Ovvero Luca Lisci...... an Artist, Virtual World Designer and Unconventional strategist
Ho avuto l'occasione di conoscere e collaborare con Luca Lisci aka Vive Voom, grazie al progetto Web Opera. Insieme a Vive, Mila Tatham, Rodroguez Imako ed Icarus Robbiani abbiamo creato il gruppo Episode100 che realizzerà un video di 3 minuti basato sul racconto 100 delle Aziende Invisibili.
E’ un piacere per me, quindi, poter parlare ai lettore di Nova100 di un artista del calibro di Luca.
Sono consulente in ambito di comunicazione digitale; mi occupo della direzione creativa di progetti speciali legati ai social networks, ai mondi virtuali e al design. Ho una produzione artistica legata al filmaking con tecniche innovative, come machinima etc….
Sono ''nato'' come illustratore di libri per bambini, quando studiavo, fino agli ultimi anni di universita', sono poi entrato in pubblicità verso il '96 - '97 come art director, nei primi anni del 2000 sono diventato verso direttore creativo di un piccolo studio di comunicazione sperimentale che ha lavorato per diversi anni per l'attività di promozione dei locali pubblici, mostre e musei. Dal 2000 al 2003 ho lavorato per le mostre di Dalì, Picasso e Chagall.
Molto interessante fu la comunicazione della mostra di Dalì
Mi sono occupato della direzione creativa della comunicazione, esistevano eventi collegati di promozione, come ad esempio il Carnevale di Venezia, feste etc…..
Mi dici cosa è per te la creatività?
La creatività è essere nell'interstizio fra le cose, non nelle cose stesse………..la parte invisibile delle cose, fra le cose che tu riesci a cogliere quando non le conosci per come sono definite, ma per come sono veramente……...io trovo che nel percorso creativo sei continuamente spinto da una fame inesauribile a dissipare il senso delle cose, per scoprine un'altro, che poi si dissipa per mostrarne un altro e ad ogni passo sei sempre più vicino alla verità che sai che non esiste.
I bambini sono le “divinità” della creazione, per questo non avendo definizione delle cose le vedono per quello che sono
All'estero è consuetudine portare i piccoli ai musei di arte moderna, munirli di carta e pennarelli e via libera alla ................ creatività
Si, una bellissima cosa anche se una volta musealizzata l'arte diventa storica e in tal senso invivibile e quando vedo i bimbi al museo che disegnano mi chiedo quale sia l'arte lì.
niente indirizzo……..libertà di creare
Più che libertà di creare, credo che sia bisogno di “comprendere” ma la parola ''comprendere'' non intendo dire ''capire'' né ''definire'' ma qualcosa come ''espandere'' o ''uscire per assimilare''. Un principio femminile, più che maschile, più generativo che fecondativo
Perchè utilizzare Second Life come piattaforma creativa?
Perchè no? Io uso tutto ma soprattutto uso quello che mi eccita, quello che mi consente di alterare la mia percezione, uso gli strumenti che estendono le mie possibilità non uso droghe perchè ho l'arte, e i mondi virtuali sono la ''manifestazione'' sinestetica di un dominio infinito, il mio, il tuo che non e' nè il mio, nè il tuo. Tu affronti uno strumento di alterazione cognitiva la prima volta come puoi; non sai come funziona e quindi lo usi facendo appello a tutti gli schemi che conosci, poi quando ti accorgi che quegli schemi non funzionano perfettamente, ma che ti hanno consentito di avere contatto con lo strumento passi a un secondo stadio, in cui lo strumento diventa estensione delle tue facoltà e incominci a estenderti in esso.
Secondo me, Linden Lab quando ha portato il nome da 'Linden world' a 'Second Life' non ci ha messo un secondo a capire che sarebbe diventato una visione sul futuro in cui la vita è vita comunque.
Second life è quotidiano, è un’espressione artistica che lavora usando strumenti.
