Successivo » « Precedente

Torino capitale del libro

Logo_salone

 

Di EVA MASSARI


A Torino si danno i numeri, quelli del XIII salone internazionale del libro. 

I quattro padiglioni del Lingotto sono pronti a ospitare oltre millequattrocento editori, trecentomila visitatori e un numero imprecisato di scrittori o presunti tali.

Dal 13 al 17 maggio il capoluogo piemontese diventa la capitale europea della lettura e della letteratura, per affermare con forza che sì, in Italia si legge ancora troppo poco (i lettori forti, con una media di 12 libri all’anno, sono solo 3 milioni), ma che i dati fanno ben sperare per il futuro.

E se il futuro nell’immaginario collettivo sarà dominato dalle nuove tecnologie (per rimanere in tema di lettura basti pensare all’ebook), questa edizione propone come contraltare un motivo conduttore dal sapore solo apparentemente retrò: la memoria, intesa non solo nostalgicamente, ma anche e soprattutto come patrimonio culturale e sociale.


Un tema complesso che tocca la letteratura come la biologia, l’arte e la psicologia, di cui discuteranno grandi nomi dello scenario italiano, quali Umberto Eco e  Claude Lanzmann.

Il paese ospite è l’India, rappresentata tra gli altri da Vikas Swarup, dal cui romanzo è stato tratto il film Slumdog Millionaire, e da una significativa presenza femminile, con scrittrici emergenti che per sensibilità e finezza d’analisi si stanno affermando anche in Occidente, quali Tishani Doshi, Anuradha Roy, Radhika Jha, Namita Davidayal e Shobhaa Dé.

E come ogni anno, il salone lancia un nome di grido, quello che fa muovere le masse e aprire i registratori di cassa.Tocca a Scott Turow, maestro del legal thriller americano.

La giostra è pronta, si sale!




Commenti

Scrivi un commento