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Le Aziende InVisibili - Marco Minghetti & The Living Mutants Society

Le Aziende InVisibili di Marco Minghetti & The Living Mutants Society

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aprile 2012

30 aprile 2012 - 5:03

Amleto e la verità dei fatti - Alice annotata 22c

Nella testa di ognuno di noi risiede un mondo interiore impermanente, fluido, in costante mutazione che non può essere rinchiuso nel recinto delle “iscrizioni”, dei “dati”, dei “fatti”, come vorrebbero i nuovi realisti capeggiati da Maurizio Ferraris. Stiamo parlando del “mondo dei plena” di husserliana memoria. Meglio ancora, dello spazio esistente fra il mondo dei “granelli di sabbia” descritto in Vista con granello di sabbia da Wislawa Szymborska, ovvero degli oggetti, e quello che nel Manifesto dello Humanistic Management definiamo il mondo vitale: lo spazio dell’interpretazione, lo spazio abitato da quella che Ugo Volli ha definito l’”eccezione umana”. Come ha osservato Piero Trupia sul numero 13 di personae, “la nostra conoscenza procede per concettualizzazione delle cose del mondo che in sé sono plena e non concetti. Il concetto astrae, semplifica e lascia fuori pezzi di realtà”. Ma questi pezzi a volte ritornano, direbbe Stephen King, ad inquietare non solo i sonni ma anche le veglie di coloro che, illudendosi di ridurre la realtà ad un meccanismo semplice da manovrare, si ritrovano ad essere stritolati in un incubo di cui non comprendono le logiche, poiché estranee alla “one best way”. Continua a leggere

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28 aprile 2012 - 17:57

Sivia Monti, Inglese, Slang & Idioms, Vallardi 2012

Credevamo di sapere l’inglese. E infatti quando parla la regina capiamo perfettamente tutto quello che dice. Ma se un giornalista della televisione scende in strada ad intervistare i passanti, o assistiamo ad un talk show, o vediamo un film appena... Continua a leggere

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22 aprile 2012 - 11:45

I nostalgici del pensiero forte - Alice annotata 22b

Le “favole” aziendali e politiche della modernità solida adempiono alle stesse funzioni di conservazione e diffusione del Pensiero Unico che svolgevano le favole tradizionali al tempo di Alice. Ma non si può fare, come mi sembra faccia Maurizio Ferraris, di tutta l’erba un fascio: la generazione di significati alternativi dal basso grazie alla connettività multimediale e il web 2.0. è cosa radicalmente diversa dalla strumentalizzazione di strumenti di comunicazione uno-molti quali la televisione che i Padroni del Linguaggio della situazione usano per imporre il loro Pensiero come Unico. Continua a leggere

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16 aprile 2012 - 20:45

Mobile applications. Se ne parla a Smau Padova

Segnaliamo due eventi dedicati alle applicazioni mobili, in programma a Smau Padova (PadovaFiere) il prossimo 19 aprile: SMAU Mob App Awards Triveneto, iniziativa itinerante volta a sostenere la cultura dell'innovazione in ambito Mobile generando un meccanismo virtuoso di condivisione e... Continua a leggere

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16 aprile 2012 - 8:19

Chi è nel sogno di chi? (Alice annotata 22a)

Il processo di sensemaking post-moderno pre-visto da Alice attraversa tutte le aree indicate da Weick, ma il “senso” generato in questo modo rovescia completamente il Buon Senso inteso come Senso Unico del mondo regolato dallo Scientific Management. Il senso liquido e cangiante cui Alice ci introduce è talmente onirico e pulviscolare da apparire irreale e irrealistico ai difensori del “pensiero forte” che da qualche anno stanno tornando di moda ed è ben rappresentato dal Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris. Si è così aperto un dibattito che naturalmente interessa molto ai carrolliani di ogni tempo, perché sembra riprendere la disputa di Alice con Tweedledum e Tweedledee su chi è nel sogno di chi nel Capitolo Quarto di Attraverso lo Specchio. Continua a leggere

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13 aprile 2012 - 18:06

Non Profit Email Award

Un’iniziativa per premiare le creatività e le migliori strategie di email marketing per il Non Profit, con un processo di voto che si aprirà online (il 20 aprile 2012) e si concluderà durante i tre giorni del Festival del Fundraising... Continua a leggere