Second Life ha permesso di essere "creativi" Sento molto usato questo slogan: “sei su Second Life, sei creativo”ma molti lo stanno prendendo dal verso sbagliato, secondo me, non tutti nel metaverso sono creativi molti si atteggiano a creativi, ma non lo sono. E' vero che Second Life e' uno strumento come un altro, ciascuno ci legge le potenzialità che crede; capacità suggerite da uno strumento anomalo, anomalo perchè se lo prendi come 'replica' e non come simulazione incoraggia gli insicuri e i timidi ma Second Life non è veramente replica e sta superando la definizione di 'simulazione' diventando 'contesto sociale' con regole proprie, che estendono il contesto sociale attuale. Che futuro ha la creatività in Second Life? Deve essere un tema molto importante perchè me lo chiedono tutti ultimamente…….la creatività come 'contesto' cioè quanto rimarrà fertile di innovazioni e di linguaggi. Credo che la risposta sia legata a quanto potranno circolare le idee e quanto rimarrà aperta a modificazioni diciamo 'strutturali', ad esempio vedi come il voice, il motore windlight etc.., hanno trasformato molto. Oltre una certa fase solo l'opensource può garantire la performance di Second Life come 'contesto creativo' se invece per 'creatività' intendi un 'canale' di diffusione, di promozione credo che il futuro cannibalizzerà i mondi virtuali e i mondi virtuali diventeranno semplicemente ''sussistenti'' Mi spieghi cosa è la machinima Letteralmente: machinima = machine + cinema In realtà non spiega molto questo nome; oggi il machinima e' un format per lo più. Siamo in pochi a considerarlo uno strumento di visione ma non e' detto che il nostro modo sia il migliore! Machinima è un punto transitorio nella storia della produzione artistica ma non ha tutta questa importanza, nè ce l'avrà nella storia Come nasce la 2Life cast? Dovremmo chiederlo a Stefano Lazzari; so che è una realtà nata per agevolare la crossmedialità, nel senso che ha una certa visione riguardo al 'prosuming' creativo e mette a disposizione strumenti e progetti per valorizzarlo. Sono un fondatore di questa associazione, sono stato molto orgoglioso della proposta di Stex (aka Stefano Lazzari) che mi chiese la scorsa primavera se avrei avuto intenzione di sostenere questo progetto, ed appena me ne ha parlato in termini di no profit ho accettato volentieri. In realta' le mie responsabilita' sono molto lievi, ma so che Stefano è una persona molto collaborativa che intende realmente favorire i processi creativi e come artista mi ha lusingato che mi chiedesse di rappresentare l'arte dentro questo progetto
Mi parli della tua esperienza con Greenaway ed il progetto "The Blue Planet" Mi hanno contattato l'anno scorso chiedendo di potermi mostrare un progetto al quale stavano lavorando e pensato per l'esposizione internazionale di Saragoza. Una parte del progetto riguardava Second Life. Mi conoscevano perchè persone con le quali avevo collaborato per alcuni progetti nel metaverso ( il corriere della sera con Style magazine, il padiglione virtuale del MOMA di NY) avevano detto a Greenaway ''he's crazy enought to give you what you want''. Ho chiesto supporto all'azienda per la quale lavoro come responsabile creativo e ho combinato un incontro a Reggio Emilia dove Peter (Greenaway) e Saskia (Boddeke) stavano allestendo le prove. Lì mi ha spiegato che voleva fare uno spettacolo con una piscina sul palco, due attori in scena e uno su una predella fra il pubblico, cinque schermi, di cui uno cinematografico, una band dal vivo, e 150 animali, l'arca di Noè , Noè e Dio e mi ha detto ''they say you can help us, almost with god'' e così li ho affiancati. Non avevano alcun bozzetto, quelli li ho disegnati io, poi ho modellato gli avatar di Noah e quello di Dio. Tre mesi di produzione notte e giorno più o meno, con la lavorazione che si è spostata da Milano a Reggio Emilia, Amsterdam e Saragoza. Poi abbiamo registrato le voci di Moni Ovadia e Maria Pilar Pèrez Aspa per le voci di Noè e Dio e quindi abbiamo registrato inworld tutto. La registrazione è stata una parte minore, il più è' stato mettere a posto le tecniche di ripresa e gli ambienti. Progetti futuri? Sto lavorando su diverse cose: una produzione su un personaggio dei fumetti italiano, piuttosto conosciuto internazionalmente. Una riduzione di tre minuti di machinima da un soggetto pubblicato nel ‘74. Sono ad una fase piuttosto avanzata nella preproduzione, per motivi di diritti posso solo dirti che il personaggio è una lei milanese piuttosto carina. Il secondo progetto è un virtual character, realizzato con degli amici musicisti. Lanceremo il primo video questa estate; la terza è una cosa molto sperimentale ma credo che sarà un’ operazione molto significativa. Si chiama Episode100 potrà essere un progetto molto significativo per sperimentare oltre ogni tentativo fatto finora sul tema del racconto aperto e realizzazione di drammaturgia mediante machinima; uno strumento finalmente adeguato a tutta quella domanda di nuovi approcci alla produzione di contenuti Con gli altri del team abbiamo un ottimo affiatamento e sono molto gratificato di questo. A parte questi progetti sai che lavoro sempre per eventi live interattivi in location con l'uso di tecnologie digitali , e sto progettando qualche cosa che vedrà la luce l'anno prossimo, ma sono scaramantico e quindi se vuoi ne riparliamo fra qualche mese. Marta Tiezzi Link di riferimento Siti Luca Lisci: http://lucalisci.com Blog Episode100: http://www.episode100.org
CATEGORIE: Creatività, Cronache da Second Life, Cultura
TAGS: Blu Planet, Luca Lisci, Peter Greenway
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