidata, Berlusconi prima e Monti dopo.Entrambi si inseriscono in un percorso politico-istituzionale che, negli ultimi vent'anni, ha visto crescere sempre più il peso degli Esecutivi e l'importanza del loro ruolo rispetto i poteri e le funzioni del Parlamento. A tal punto che è lecito domandarsi se quella italiana sia ancora un Repubblica parlamentare. Continua a leggere

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30 gennaio 2013 - 10:34

Il senso di Panzarani per la Community

Sta per uscire il volume Sense of Community e Innovazione Sociale nell’era dell’Interconnessione di Roberto Panzarani.La tesi centrale del libro è che per superare questo empasse sarà importante sviluppare quello che Panzarani definisce “sense of community” per passare ad un modello basato più sulla collaborazione che sull’individualismo e la competizione, attivando le straordinarie potenzialità offerte dal web 2.0. Una tesi che su questo blog sosteniamo da tempo. Come scrive Panzarani: “una comunità è un insieme di individui che condividono lo stesso ambiente fisico e tecnologico, formando un gruppo riconoscibile, unito da vincoli organizzativi, linguistici, religiosi, economici e da interessi comuni. Se nella società si fa riferimento principalmente ai fini dell'individuo, nella comunità prevalgono gli obiettivi condivisi e la solidarietà. Le community online sono un esempio nuovo di partecipazione, di unione e di gruppo: si tratta di luoghi virtuali dove ci si conosce, si condividono passioni, idee o semplicemente si passa del tempo. È un modo per incontrare vecchi amici o per conoscerne di nuovi ed è anche quel “posto” dove la partecipazione e il confronto avviene per discutere di tematiche importanti”. Per capire meglio la prospettiva del libro, abbiamo rivolto alcune domande all’autore Continua a leggere

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19 novembre 2012 - 9:33

Generazione 2.0 Made in Italy

Mercoledì 21 novembre dalle 17.00 sarà presentata, presso l'Unione Confcommercio di Milano, l'iniziativa editoriale Generazione 2.0 Made in Italy, a cura di Federico Capeci: "una ricerca dedicata alla prima generazione italiana interamente cresciuta dentro al Web 2.0". Il testo, che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima, si presenta come una vera e propria guida ai "basics" che è necessario maneggiare per la comprensione di quella generazione di persone che vanno dai 18 ai 30 anni. Come si spiega nel Capitolo Secondo, la Generazione 2.0 "raggruppa gli individui cresciuti nel periodo di massima diffusione italiana del Web 2.0. Si tratta di chi ha affrontato la propria crescita individuale e sociale (dall’adolescenza all’essere adulti con l’ingresso nel mondo del lavoro), nello stesso momento in cui il Web 2.0 stava nascendo e affermandosi in Italia, ovvero tra il 2004 e il 2008". Continua a leggere

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27 ottobre 2012 - 10:57

L'Unità Impermanente degli opposti si realizza sui social network - Alice annotata 43

I social network possono essere dei Mondi Vitali nella misura in cui, utilizzando tutte le potenzialità tecnologiche e culturali dei social media, consentono empatia sistemica, leadership convocativa e creatività collaborativa. L'esperienza quindi di una Unità Impermanente alla cui continua ri-definizione le persone contribuiscono passando attraverso la perpetua decostruzione e ricostruzione della propria individualità. Proprio come fa Alice nelle sue meravigliose avventure. Continua a leggere

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20 ottobre 2012 - 19:28

L'empatia come fondamento di un Mondo Vitale - Alice annotata 42

La discussione avviata nelle Note precedenti ha portato a chiederci se le community che utilizzano i social media per ottenere co-generazione di valore e mass collaboration possano essere considerati dei Mondi Vitali, ovvero sistemi relazionali fondati, abbiamo detto, su una "empatia sistemica". Si tratta allora di capire cosa intendiamo con il termine "empatia". Continua a leggere

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11 ottobre 2012 - 9:31

Il Social Network è un Mondo Vitale? - Alice annotata 41

Il viaggio di Alice in Wonderland, abbiamo detto nella Nota precedente, è anche una fuga dalla "caserma" della modernità solida, dallo Scientific Management, che trova la sua massima espressione nel desiderio di Alice di scrivere le proprie avventure in un libro fatto di “immagini e conversazioni”. Ovvero nel gesto tipico che il Nativo Digitale compie ogni giorno e più volte al giorno specialmente all’interno dei social network. Tuttavia, proprio come Alice ben presto scopre che Wonderland non è il regno della pura libertà, ma vige in molti suoi luoghi il modello militare dello Scientific Management, così accade alle Alici postmoderne che surfano nella Rete. Si pone così il quesito: i social network sono Istituzioni Totali o Mondi Vitali? Continua a leggere

