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Le Aziende In-Visibili -

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settembre 2008

09/30/2008

La crociata di Facebook contro le identità virtuali

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di Diomira Cennamo

Molti utenti di Second Life adorano la propria identità di avatar così si iscrivono ad altri network online, come Linkedin o Twitter, utilizzando il nome del loro avatar. Ma gli entusiasti di Second Life che si registrano a Facebook sotto il nome del proprio alter ego digitale devono stare attenti: il Syndey Morning Herald riporta che Facebook sta chiudendo gli account che si sospetta non rappresentino i nomi reali (o, meglio, della Real Life).

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Wall Street “affonda” trent’anni di liberismo

di Ferruccio Capelli, Direttore della Casa della Cultura di Milano.

Il settembre 2008 entrerà nei libri di storia. In tanti ancora non se ne sono resi conto oppure fingono di non accorgersene, eppure quanto è successo in questo mese a Wall Street e nei palazzi americani del potere è destinato a lasciare un segno assai profondo.

La finanza internazionale è precipitata nella turbolenza più grave dal lontano 1929. La crisi, innescatasi circa un anno fa, morde sempre più in profondità: una dietro l’altra hanno dichiarato fallimento una decina di banche. Per tamponare il disastro il governo americano è intervenuto con misure impensabili fino a poche settimane fa. Le due più grandi compagnie di mutui, Freddie Mac e Fannie Mae, sono state nazionalizzate e la più grande compagnia assicurativa del mondo, l’Aig, è stata posta sotto controllo pubblico. Subito dopo lo stesso Presidente americano George W. Bush ha lanciato un piano di salvataggio pari a 700 miliardi di dollari. La discussione al Congresso è ancora in corso: da quanto si capisce l’esborso reale, per essere efficace, sarà ben superiore.

Il Presidente che aveva sostenuto che “lo Stato è il problema” avvia un gigantesco processo di nazionalizzazioni. Il centro propulsore della deregulation dei mercati finanziari invoca il salvataggio pubblico. I cultori più intransigenti della capacità autoregolatrice del mercato sono costretti a una clamorosa inversione di marcia. Non vi sono dubbi: la stagione iniziata nel lontano 1979 con la vittoria elettorale della Thatcher e consolidatasi l’anno successivo con il successo di Reagan si è conclusa.

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CATEGORIE: Opinioni brevi

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Second Life: la realtà, da un altro punto di vista

di Paolo Costa

È uscito da poco un volume (Second Life: oltre la realtà il virtuale, a cura di Paola Canestrari e Angelo Romeo, Milano, Lupetti, 2008) che ha il merito di tentare un’analisi ampia, di taglio sociologico, del fenomeno SL. Gli ambiti di indagine del libro sono molteplici: la politica e le istituzioni, la moda, i consumi, la cultura e l’arte, il gioco. L’intento, insomma, è studiare SL come se fosse una vera società. Dico subito, però, che non condivido l’approccio.

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09/29/2008

Stati Uniti e Russia: non è guerra fredda

La guerra fredda è tornata? Le relazioni tra Stati Uniti e Russia nell’ultimo anno hanno subito un forte raffreddamento. A dividere le due potenze non vi è stato solo il conflitto nel Caucaso, ma anche diverse visioni della necessità dell’estensione all’Europa dell’est dello scudo anti-missilististico americano e dell’allargamento della Nato. Tutti fattori che hanno incrinato i rapporti e che hanno fatto parlare di un ritorno al periodo della Guerra Fredda. Rapporti che potrebbero rimanere tesi se il candidato presidenziale repubblicano vincesse le elezioni: Mc Cain infatti, anche nell’ultimo dibattito televisivo di venerdì scorso, ha attaccato duramente la Russia. Tuttavia l’attuale contrasto non sembra avere le caratteristiche che portarono al confronto le due superpotenze più di sessanta anni fa: innanzitutto il sistema internazionale su cui il conflitto si reggeva non appare più bi-polare. Sembra più indicato un altro parallelo. Dal crollo dell’Unione Sovietica le politiche occidentali verso la Russia sono state piuttosto oscillanti, riproponendo uno dei classici dilemmi di ogni periodo post-bellico, ossia cosa fare della potenza sconfitta, riammetterla o non riammetterla nella comunità internazionale?

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L’amore profano è inguantato

TizianoEuristica ed ermeneutica della figura IV, di Piero Trupia

L’Amor Sacro e l’Amor Profano non è il titolo apposto dall’ autore, Tiziano Vecellio (1488-1576) ma dal Vasi nel 1792, ultimo di una lunga serie, tra i quali, il più trasparente, Beltà Ornata e Beltà Disornata (Francucci, 1613).

L’opera è del 1515 o 16, 118x279, olio su tela, alla Galleria Borghese di Roma.

Il soggetto potrebbe essere ispirato al Sogno di Poliphilo di Francesco Colonna, principe di Palestrina, stampato nel 1499 da Aldo Manuzio a Venezia con 171 incisioni. Una eccelsa opera tipografica.

Il dipinto viene indicato come celebrativo delle nozze del Gran Cancelliere di Venezia Niccolò Aurelio e più di un segno accredita questa versione. È la narrazione di un processo di trasformazione, in parte poietico (creazione umana), in parte alchemico, risultante dalla fusione di elementi naturali diversi.

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09/28/2008

Premio Belgioioso Giallo 2008.

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Nella serata di sabato 27 settembre 2008 si è tenuto presso il castello di Belgioioso, antica residenza neoclassica, lo spoglio dei voti per l’assegnazione del Premio Belgioioso Giallo 2008, dedicato al genere thriller, giallo e noir.

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CATEGORIE: Cultura, Libri, Recensioni

In ControCanto…

Piuma di Adriana Quaglia.

