Un'inchiesta di Matteo Acmè.
Come si fa a raccontare una realtà molteplice e prismatica come quella in cui stiamo vivendo? Come si possono sintetizzare in poche pagine culture, esperienze, vite vissute ai quattro angoli di un mondo sempre in evoluzione e in movimento? Reporter e giornalisti di viaggio vedono aprirsi nuove frontiere e scomparire vecchi punti fermi. Ecco quindi la necessità di un viaggio lungo quattro interviste per provare a capire dove stia andando il reportage.
Il primo intervistato è Marco Moretti. Torinese di cinquantaquattro anni scrive dei suoi viaggi da quando ha finito il liceo scientifico. È un giornalista freelance e collabora con numerosi quotidiani e riviste fra cui La Stampa, Corriere della Sera Magazine, Bell’Europa, Elle, Donna Moderna e Men’s Health. Scrive anche pezzi originali per il sito web de La Stampa e, nonostante che abbia iniziato come semplice giornalista, lavora anche come fotoreporter e vende le sue fotografie, per una questione di “sopravvivenza”, afferma, dal momento che il mercato paga molto meglio le foto che lo scritto. Negli ultimi mesi ha viaggiato nell’isola di Socotra, in Svezia, in India, in Sudan ed Eritrea.
- Sono posti molto diversi uno dall’altro…
Sì, uno dei vantaggi di questo lavoro è che non esiste la routine.
- Quali sono gli ingredienti di un reportage di successo?
“Oggi sta cambiando talmente tanto il mondo dell’informazione che non mi sento di dare una ricetta.
Il mio lavoro si basa soprattutto su una grande documentazione: letture filologiche, siti web per reperire i dati aggiornati dello Stato che sto per visitare, mi informo ad esempio sui dati macroeconomici, i problemi legali, i traffici e i commerci, i dati demografici, le religioni e composizione etnica. L’obbiettivo è arrivare nel paese del mio viaggio attrezzato culturalmente. È molto importante come si conduce il viaggio, la capacità di osservazione, gli incontri che si hanno, le interviste realizzate. Bisogna soffermarsi anche sugli aspetti più quotidiani come la gastronomia o la spesa nei supermercati. Il mio reportage nasce dal succo di questi due elementi, preparazione e attenzione durante il viaggio.”