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13 aprile 2012 - 15:34

Consegnati i Premi Unified Collaboration & Communication

Sono stati consegnati ieri sera i Premi promossi ed organizzati dal Forum Collaborazione e Comunicazione Unificata, giunti alla loro seconda edizione. Una iniziativa particolarmente lodevole, nel quadro della necessaria trasformazione delle imprese dai modelli tradizionali alle nuove logiche della social... Continua a leggere

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12 aprile 2012 - 11:49

Il mondo del non profit e il web 2.0: un rapporto difficile da costruire senza ricambio manageriale

La Fondazione Think ha reso disponibile il Rapporto dell’ Osservatorio ICT per il non-profit 2012 dal titolo TERZO SETTORE: OLTRE IL DIVARIO DIGITALE. Dal documento emerge con chiarezza che solo un radicale rinnovamento manageriale può portare le realtà del non profit a svilupparsi secondo le logiche della social organization rese necessarie dalla rivoluzione del web 2.0. Continua a leggere

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9 aprile 2012 - 8:31

Il tagging come produzione collettiva di senso- Alice annotata 21b

Che fare dunque, ci chiedevamo la volta scorsa, per evitare la morsa che ci stringe fra memorie di stock e memoria di flusso? La via di uscita dal paradosso è la produzione collettiva di senso (sensemaking) che passa per la narrazione (storytelling). Sotto questo profilo, è interessante riflettere sull’attività di tagging (dall’inglese “tag”, contrassegno; in italiano taggare) che in origine consisteva nell'attribuzione di una o più parole chiave, dette tag, che individuano l'argomento di cui si sta trattando, a documenti o, più in generale, file su internet. Ma questa attività ha assunto una importanza sempre maggiore su tutti i siti per catalogarli meglio e proporre altre informazioni correlate agli utenti. Fino a che i singoli utenti hanno cominciato ad usare il tagging per contrassegnare le proprie risorse digitali. Succede così che abbinando ad un certo contenuto un numero potenzialmente infinito di tag o parole chiave, di fatto io ridefinisco quell’oggetto mettendolo in connessione con l’esperienza e l’interpretazione che di quella cosa danno tutte le persone taggate. Continua a leggere

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2 aprile 2012 - 8:54

I paradossi di Alice e quello di Wile Coyote - Alice annotata 21a

Wile Coyote vive insieme all’inefferrabile Bip Bip (Roadrunner) in un paesaggio metafisico. Non sembra neppure uno spazio fisico, sembra più uno spazio mentale, onirico: spesso ho pensato che il Bip Bip sia solo una allucinazione del Coyote, che lo insegue come Alice il Bianconiglio e Amleto il fantasma del padre, dubitando forse come il Principe danese della sua effettiva realtà e cercando disperatamente la “mouse trap” (la Bip Bip trap) che gli consenta, prima ancora che di mangiarlo, di dimostrarne la reale esistenza (mentre Alice scoprirà alla fine che il Bianconiglio era parte di un sogno). Sia come sia, il Coyote sosta in un flusso di memoria perenne, dimenticando continuamente il passato. Ad ogni nuovo episodio sembra dimenticare le centinaia di tentativi falliti nei cartoni precedenti (nonché i fallimenti prodotti in serie all’interno di uno stesso cartone) e si ostina pervicamente a rincorrerre il Bip Bip, dimentico persino del fatto che nel corso dei suoi precedenti tentativi è già morto migliaia di volte. Perché è questo il segreto della memoria di flusso: è un antidoto contro la morte che però conduce alla follia (come insegnano appunto Amleto e la stessa Alice -a lei lo certifica lo Stregatto). Ma quando il nostro eroe esce dal suo personalissimo “flusso di coscienza” e cristallizza l’esperienza, la trasforma in memoria di stock, precipita. Lo stesso succede ad Amleto: quando prende atto della veridicità della versione del passato fornita dal fantasma e ne accetta la univoca realtà, muore. Quando Alice prende consapevolezza della statura (morale e fisica) da lei assunta in Wonderland, si sveglia. La memoria di stock è letale. Irrigidisce il flusso della memoria nel rigor mortis tipicamente cadaverico. Così Maurizio Ferraris ha ragione a sostenere che le tracce indelibili, immodificabili, che lasciamo su blog o hard disk, social network o iPad ci “imbalsamano” proprio come i Faraoni nelle Piramidi. L'eternità che ci consentono è della stessa natura di quella concessa a una mummia. Continua a leggere

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