Leonardo Terzo, Lingua 3, 2009
A cura di Cristina Marelli
Enora Altavici di origini italiane, è nata e cresciuta in Spagna dove vive e lavora come ricercatrice nell'ambito delle Letterature Euroamericane presso l'Università di Castilla - La Mancha. In questa poesia la tempra di filologa si investe di una passione intellettuale che fa della lingua una sofferta personalità.
Peticiòn de la lengua
Sàlvame que soy esclava
De las hablas de la gente.
En desgaste sin remedio
Soy quien siempre vive y muere,
arrastrada por las bocas
que me lisian en las sienes.
Lìbrame de estas esposas
Que me atan al presente.
Vuelve a mi ese ojo claro,
bùscame nuevo alfaqueque,
y devuélveme a mi tiempo
en palabra permanente.
Preghiera della lingua
Salvami, poiché sono schiava
delle voci delle genti.
In logorio perpetuo
sono colei che sempre vive e muore,
trascinata dalle bocche
che mi consumano le tempie.
Liberami da questa prigione
che mi costringe al presente,
Volgi a me quell’occhio chiaro,
cercami nuovo alfaqueque*
e restituiscimi al mio tempo
come parola eterna.
*alfaqueque: ufficiale addetto al riscatto dei prigionieri e degli schiavi
Traduzione di Caterina Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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