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1 ottobre 2012 - 14:47

Collavorare: un nuovo verbo nello spirito dello Humanistic Management

Dal 3 ottobre sarà disponibile in libreria il volume di Nicola Palmarini Lavorare o Collaborare? (edizioni EGEA). Al centro tematico del libro vi è “la questione – scrive nell'Introduzione Emilio Bartezzaghi- se l’utilizzo dei social media possa rappresentare l’occasione per realizzare una svolta radicale, una discontinuità nel percorso evolutivo delle organizzazioni. In altri termini, si tratta di capire se e come i social media – che in modo molto più rapido ed esteso rispetto alle precedenti ondate tecnologiche si sono già affermati nella vita quotidiana di milioni di cittadini e consumatori – possano contribuire a creare le condizioni per cambiare radicalmente le organizzazioni e il lavoro, cioè per passare da modelli centrati sulla gerarchia, la frammentazione delle attività e il controllo, a modelli basati sulla collaborazione, l’elevato contributo delle persone e la partecipazione”. In sintesi, se sia possibile il passaggio dal paradigma tradizionale dello Scientific Management ai nuovi modelli imprenditoriali (ma prima ancora, cognitivi e culturali), che di volta in volta abbiamo chiamato Social Organization, Corporate Social Identity, Wikinomics o Social Economy, Social Business, Collaborative Organization, Management 2.0. Per usare il neologismo di Palmarini, la sfida è quella di “cambiare verbo”: dal “lavorare” al “collavorare”. Un verbo che non esprime più un dogma unilateralmente imposto e neppure la rivelazione di un nuovo messianico “business credo”, ma una verità collettiva emergente (o affiorante, come preferisce il Nostro). Continua a leggere

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21 settembre 2012 - 10:45

Il Modello Comando e Controllo - Alice annotata 40

Con la Nota Fra Scientific Management e Social Organization - Alice Annotata 37, abbiamo dato inizio all'analisi del Capitolo Quarto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Se nel Capitolo Terzo Alice ha sperimentato modalità di collaborazione creativa che sembrano addirittura anticipare le moderne tecniche di braistorming e i contemporanei modelli relazionali della social organization, in questo si misura con il paradigma organizzativo militare e gerarchico che costuisce il fondamento dello Scientific Management: il modello tayloristico appunto noto come “Comando e Controllo”, formalizzato nei Principi dello Scientific Management (1911). Continua a leggere

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14 settembre 2012 - 17:11

Il manager e il romanziere - Alice annotata 39

Contro la dittatura del “significato unico” imposto dalle procedure, dagli standard e dalle best practices, si impone la necessità di passare a nuove modalità di Management 2.0 che consentano a tutti di generare nuovi percorsi di senso all'interno delle organizzazioni. Di costruire imprese, cioè, in cui sia possibile scoprire le moltiplici possibili strade che conducono alla piena valorizzazione del proprio potenziale e quindi alla generazione di valore per l’azienda. Un valore che peraltro McKinsey stima in 1300 miliardi di dollari. Ecco allora che attivare percorsi di change management che conducano alla collaborative o alla social organization, significa mettere in atto la lezione proposta da Kundera nel suo saggio Il sipario, quando ricorda il modo in cui Fielding definisce l’arte del romanzo: “Inventando il suo romanzo, il romanziere scopre un aspetto sino allora ignoto, nascosto, della ‘natura umana’; un’invenzione romanzesca è perciò un atto di conoscenza che Fielding definisce ‘una rapida e sagace penetrazione della vera essenza di tutto ciò che costituisce l’oggetto della nostra contemplazione’”. Come il romanziere dovrà allora comportarsi lo humanistic manager: non inseguire le ex-novità diventate “mode”, ma ricercare continuamente itinerari inesplorati per andare verso l”anima delle cose”, attraverso scoperte che sono in certa misura sue proprie “invenzioni”. Continua a leggere