Il titolo non vuole essere metaforico e neppure miracolistico: mi rendo però conto che esso altro non e’ che un’indicazione esplicativa di come il Controcanto possa diventare una linea di comportamento capace di svelare e mettere in armonia i detti e i non detti e i fatti e i non fatti nelle aziende di oggi.

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CATEGORIE: Opinioni brevi

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09/27/2008

My Ideal Business: «DVersa»

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un progetto di Dilyara Khisamova

La serie di post “My Ideal Business” si riferiscono ai diversi progetti elaborati dagli studenti del corso di Master in Business Design di Domus Academy anno, un innovativo master che ha lo scopo di creare nuovi e intensi rapporti tra il mondo del business e quello del design. Ogni anno all’interno del workshop, che dà il nome alla serie di post, agli studenti, provenienti da diversi paesi del mondo,  viene chiesto di elaborare una proposta innovativa di progetto di business ideale. Un solo obbligo per tutti: la fattibilità economico-finanziaria della proposta. Il resto tutto alla loro creatività e alla loro capacità di leggere il mercato (quello del proprio paese, italiano o globale), i nuovi trend, i coportamenti di consumo... A voi, descritti direttamente dagli studenti, alcuni dei progetti di quest’anno accademico 2007-2008, in grado di combinare in maniera interessante estro, inventiva con caratteristiche organizzative, spirito di imprenditorialià e aspetti strettamente di business

“Wearing beautiful lingerie is a mentality, an education”

Miss Liautard, “Fanny Liautard”

My ideal business proposal is a brand retail shop, called “DVersa”, where woman can make made-to-measure lingerie with the help of the designer to suit perfectly her shape in the elegant and relaxing environment. A place where a woman can at the same time be truly herself and yet different from others.

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09/26/2008

Dove va il reportage? 4

di Matteo Acmè.

Come si fa a raccontare una realtà molteplice e prismatica come quella in cui stiamo vivendo? Come si possono sintetizzare in poche pagine culture, esperienze, vite vissute ai quattro angoli di un mondo sempre in evoluzione e in movimento? Reporter e giornalisti di viaggio vedono aprirsi nuove frontiere e scomparire vecchi punti fermi. Ecco quindi la necessità di un viaggio lungo quattro interviste per provare a capire dove stia andando il reportage.

L’ultima delle quattro interviste di questa breve inchiesta è dedicata a Massimo Morello. Mi dice di aver superato i cinquant’anni ma non specifica la sua età, seguendo il consiglio ricevuto da un cabalista di Gerusalemme. Dopo essersi “inutilmente” laureto in filosofia ha studiato giornalismo ed ha poi iniziato a lavorare come giornalista di viaggio. Vive fra Milano e Bangkok che utilizza come base logistica per i suoi spostamenti in Oriente. Collabora con giornali e riviste e scrive guide turistiche. Nell’ultimo anno ha scritto molto dal sud-est asiatico (Laos, Vietnam, Giappone, Thailandia, Birmania).

- Ultimamente si è occupato molto di Birmania…

“Ho lavorato molto in questo paese perché è stato al centro dell’interesse mondiale nell’ultimo anno. Soprattutto mi sono occupato della questione dei rifugiati al confine fra Birmania e Thailandia.”

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CATEGORIE: lettere, Viaggi

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09/25/2008

Letteratura di viaggio - Introduzione di Leonardo Terzo; MIDDLE STREET, GALWAY, IRELAND - di Viola Tavazzani

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Foreste

Pino Varchetta: La terra degli uomini rossi-Birdwatchers (regia di M. Bechis)

Una striscia di terra rossastra appena profanata dalle macchine agricole possenti dei fazenderos precede "quel che resta" della foresta. Prima, durante il tempo degli Indios, i figli di quella terra, lì nati e lì cresciuti, la foresta occupava ogni spazio, insieme al grande fiume.

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CATEGORIE: Film, lettere, Recensioni

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.28, 24 settembre 2008

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.28, 24 settembre 2008

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09/24/2008

In libreria!O sul Web!

Cop_azinvnewDa oggi Le Aziende In-Visibili si può  (o si dovrebbe) trovare in libreria.

In questo giorno desidero innanzitutto ringraziare i 98 membri della Living Mutants Society, elencati nel nostro blogroll in ordine rigorosamente sparso, che con il loro contributo ed il loro entusiasmo hanno reso possibile la realizzazione di quello che credo si possa legittimamente chiamare il primo "Wikiromance" della storia della letteratura.

Sugli esiti artistici dell'operazione da oggi il giudizio è rimesso ai lettori che naturalmente invitiamo ad esprimersi qui.

Per chi volesse avere ulteriori ragguagli   sulle premesse teoriche che sostengono il volume, ricordo i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" .

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09/23/2008

Verso la giustizia “fai da te”?

di Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano.

L’ossessione securitaria sta producendo frutti avvelenati. La paura, a forza di essere evocata e alimentata, sta facendo slittare il paese verso qualcosa di simile al Far West. Due fatti recenti, per altro collocati in un crescendo di episodi allarmanti, segnalano in modo inequivocabile che qualcosa di nuovo e di grave sta accadendo in Italia: vi sono sempre più cittadini che pensano di avere diritto a farsi giustizia da soli o, comunque, sono pronti a farlo.

