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Strane cose, domani. Raul Montanari, intenso e elegante

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Di EVA MASSARI

C'è un diario dimenticato su una panchina in parco Sempione, a Milano. 
Lo raccoglie uno psicologo di quarantotto anni, Danio, che rintraccia la proprietaria e le dà appuntamento su quella stessa panchina.
Federica è una diciottenne che alla pagine ha affidato un anno di terribili sofferenze, e che, confida, quel giorno non ha perso, ma abbandonato di proposito il diario, insieme ad altri sei. 

Danio si innamora di lei in modo immediato e semplice, diverso dalla complicità che lo lega all’ex moglie e dal sentimento ingannevole che prova per la sua fidanzata.
Danio è un assassino, lo è due volte. E insieme al passato che ritorna, deve combattere contro un avversario invisibile, un altro uomo che ha trovato uno dei diari, e di cui non sa nulla.

Strane cose, domani, sfugge a semplicistiche classificazioni. Ha la suspense del noir, ma è riduttivo definirlo tale. Ha l’energia di un romanzo d’amore, ma non scade mai nel prosaico.
E’ una conferma dello stile pulito ed elegante di Raul Montanari, che non ha bisogno di inutili aggettivazioni per sostenere la trama, ben salda su pochi ma efficaci personaggi.
Un libro che si legge d’un fiato ma che si vorrebbe non finisse mai, che coniuga l’arguzia all’introspezione passando attraverso l’erotismo, che si apre con forza sull’universo femminile e si accosta a quello maschile con autenticità. 

Montanari, Raul, Strane cose, domani, Baldini Castoldi Dalai editore, pp. 280, euro 17.50

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