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Le Aziende In-Visibili -

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dicembre 2008

12/31/2008

IntroAnteExitRetro.

Suggestioni sul VI capitolo de le Aziende In-Visibili.

di Gianluca Garrapa

INTRO

L'odore di fritto e di gente sudata. Tutto è bianco, pronto, per raggiungere il bianco. Il bianco non esiste, sai?

In effetti non è che siano sottilmente distanti i liquidi e i solidi. Dipende dagli occhi che guardano, da come guardano. Forme architettoniche complesse che non distingui più. Essere anfibi: tra dentro e fuori. Tra esterno e interno. Ancora una volta IN-STERNO e PREASSENZA. Sai cosa penso? Siamo CORPI SOLIDI con un contenuto NEUROPLASTICO che affiora costante e al limite del DERMA. Come se i pori fossero TUNNEL e MICRO MEDIUM tra ciò che abbiamo dentro e quello che là fuori ci sfugge e ci spinge a contenere. Il corpo è ciò che non è più e ciò che non è ancora. Eppure, le tante direzioni che può assumere il delirio creativo del mio ego, sfiora alcune forme soltanto, riconoscibile ad occhio nudo come mosche su mattonelle bianche di una mens-a tutta bianca. L'oralità & le forme dei pensieri metabolizzati. Mangiare con l'occhio col bianco con l'analogico, a scapito della...

ANTE

@uno. - Buongiorno, due racconti... un etto di prosa e... sei fette belle grosse di poesia. La poesia... in rima. No, nient'altro. Grazie! - Ho percorso valli desolate di depressione acuta. Quella che si genera se lotti per frazioni brevi di secondi contro un'improvvisa percezione di morte.

Il disorientamento ed esaurimento nervoso a pag. 217 (le Aziende In-Visibili). Ho potuto notare come il terreno digitale aumenti la distrazione della reale condizione disumana. Il principio OLOGRAFICO il micro è il macro, il macro è micro a pag. 220 (le Aziende In-Visibili). In questo piccolo quadro di pixel c'è tutta la vita che mai avresti sognato di rivivere pari pari pari dispari ineguale e conta delle mani e...

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CATEGORIE: Cornice, Opinioni brevi

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Ramones - Spider-Man

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.42, 30 dicembre 2008

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.42, 30 dicembre 2008

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12/30/2008

IL RISCHIO DI FACEBOOK

Nel momento in cui scrivo ho più di 800 amici su Facebook. Sono presente qui da circa un anno, partecipo all’attività di diversi gruppi, pubblico regolarmente materiali sulla mia bacheca, interagisco con molte persone anche utilizzando il servizio mail soprattutto per motivi professionali. Questo per chiarire fin da subito che io Facebook lo uso e credo sia un mezzo che non ha ancora dispiegato tutte le sue reali potenzialità. Vorrei tuttavia mettere in luce la “dark side” del Fenomeno Facebook, il potenziale rischio che ne sottende un uso acritico, riprendendo alcune riflessioni proposte nel centoventiquattresimo Episodio de Le Aziende In-visibili.

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Massimo Maugeri intervistato da GraphoMania

Pubblichiamo uno stralcio dell'intervista rilasciata da uno dei nostri Mutanti, Massimo Maugeri, a GraphoMania:

"Per quanto riguarda Le aziende In-Visibili… be’, tempo fa Marco Minghetti mi parlò di questa sua idea. Quando mi chiese se ero disponibile a dargli una mano, accettai con entusiasmo. Si tratta di una sfida molto ambiziosa a cui hanno lavorato un centinaio di personalità dell’economia e della cultura (scrittori, manager, sociologi, attori, filosofi, economisti, musicisti e designer) virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato è stata quella di mettere a disposizione la propria conoscenza umana e professionale in un capitoletto di un’opera narrativa collettiva, ispirata al Le città invisibili di Italo Calvino.
 Al posto di Marco Polo e l’Imperatore della Cina, nel romanzo collettivo a colori Le Aziende In-visibili (edito di recente da Scheiwiller) il lettore si imbatte in un dialogo tra l’Amministratore Delegato di una Corporation e il suo Direttore del Personale: una cornice che utilizza la metafora dell’azienda per parlare della nostra contemporaneità. A me è stato proposto di tradurre, nella sezione Le aziende e i morti, la città calviniana di Adelma (Episodio n. 78 del volume). Ancora una volta ho accettato con entusiasmo, proponendo una sfida nella sfida: mescolare la mia scrittura a quella di Calvino (operazione rischiosissima), e paragonando il licenziamento di un lavoratore a una sorta di trapasso.