Ricordiamo i fatti di cronaca. Il 19 agosto ad Aprilia, in provincia di Roma, un giovane rumeno è stato ucciso a colpi di fucile. Nella notte fra il 14 e il 15 settembre un ragazzo italiano, di colore, con famiglia originaria del Burkina Faso, è stato assassinato a colpi di spranga a Milano, nei pressi della Stazione Centrale. L’immigrato rumeno aveva rubato una stecca di sigarette. Il diciannovenne italiano aveva preso qualche biscotto. Gli uomini che hanno ucciso sono “normali” cittadini italiani. Nel caso di Aprilia si sono perfino levate molte voci di solidarietà verso l’uomo che ha sparato: in tanti hanno detto che aveva molti motivi per essere esasperato perchè era la quarta volta che la sua tabaccheria subiva un furto.

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CATEGORIE: Opinioni brevi

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09/22/2008

Chi ha paura di Sarah Palin?

Stralci da una intervista a Corey Robin, autore di Fear: History of a Political Idea, di Elisabetta Pasini

Dopo una settimana di notizie catastrofiche (il fallimento di Lehman Brothers e il conseguente crollo delle Borse internazionali, la minaccia di una nuova crisi come quella del ’29, e, last but not least, il probabile fallimento prossimo venturo di Alitalia) lo spettro di una recessione economica globale si agita sempre più minaccioso nell’opinione pubblica, e soprattutto i suoi effetti minacciano di colpire piuttosto indistintamente tutti i paesi, dagli Stati Uniti all’Europa, dalla Russia alla Cina. A riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che viviamo davvero in un’epoca globale.

Mi è capitato qualche tempo fa di intervistare Corey Robin, docente di Scienza della Politica al Brooklyn College e al Graduate Center of the City University di New York e autore del famoso libro Paura: storia di un’idea politica. Il tema dell’intervista condotta per la rivista Paradoxa era, naturalmente, la paura e il suo significato nell’era globale, e da allora alcune delle sue parole continuano a risuonarmi in mente come una possibile spiegazione per alcuni dei fatti che oggi stanno accadendo a un ritmo incalzante.

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09/21/2008

Inquietudine di filosofo

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Quest’opera di De Chirico è il racconto di una metamorfosi da manichino a persona, racconto diacronico nello svolgimento, sincronico nella rappresentazione.

De Chirico visse la sua esperienza artistica in un periodo di crisi conclamata della ragione. I Maestri del Sospetto avevano portato un attacco concentrico, ancorché non concertato, al pensiero forte e alla tradizione filosofica occidentale. Marx alla coscienza come autonoma produttrice di cultura e consapevolezza di sé, Nietzsche alla morale come regno della libertà dello spirito, Freud alla soggettualità, presunta, di un uomo padrone di sé e delle sue pulsioni. La filosofia, sradicata dalla metafisica, non era più il condensatore universale del sapere, meno che mai la teologia. Roba vecchia, sbrigativamente bollata come “metafisica”. Il nichilismo.

Nella letteratura e nella pittura la figura umana, destrutturata, era ora un caleidoscopio di componenti psichiche da comporre, scomporre, ricomporre occasionalmente.

La pittura italiana, e l’architettura, non si fecero condizionare da questo clima. Opposero il carnevale futurista, da cui però emerse il razionalismo architettonico, e, in pittura, il “ritorno all’ordine”, patrocinato dalla rivista e movimento Valori Plastici. Il pensiero forte e la figurazione rigorosa erano riconquistati, senza tuttavia dimenticare il disordine in agguato.

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09/20/2008

My Ideal Business: HAST KALA

Hast_kala_01 Un progetto di Priyanka Chaudhry

La serie di post “My Ideal Business” si riferiscono ai diversi progetti elaborati dagli studenti del corso di Master in Business Design di Domus Academy, un innovativo master che ha lo scopo di creare nuovi e intensi rapporti tra il mondo del business e quello del design. Ogni anno all’interno del workshop, che dà il nome alla serie di post, agli studenti, provenienti da diversi paesi del mondo, viene chiesto di elaborare una proposta innovativa di progetto di business ideale. Uno solo obbligo per tutti: la fattibilità economico-finanziaria della proposta. Il resto tutto alla loro creatività e alla loro capacità di leggere il mercato, i nuovi trend, i comportamenti di consumo...

Wall murals in India is not merely a decorative art, it is conceived from the creative vision of common people; inspired by their deep devotion to god, their spiritual communion with nature and the wisdom of their traditions. It is therefore, a reflection of the self and community; a socially unifying force. It has been in existence since centuries ranging from simplistic designs adorning the rural country walls to elaborate and intricate designs glorifying religious and royal establishments.

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Affrontare il cambiamento.

Di Renata Borgato

Il cervello umano è organizzato in modo da attribuire un senso agli stimoli che riceve. Prendiamo per esempio la seguente figura: si tratta di segni casualmente assemblati, ma la percezione che rappresenti  un cane è ben più incisiva dell’informazione che essa, invece, è costituita solo da delle macchie bianche su un fondo nero (o viceversa da delle macchie nere su un fondo bianco).

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In questo modo, un cane che nel disegno non c’è, è invece ben presente nella mente delle persone.

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CATEGORIE: Opinioni brevi

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09/19/2008

Dove va il reportage? 3

di Matteo Acmè

Come si fa a raccontare una realtà molteplice e prismatica come quella in cui stiamo vivendo? Come si possono sintetizzare in poche pagine culture, esperienze, vite vissute ai quattro angoli di un mondo sempre in evoluzione e in movimento? Reporter e giornalisti di viaggio vedono aprirsi nuove frontiere e scomparire vecchi punti fermi. Ecco quindi la necessità di un viaggio lungo quattro interviste per provare a capire dove stia andando il reportage.