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5 settembre 2012 - 17:03

... E ricorda il tuo nome! - Alice annotata 38

"... and remembember who you are!" è l'ultimo consiglio dato dalla Regina Bianca ad Alice nel secondo capitolo di Attraverso lo Specchio, che in molti traducono:“ricordati il tuo nome!”. E a ragione, perché lo scientific management inizia il suo attacco alla singolarità liquida della persona, partendo proprio da qui, sostituendo il nome proprio con un codice, un numero di matricola, un ruolo, un grado: lapidi diverse da apporre sulla fosse comune in cui giacciono le nostre individualità. E' dunque nel nostro esserci, direbbe Heidegger, troviamo la risposta alla crisi che, citando Illich, "ha le sue radici nel fallimento dell'impresa moderna... nel grande progetto di sostituire la soddisfazione razionale e anonima alla risposta occasionale e personale che si è trasformato in un implacabile processo di asservimento del produttore e di intossicazione del consumatore... a spese della convivialità". Continua a leggere

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29 luglio 2012 - 9:32

La lunga coda del Topo e la coda lunga di Anderson - Alice annotata 35a

Il terzo capitolo di Alice in Wonderland si chiude con un'ultima immagine, che risulterà molto familiare ai creativi frequentatori della Rete: quella della “coda lunga” del Topo, che nasce ancora una volta da una con-fusione linguistica (tail, coda e tale, storia, in inglese si pronunciano allo stesso modo). Dal mescolamento creativo dei campi semantici, scaturisce una “lunga storia” che è anche una “coda lunga”! Vale quindi la pena di chiudere le nostre riflessioni sulla creatività stimolate dal terzo capitolo del Wonderland, richiamando le osservazioni apparse in Rete relative al post pubblicato sul blog di Seth Godin intitolato The Long Tail and the Dip, dove si offre un’interpretazione della teoria della Long Tail di Chris Anderson, che ha avuto molto successo (di questo articolo appaiono continuamente traduzioni, sintesi e commenti anche in italiano). Proprio come fa Alice gettandosi nella Tana del Bianconiglio, così Seth Godin ha analizzato la curva della Long Tail, dalla Testa scendendo fino alla Coda infinita. Ha così individuato tre diversi segmenti in cui possibile suddividerla, che rappresentano tre diversi posizionamenti di mercato e tre diverse soluzioni per i creativi che desiderano vendere le proprie opere. Continua a leggere

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22 luglio 2012 - 10:12

Convention vecchie e nuove in tre atti - Alice annotata 34

Tre "convention" a confronto. Le prassi creative e meritocratiche proposte in Alice nel Paese delle Meraviglie e ne La Mente InVisibile contrapposte alle modalità tradizionali di gestione del potere all'interno delle organizzazioni tayloristiche. Continua a leggere

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14 luglio 2012 - 9:59

Le regole della creatività - Alice annotata 33

L'autorità basata unicamente sull’”anzianità di servizio”, tipica delle organizzazioni tradizionali gerarchiche, non è quella che serve per stimolare processi creativogenici. Come mette subito in chiaro Alice: “Indeed, she had quite a long argument with the Lory, who at last turned sulky, and would only say, `I am older than you, and must know better'; and this Alice would not allow without knowing how old it was, and, as the Lory positively refused to tell its age, there was no more to be said.” Per sprigionare creatività serve "qualcosa di completamente diverso", direbbero quei grandi creativi dei Monty Python. Come apprende Alice nel Paese Al Di Là dello Specchio, occorre ad esempio allenarsi ogni giorno fin da giovani a pensare ad almeno sei cose impossibili prima di colazione. Perché, scrive il Premio Nobel Wislawa Szymborska, “l’impossibile è possibile”. Come fare, dunque? Continua a leggere

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8 luglio 2012 - 9:26

Fantasia, concretezza, metadisciplinarietà. Alice annotata 32

La creatività, intesa come commistione di fantasia e concretezza, è un fattore strategico dell’organizzazione. Nella costituzione di gruppi di lavoro e community online finalizzati alla trasformazione dell'impresa in social organization, è importante allora mettere insieme professionalità e singoli individui che hanno gradi alti dell’una o dell’altra caratteristica. In generale si tratta di abbandonare il modello organizzativo scientifico del lavoro, caratterizzato da un approccio che tende a distinguere e moltiplicare gli specialisti e teso verso la ricerca di one best way e best practice, a favore di un modello di management umanistico, segnato al contrario da un approccio metadisciplinare che garantisce la commistione di competenze, professionalità e profili curriculari diversi su progetti condivisi non parcellizzati. Proprio come accade in molte poesie di Carroll, dove lo sviluppo autonomo di due serie contemporanee determina un insieme apparentemente privo di senso, ma che appare invece straordinariamente sensato se si trova la chiave (e questo può farlo solo una mente “perfettamente equilibrata”) per farle convergere in una nuova unità dal senso molteplice. Continua a leggere

