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Le Aziende In-Visibili -

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30 giugno 2008 - 06 luglio 2008

07/06/2008

Per le vie di Pentesilea: l’Ipercity dei nostri tempi.

Ipercity_df Opera di Davide Fantone

Commento di Adriana Maria Quaglia

Quando vai a Pentesilea vedi le Torri del Presente. E’ un luogo senza nome, regina delle Amazzoni, che ha preso il posto dei pascoli della tua infanzia. Tutte le case si assomigliano. Non distingui i colori. Non c’è un albero né una foglia. La sua spigolosità ti circonda. Non capisci il disegno, non intuisci il tracciato. Cammini per ore e non comprendi se sei già in mezzo alla città o ancora fuori. Casamenti scuri ti guardano apatici in sterrati cementati. Palizzate di tavole e tettoie di lamiera s’infittiscono ai margini della strada.

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07/05/2008

Il Diavolo nell'Interstizio

Nelle settimane scorse abbiamo dato spazio alla Galleria degli Interstizi proposta da Gianni Gasparini.

Propongo di seguito qualche nota a margine sul tema: appunti, idee sparse, citazioni. Interstizi, appunto.

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07/04/2008

SENTIERI ROSSI NELLA METROPOLI

Per una storia delle brigate rosse a Milano

di Andrea Saccoman (Ed. CUEM)

Sintesi di una conversazione tenuta alla Casa della Cultura di Milano fra Giorgio Galli, Aldo Giannuli, Giovanni Scirocco e Andrea Saccoman.

A cura di Ferruccio Capelli.

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07/03/2008

Le città senza mare

Sergio di Giorgi: ancora su Gomorra e dintorni

Recensendo su questo blog “Gomorra” (dove Matteo Garrone ha saputo reinventare, anche sul piano narrativo, il romanzo-reportage di Saviano), Giuseppe Varchetta giustamente notava come “nel film non si vede mai il mare”. In effetti, vedendo il film per la prima volta, non ci avevo fatto caso, almeno consciamente. Allora ho subito pensato alla città dove ho abitato (quasi) ininterrottamente per oltre 40 anni, Palermo. Anche a Palermo non è stato mai facile vedere il mare: devi uscire fuori, oppure andartelo a cercare, trovando varchi tra i palazzi di cemento, oltrepassando terrapieni friabili e scivolosi. Per decenni, il lungomare cittadino, proprio di fronte ai palazzi della nobiltà che fu, i cui saloni sontuosi -un tempo affacciati proprio sul mare- ora ospitano locali alla moda o ricevimenti per “nuovi ricchi”, è stato letteralmente ostruito da un gigantesco quanto miserrimo lunapark, per lo più piste per autoscontro e grandi ruote girevoli, deserto in genere, tranne un po’ la domenica. Per molti anni, l’ex sindaco Leoluca Orlando condusse una battaglia per estirpare quell’obbrobrio; alla fine ci riuscì, forse anche per la mafia che lo gestiva da sempre, quel business doveva apparire ormai troppo modesto. Ora (da anni) c’è un altro sindaco e al posto del lunapark c’è un prato un po’ malconcio, con panchine impreziosite da un noto artista locale della ceramica e da altre opere, di gusto discutibile. Però almeno, si vede il mare...

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.17, 2 luglio 2008

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.17, 2 luglio 2008

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07/02/2008

Dalle Città Invisibili...

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...a Le Aziende InVisibili ,  21 Nascondimento (parte seconda).

Il tema della "verità nascosta" in termini aziendali fa il paio con quello attualissimo del "controllo" di tale verità. A tutti i i livelli ormai siamo alle prese con quotidiane battaglie combattute contro il profilare di normative come 231, SOA, ISO, che  hanno come unico risultato quello di un progressivo appesantimento burocratico delle attività, mentre tutto risulta "sotto controllo" tranne ciò che dovrebbe essere oggetto di verifica (casi ormai sempre più frequenti, da quello Enron  allo scandalo  dei mutui subprime, sono lì a mostrarlo) .

Il punto è che la letteratura ma soprattutto  la prassi manageriale contemporanea si trovano ancora sotto l’influsso di quello Scientific Management che fu inaugurato da Taylor cento anni fa. Pur nella varietà delle sue interpretazioni, i caposaldi dello Scientific Management sono, in breve sintesi, il primato della specializzazione funzionale, del principio gerarchico, degli obiettivi individuali, dell’orientamento al controllo, con una cultura diffusa nelle organizzazioni a coltivare standard interni per la valutazione del raggiungimento dei diversi compiti primari. Le organizzazioni ispirate e gestite attraverso le prospettive paradigmatiche dello Scientific Management si pongono come soggetti collettivi compatti, orientati da una razionalità piena, con una forte capacità previsiva e una visione lineare/sequenziale del processo decisionale.

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07/01/2008

Azienda etica ed Università

Codiceeticopiccola_2 Dall'ateneo di Pavia il Prof. Giampoalo Azzoni Presidente del Corso di Laurea Interfacoltà inComunicazione Interculturale e Multimediale

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06/30/2008

Plurk-A

Crrr_009 In questi giorni il mondo mediatico sembra finalmente essersi accorto del fenomeno Twitter.
Ottimo.
Ma il web, si sa, procede con tempi decisamente più rapidi rispetto a quelli di chi, nelle redazioni degli altri mass media, si ritrova a gestire le rubriche di informazione sul mondo di internet.
Basta un momento di distrazione che un nuovo modo di comunicare, condividere e dialogare si fa strada nella rete.
Ed ecco che dal nulla appare quello che sembra ad oggi essere il più temibile avversario di Twitter: Pulrk.
Guardiamo allora che cosa offre Plurk ai suoi utenti.

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Il divino Belzebù.

C’è ben poco di divino nell’Andreotti di Toni Servillo e ancor meno nell’Andreotti vero. Gli autori hanno scelto, fra i molti epiteti affibiati al Nostro, quello craxiano di Belzebù. Troppo onore, direbbe l’interessato.

Vita claustrofobica e fotofobica oltre che oscura, nel senso di segreta. Un po’ per le cose da nascondere, un po’ per il perenne mal di testa.  L’Andreotti vero, quello che chi vive a Roma ha potuto osservare in frequenti pubbliche apparizioni, malgrè soi, è ben diverso da questa ricostruzione cinematografica. Il commento del vero Andreotti sul film, “è una mascalzonata”, non è all’altezza del suo celebrato humour. Bastava un “Conoscendolo, non lo riconosco. Potevano consultarmi”.

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