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La perfezione della nicchia

 Genius Loci e regolatezza XII

Di Piero Trupia

 

Eppure, e lo avrà pensato di certo anche    Bill H. Fordgates in qualche barlume di desiderio o di alcolico delirio, eppure un’azienda che ha in sé il suo essere perfetto sarà esistita, sarà stata pensata […]. Di certo ci sarà in qualche angolo di tempo e nella mente di qualche visionario dirigente […] un luogo da cui guardare nel passato per riprodurre futuro, anzi un luogo armonioso e amoroso, così platonicamente stabile e sferico da essere un’infinita proiezione del futuro, insensibile a scosse telluriche e scioperi, inattaccabile da esaurimenti nervosi e prepensionamenti forzati.

Dall’Episodio N° 31 de Le Aziende In-Visibili romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society con 190  immagini di Luigi Serafini

Libri Scheiwiller 2008

 

Spesso l’innovazione, quella utile non quella spettacolare e fine a se stessa come il Concorde, nasce da un ripensamento del vecchio invece che da un rinvenimento del nuovo. Nella fisica, nella chimica, nella matematica il nuovo ha un cuore antico. Si tratta di svelarlo, togliere i veli dell’ignoranza, diciamo meglio del saputo, participio passato, per liberare il sapere, infinito presente. Il sapere apre un orizzonte, schiude un sipario; il saputo si adagia in una scenografia nota e stabile. Si può asserire, nel senso di fortemente postulare, che la cornucopia della natura ha finora riversato solo una piccola parte del proprio contenuto, quel che trabocca dal suo arcuato corno. Il resto, il più sta nel fondo. Basti pensare all’antimateria e alla materia oscura. Ma anche da quel poco che si sa, si può cavare conoscenza utile e inedita per la soluzione di problemi tecnici e produttivi.

 

Una conoscenza tra le più feconde di applicazioni concrete è la forza, meglio l’accelerazione, centrifuga. In un moto rotatorio la materia rotante si allontana dal centro con un’energia proporzionale alla massa, al quadrato della velocità e al raggio. Da qui la possibilità di separare in un liquido, in maniera differenziata nel tempo, corpi di massa diversa. Dalla semplice equazione c = m.v al quadrato.r  (accelerazione centrifuga = massa per il quadato della velocità angolare, moltiplicato il raggio del moto circolare) si ricavano innumerevoli congegni, uno dei primi la fionda di David (X secolo a. C.).

Nelle valli dell’Esìno e del Misa sono una trentina le imprese che lavorano sulle applicazioni della forza centrifuga. Una, il Gruppo Pieralisi, ha qualche migliaio di dipendenti, le altre da qualche decina a poche centinaia. Le piccole suppliscono alla limitata forza economica con l’energia con cui si applicano alla conoscenza e alla soluzione dei problemi della clientela.

C’è una legge, se così possiamo chiamarla, della dimensione dell’impresa e del settore operativo. Più la dimensione è limitata e più il campo operativo è ristretto, più l’orizzonte geografico e l’interessamento ai problemi operativi della clientela sono maggiori. Allo stesso modo cresce, al diminuire della dimensione organizzativa e dell’applicazione settoriale, la coesione organizzativa interna, il clima e l’appartenenza, la permanenza in azienda dei collaboratori e il loro coinvolgimento.

Gennaretti Sistemi Centrifughi SpA rispecchia perfettamente questo modello. È un’azienda monoprodotto, presente nel mercato globale, e che produce al suo interno i componenti e i software operativi. I software Gennaretti assicurano il controllo tecnico e operativo nonché la manutenzione ordinaria e straordinaria delle macchine centrifughe in movimento. La macchina può essere riprogrammata mentre lavora e, via modem, si tiene sottocontrollo la lubrificazione (temperatura, pressione, densità, aderenza), il comportamento operativo e la tenuta delle parti rotanti (cuscinetti, boccole), le vibrazioni. L’intervento correttivo è automatico.

Alla Gennaretti si proclamano in grado di rispondere alle richieste della clientela anche le più strane e impensate. Queste indicano soltanto che sono da pensare.

Ci sono però clienti che non fanno domande, semplicemente perché non hanno consapevolezza dei problemi. In tal caso alla Gennaretti analizzano prodotto e processi e tirano fuori la domanda fino a quel momento impensata. A questo punto non resta che trovare la risposta. Questa è la via dell’innovazione per una piccola impresa altamente specializzata.

Ci dicono quelli di Gennaretti Sistemi Centrifughi spA.

Una volta individuato e definito concettualmente il problema e trovata la risposta, la progettazione del nuovo congegno si fa insieme al cliente. Lui sa meglio di noi cosa gli serve.

Certe prestazioni meccaniche sono possibili solo in virtù della precisione e della cura della lavorazione; siamo pertanto anche artigiani e non soltanto inventori: non basterebbe. Alla progettazione, oltre che alla lavorazione, sono associati quei  collaboratori maggiormente dedicati a quel problema.

Siamo piccoli e, per necessità, il nostro mercato è il mondo. Non possiamo però aprire sedi o uffici altrove; il problema va risolto a Jesi. Troviamo un personaggio in loco, Canada o Kazahkistan, lo portiamo a Jesi, lo addestriamo e diventa uno dei nostri. Ritornato in patria, fa il problem- finder presso la clientela potenziale: individua le domande senza risposta e ce le trasmette. Noi cerchiamo la risposta e, se la troviamo, cerchiamo di incorporarla in un congegno.

Il business del futuro immediato è quello ambientale, per il quale la centrifugazione può fare molto. Ma il probblema ambientale è modulato in due tempi. Primo, ripulire, poi non sporcare. Fino a questo momento pulito significa rimosso (discarica) o disperso (inceneritore). Domani sarà niente scorie e detriti fin dall’inizio. A quel momento cambieremmo mestiere. Ci stiamo pensando.

N.B.: Un respiro peculiare del romanzo a colori di Marco Minghetti & The Living Mutants Society è la presenza dell’immaginario che apre a mondi possibili, futuri immaginabili anche se, al momento, inimmaginati. Una porta aperta che si può  varcare o no. La si varca con una “pianificazione consapevole di strategie e modalità  produttive […] mossi da un iniziale comandamento [fino a] far coincidere la forma con il desiderio […] invertendo i tempi umani del <produrre per poi desiderare> in un più pacato <desiderare per poi produrre>”.

Cos’è questo iniziale desiderare se non la visione da cui consegue la missione?

M = f(V) e non viceversa. Questa è la porta dell’immaginario, nel senso preciso di immaginare e non di immaginato come è l’immaginario.