Come tutte le esperienze di scambio (e di qualità) ho ricevuto moltissimo in termini di crescita personale. E ne sono felice."

Per leggere tutta l'intervista clicca qui.

CATEGORIE: Dicono di noi

ANDROMEDA

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12/29/2008

Otto Dix, Ritratto in maschera

Fisiopatognomoscopia XII

di Piero Trupia

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12/28/2008

Antonio Fazio - Yang Guan Jo - Shanghai Noir - book trailer

CATEGORIE: Libri

Astrogrammi - 3

Calvino, Edipo e I Ching ovvero “in medio stat virtus

Bersabea appare essere l’unica città visibile che Calvino ci fa visitare. Infatti, sopra di essa nel cielo e sotto di essa al livello infernale, ci sono due Bersabea gemelle e, queste sì, davvero invisibili. Sono le due città che vengono prese a modello da quella che potremmo definire la centrale, la Bersabea visibile. Il gioco tra le due polarità, superiore ed inferiore, si spinge fino a farne invertire i poli positivo e negativo: yin-yang potrebbe dire Kublai Kan. Il fenomeno del dualismo e delle polarità complementari, come base della vita del microcosmo e del macrocosmo, sono sempre tenute presenti nell’opera e nelle metafore di Calvino. Il percorso dell'umanità, e di ogni individuo, prevede un confronto continuo e serrato con le polarità, allo scopo di comprenderle e integrarle, per scorgere, così, l'Unità e l'Armonia del tutto ed approdare quindi ad una concezione olistica dell'esistenza.

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12/27/2008

August Rush – La musica nel cuore (2007)

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CATEGORIE: Cultura, Film, Recensioni

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12/26/2008

Arte in SL 4. LUCE LAVAL

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Letterina in versi dalla seconda persona della Trinità. Natale 2008

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Progetto Kublai. Tour nell'Italia dei creativi - 1

Kublai Il Lucania Film Festival

Proponiamo da oggi il video reportage a puntate realizzato dal team del Progetto Kublai, iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico avviata da Studiare Sviluppo per scovare la creatività virtuosa in termini di sviluppo locale. Un viaggio nella cosiddetta 'Italia minore', che mostra slanci di cultura e di amore per il territorio.

Il Lucania Film Festival è uno di questi progetti culturali di sviluppo, nato attorno all'idea di un festival dell'arte cinematografica che dalla provincia di Matera (siamo a Pisticci) guarda verso l'Italia e l'estero. Nelle sue dieci edizioni, infatti, il festival è riuscito e gudagnarsi un'importante collocazione nell'ambito dei festival del cortometraggio a livello internazionale.

Alberto Cottica, responsabile del Progetto Kublai, ci porta in giro per l'Italia per darci un'idea del grande fermento artistico e culturale che si agita nella parte a volte 'invisibile' (perché il suo grido spesso non raggiunge i cosiddetti mass media) del nostro paese.

Progetto Kublai dimostra come oggi alzare la voce e farsi sentire è possibile grazie alle nuove tecnologie della comunicazione che l'iniziativa utilizza in maniera potente: blog, social network e mondi virtuali on line come Second Life.

Ulteriori informazioni su http://www.progettokublai.net/.

Lucania Film Festival, Pisticci, Matera

12/24/2008

Auguri Sovversivi

Auguri_sovversivi

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CATEGORIE: lettere

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Auguri Mutanti

Inverno Cari Mutanti di Cielo, di Terra e di Mare!

In occasione delle prossime festività auguro a tutti di trascorrere un
sereno Natale e di guardare all'Anno Nuovo con ottimismo e fiducia,
anche se il contesto socio-economico non pare dei più promettenti.

In coerenza con lo spirito de Le Aziende In-Visibili, questo auspicio
non vuole tradursi in retorici slogan tipo "Consumate!", ma
semplicemente nell'invito a non smettere mai di sognare.