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30 giugno 2012 - 9:54

Dal Brainstorming all'Idea Management - Alice annotata 31

Nel contesto della social organization, la tecnica tradizionale del brainstorming viene sviluppata attraverso nuove piattaforme di Idea Management. Ma nel terzo capitolo di Alice in Wonderland ne troviamo già perfettamente illustrate tutte le caratteristiche fondamentali. Continua a leggere

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24 giugno 2012 - 9:00

Multimedialità, crossmedialità, transmedialità - Alice annotata 30

Un tema molto discusso negli ultimi tempi è lo sviluppo della multimedialità in crossmedialità prima e transmedialità poi. Un processo che connota fortemente l'esperienza dello Humanistic Management così come la fortuna di Alice, che dal primo manoscritto di Carroll è passata attraverso le più diverse forme di comunicazione: film, serie televisive, letture radiofoniche, musical, rappresentazioni teatrali, cartoni animati, videogiochi, solo per citarne alcune. Continua a leggere

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18 giugno 2012 - 17:33

I limerick di Twitter - Alice annotata 29

L'utilizzo della forma aforistica nel mondo 2.0 (grazie alla concisione richiesta da Twitter) ci riconduce all'estetica carrolliana e ci aiuta a comprendere la poeticità di documenti apparentemente omologabili all'arida prosa manageriale come il Social Business Manifesto. Continua a leggere

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13 giugno 2012 - 20:09

Il Padrone del linguaggio nella Rete - Alice annotata 28

I due libri di Alice sono strutturalmente degli esempi di creatività che anticipano la sensibilità contemporanea. Se passiamo poi ai contenuti è veramente sorprendente scoprire quante analogie si possono individuare fra le bizzarre poesie e canzoni di cui sono costellate le avventure di Alice (che anche per questo sono continuamente al centro di riadattamenti in formato musical) e le modalità con cui si fa satira in Internet. Continua a leggere

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6 giugno 2012 - 22:45

Il genere dei capolavori è il mash up? - Alice annotata 27

Carroll con i due libri di Alice anticipa quella caratteristica dei capolavori della contemporaneità che consiste nell’impossibilità di ricondurli ad un genere pre-determinato, come vorrebbe la mentalità dominante improntata allo specialismo tipico dello scientific management. Continua a leggere

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27 maggio 2012 - 5:47

Wonderland e il genius loci della creatività - Alice annotata 26

“It's my own invention”: la creatività, nella prospettiva dello Humanistic Management, è la capacità di realizzare qualcosa di nuovo, di sorprendente, di mai visto prima, destinato ad incidere, in misura maggiore o minore, su quanto avverrà in futuro. Essa nasce... Continua a leggere

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20 maggio 2012 - 9:24

La creatività del Cavaliere Bianco - Alice annotata 25

“It's my own invention”, “E’ una mia personale invenzione”: il titolo dell’ottavo capitolo di Attraverso lo specchio è la frase che sintetizza il carattere dello strampalato Cavaliere Bianco: personaggio che più di tutti assomiglia a Charles Dodgson-Lewis Carroll fra i... Continua a leggere

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15 maggio 2012 - 12:49

Lo Humanistic Management 2.0: una sfida "FUTURA"

Visioni del futuro Ho accettato con grande piacere l'invito a partecipare al Convegno “Futura”, promosso dall'Associazione Asilo Bianco, che si svolgerà il 25, 26 e 27 maggio 2012 nello Spazio Museale di Palazzo Tornielli ad Ameno (NO). Pensatori e protagonisti... Continua a leggere

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13 maggio 2012 - 9:52

La sincerità di Alice e il realismo di Robinson - Alice annotata 24

Anche oggi su La Repubblica (pag. 45) Maurizio Ferraris non perde l'occasione di ironizzare sull'aspirazione all'autenticità e alla sincerità "postmoderne" dei Nativi Digitali, rivendicando il valore del cinismo di chi guarda alla "verità dei fatti": l' "essenziale è la realtà... Continua a leggere

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6 maggio 2012 - 8:53

La misura dei fatti - Alice annotata 23

Il ragionamento che abbiamo condotto in queste settimane e che ci ha portato a discutere sul valore della "verità dei fatti" ci induce a ritenere che siamo probabilmente ad uno snodo storico critico. Persino Baricco, presentando qualche tempo fa al... Continua a leggere