La terza intervista di questo breve viaggio è dedicata ad Alessandro Gandolfi. Nato a Parma, trentasette anni, si è laureato in filosofia e poi ha studiato giornalismo ad Urbino. Collabora con diverse testate fra cui National Geographic Italia, Gente Viaggi, D di Repubblica, Week End Viaggi. Recentemente ha fondato con alcuni colleghi un’agenzia fotografica (www.parallelozero.com) per far fronte alle insidie del mercato italiano. I suoi ultimi viaggi lo hanno portato in Basilicata, nel sud-ovest degli Stati Uniti, nello Yemen (isola di Socotra), in Australia, Salvador, Belize e Perù.

- Lei scrive reportage, ma ha anche fondato un’agenzia che si occupa principalemte di fotografia di viaggio. Fa anche riprese?Si sente più scrittore o fotografo?

“Non faccio riprese. Sono un fotografo autodidatta ma ho una formazione giornalistica. Inizialmente facevo il cronista a Repubblica, oggi produco servizi testo-foto ma vendo anche solo una delle due parti.”

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CATEGORIE: lettere, Viaggi

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La guerra tra Georgia e Russia riapre il problema dei conflitti irrisolti nel Caucaso

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Il conflitto russo-georgiano in Ossezia meridionale ha riportato al centro dell’attenzione internazionale la questione dei conflitti irrisolti del Caucaso meridionale. “Congelati” per oltre un decennio su linee di cessate il fuoco all’interno delle qualisi sono radicate statualità de facto, mostrano oggi tutto il loro potenziale destabilizzante, in relazione all’incapacità della comunità internazionale di propugnare una sistematizzazione de jure delle regioni.

Ai conflitti nel Caucaso l’ISPI ha dedicato, il 18 settembre,  il primo dei quattro incontri sulle conseguenze della guerra in Ossezia meridionale che si terranno tra settembre e ottobre. All’incontro, moderato dal direttore dell’ISPI Paolo Magri, hanno preso parte il Prof. Aldo Ferrari, docente di Lingua e Letteratura armena alla Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore del Programma di ricerca ISPI su Caucaso ed Asia centrale, e Lucio Caracciolo direttore della rivista Limes.

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CATEGORIE: lettere

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09/18/2008

Quando la politica diventa un format.Horror.

Credo che meriti un supplemento di riflessione il bell'articolo apparso oggi su Repubblica a firma di Edmondo Berselli Quando la politica diventa un format. A seguito della dichiarazione berlusconiana secondo cui Veltroni è "inesistente", Berselli spiega a mio modo di vedere in maniera efficace come mai, nonostante gli evidenti insuccessi fin qui prodotti dal suo governo, Berlusconi sia in testa ai sondaggi di popolarità, mentre la sinistra arranca.

Il punto, osserva Berselli, è che "serve a poco giudicare il governo Berlusconi con le categorie tradizionali della politica e dell´economia. Occorre invece un approccio culturale, se non addirittura antropologico: il governo e i ministri più popolari sono riusciti, chissà se per intenzione esplicita o per un caso fortunato, a imporre un modello, una forma specifica di comunicazione. Anzi, un format.Come in un programma televisivo di successo, Renato Brunetta, Roberto Maroni, Mariastella Gelmini, e perfino la new entry Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico."

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Viaggio di notte

Isolalunga_2Avete mai provato il “viaggio di notte”? Potrebbe diventare l’ultima moda tra i viaggiatori curiosi. Ma è prima di tutto un viaggio dentro le nostre emozioni e le nostre paure.

Di Claudio Visentin

Per noi occidentali l’idea di viaggiare di notte appare appunto esotica, anche un poco stravagante. Di norma il turista si alza presto, perché i musei e gli altri luoghi canonici, a loro volta, aprono le porte di buon’ora. Nel tardo pomeriggio comincia a segnare il passo, e a ora di cena la stanchezza accumulata gli dà il colpo di grazia. Del resto, se si esclude qualche pub, night club o casinò, luoghi tutto sommato abbastanza prevedibili e simili ovunque, non è  nemmeno chiaro come si potrebbe impiegare in viaggio la notte.

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CATEGORIE: Dal Mondo, Nòva100, Viaggi

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.27, 17 settembre 2008

Newsletter

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.27, 17 settembre 2008

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09/17/2008

Dalle Città Invisibili....

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...a Le Aziende InVisibili ,  31 ( L’approccio metadisciplinare: management, letteratura, arti visive, mitologia, seconda parte)

Va infine ricordata un‘altra osservazione di Auden. “Come altre opere mitopoietiche,

La Tempesta

ha ispirato diversi sviluppi “apocrifi”. Non si può leggere Don Chisciotte senza provare il desiderio di creare nuovi episodi che Cervantes , si fa per dire, ha dimenticato di raccontarci. Lo stesso vale per il Conan Doyle di Sherlock Holmes. Ma sono soprattutto  grandissimi scrittori come Cervantes e Kafka che possono stimolare operazioni di questo genere”. Italo Calvino è sicuramente fra questi. Le Aziende In-Visibili raccoglie insomma l’eredità dell’Oulipo nei termini di una produzione collettiva di senso (che è sempre più portata avanti anche sulla Rete a partire da operazioni come  “Luther Blissett”, il nome multiplo, ovvero lo pseudonimo utilizzato da un numero imprecisato di performers, artisti, riviste underground, operatori del virtuale americani ed europei negli anni ottanta e novanta per realizzare opere collettive o, nei primi anni 2000, la “costola” italiana “Wu Ming”- tanto che inizialmente avevo pensato anche di chiamare il gruppo di autori de Le Aziende In-Visibili i “Marco Wu? Minghetti”….poi ho lasciato perdere, ndr), confrontandosi con la dimensione mitica e quindi narrativa del mondo vitale dell’impresa contemporanea.

