Hic Sunt Group, U-Bahn Kreuzberg, 2010
Berlino a Gennaio confina con la Siberia, non mi stupirei per nulla nel vedere pinguini al guinzaglio, penserei che certe cose possono succedere solo qui. Questa città è un continuo flash di colori-visi-suoni-vento, tram nell’est e metro nell’ovest. L’anno scorso il 6 Gennaio stavo a piangermi addosso a Pavia, esami da sostenere, tesi da iniziare sviluppare e finire, single senza speranza. Oggi 6 Gennaio 2010 vivo a Berlino, nel Mitte, non ho esami perchè li ho finiti, ho discusso la tesi, ma rimango single. Con una speranza.
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La speranza di trovare l’amore vero con tutto questo frastuono intorno è una fiammella fragile e debole, ma viene continuamente alimentata dal pensiero che se Angela Merkel si è sposata due volte, dico due volte, allora per me c’è ancora qualche piccola possibilità. Certo io non ho una laurea in Fisica e non provengo dalla favolosa DDR, ma di sicuro ho un sorriso e delle gambe migliori di Angie. Così la chiamiamo noi Berliners, Angie, perché da ragazzina era grande fan dei Rolling Stones, come darle contro del resto, anche io ne vado pazza, proprio il mese scorso ho trovato un vinile a MAUER PARK davvero unico, peccato che qui non abbia modo di ascoltarlo, lo ammiro e mi compiaccio.
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Vivo con due ragazze, sono una coppia e non ho mai visto tanto amore in vita mia. In Rosenthaler Strasse XX si respira AMORE. Anita Rebecca Laura ed Ede. Ede, il nostro cane, è un alano, ma dopo un pò sembra davvero piccolo e indifeso, se ne sta tutto il giorno sul divano o sul mio letto: credo che capisca la mia mancanza d’affetto maschile ma, come ogni maschio tedesco che si rispetti, non farà mai il primo passo. Io gli faccio sentire della buona musica e lo porto a spasso con un cappotto e un cappello bianco che lo fanno sembrare un fenomeno da baraccone, ma sapete, con -16 gradi anche i cani rischiano di prendere malanni di stagione.
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Facciamo tutti i giorni una passeggiata, lui è vecchio e non può sostenere grandi distanze, io invece mi confermo giovane e pigra, tanto pigra, ma sapete con -16 gradi anche i giovani hanno meno energie. Non capisco se i passanti guardino Ede o me, ma di sicuro attiriamo l’attenzione; qualche ora fa abbiamo inseguito, non in modo perverso, un tizio che da dietro sembrava davvero carino. Da DIETRO sembrava carino. Si è girato, e se Ede potesse parlare avrebbe detto queste due parole: “è orrendo!”, ce ne siamo tornati a casa, ma abbiamo riso.
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Ogni tanto, mentre sono seduta sulla U-Bahn che mi porta a scuola, ah sì non l’ho detto: frequento una scuola di Tedesco che si trova in un altro quartiere, Kreuzberg, e quindi spendo molto tempo sulle metro, il che è un dato positivo perchè ascolto moltissima musica e penso, penso ascoltando musica, sì, chi l’ha detto che è impossibile, comunque, i mie pensieri si rivolgono alla mia respirazione da quando vivo qui.
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Non voglio e non sarei in grado di trattare argomenti medici, non ne ho nessuna competenza, ma è un dato di fatto che da quando vivo qui ho imparato a respirare a pieni polmoni. Mi respiro, mi sento da dentro e cerco di sostenermi da fuori. Non è sempre facile. Berlino non ti regala nulla, devi guadagnarti tutto e, cavolo, è davvero difficile.
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Non ho amici qui. Esco con due ragazzi Italiani: Alfonso, nullafacente, e Katia, praticante in psicologia senza capire un’acca di Tedesco. Il quadro è piuttosto sconsolante, lo so, ma sono due brave persone, mi diverto e mi sento meno sola.
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L’amicizia è un’altra cosa. Io lo so e penso ai miei amici tutti i giorni. Chiara, Luca, Alessandro, Giulia, Diego, Arianna, Enne. Mi manca l’odore delle loro felpe anni 90.
I primi mesi piangevo. Ora sorrido e spero solo che la scelta notevole, irresponsabile, a tratti vile, che ho fatto si riveli quella vincente. Come scommettere su un cavallo zoppo. Io ci credo, corri Furia corri che ce la fai.
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Mi lamento che sono sola, ma se devo dire la verità io sono molto più simpatica di tanta gente che ho incrociato sino ad ora, sapete? Non pecco di presunzione, ma lo humor tedesco non è propriamente da spanciarsi dalle risate, ecco.
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Per due mesi ho frequentato un ragazzo, Alex, di Berlino. Bello, dolce simpatico e intelligente. L’ho mollato perchè non respiravo più bene. Già, facevo fatica, affannavo.
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Poi ho incontrato Santiago di Madrid (olèèèè direbbe il mio professore di Spagnolo), bello, dolce, simpatico e intelligente, non il professore, Santiago.. Mi ha mollato perchè non respirava. L’hanno trasferito negli USA a lavorare, ammazza, devo proprio averlo spaventato perchè è finito proprio lontano.
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L’ultimo della brevissima lista berlinese è un tizio di cui non ricordo il nome, mezzo greco mezzo bavarese, immaginatevi a questo punto wurster e feta insieme, che mi ha avvicinato in un club. L’ho mollato dopo 2 ore a causa della sua acqua di colonia. Non mi faceva respirare.
Come capirete è tutta una questione di respirazione nell’amore. Ci avete mai fatto caso? Respirazione fa rima con Espiazione.
Se ci rifletto seriamente dovrei buttarmi nella Sprea.
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Il 6 Gennaio è quasi terminato, sono le 17 ed è buio.
Ascolto l’ultima canzone prima del congedo: GOT 2 LET U The Knife.
Quando l’ascolto respiro normalmente. Respiro il fumo delle mie sigarette che intossicano i miei polmoni tanto suscettibili, aspettando il prossimo sfortunato.
Non è tutto aus Berlin. From Berlin. Da Berlino. De Berlìn
Frau Ellis.
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