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30 aprile 2012 - 5:03

Amleto e la verità dei fatti - Alice annotata 22c

Nella testa di ognuno di noi risiede un mondo interiore impermanente, fluido, in costante mutazione che non può essere rinchiuso nel recinto delle “iscrizioni”, dei “dati”, dei “fatti”, come vorrebbero i nuovi realisti capeggiati da Maurizio Ferraris. Stiamo parlando del “mondo dei plena” di husserliana memoria. Meglio ancora, dello spazio esistente fra il mondo dei “granelli di sabbia” descritto in Vista con granello di sabbia da Wislawa Szymborska, ovvero degli oggetti, e quello che nel Manifesto dello Humanistic Management definiamo il mondo vitale: lo spazio dell’interpretazione, lo spazio abitato da quella che Ugo Volli ha definito l’”eccezione umana”. Come ha osservato Piero Trupia sul numero 13 di personae, “la nostra conoscenza procede per concettualizzazione delle cose del mondo che in sé sono plena e non concetti. Il concetto astrae, semplifica e lascia fuori pezzi di realtà”. Ma questi pezzi a volte ritornano, direbbe Stephen King, ad inquietare non solo i sonni ma anche le veglie di coloro che, illudendosi di ridurre la realtà ad un meccanismo semplice da manovrare, si ritrovano ad essere stritolati in un incubo di cui non comprendono le logiche, poiché estranee alla “one best way”. Continua a leggere

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22 aprile 2012 - 11:45

I nostalgici del pensiero forte - Alice annotata 22b

Le “favole” aziendali e politiche della modernità solida adempiono alle stesse funzioni di conservazione e diffusione del Pensiero Unico che svolgevano le favole tradizionali al tempo di Alice. Ma non si può fare, come mi sembra faccia Maurizio Ferraris, di tutta l’erba un fascio: la generazione di significati alternativi dal basso grazie alla connettività multimediale e il web 2.0. è cosa radicalmente diversa dalla strumentalizzazione di strumenti di comunicazione uno-molti quali la televisione che i Padroni del Linguaggio della situazione usano per imporre il loro Pensiero come Unico. Continua a leggere

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16 aprile 2012 - 8:19

Chi è nel sogno di chi? (Alice annotata 22a)

Il processo di sensemaking post-moderno pre-visto da Alice attraversa tutte le aree indicate da Weick, ma il “senso” generato in questo modo rovescia completamente il Buon Senso inteso come Senso Unico del mondo regolato dallo Scientific Management. Il senso liquido e cangiante cui Alice ci introduce è talmente onirico e pulviscolare da apparire irreale e irrealistico ai difensori del “pensiero forte” che da qualche anno stanno tornando di moda ed è ben rappresentato dal Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris. Si è così aperto un dibattito che naturalmente interessa molto ai carrolliani di ogni tempo, perché sembra riprendere la disputa di Alice con Tweedledum e Tweedledee su chi è nel sogno di chi nel Capitolo Quarto di Attraverso lo Specchio. Continua a leggere

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9 aprile 2012 - 8:31

Il tagging come produzione collettiva di senso- Alice annotata 21b

Che fare dunque, ci chiedevamo la volta scorsa, per evitare la morsa che ci stringe fra memorie di stock e memoria di flusso? La via di uscita dal paradosso è la produzione collettiva di senso (sensemaking) che passa per la narrazione (storytelling). Sotto questo profilo, è interessante riflettere sull’attività di tagging (dall’inglese “tag”, contrassegno; in italiano taggare) che in origine consisteva nell'attribuzione di una o più parole chiave, dette tag, che individuano l'argomento di cui si sta trattando, a documenti o, più in generale, file su internet. Ma questa attività ha assunto una importanza sempre maggiore su tutti i siti per catalogarli meglio e proporre altre informazioni correlate agli utenti. Fino a che i singoli utenti hanno cominciato ad usare il tagging per contrassegnare le proprie risorse digitali. Succede così che abbinando ad un certo contenuto un numero potenzialmente infinito di tag o parole chiave, di fatto io ridefinisco quell’oggetto mettendolo in connessione con l’esperienza e l’interpretazione che di quella cosa danno tutte le persone taggate. Continua a leggere

