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Salone del libro di Torino. La chiusura

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Di EVA MASSARI

 

Ha chiuso i battenti il XIII salone internazionale del libro che, comunque la si pensi, rimane una tra le vetrine più importanti in Europa dedicate all'editoria.

Con 7.353 visitatori in più rispetto allo scorso anno, si è toccata la cifra record di 315.013 ingressi.

Convegni, presentazioni, firma copie, anteprime. Tutto questo e molto di più, con gli eventi del Salone Off e le feste organizzate dalle case editrici, è stata la kermesse piemontese, che quest'anno ha inaugurato anche il Premio Salone Internazionale del Libro, vinto da Amos Oz, che ha raccolto il 47% delle preferenze dei votanti.

Il vero salone è però quello che si respira tra gli espositori, perché se è vero che imbattersi nel proprio scrittore preferito o incrociare un volto noto della televisione può avere un certo fascino, l'esperienza più intensa rimane quella di perdersi tra migliaia di libri da sfogliare, respirare, desiderare.

Chi è il visitatore del salone? Tracciarne l'identikit non è facile, tanti sono gli addetti ai lavori che si confondono tra la folla a caccia di contatti, scoop, o per lasciare un manoscritto da anni chiuso nel cassetto, e va segnalato un discreto numero di studenti che vive l'esperienza con l'euforia dell'interrogazione di storia saltata, e poco più.

A latere delle stime ufficiali, la mia impressione è che tra i visitatori comuni, quest’anno più che mai il salone sia stato donna. Quarantenne, munita di borsetta ecologica e con qualche euro da investire in cultura, è lei la protagonista a Torino. Con figli e marito al seguito, o in compagnia di amiche, le donne hanno invaso pacificamente gli stand, i caffè, le sale incontri. A partire da quelle che ospitavano Namita Devidayal, Tishani Doshi e Shobhaa Dé, le tre autrici che hanno raccontato l’India al femminile. Sold out anche per il giornalista Tarun Tejpal,  definito il Saviano indiano, e per quello italiano, forse l’ospite più atteso del Salone, che nell’affollata Sala dei 500 ha presentato il suo ultimo libro, Sei fuori posto, scritto con Colaprico, Lucarelli, Parrella, Vinci e i Wu Ming.

L'appuntamento con il Salone è per il prossimo anno, con la Russia come Paese ospite e che in occasione dei 150 anni dell'Unità potrebbe vedere la nascita di un intero padiglione dedicato all'Italia.

 

 

 

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