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Per un web accessibile

Quando parliamo di “accessibilità del web” intendiamo non solo la corretta sintassi del linguaggio utilizzato, ma anche attenzione ai contenuti e alla loro usabilità, quindi attenzione alle esigenze degli utenti con disabilità nell’accedere a un determinato sito web, servizio web e materiali in formato elettronico.
 
I criteri del World Wide Web Consortium (W3C), così come la Legge Stanca italiana sono prevalentemente orientati a coprire le esigenze di utenti con disabilità sensoriale e dunque, al momento, gli utenti con disabilità diverse (ad esempio, di tipo cognitivo) si trovano spesso di fronte a barriere elettroniche che impediscono loro di accedere ai contenuti e servizi del web.
 
I dati sulla realizzazione di siti web “accessibili” della Pubblica Amministrazione non sono confortanti, nonostante in Italia sia un obbligo di legge. Si parla, infatti, di una percentuale di siti web della PA in versione accessibile inferiore al 10%; purtroppo la situazione non è migliore nel mondo privato.
 
Le cause di questo ritardo sono, probabilmente da ricercarsi sia nella difficoltà tecnica di realizzare un sito web in versione accessibile, sia nel costo, a volte significativo, di queste attività. In alcuni casi, però, il motivo è da ricercarsi nella miopia sociale degli attori coinvolti. Data questa situazione generale, segnalo  un Forum aperto su idea TRE60  dove si propongono alla discussione due questioni rilevanti:
  • Quali sono i benefici dell’accessibilità del web per gli utenti disabili, ma anche per coloro che gestiscono, realizzano e alimentano siti web, sia di enti pubblici che privati?
  • Quali sono i presupposti che possono facilitare la diffusione dell’accessibilità del web su larga scala?

ANGELO SCACCO

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