"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a sognare!", mi
verrebbe da dire. O meglio, come scrive Emily Dickinson:

"Per fare un prato occorre del trifoglio e un ape,
Un trifoglio, e qualche ape,
E un sogno ad occhi aperti.

Può bastare il sogno
Se le api sono poche."

"To make a prairie it takes a clover and one bee,
One clover, and a bee,
And revery.

The revery alone will do,
If bees are few."

Marco

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.41, 23 dicembre 2008

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.41, 23 dicembre 2008

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12/22/2008

Il cane di Ilaria non è umano

Fisiopatognomoscopia XI

di Piero Trupia

Il metodo di lettura dell’opera d’arte qui proposto ha creato in alcuni interlocutori imbarazzo o dubbio.

Imbarazzo per un eccesso di filosofia in quello che dovrebbe essere un semplice discorso critico; dubbio su dove questo mio discorso, dichiaratamente alternativo a quello della critica d’arte, possa andare a parare. Una precisazione può essere utile.

Il punto di vista che propongo al lettore-spettatore è principalmente semantico: cosa l’opera ci vuol dire, talvolta anche senza la piena consapevolezza dello stesso autore. Da qui il duplice approccio: euristico ed ermeneutico.

L’approccio euristico, o esplicativo, per dipanare il sistema dei segni del linguaggio proprio dell’autore.

L’approccio ermeneutico, o interpretativo, per cogliere il senso dell’opera. Questo approccio apre a sua volta due strade, percorsi diversi che hanno come unico punto d’arrivo il referente, la cosa di cui si parla, ma con una concezione radicalmente diversa di esso.

Seguendo la prima strada, quella del debolismo filosofico oggi dominante, il referente non sta fuori dal sistema dei segni, o del linguaggio; non può. Il referente va cercato o in altri segni, dentro il testo, seguendo le catene delle tautologie, sinonimie, altri legami retorici o testuali, oppure in altri testi, altre opere nel nostro caso, con una serrata indagine filologica. Uscire dal sistema dei segni e dei testi ancor prima che scorretto è inutile. In quel fuori non c’è nulla.

Seguendo la seconda strada, poco battuta di questi tempi, il referente è, al contrario, esterno rispetto al sistema dei segni e al linguaggio, li trascende.

Il linguaggio è la funzione di collegamento tra la coscienza-conoscenza soggettiva e la realtà, sia quella intersoggettiva della comunicazione sia quella delle cose del mondo inteso nel senso più ampio come quelle domiciliate nei mondi possibili della fantasia, del sogno, della religione, delle ipotesi e dei modelli scientifici. Anche questi, previa verifica, sono reali. Questa è l’impostazione che seguo nelle mie note. Qui si apre però una vexata quaestio.

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12/21/2008

Art in Sl - 3 . In quelle trine

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La città femminile

Pino Varchetta: Changeling (regia di Clint Eastwood)


Nel cielo dei registi John Ford e Sergio Leone con Don Siegel sono, ne sono sicuro, felicissimi e orgogliosi del loro erede e allievo Clint Eastwood, che ci ha regalato con "Changeling" in questo scorcio di avvio di stagione un altro anello della sua catena meditativa sulla nostra contemporaneità. A partire da "Potere assoluto" il vecchio Clint ha sviluppato via via le potenzialità nascoste del suo agente Callaghan, valorizzando al meglio la lezione dei suoi maestri, fino a diventare il più classico degli autori di Hollywood, forse l'unico, vero, genuino erede della grande tradizione classica di quel cinema che, dagli anni '30 agli anni '60, ha insegnato al mondo cosa sia la settima arte.

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CATEGORIE: Cultura, Film, Recensioni

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12/20/2008

Guardrail

Copguardrail

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CATEGORIE: lettere, Libri

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Art in Sl - 2 . Bryn Oh and Mr. Lightbulb

The difficulty of being Giulia - 2

Bloccata in un (apparentemente) tranquillissimo paesino della provincia meridionale italiana, Giulia riesce a dialogare appesa al filo precario di una debolissima connessione 56k con il resto del mondo. Il diario semiserio (molto più semi che serio) di una narratrice in erba che sa capovolgere con il sorriso le pochezze della società che osserva.

Diario da Altavillatraz - Il trasloco della brava prigioniera: cambio casa, resto ad Altavillatraz!

