Leonardo Terzo, This Is My Substitute for Pistol and Ball, 2004
Comprendere significa ridurre o riprodurre, o tradurre, (tutto viene da condurre) un evento o un oggetto, o una relazione tra di essi, ovvero l’esperienza umana di essi, in uno schema mentale, che ci permetta di trattarlo e significarlo nella comunicazione. L’insieme di questi schemi è la conoscenza, l’insieme della conoscenza istituzionalizzata in abitudini e comportamenti è la cultura. La cultura è perciò l’insieme delle immagini del mondo usate per la comunicazione all’interno di una comunità.
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L’organizzazione della conoscenza in schemi più ampi e sistematici si può anche definire ideologia, termine che ne sottolinea la sua qualità ideativa, cioè appunto la sua natura schematica, rappresentativa e riduttiva. La riduzione dell’esperienza in schemi è questione di economia espressiva e di funzionalità pragmatica. Ridurre l’esperienza a uno schema serve proprio a selezionare quei caratteri di essa che vogliamo utilizzare a qualche fine, primo di tutti la comunicazione stessa.
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La riduzione, per sua funzione, tralascia qualcosa. Ciò che è tralasciato è ciò che non interessa o non è pertinente per l’uso specifico che si fa della conoscenza in una determinata circostanza. L’ideologia come falsa coscienza è tale quando la comunicazione tra due parti deve servire ad interessi e pertinenze opposti. L’ideologia è invece strumento efficace quando sistematizza e rende più accessibile un sapere per un interesse condiviso tra i comunicatori.
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La conoscenza e l’ideologia che la sistematizza richiedono perpetui adeguamenti e anche perpetue rinegoziazioni, in seguito a nuove esperienze, nuovi eventi, nuovi indizi, nuovi interessi dei comunicatori, che emergono all’orizzonte della Storia. La costruzione ermeneutica della conoscenza e quindi l’efficacia pragmatica di essa per orientarsi nel mondo e utilizzarlo a proprio vantaggio, implica delle condivisioni. Condividere una visione del mondo è una necessità, ma i problemi sono insiti nel fatto che la varietà di interessi diversifica le interpretazioni e quindi le costruzioni del mondo.
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La cultura occidentale ha identificato conoscenza e verità con una meta raggiungibile, nonostante la diversificazione degli interessi. Il criterio di verificabilità ha infatti reso meno facile e meno arbitraria l’equiparazione delle visioni del mondo e anche l’imposizione della visione delle classi dominanti: vedi Galileo e
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Il criterio di verificabilità non è applicabile in modo uniforme a tutte le materie, ma permette a chi lo adotta di prevedere con maggior approssimazione lo sviluppo dei modi di produzione e quindi di avvantaggiarsi anche come ceto dominante.
Leonardo Terzo
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