E’ visibile, questa città.
A rischiarare il buio delle case è la neve.
Con lei riaffiora la speranza di non essere sopraffatti…
dai pensieri intrappolati,
dalle mistificazioni del reale,
dall’indifferenza universale.
Intravediamo casali spopolati
di fabbri, arrotini, calzolai e cantastorie.
C’incamminiamo sui sentieri da loro rinvenuti,
e ne siamo catturati.
Sono le orme del passato.
Quelle del nostro quotidiano,
quando le parole affidavano ai posteri la memoria delle nostre città.
Drammatica forse, ma piena di speranza.
Per questo più autentica.
Era la nostra geografia poetica alla ricerca della serenità.
Oggi, è visibile questa città!
Opera di Davide Fantone (“Andrate”)
Testo di Adriana Maria Quaglia
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