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09/16/2008

Dallo "share of wallet" allo "share of heart"

Y10small Storytelling Lab: studenti, studiosi, appassionati, che riflettono sull'uso della narrazione nel mondo quotidiano (a cura di Andrea Fontana)


Perché oggi catturare il nostro affetto significa accedere ad una quota del nostro portafoglio? Astrid Migliorini ci da qualche suggerimento per non cadere nell'incanto del brand charming, comparando la raffinata evoluzione narrativa e sensoriale dagli anni '80 a oggi.


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No al dolore su media non autorizzati

Oggi il quotidiano on line di Repubblica riporta la notizia dello scandalo suscitato in America da un giornalista del Rock Mountain News che ha deciso di seguire in diretta, e di trasmettere su internet via Twitter, i funerali di un bambino di 3 anni ucciso da un pirata della strada.
La reazione della rete e dell'opinione pubblica non ha tardato a manifestarsi e a  condannare l'operato del giornale, considerato come scandaloso per il suo sfruttare il dolore a fini di share.
La notizia ha fomentato da subito un acceso dibattito fra i blogger e i frequentatori di internet. La domanda principale sembra essere questa: è lecito sfruttare gli strumenti di comunicazione più rapidi e capillari offerti dalla rete per proporre atti di voyerismo di questo tipo?

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Dalla SIC al Wikiromance

Gregorio Magini e Vanni Santoni. Chi sono costoro? Sono gli inventori del metodo SIC, Scrittura Industriale Collettiva. Io li ho incontrati qualche giorno fa nel contesto del Copyleft Festival di Arezzo e ho avuto modo di conversare con loro. I due simpatici giovanotti mi hanno molto cortesemente spiegato in cosa consiste il metodo da loro ideato nel 2007 e tramite cui operano da un paio di anni in rete. Ciò che mi ha colpito è la perfetta similitudine tra le modalità di composizione artistica definite dal metodo SIC e i principi dello scientific management definiti da Frederick Taylor nel 1911 (ed in nuce già colti da Adam Smith) e ancor oggi dominanti non solo le pratiche del mondo industriale e dei servizi, ma la nostra stessa vita quotidiana (cfr. per approfondimenti http://www.humanisticmanagement.it/). Nel sito della SIC si può trovare il dettaglio del metodo proposto che, mi spiace dirlo, non solo non coglie tutte le potenzialità innovative offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione ma  per molti aspetti si caratterizza per il suo conservatorismo e la difesa di modelli prima di tutto mentali fortemente ancorati nel passato: la divisione del lavoro programmata e pianificata a tavolino, la distinzione fra chi progetta e chi produce, e via dicendo, in perfetta coerenza con quanto scritto e praticato dalla triade Smith-Taylor-Ford, nonché dal dominante harvardismo in tutti i settori della società attuale.

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09/15/2008

Otto settembre e dintorni

di Ferruccio Capelli

Viviamo in tempi di presente ipertrofico, di scarsa attenzione per il futuro e di svalutazione del passato. Eppure ogni tanto, inesorabilmente, la storia e la memoria irrompono nel dibattito pubblico: sarebbe un grave errore sottovalutarne portata e implicazioni. Veniamo ai fatti di cronaca che hanno innescato la recente discussione. In occasione della celebrazione dell’otto settembre il sindaco di Roma e il ministro della Difesa, due tra le più alte cariche della Repubblica, propongono una distinzione fra fascismo buono e fascismo cattivo e la rivalutazione della stessa Repubblica Sociale di Salò. Nonostante la dignitosa barriera frapposta dal Presidente della Repubblica l’effetto voluto è pienamente raggiunto: il tema “fascismo” entra per alcuni giorni nel chiacchericcio mediatico.

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CATEGORIE: Opinioni brevi

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Tra il volto e il teschio

Image0221Fisiopatognomoscopia VIII, di Piero Trupia

Frans Hals, Young man with a skull (1628), London, National Gallery

Frans fu pittore non accademico e nella maturità quasi esclusivamente ritrattista. Nel ritratto condensava una vicenda umana. Olandese ma non fiammingo, prese le distanze da tutte le scuole, a partire da quella, al momento egemone, dei caravaggisti di Utrecht. Nella sua pittura la luce, fiamminga o italiana, non è protagonista; modella la figura e crea lo spazio. Pittura di realtà, fuori da ogni accademia e lontana dall’imperante manierismo. Dipingeva di getto senza disegni preparatori e Reynolds gli rimproverò di non finire i suoi quadri. Ma il non-finito di Michelangelo non è incompleto: ha la sua finitezza nell’apertura all’infinito.

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09/14/2008

10 SITUAZIONIi in cerca d'AUTORE

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Vuote a rendere (cans customizing art)

La ARTE DUE Gallery di Matteo Chigorno, con il Patrocinio del Comune di Milano, propone dal 24 settembre al 31 ottobre 2008 la mostra Vuote a Rendere. Cans Customizing Art, un’ampia collettiva che vedrà coinvolti più di quaranta artisti provenienti dalla street art.
Ogni artista è stato invitato a realizzare una o più opere appositamente per la mostra, attraverso la customizzazione di bombolette spray. Questa inedita e significativa “materia prima” è utilizzata dagli artisti coinvolti talvolta come supporto da dipingere, talvolta come materia da scolpire o, ancora, per creare oggetti di design. Saranno quindi tutti lavori inediti quelli presentati alla ARTE DUE Gallery, realizzati partendo da uno stesso tema, che daranno vita ad un confronto e ad un dialogo serrato tra personalità anche molto diverse tra loro, normalmente impegnate all’interno dello scenario urbano.
Il progetto alla base di Vuote a Rendere, nato dall'incontro tra Matteo Chigorno, proprietario della nuova galleria ARTE DUE, il gruppo TDK art D-vision, formato dai noti artisti milanesi Raptuz e Gatto, e la critica d'arte Francesca Guerisoli è molto più di una semplice mostra. Infatti tale progetto, di cui Vuote a Rendere è l’evento inaugurale, si prefigge di portare nel panorama galleristico italiano ed internazionale una serie di Flyer2 mostre e di rassegne dedicate al mondo della street art.