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2 aprile 2012 - 8:54

I paradossi di Alice e quello di Wile Coyote - Alice annotata 21a

Wile Coyote vive insieme all’inefferrabile Bip Bip (Roadrunner) in un paesaggio metafisico. Non sembra neppure uno spazio fisico, sembra più uno spazio mentale, onirico: spesso ho pensato che il Bip Bip sia solo una allucinazione del Coyote, che lo insegue come Alice il Bianconiglio e Amleto il fantasma del padre, dubitando forse come il Principe danese della sua effettiva realtà e cercando disperatamente la “mouse trap” (la Bip Bip trap) che gli consenta, prima ancora che di mangiarlo, di dimostrarne la reale esistenza (mentre Alice scoprirà alla fine che il Bianconiglio era parte di un sogno). Sia come sia, il Coyote sosta in un flusso di memoria perenne, dimenticando continuamente il passato. Ad ogni nuovo episodio sembra dimenticare le centinaia di tentativi falliti nei cartoni precedenti (nonché i fallimenti prodotti in serie all’interno di uno stesso cartone) e si ostina pervicamente a rincorrerre il Bip Bip, dimentico persino del fatto che nel corso dei suoi precedenti tentativi è già morto migliaia di volte. Perché è questo il segreto della memoria di flusso: è un antidoto contro la morte che però conduce alla follia (come insegnano appunto Amleto e la stessa Alice -a lei lo certifica lo Stregatto). Ma quando il nostro eroe esce dal suo personalissimo “flusso di coscienza” e cristallizza l’esperienza, la trasforma in memoria di stock, precipita. Lo stesso succede ad Amleto: quando prende atto della veridicità della versione del passato fornita dal fantasma e ne accetta la univoca realtà, muore. Quando Alice prende consapevolezza della statura (morale e fisica) da lei assunta in Wonderland, si sveglia. La memoria di stock è letale. Irrigidisce il flusso della memoria nel rigor mortis tipicamente cadaverico. Così Maurizio Ferraris ha ragione a sostenere che le tracce indelibili, immodificabili, che lasciamo su blog o hard disk, social network o iPad ci “imbalsamano” proprio come i Faraoni nelle Piramidi. L'eternità che ci consentono è della stessa natura di quella concessa a una mummia. Continua a leggere

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25 marzo 2012 - 10:52

La società della conversazione - Alice annotata 20

Proprio come il Wonderland di Alice, quella in cui viviamo è una società della conversazione (oltre che dell’immagine). Ma a differenza delle conversazioni che si svolgevano nei salotti aristocratici del Settecento, quelle che oggi si svolgono in Rete pongono il problema del trascorrere dal Senso-Unico-in-realtà-Senza-Senso del taylorismo al Non-Senso-in-realtà-fin-troppo-pieno-di-significati della contemporanietà 2.0. Continua a leggere

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22 marzo 2012 - 10:32

Wislawa Szymborska: l'odio, Maestro del contrasto

L’odio nelle sue varie declinazioni (ira, accanimento, furore, livore, eccetera) sembra avere sempre la meglio: pare affermarsi come la motivazione più forte, che è servita persino, nota Szymborska, a creare alcuni dei capolavori della storia dell’umanità (difficile dimenticare che il primo grande poema della letteratura occidentale comincia con le parole “Cantami, o diva, l’ira del Pelide Achille”). Sembra aver ragione chi vede nell’odio e nella pulsione di morte la mano invisibile che regola l’economia dei rapporti fra gli esseri umani. L’Odio diventa così il “motore del futuro”. Lo sapeva bene Shakespeare, il motore del cui capolavoro assoluto è il desiderio di vendetta. Lo sapeva bene Melville, che bene ha saputo guardare dietro la “smorfia di estasi amorosa” del capitano Achab alla caccia della Balena Bianca. Lo sanno bene tutti coloro che vivono in mezzo ai mille meschini conflitti che deturpano le relazioni umane in tutti i contesti organizzativi, dai più piccoli ai più grandi. Continua a leggere

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19 marzo 2012 - 8:02

La Buona Educazione nell’era del Societing - Alice annotata 19b

L'analisi del dialogo che si svolge al margine del lago di lacrime in Alice nel Paese delle Meraviglie ci aiuta a capire le modalità delle conversazioni che svolgiamo online e offline.“Qui ci sono alcune regole. Regola del rapporto tra aggressività e buona educazione. Il Topo si sente aggredito dai lapsus di Alice. La Gazza si sente insultata perché Alice le parla di gatti. Cosa bisogna dire e cosa non dire? Perché il Lorichetto si offende e risponde: ‘Io sono più vecchio di te e certamente ne so di più’? E’ tutto un gioco a intendersi-fraintendersi. Di cosa si sta parlando? Non si sa. Tutti non fanno che chiedersi scusa, I beg your pardon, scambiarsi formule di cortesia per tenere in piedi una conversazione vuota.” Proprio come negli ambienti sociali pre-determinati e pre-costruiti dai pianificatori del taylorismo: così perfettamente sensati, da risultare del tutto folli. Mobbing, nevrosi, depressioni, persino suicidi (chi si ricorda il caso di Telecom France?): questi sono i frutti del buon senso dello scientific manager. E c’è chi ha il coraggio di accusare Carroll di schizofrenia … critici letterari o psicologi che evidentemente non hanno mai frequentato una azienda e i suoi top manager. Continua a leggere