Snapshot_20081218_7 Si avvisano i lettori che questo esercizio si è trasferito. Tuttavia, da brava prigioniera, ho effettuato il trasloco all'interno delle mura di Altavillatraz!
Per ora le mie connessioni a internet sono limitate a toccate e fughe in modalità pipistrello, da una caverna attrezzata 56k, alias casa vecchia. E' dovere a portare ogni tanto fuori PCino a respirare un po'di aria di web. Poraccio!
Aprendo le windows per ora non mi si presentano youtube e facebook, ma un panorama - diciamolo! - obiettivamente bello. Ma la vista del mare in lontananza, con i fiumiciattoli che attraversano la pianura fino a sfociare nel mare, alimenta i miei golosi pensieri di fuga…Altavillatraz 2, la prigione dorata…Ampio terrazzo!

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CATEGORIE: lettere

12/19/2008

Never Back Down (2008)

Locandina_con_la_data_duscita_in_am Film dalle riprese iper-realistiche che descrive il fenomeno dei combattimenti misti o MMA (Mixed Martial Arts), utilizzando diversi cliché. Never Back Down è un misto tra Karate Kid e Fight Club. Del primo ha preso in prestito lo spirito giovanilistico e il ménage à trois: il buono, il cattivo e la bella – contesa tra i due. Del secondo condivide la filosofia del combattimento, seppur smussata e semplificata.

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12/18/2008

Oltre gli schieramenti, puntando sul talento

Nei giorni scorsi, i due principali schieramenti politici presenti in Parlamento hanno dato una prova fattiva di collaborazione nell’interesse del paese. In collaborazione con numerosi colleghi, tra cui Enrico Letta e Guglielmo Vaccaro, ho messo a punto una proposta di legge che fornisce uno scudo fiscale per gli emigrati di talento. L’iniziativa, intitolata Controesodo, si rivolge non solo ricercatori, ma anche chef, manager e tecnici, che oggi arricchiscono il pil di altri paesi quando potrebbero essere utilissimi a casa loro.
L’idea di fondo non è di disincentivare le esperienze internazionali, che costituiscono un arricchimento personale, ma di creare le condizioni perché, chi vuole, possa poi tornare in patria.
Vi rimando al mio sito per tutti gli approfondimenti del caso

Alessia Mosca

CATEGORIE: lettere

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Il mondo dei morti.

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Morte e disoccupazione, due dimensioni o momenti di un contesto più grande, impongono all’individuo di scegliere. La scelta, libera o determinata da ulteriori condizionamenti, apre a due opposte realtà: il successo o il fallimento. Queste nel lavoro di Sara Besia sono messe a confronto.

(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)

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12/17/2008

Hamlet Queler in video da SL

Minghetti_006 Clicca qui per vedere il video dell'incontro tenuto Domenica 14 dicembre da Hamlet Queler (l'avatar di Marco Minghetti) in  SECOND LIFE, nel corso del quale ha parlato di Humanistic Management e del romanzo Le Aziende In-Visibili.

L'incontro, in collaborazione con il Club Brain2Brain , è stato trasmesso in diretta via streaming, con tecnologie di 2Lifecast

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“Palermo Story”

Ovvero così lontana, così vicina…

di Sergio Di Giorgi

Sparare, sparatoria, tirare fucilate, cacciare, andare a caccia, lanciare, scagliare, scoccare frecce e sfrecciare, saettare, attraversare il mondo a grande velocità, iniettarsi droghe in vena…e poi scattare una fotografia, fare un film tutto intero o fare le riprese, scena per scena, ecc.ecc….Le parole, si sa, nella lingua inglese e in quella americana, tra accezioni colte, senso reale e figurato, gerghi specialistici e slang colloquiale, risultano spesso troppo dense, ambigue, caleidoscopiche. Ma in tutte le lingue del mondo, le parole sono codici e strumenti del pensiero e veicoli delle culture che le utilizzano. Vanno studiate, a fondo, possibilmente amate, e maneggiate con cura. Possono far male le parole, come schiaffi (ricordiamo tutti la memorabile gag di Moretti che schiaffeggia la giornalista che abusa del termine “professionalità” in “Palombella rossa”). Sono pietre le parole, lo sappiamo da tempo, possono tramortire, e anche frecce acuminate che feriscono e mai cicatrizzano.