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Paesologia

Cover_arminio1La paesologia è la scienza che studia i paesi. Ma è una scienza strana; a tutt’oggi vi si dedica un solo scienziato. Nonostante questo, è una disciplina che ha molto avvenire: forse perché i paesi ne hanno davvero poco.

di Claudio Visentin

Il poeta e scrittore Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Campania, nell’Irpinia orientale. Da qualche anno si è autoproclamato primo (e per ora unico) “paesologo” italiano. Arminio spende le giornate visitando piccoli paesi: “Quasi ogni mattina vado a trovare qualche paese come si va a trovare un vecchio zio, vado a vedere che faccia ha, a che punto è la sua malattia o la sua salute. (...) C’è chi sta fermo e chi va lontano. Io seguo un’altra strada, viaggio nei dintorni”. Parcheggiata la macchina, il suo itinerario si snoda tra la piazza, il bar, il municipio, la scuola, il cimitero, insomma tutti i posti dove si entra gratis. Parla con il sindaco, il vigile, il geometra comunale, la barista, i vecchi pensionati, i nullafacenti, i matti. Guarda le macchine che passano, mangia un panino comprato nel negozio di alimentari (“Con due euro panino e grande bottiglia d’acqua minerale, due euro da consumare al sole, costa poco stare in piedi, con due euro qui puoi stare in piedi un’intera giornata”). Qualche volta compera una cartolina. Poi torna a casa.

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09/13/2008

My Ideal Business: Hattitude, hat + attitude

Hattitude2 La serie di post “My Ideal Business” si riferiscono ai diversi progetti elaborati dagli studenti del corso di Master in Business Design di Domus Academy, un innovativo master che ha lo scopo di creare nuovi e intensi rapporti tra il mondo del business e quello del design. Ogni anno all’interno del workshop, che dà il nome alla serie di post, agli studenti, provenienti da diversi paesi del mondo,  viene chiesto di elaborare una proposta innovativa di progetto di business ideale. Uno solo obbligo per tutti: la fattibilità economico-finanziaria della proposta. Il resto tutto alla loro creatività e alla loro capacità di leggere il mercato, i nuovi trend, i comportamenti di consumo...

Un progetto di Louise Jin

“I myself have 12 hats, and each one represents a different personality. Why just be yourself?”
Margaret Atwood

I believe hats can help you to express, refine, and complete yourself in a free, creative way: a cult object - revival of hats as a new way of expressing yourself, a tool to represent your identity.
Hat is a wonderful object that helps you to transform yourself into someone else, hide and outstand from others, and shift your mood and feelings. A fun cult-object that gives you joy, style, characters to express and create your personal statements.

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09/12/2008

Greenaway, Second Life e i volti di Dio

di Paolo Costa

Blue_planet Una settimana fa ho espresso, su questo blog, un modesto parere sulla vitalità di Second Life (vedi il post C’è vita su SL). Alludevo fra l’altro a nuove modalità di espressione artistica che trovano nel mondo di Linden Labs e in altri metaversi un terreno fertilissimo. L’esempio migliore che mi viene in mente è quello di Blue Planet, un lavoro recente di Peter Greenaway e Saskia Boddeke, rappresentato in prima assoluta il 29 agosto scorso a Saragozza.

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Dove va il reportage? 2

di Matteo Acmè

Come si fa a raccontare una realtà molteplice e prismatica come quella in cui stiamo vivendo? Come si possono sintetizzare in poche pagine culture, esperienze, vite vissute ai quattro angoli di un mondo sempre in evoluzione e in movimento? Reporter e giornalisti di viaggio vedono aprirsi nuove frontiere e scomparire vecchi punti fermi. Ecco quindi la necessità di un viaggio lungo quattro interviste per provare a capire dove stia andando il reportage.

Il secondo degli intervistati è Fabrizio Ardito. Anche lui, come Moretti, è un reporter freelance, ha cinquant’anni e vive a Roma. Dopo aver lavorato alcuni anni come speleologo ha iniziato a dedicarsi principalmente al giornalismo di viaggio, collabora con numerose riviste del settore fra cui Meridiani, Plein Air e Touring. Ha inoltre girato alcuni documentari per Super Geo e il TG1. Scrive anche libri e guide turistiche, una boccata di ossigeno che gli permette di lavorare in modo “meno schizofrenico” con la possibilità di approfondire con più calma lo studio di culture e paesi. Nell’ultimo periodo ha viaggiato soprattutto a piedi, percorrendo il Cammino di Santiago, la Via Francigena che va dal San Bernardo a Roma e un giro dei luoghi della lingua d’Oc in Francia.

-Come mai questa scelta di viaggiare a piedi?

“Viaggiare a piedi è un modo di vivere molto particolare, che non è quello della montagna, è un altro tipo di camminare. Ti cambia il ritmo di vita, è un rallentare rispetto al solito che permette anche di restare un po’ a discutere con proprio cervello, il che non fa mai male.”

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CATEGORIE: lettere, Viaggi

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09/11/2008

Wikinomics: nuove prospettive per la “mass collaboration”

Visto l'interesse suscitato dalla nostra recensione di Wikinomics, Elisabetta Pasina propone un nuovo approfondimento di questo testo.

