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Educating young managers to lead sustainable business

Claudio Pasini, Presidente di Manageritalia ha voluto condividere con noi gli obiettivi della sua organizzazione e in che modo essa si pone nei confronti di un futuro formato da giovani, un futuro che si orienta sempre di più verso la sostenibilità e la ricerca di valori quali la diversità e l’integrità anche nel mondo business. 


“Tutti quelli che lavorano in azienda sono importanti per sviluppare valori e comportamenti che ci garantiscano un futuro sostenibile. Certo che imprenditori e manager hanno un ruolo ancora più importante e carico di responsabilità verso tutti i collaboratori, ma anche verso la società”


In che modo Manageritalia mette in pratica I propri valori educando i giovani e i "future manager"?
 

Da tempo e recentemente in modo più strutturato svolgiamo attività volte a dialogare con i giovani e a offrire ai giovani il bagaglio di esperienza e professionalità dei manager. Lo facciamo con interventi in Università, Convegni, Manifestazioni ecc. per far conoscere al meglio ruolo e professione manageriale in generale e soprattutto come sbocco professionale per chi sta entrando o entrerà nel mondo del lavoro. Dal 2007 abbiamo poi attivato un innovativo servizio denominato Ponte Futuro. Il Ponte sul futuro sono i manager nostri associati in pensione o in attività che forniscono il loro contributo di competenza e il loro tempo per far crescere professionalmente i giovani da poco entrati nel mondo del lavoro. Il Futuro sono i giovani che hanno iniziato un’attività lavorativa, con il loro bagaglio di speranze, opportunità, obiettivi, voglia di impegnarsi e crescere. I manager diventano – dopo un adeguato percorso di formazione e sulla base di un progetto strutturato – tutor o coach per dare una risposta concreta alle esigenze esplicite e latenti dei giovani nella delicata fase di crescita e di sviluppo professionale. Il servizio al momento riservato ai figli degli associati sarà in futuro offerto anche all’esterno.


Qual’è l’impegno di un’azienda come Manageritalia nello spingere I manager verso un’idea di business etico?
 

Noi già tanti anni fa abbiamo provato a introdurre un codice etico nel contratto di lavoro dei dirigenti, ma poi tutto è fallito per il disinteresse degli imprenditori. Da parte nostra attraverso la formazione e altri servizi tesi a valorizzare competenze e comportamenti etici e a rendere più facile muoversi sul mercato pensiamo di dare al manager tutti gli strumenti per operare al meglio e secondo etica. Infatti, di fronte ad un dilemma etico, se il manager è in grado di muoversi più agevolmente sul mercato e ricollocarsi in altra azienda è sicuramente ancor più forte nei suoi comportamenti etici. Però è innegabile che basterebbe avere poche e buone leggi, che forse ci sono già, applicarle e avere il supporto forte della società civile. Questo è il modo più concreto per garantire legalità e etica. Ma qui c’è tanto da fare.


Quali attività ha intrapreso Manageritalia per influenzare il mondo corporate italiano e la sua struttura in termini di sostenibilità e responsabilità sociale?
 

Da anni collaboriamo con Organizazzioni e Enti vari per diffondere informazione, cultura e comportamenti guidati da una forte Corporate Social Responsability. Siamo da anni partner di Pentapolis, un'importante Associazione che promuove la diffusione della responsabilità e sostenibilità tra tutti gli attori che operano e costituiscono la società civile. È anche indubbio che il ruolo dei manager e di chi li rappresenta è vitale per passare dalle parole ai fatti e far sì che i comportamenti di tanti, di tutti, cambino la realtà. Proprio per questo da più di 10 anni abbiamo istituito il Premio Eccellenza, con il quale ogni due anni riconosciamo l’eccellenza dei manager in campo professionale, sociale, ecc. Forte è il focus sul premiare chi produce risultati risultati, ma anche chi lo fa in modo responsabile e sostenibile.  


Cosa pensa dell’attenzione che alcune aziende danno valori quail la diversità e l’integrità; stanno solo cercando di aumentare I propri profitti  o hanno anche altri obiettivi? Qual è la sua percezione di questa condizione generale?
 