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Lettere a Miss Lonelyheart

Luomogiusto

L'uomo giusto

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.40, 16 dicembre 2008

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.40, 16 dicembre 2008

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12/16/2008

Arte in SL 1 - ”MARCO MANRAY IN CHINA”

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IL PONTE DI GAUSS

Suggestioni + webcamcollage sul V capitolo de Le Aziende In-Visibili.

di Gianluca Garrapa

INTROSPEZIONE.

  1. Il metascrittore è nel limine ri-predittivo tra l’analogo cartaceo e il discreto transaceo. Nel limine si sta come verità che contiene il proprio opposto (Bataille).
  2. La possibile integrazione tra significante e significato, ché a scrivere ‘morto’ si debba carnalmente vedere un cadavere, non un Caravaggio elettronico che distingua sfondo e figura, ma proprio il correlativo s-oggettivo del mio in-flusso mentale. L’avatar è il quantum di pensiero amplificato.
  3. Quando diciamo l’avatar, di chi parliamo? È l’avatar a parlare noi? Ci agisce alla propria forma? Siamo avatar come pura dimensione mentale e interconnessa. (Le Aziende In-Visibili, p.183).

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CATEGORIE: Cornice, Cultura, lettere

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12/15/2008

Shakespeare, Bukowski...

...Minghetti_006 e Milgram.

CATEGORIE: Dicono di noi, lettere

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La città dei "folli"

Pino Varchetta: Si può fare (regia di Giulio Manfredonia)

Bisio interpreta il ruolo del protagonista; un sindacalista scomodo, "segato" dal suo vertice e gettato in un compito impossibile: rianimare una comunità di sofferenti mentali, usciti dalla legge 180, verso una prospettiva nuova, imprenditoriale, indicata come salvifica. Bisio, attore, si è lasciato crescere i capelli, non ha più la testa lucente che di solito lo accompagna, e acquista una pensosità utopistica. E il film si muove nell'ossimoro, appunto, in qualcosa di indicibile, forse addirittura di impensabile, che è quello di fare di un povero gruppo di dimenticati e di reietti un gruppo di operatori economicamente efficaci ed efficienti. La regia di Manfredonia è attenta e perspicua. Non abbandona mai il punto di vista prescelto fin dall'inizio, quello gruppale. Sono rari i momenti in cui si ha un campo e un controcampo centrato sul protagonista, Bisio, o su qualche membro del gruppo. Può accadere, ovviamente, e accade, ma è soprattutto il gruppo che si percepisce e si vede sullo schermo. E' un gruppo che ovviamente sbanda, si affloscia sotto le difficoltà, ma sa rialzarsi e riprendere la retta via. La sfida è quella dell'empowerment ed è straordinario in fondo dire tutto questo, se consideriamo che l'empowerment - concetto e costrutto oggi diffuso dagli studi organizzativi e manageriali - abbia in realtà origini e radici nell'area politica, in quella della psicologia di comunità, in quella medica e psicoterapeutica e infine in quella pedagogica.

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La pittura italiana del ‘900 contro il nichilismo europeo

Immagine1_2 di  Piero Trupia

Euristica ed ermeneutica della figura XIII

L’origine della metafisica dechirichiana è duplice: la Grecia della sua occasionale nascita e il simbolismo europeo della prima metà dell’800, intriso di romanticismo nordico.

De Chirico s’imbatté con l’opera del simbolista Böcklin a Monaco di Baviera nel 1908.

Del 1910 è la sua prima opera metafisica, L’enigme de l’oracle (coll. Privata) che mette in scena due figure velate, citazione da L’isola dei morti di Böcklin (1883, Alte Nationalgalerie, Berlino).

De Chirico portava però in sé l’imprinting del logos greco e non poteva fermarsi al simbolo, il quale rinvia a qualcosa. A cosa? Per il nichilismo imperante in Europa, al nulla. Il nulla come cosa, concretamente presente e pesante. Per il De Chirico metafisico, al tutto, all’Essere.

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12/13/2008

Dalla vita, al blog, al libro.