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15 marzo 2012 - 11:23

Wislawa Szymborska: felicità individuale e invidia collettiva (nella vita privata e in quella aziendale)

Da molto tempo affermiamo (ed è una delle tesi chiave sviluppate in Nulla due volte. Il management attraverso la poesia di Wislawa Szymborska) che lo sviluppo di relazioni “erotiche” (nel senso del convivio platonico) è fondamentale per innescare processi di coinvolgimento ed integrazione. Ma all’interno del microcosmo aziendale non è facile promuoverle: ogni “amore felice” è contrastato dall’invidia, che in azienda diventa mobbing. Szymborska mette in luce questo meccanismo: l’amore felice viene genialmente visto nella sua poesia con gli occhi degli “altri”, degli invidiosi. Attualissima è dunque l’ironia rivolta ad una società formata da presunti individualisti, in effetti totalmente asserviti gli uni agli altri: dove chi è portatore di idee, sentimenti, emozioni diversi e originali è destinato a divenire il capro espiatorio su cui scaricare le enormi frustrazioni che determina la vacua circolarità del desiderio mimetico (per usare il termine scelto dal sociologo Renè Girard) Continua a leggere

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11 marzo 2012 - 8:42

La conversazione in Rete: fra Regole, Netiquette, Policy ed Emoticon (Alice annotata 19a)

L’istituzione di ambienti sociali, insegna Weick, è un passaggio indispensabile nel processo di sensemaking. E’ una lezione che apprende presto anche Alice: dall’incontro con il Topo in poi tutte le tappe più rilevanti delle sue avventure sono segnate da scenette dialogiche, che rispecchiano e al tempo stesso rivoluzionano (il senso è nonsenso, il nonsenso è senso) le regole delle conversazioni fra adulti.Come osserva Celati, dopo quella con il Topo, “con gli altri animali della pozza delle lacrime, con la Duchessa, col Bruco, il gatto del Chesire, il Cappellaio Matto e soci. Sempre discussioni, contrasti verbali. Dice Alice ad un certo punto: “E’ davvero un peccato come questa gente litighi sempre. Ce n’è abbastanza da farti diventare matta" (capitolo VI).Se ci pensiamo bene, è lo stesso problema del management 2.0 e in generale del social networking: le conversazioni da molti a molti, peer to peer, eccetera, sono generative di significati nuovi ed alternativi rispetto a quello imposto dagli Standard del Pensiero Unico dello Scientific Management, ma non di meno richiedono delle regole di conversazione per non degenerare nel caos. Di qui la Netiquette. Curioser and curioser, una parola portmanteau, concetto chiave in Alice e nello Humanistic Management. Continua a leggere

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5 marzo 2012 - 8:48

Pillola rossa o pillola blu: le relazioni digitali sono “autentiche”? - Alice annotata 18c

Il secondo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie si chiude aprendo la strada ad una evoluzione adattativa del rapporto Alice-Topo, basata sul mutuo consenso; una strada che passa per la narrazione delle nostre storie personali, per la messa a fattor comune di emozioni, sensazioni, ricordi che, una volta condivisi, costituiscano una nuova base per la costruzione di significato (sensemaking). “Un processo sociale: quello che dico, che seleziono e che concludo sono determinati da chi mi ha socializzato e come” (Weick). Affermazione ancora più vera nel mondo del social networking in Rete: “nel mondo digitale cosiddetto 2.0 di oggi, il nostro Sé esiste solo in connessione a tutti gli altri”, dicevamo con De Kerchove discutendo sulla Pagina Facebook di Alice Annotata.Il problema allora è: questi rapporti elettronici, digitali, virtuali, sono “autentici” ? Secondo noi, sì. Continua a leggere

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2 marzo 2012 - 10:48

Wislawa Szymborska, Kafka e il circo aziendale

Per questo quinto appuntamento con la poesia di Wislawa Szymborska riletta alla luce dei principi dello Humanistic Management, ho scelto Gli animali del circo, descrizione perfetta dell'organizzazione sociale come Istituzione Totale fondata sulle regole ferree dello Scientific Management. Continua a leggere

