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Entr'acte, commento foto-letterario 2, by Leonardo Terzo

Interstixio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Silvia Agliotti, Entr'acte, 2011

 

Questa immagine la chiamerei “Entr’acte”. Emargina in parte i soggetti umani per mettere al centro lo spazio che si crea tra di loro. Non è una grande lontananza, né davvero un vuoto. Anzi la mano di lui cerca di non perdere il contatto: la insegue, forse la raggiunge. È un gesto energico, che forse vuol guidarla, sebbene lei sia quasi del tutto scomparsa dietro una linea retta che le toglie il viso, ma lascia il fluttuare dei capelli che nel colore biondo diventano il punto di luce dove il nostro sguardo si posa per primo.

Le punte ricurve dei capelli sollevate dal movimento si stagliano su un azzurro più lontano. Da lì lo sguardo attraversa un mare per cogliere sul lato opposto il viso che arriva, ma non c’è ancora. Di qui lo sguardo scende al braccio che ci guida all’ultimo punto di luce che è la mano. Tesa in un atto che sta a noi immaginare se raggiunge il suo fine. Questa visione sospesa, come un rallentamento della pellicola, tuttavia ci fa partecipare alla situazione. È una fuga? Un tentativo di separazione? O una recita? Un dramma o un gioco che precede l’abbraccio?

 

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