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Non solo mamma è un libro uscito nelle librerie da alcuni mesi e l'autrice Claudia De Lillo sta girando mezza Italia per presentarlo ai lettori. Il libro nasce da un blog, che a sua volta nasce da un'esperienza di vita intensa, frenetica e molto contemporanea. Giornalista finanziaria a tempo pieno, mamma di due bambini, moglie part time di un marito che vive per metà della settimana a Londra e infine blogger. La sua pagina viene visitata quotidianamente da tanti affezionati lettori, i commenti si sprecano e non scendono quasi mai al di sotto della cinquantina per post. A che cosa è dovuto tutto questo successo? Da lettrice di nonsolomamma non fatico a trovare una risposta: leggendo i suoi brevi frammenti di vita ci si sente meno soli nella follia di una snervante routine quotidiana, si ride, ci si regala un momento di svago intelligente perchè mai banale. Il blog piace alle mamme perchè si confrontano e si vedono riflesse, ai padri, a chi non ha figli o chi ne ha avuti e ora li rivede negli hobbit (così chiama nonsolomamma i suoi bambini) come nipoti.  Non si tratta di semplice resoconto giornaliero delle vicende domestiche: il filtro dell'ironia e del surreale rendono il blog "letterario" ( e forse per questo è stato trasformato in un libro), come avviene in tutti quei racconti che partendo dalla banale vita di tutti i giorni creano un'avventura. La De Lillo fa questo e assistere a una sua presentazione è piacevole e al tempo stesso straniante perchè ti sembra di conoscere da una vita quella persona al di là del tavolo che incontri per la prima volta.
Ma è inutile proseguire oltre, lascio la parola direttamente all'autrice, per una presentazione, virtuale stavolta, del libro, del blog e di ciò che è la sua vita.

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12/12/2008

Malamud

9788806161033gIstantanee, racconti fulminei che gelano il cuore e intrappolano la mente oltre l’Eden di un’America USA&getta: sono i “Racconti” di Bernard Malamud, oggi finalmente riproposti dopo anni di oblio da Einaudi (pp. 365, euro 20) in un’edizione antologica curata e introdotta da Eraldo Affinati. Sembrerebbero gli inferni domestici descritti nelle sue “short stories” da Raymond Carver o certe inquadrature magistrali di Robert Altman. Sembrerebbero perché questi racconti Malamud li ha scritti 30 anni prima. Già questo basterebbe per decifrare la grandezza di uno scrittore sempre vissuto ai margini dell’assenza: amato da Philip Roth (“Tra i migliori racconti che abbia mai letto”), divorato da Flannery O’ Condor (“Un autore di racconti che è il migliore in assoluto, migliore anche di me”), Malamud in Italia non ha mai riscosso l’attenzione critica e il successo di lettori che meriterebbe. Mettete da parte i tanti epigoni, dimenticate i tanti “radical flop” italiani che tentano invano la via del racconto breve e riscoprite questo poeta dell’assoluto, questo maestro dalla scrittura asciutta e implacabile.

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CATEGORIE: Cultura, Libri, Recensioni

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Water horse – La leggenda degli abissi (2007)

Waterhorse_01_530x250 di Marco Apolloni

Water horse – del regista Jay Russell – è un film sui buoni sentimenti, animalista fino al midollo, che tocca con incisività il delicato tema del rapporto tra uomo e bestia. Mostrandoci degli uomini bestiali capaci di scempiaggini come le guerre e bestie invece dai risvolti umani. Altro tema affrontato è quello di un'amicizia tanto impossibile, quanto resa possibile dalla materia fiabesca qui trattata. Il film comincia con una giovane coppia di turisti che entra in un locale e viene adescata da un vecchio sconosciuto, uno del posto, il quale, come il protagonista del poemetto di S.T. Coleridge The rime of the ancient mariner si porta dentro una storia sensazionale, che sente di dover condividere. Il racconto del vecchio ci riporta ai tempi della seconda guerra mondiale, dove facciamo la conoscenza di Angus MacMorrow, un ragazzino problematico – traumatizzato dalla perdita del padre, avvenuta in guerra –, che un giorno rinviene sulle rive del lago di Loch Ness un uovo primitivo e decide di portarselo a casa. Qui all'insaputa della madre apprensiva – interpretata dalla molto british Emily Watson – Angus alleva la bestiola, sgusciata fuori nel frattempo, che ha tutta l'aria di essere un piccolo dinosauro e la cui voracità lo porta a cercar cibo ovunque si trovi. Angus quindi ribattezza la sua simpatica creatura con un nome d'arte: Crusoe. Intanto un reparto della Royal Army si acquartiera nella tenuta dei MacMorrow.