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27 febbraio 2012 - 9:06

Il Malinteso necessario per intendersi - Alice annotata 18b

Alice dialogando con il Topo nel lago creato dalle sue stesse lacrime capisce la necessità di mantenere un certo margine di ambiguità per sviluppare un processo di sensemaking collaborativo. Continua a leggere

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26 febbraio 2012 - 10:20

Wislawa Szymborska, il primo amore e il Simposio del XXI° secolo

Il primo amore Mentre in libreria continua a dominare le vendite l'antologia La gioia di scrivere edita da Adelphi, arriviamo al nostro quarto appuntamento con la poesia di Wislawa Szymborska rivista alla luce delle analisi proposte nel volume Nulla due... Continua a leggere

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20 febbraio 2012 - 10:31

L’Ambiguità che favorisce la comunicazione - Alice Annotata 18a

Abbiamo concluso il post precedente - La dittatura dello Standard e il Nonsenso di Alice (Alice Annotata 17b) - ricordando “la fiduciosa apertura della nostra Alice metamorfica, hacker, sensemaker, verso le diversità, la sua continua esplorazione delle infinite possibilità del... Continua a leggere

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18 febbraio 2012 - 10:09

Wislawa Szymborska, la gioia di scrivere e il management 2.0

La gioia di scrivere Per questo terzo appuntamento con la grande poesia di Wislawa Szymborska interpretata con gli strumenti concettuali dello Humanistic Management (rivisitando quindi le riflessioni contenute in Nulla due volte. Il management attraverso la poesia di Wislawa Szymborska)... Continua a leggere

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16 febbraio 2012 - 14:44

Sulla lettura, di Leonardo Terzo

Hic Sunt Group, Lettura, 2012 La lettura è il modo preliminare in cui la letteratura esiste alla ricezione e, a sua volta, ha una storia. Del resto il primo ricettore è l’autore stesso al momento dell’esperienza creativa, per cui possiamo... Continua a leggere

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10 febbraio 2012 - 17:02

Wislawa Szymborska e Roberto Saviano uniti dalla vertigine della lista

In molti mi hanno chiesto di scrivere altri post analoghi a quello dedicato alla scomparsa di Wislawa Szymborska, dove, riprendendo alcune riflessioni proposte nel volume Nulla due volte. Il management attraverso le poesie di Wislawa Szymborska, discutevo la composizione Ad... Continua a leggere

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6 febbraio 2012 - 9:54

Il segreto di Alice fra testo e contesto - Alice annotata 17a

Which way, which way? Alice, dopo lo scatto bambinesco (ha solo sette anni dopotutto!) che conclude il dialogo con sé stessa (vedi post precedente) e che apre il secondo capitolo delle sue avventure in Wonderland, capisce che da sola non... Continua a leggere

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2 febbraio 2012 - 11:14

Wislawa Szymborska: dalla prosa del taylorismo alla nuova poesia manageriale

Tutto il mondo oggi piange la scomparsa di Wislawa Szymborska, la più grande poetessa del Novecento insignita nel 1996 del Premio Nobel. Non starò qui a ripetere quanto in queste ore molti qualificati esperti, critici e giornalisti hanno scritto sulla... Continua a leggere

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31 gennaio 2012 - 10:50

Alice la sensemaker: la Grande Legge della Metamorfosi - Alice annotata 16c

Se la freccia temporale è quella che dal futuro conduce al passato, la retrospettività è la modalità fondamentale per raggiungere l’obiettivo del sensemaking, la costruzione dell’identità, individuale e collettiva. Alice è continuamente impegnata in questo sforzo (la continuità essendo, abbiamo... Continua a leggere

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23 gennaio 2012 - 10:19

Alice la sensemaker: la visione retrospettiva - Alice annotata 16b

Ma andiamo più a fondo nel ragionamento iniziato con il post precedente. Partiamo dall’immagine intorno cui si sviluppa il secondo capitolo di Alice nel Paese delle Meraviglie: “she was in the pool of tears which she had wept when she... Continua a leggere

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16 gennaio 2012 - 9:20

Alice la sensemaker: il futuro crea il passato - Alice annotata 16a

16 Which way, which way? E’ l’altra fondamentale domanda (dopo quella relativa ai libri senza immagini e conversazioni) che si pone la nostra Alice sensemaker barbara, nativa digitale, postmoderna, dicevamo. La seconda caratteristica del processo di sensemaking che ritroviamo in... Continua a leggere

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