Anche su questo fronte siamo impegnati da tempo con l’obiettivo di sviluppare azioni volte a favorire l’apporto e l’operato delle donne manager, ancora troppo poche e troppo ostacolate nella professione. Nel tempo abbiamo logicamente allargato la nostra attenzione a tutte quelle situazioni dove la diversità (sessuale, religiosa, culturale ecc.) e integrazione sono una ricchezza da valorizzare e utilizzare al meglio. Salvo alcuni casi eccellenti e isolati, le aziende fanno ancora fatica ad abbracciare una cultura e dei comportamenti capaci di favorire e valorizzare persone e situazioni. Ma insomma, il nostro compito è quello di insistere anche per avere dalle istituzioni incentivi e facilitazioni capaci di rendere più facile gestire queste situazioni e modificare comportamenti e cultura.


Consiglierebbe ad un’azienda di lavorare a stretto contatto con un’organizzazione studentesca come AIESEC, in termini di sostenibilità e potenziale dei giovanni? Qual è la sua motivazione nel supportare AIESEC?
 

Crediamo che i giovani siano una risorsa importante anche e soprattutto in ottica futura. All’interno della nostra organizzazione favoriamo il ricambio generazionale e abbiamo regolamenti tesi a favorire l’ingresso di nuovi attori giovani e capaci di portarci esperienze e idee nuove. Abbiamo deciso di sostenere l’AIESEC proprio perché dialoghiamo con i giovani dentro e fuori il mondo del management e del business e vogliamo offrire ai giovani le nostre esperienze e conoscenze. In questo caso c’è anche un immediato e diretto legame tra chi sta entrando nel mondo del lavoro e nella stragrande maggioranza dei casi diventerà un manager o comunque una figura professionale a elevata professionalità. Tanti ex alumni AIESEC sono oggi manager e anche nostri associati. È quindi logico che potremmo promuovere AIESEC verso aziende e manager.
 


Come Manageritalia investe le proprie risorse nel supportare lo sviluppo di giovanni talenti, leader di domain?

A parte tante di quelle iniziative e azioni già descritte sopra operiamo su vari fronti.

Per favorire la nomina e l’ingresso di giovani dirigenti in azienda nel ccnl del 2004 abbiamo introdotto la figura del dirigente di prima nomina, che abbatte il costo del lavoro del 10% circa annuo per tre anni. A fine 2008 circa 4.200 dirigenti sono stati nominati con questa formula, l’età media di nomina è passata da 39 a 37 anni e i dirigenti del terziario sono cresciuti mediamente di oltre il 4% annuo.

Puntiamo poi sulla formazione chè è importantissima per tutti e ancor più per i giovani. Manageritalia ha dato vita sin dal lontano 1992 all’interno del Ccnl dirigenti del terziario al Centro Formazione Management del Terziario (che registra oltre 7.000 partecipazioni annue alle sue iniziative formative) proprio per garantire a tutti di potersi formare nell’arco dell’intero percorso professionale. E tra i più assidui frequentatori ci sono proprio i giovani dirigenti (30-37 anni) che hanno anche specifici percorsi formativi (Starting, eccc.). E ancora, a ottobre 2008 è partito Youmanager, il servizio di valutazione, sviluppo e certificazione del profilo e delle competenze manageriali che offre indubbi vantaggi a manager, aziende e a tutto il sistema. Youmanager, infatti, valuta la performance che dipende dalle competenze richieste (conoscenze, capacità, qualità personali) per garantire una prestazione efficace nello svolgimento delle attività del manager. Direi che è una risposta efficace e centrata alla necessità per tutti (sistema, aziende e manager) che il manager abbia adeguati strumenti di valutazione e sviluppo della sua professionalità e questa sia anche certificata. È anche e soprattutto un ottimo strumento per i giovani che vogliano sviluppare al meglio la loro professionalità e carriera.


Come vede il ruolo dell’imprenditore, specialmente dell’imprenditore sociale nel costruire nuovi valori economici che possano guidare il futuro sviluppo?

Tutti quelli che lavorano in azienda sono importanti per sviluppare valori e comportamenti che ci garantiscano un futuro sostenibile. Certo che imprenditori e manager hanno un ruolo ancora più importante e carico di responsabilità verso tutti i collaboratori, ma anche verso la società. Insomma, tutti gli stakeholder nel senso più allargato del termine. Ma anche qui chi guida deve rompere gli schemi, tracciare la via, ma poi deve anche trovare un terreno adeguato e fertile. E qui ci sono responsabilità e azioni che devono prendere anche le istituzioni, i singoli e tutta la società. 


Dora Salemi

Vice Presidente Comunicazione AISEC


 
 
 
 

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