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12/11/2008

L’ultimo tocco. Piccolo trattato sulla bellezza della persona.

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La bellezza salverà il mondo.

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(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)

« La bellezza salverà il mondo » diceva Fedor Dostoevskij.

Margherita Ferrari Ginevra pensa alla bellezza. Questa qualità, premessa di un lavoro posto in termini estetici, “L’estetica vive anche nelle incongruenze…” , consentirebbe quando ricercata ed accolta la realizzazione del suo cercatore.

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12/10/2008

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.39, 9 dicembre 2008

Newsletter

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.39, 9 dicembre 2008

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12/08/2008

La mano che ubbidisce all’intelletto

Immagine1 Piero Trupia

Fisiopatognomoscopia XI

La crisi economica di questi giorni ha toccato l’Italia a dispetto della limitata propensione dei risparmiatori italiani per le scommesse finanziarie. Non porterà gravi danni al nostro sistema produttivo in ragione della qualità inimitabile della sua produzione per l’export. In modo netto nell’ambito delle quattro A dell’eccellenza italica: alimentazione, abbigliamento, arredamento, automazione. In altri settori di singole imprese ci sono produzioniImmagine2  allo stesso livello. I pianoforti Fazioli e le fisarmoniche di alta gamma di Castelfidardo , dopo che quelle di qualità corrente sono state monopolizzate dai cinesi tramite imitazione servile. Un caso a parte è la storica, irrangiungibile liuteria di Cremona. Al contrario in campo automobilistico siamo ben lontani dai livelli raggiunti negli anni trenta anche per la produzione di consumo, Lancia e Alfa Romeo in primo luogo. La crisi odierna del settore potrebbe essere un’occasione per tornare a quei livelli.

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12/07/2008

La sottile genialità di Picasso

Parigi in questi giorni regala una mostra straordinaria al Grand Palais: Picasso e i suoi maestri. Non è la solita esposizione e trovo naturale parlarne qui perchè vedo parecchie analogie con la struttura e l'interazione tra stili intrinseca a Le aziende invisibili.

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CATEGORIE: Dal Mondo, lettere

12/06/2008

The difficulty of being Giulia - 1

Bloccata in un (apparentemente) tranquillissimo paesino della provincia meridionale italiana, Giulia riesce a dialogare appesa al filo precario di una debolissima connessione 56k con il resto del mondo. Il diario semiserio (molto più semi che serio) di una narratrice in erba che sa capovolgere con il sorriso le pochezze della società che osserva.

Diario da Altavillatraz - Puntata pilota

Letestanelpc

Cari amici vicini e lontani,
vi scrivo da qui. Ho iniziato non per colpa mia...Ma questa è una storia lunga...
Altavillatraz. Dove nulla è concesso per essere nel flusso tranne una cosa: Internet. 56 k. Pazienza. Scordatevi YouTube. Scordatevi Current tv.

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CATEGORIE: lettere

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12/05/2008

Il sergente Studer indaga

9788838922930gAi giorni nostri ormai è più semplice trovare un giallista che un idraulico: tutti scrivono un noir ma pochi sono veramente capaci, ancora meno quelli da considerare scrittori. Mentre a Courmayeur, dal 4 al 10 dicembre, parte il Noir Fest, unica manifestazione di genere degna di nota, l’invito è di andare alle radici e scoprire Friedrich Glauser, un autore che in Italia sino ad oggi non ha avuto moltissima fortuna. Lanciato da Leonardo Sciascia nei primi anni ’80 come “il Simenon svizzero”, ora Sellerio pubblica in un solo volume i suoi tre romanzi polizieschi più riusciti.

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12/04/2008

Il grande sogno della moneta comune, la matematica con la virgola, gli arrotondamenti e il "terra terra".

Monete

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Wall-E dice "si" all' Humanistic Management

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Così scriveva il 7 settembre scorso Luciano Canova ne “Il sottile capolavoro” :

“Wall-E è un film delizioso, una favola incantevole capace di tenere incollati alla poltrona per un’ora e mezzo. C’è qualcosa di semplice e leggero nel personaggio protagonista; qualcosa che si avvicina molto alla poesia.”