“Se non avete mai avuto a che fare con la Geek Squad, provate a immaginarvi una via di mezzo tra Ghostbusters, Men in Black e Dragonet. Gli agenti della Geek Squad hanno tutti un badge speciale, vestono con pantaloni neri, camicia bianca, cravatta nera sottile, calzini bianchi e scarpe nere lucide. Tutti si attribuiscono un titolo speciale, come Missione Controllo, Agente Speciale, e Operazioni in Nero per i più tecnologici. Oltre a tutto ciò, gli agenti della Geek Squad arrivano dai clienti guidando una VW Beetle nera.”

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.26, 10 settembre 2008

Newsletter

Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.26, 10 settembre 2008

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09/10/2008

Dalle Città Invisibili.....

Paradiso_perduto

...a Le Aziende InVisibili ,  30 ( L’approccio metadisciplinare: management, letteratura, arti visive, mitologia, prima parte)

Le Città Invisibili si presta bene come base per una riflessione sul mondo aziendale, che incrocia, nello stile dello humanistic management, letteratura, arti visive e vita d’impresa, non solo per il suo valore formale, ma anche per i contenuti. Ogni città racchiude un simbolo, un valore, un ricordo, un’esperienza: possiamo a tutti gli effetti dire che si tratta di un libro che descrive la mitologia personale di Calvino in una serie di brevi apologhi, o poesie in forma di racconto, direbbe Carver. Si possono allora applicare a questo testo le osservazioni che Auden propone, riprendendo C.S. Lewis, parlando della Tempesta shakespeariana: “ il mito non esiste affatto in parole… è qualcosa che ha un valore inesauribile. Ma a quale versione, a quali parole pensiamo, nel momento che lo affermiamo? Per quanto mi concerne, la risposta è che non mi vengono in mente le parole di nessun autore… Mi affascina e mi arricchisce un determinato complesso di eventi, che mi affascinerebbe e mi arricchirebbe non meno se mi avesse raggiunto tramite un altro medium del tutto indipendente da strumenti verbali – un mimo, ad esempio, o un film. E penso che il ragionamento valga per tutte le storie come questa…Qualsiasi mezzo di comunicazione riesca a trapiantare quegli eventi nella nostra immaginazione, fa sì che il “trucco” abbia funzionato. A quel punto non serve più, lo si può gettare via… In poesia le parole sono il corpo, e l’anima è qualcosa d’inesprimibile: le parole o il mimo o il film o le sequenze pittoriche non sono neppure abiti – sono poco più di un telefono…. I grandi miti dell’era cristiana sono Faust, Don Chisciotte, Don Giovanni. Tra i miti moderni spiccano Sherlock Holmes e L’il Abner… I fumetti sono un buon punto di partenza per riflettere sulla natura dei miti perché il loro linguaggio è informale."

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09/08/2008

Affaire La Stampa - update

dal "Roberta GreenBlog" di Roberta Greenfield, postato il 04/09/08:

"Segnalo a tutti coloro che hanno partecipato al dibattito scatenato dall'articolo di La Stampa che la reazione di Nova100 non si è fatta attendere. Paolo Costa pubblica un ottimo articolo che fotografa lo stato dell'arte di SL senza perdersi in luoghi comuni.

Inoltre per dovere di cronaca segnalo che, subito dopo l'uscita dell'articolo di B.Ruffilli, circa 100 avatar si sono radunati davanti alla sede virtuale di La Stampa in SL per manifestare la loro protesta; la sim è poi crashata x i troppi accessi.

Come volevasi dimostrare."

Brand Fusion

Ingodwetrust1 Moda o nuova “impalcatura” del mondo?, di Adriana Quaglia

Abbandoniamo l’idea di costruire teorie generali della realta’ ed evitiamo di fare di ogni cosa un problema metafisico…il pensiero umano, direbbe Wittgestein, non ha altre possibilita’ di manifestarsi che nel linguaggio e chi lo sa meglio degli esperti “comunicatori”? Ogni intervento sul linguaggio e’ un intervento sul pensiero umano… 

…e ogni oggetto viene pensato dall’uomo in funzione della storia che porta con se’.
È frutto di un sistema di relazioni tra chi lo progetta, chi lo produce, chi lo mette in commercio e chi lo usa. Ha un suo sapere e, contemporaneamente, ha una duplice funzione simbolica: esprime quel sapere e, concettualmente, evoca un universo di valori e di significati. Ogni oggetto, quindi, testimonia e definisce un mondo, ma sollecita a considerare altri mondi possibili. Ogni oggetto, che sia tangibile o altrimenti rappresentato, e’ prima segno del presente e poi sogno del futuro. E cosi’ il brand che lo accompagna!

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CATEGORIE: Opinioni brevi

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Lo scettro del potere non muta nel tempo

Euristica ed ermeneutica della figura III, di Piero Trupia

San_vitale_ravenna_massimiano_2Propongo la lettura di due testi pittorici lontanissimi nel tempo, vicini per la modalità compositiva.
La prima opera è il ritratto di Massimiano con la corte, un mosaico della fine del VI secolo in San Vitale a Ravenna.
Era il vicario dell'imperatore Giustiniano e di papa Vigilio; uomo dotto e grande amministratore.
La scrittura è quella tipica del modus bizantinus: austerità e rigore geometrico.
La cornice riporta lo stile dell'oreficeria del tempo e si ritrova nella decorazione dei due pilastri laterali, nella copertina del messale, nella borchia e nella corona del sovrano.
Intra picturam, vediamo, in basso, l'involontario fregio dei piedi delle undici figure disposti rigorosamente a "v". Sandali per tutti, eccetto Massimiano. Una base che dà stabilità alla composizione e connota l'ideale di durabilità dell'impero bizantino. L'effetto sullo spettatore è presemantico, un immediato impatto.
L'impaginazione è paratattica: le figure sono disposte frontalmente e in orizzontale, senza alcun accenno di gerarchia. Altra connotazione bizantina. Il diverso ruolo è accennato nella modesta differenza dell'abbigliamento, fino alla stola che pende dal braccio del vicario imperiale.
La fisiognomica mostra sottili differenze. La semplice bonarietà dei militi, la compostezza dei funzionari, la ieraticità dei prelati, il sorriso appena accenato di Massimiano che denota la consapevolezza del ruolo.