(immagine concessa gentilmente da Edoardo Maggi)

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12/03/2008

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.38, 2 dicembre 2008

Newsletter

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.38, 2 dicembre 2008

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12/01/2008

Beautiful Dreamers

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Il 2 dicembre si inaugura la mostra Beutiful Dreamers presso la Angel Art Gallery, Via Fiori Chiari, 12 Milano

In occasione dell'evento pubblichiamo la presentazione del curatore Ivan Quaroni

L'arte pop è senza dubbio la forma d'espressione artistica più universale che l'arte conosca perché affronta in modo semplice e diretto temi comprensibili a chiunque. Il suo successo, però, non dipende solo dalla sua facilità e immediatezza, dal fatto, cioè, che tra tutti i linguaggi sia l'unico che non ha davvero bisogno di spiegazioni, ma dal fatto che è una cultura visiva propositiva. Come ha giustamente scritto Franco Bolelli nel suo Cartesio non balla, “se la cultura pop è definitivamente superiore, è perché essa – innanzitutto quella più avanzata – sta creando nuovi valori, più pieni, più abbondanti”. (1)Uno dei quali è l'energia, l'eccitazione che fa muovere tutte le cose e che è lontana anni luce dall'arte cosiddetta concettuale, da quel tipo di espressioni fredde e intellettualistiche che hanno bisogno, per essere comprese, di un libretto delle istruzioni. No, come ha più volte ribadito Bolelli, “niente funziona davvero se non è eccitante. Si, la bellezza estetica, l'intelligenza, lo stile, i messaggi etici, si, sono tutte gran belle cose: ma tutta questa roba non muove un filo di vento se ad animarla non c'è un abbondanza di energia e di slancio”. (2)

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Il terrorismo, una “variabile” globale

di Ferruccio Capelli, Direttore Casa della Cultura di Milano

A Mumbai nei giorni scorsi è scoppiato l’inferno: gruppi di terroristi, addestrati e organizzati militarmente, hanno tenuto sotto scacco la città per più giorni. Il bilancio finale parla di oltre duecento morti.

Si tratta indubbiamente, dopo l’11/9, dell’episodio terroristico più grave e, soprattutto, più gravido di possibile conseguenze. Esso rischia di alimentare la crescita di tensioni etnico – religiose in un paese come l’India che registra da tempo un pericoloso infittirsi di scontri tra i diversi fondamentalismi. Inoltre esso può innescare una pericolosa crisi tra i due giganti del subcontinente indiano, l’India e il Pakistan, entrambi, è bene non dimenticarlo, dotati di armamenti nucleari.

I fatti ci dicono che il terrorismo è una nuova tremenda variabile della politica internazionale: ragionare “a prescindere” è semplicemente impossibile. Il mondo dell’informazione globale e dei movimenti migratori planetari è di per sua natura esposto all’azione di organizzazioni terroristiche internazionali. I fatti ci dicono anche che dopo sette anni di “guerra al terrorimo” il problema non è stato risolto, anzi per certi aspetti si è perfino aggravato. Evidentemente l’analisi e le ricette adottate dopo l’11 settembre erano inadeguate, probabilmente profondamente sbagliate.

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Il realismo magico di Morandi

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Piero Trupia

Euristica ed ermeneutica della figura XII

Concludiamo il trittico morandiano: la breve stagione metafisica, il paesaggio con le case cieche e ora la natura morta.

Le nature morte di Morandi mettono in campo comunissimi oggetti della vita quotidiana, bottiglie, vasi e vasetti, caraffe, scatole, palline, lumi a petrolio, fruttiere e zuccheriere d’alluminio, un pezzo di pane, una solitaria chitarra, una testa di pupo, comparsa una sola volta. A sé stante, un vaso con fiori, ripreso fino all’ultimo anno di vita, il 1964.

Il Morandi delle nature morte può essere ascritto al realismo magico, locuzione lanciata da Franz Roh, a proposito de Il Pino sul mare di Carlo Carrà, 1921 (Franz Roh, Nach Expressionismus – Magischer Realismus, 1925). Morandi frequentò Carrà e ne condivise la poetica, purificando vieppiù il linguaggio, al fine di raggiungere, nelle parole di Roh, una “apparizione conchiusa, ben poco minacciata dalla soggezione alla storia.”

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