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09/07/2008

I giornalisti italiani e Second Life: un amore breve

di Diomira Cennamo

TG3, ottobre 2006

Come dimostra il dibattito scoppiato in rete e sulle pagine del nostro blog nei giorni scorsi, l'atteggiamento della stampa generalista italiana verso Second Life sembra disilluso se non apertamente denigratorio.

Due anni fa, nell'ottobre 2006, a tre anni dalla nascita di Second Life, le cose erano molto diverse. E' quello che traspare da questo servizio del Tg3 in cui viene intervistato uno dei massimi esperti italiani di SL, il giornalista Mario Gerosa (autore di "Second Life" e "Rinascimento Virtuale", Meltemi editore). La curiosità e le aspettative sulle potenzialità del mezzo erano ancora molto accese.

E se è vero che per comprendere davvero un mondo tanto complesso e innovativo non sono sufficienti incursioni saltuarie, veloci e impreparate, resta ancora da appurare il motivo del disincanto di questo viaggiatore pentito.

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Il sottile capolavoro

Wall-E è un film delizioso, una favola incantevole capace di tenere incollati alla poltrona per un’ora e mezzo. C’è qualcosa di semplice e leggero nel personaggio protagonista; qualcosa che si avvicina molto alla poesia.

Walleposter3

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CATEGORIE: Film, lettere, Recensioni

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09/06/2008

My Ideal Business: Bibim Bab

Bibim_bab_1Un progetto di Anna Kim

La serie di post “My Ideal Business” si riferiscono ai diversi progetti elaborati dagli studenti del corso di Master in Business Design di Domus Academy, un innovativo master che ha lo scopo di creare nuovi e intensi rapporti tra il mondo del business e quello del design. Ogni anno all’interno del workshop, che dà il nome alla serie di post, agli studenti, provenienti da diversi paesi del mondo,  viene chiesto di elaborare una proposta innovativa di progetto di business ideale. Uno solo obbligo per tutti: la fattibilità economico-finanziaria della proposta. Il resto tutto alla loro creatività e alla loro capacità di leggere il mercato, i nuovi trend, i comportamenti di consumo...

A voi, descritti direttamente dagli studenti, alcuni dei progetti di quest’anno, in grado di combinare in maniera interessante estro, inventiva con caratteristiche organizzative, spirito di imprenditori e aspetti strettamente di business.

Food not only sustains life but lends itself to the field of design, as it is a cultural item that represents its respective country.  “Bibim bab” is a proposal for a Korean restaurant which fully exploits all the sensorial joys of food including sight, smell, and sound.

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09/05/2008

Dove va il reportage? 1

Un'inchiesta di Matteo Acmè.

Come si fa a raccontare una realtà molteplice e prismatica come quella in cui stiamo vivendo? Come si possono sintetizzare in poche pagine culture, esperienze, vite vissute ai quattro angoli di un mondo sempre in evoluzione e in movimento? Reporter e giornalisti di viaggio vedono aprirsi nuove frontiere e scomparire vecchi punti fermi. Ecco quindi la necessità di un viaggio lungo quattro interviste per provare a capire dove stia andando il reportage.

Il primo intervistato è Marco Moretti. Torinese di cinquantaquattro anni scrive dei suoi viaggi da quando ha finito il liceo scientifico. È un giornalista freelance e collabora con numerosi quotidiani e riviste fra cui La Stampa, Corriere della Sera Magazine, Bell’Europa, Elle, Donna Moderna e Men’s Health. Scrive anche pezzi originali per il sito web de La Stampa e, nonostante che abbia iniziato come semplice giornalista, lavora anche come fotoreporter e vende le sue fotografie, per una questione di “sopravvivenza”, afferma, dal momento che il mercato paga molto meglio le foto che lo scritto. Negli ultimi mesi ha viaggiato nell’isola di Socotra, in Svezia, in India, in Sudan ed Eritrea.

- Sono posti molto diversi uno dall’altro…

Sì, uno dei vantaggi di questo lavoro è che non esiste la routine.

- Quali sono gli ingredienti di un reportage di successo?

“Oggi sta cambiando talmente tanto il mondo dell’informazione che non mi sento di dare una ricetta.

Il mio lavoro si basa soprattutto su una grande documentazione: letture filologiche, siti web per reperire i dati aggiornati dello Stato che sto per visitare, mi informo ad esempio sui dati macroeconomici, i problemi legali, i traffici e i commerci, i dati demografici, le religioni e composizione etnica. L’obbiettivo è arrivare nel paese del mio viaggio attrezzato culturalmente. È molto importante come si conduce il viaggio, la capacità di osservazione, gli incontri che si hanno, le interviste realizzate. Bisogna soffermarsi anche sugli aspetti più quotidiani come la gastronomia o la spesa nei supermercati. Il mio reportage nasce dal succo di questi due elementi, preparazione e attenzione durante il viaggio.”

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CATEGORIE: Cultura, Viaggi

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09/04/2008

Sametime 3-D. Il nuovo mondo virtuale aziendale di IBM

di Diomira Cennamo

Riprendendo la riflessione di Paolo Costa sulla capacità dei mondi virtuali di essere il volano di una nuova Comunicazione d’Impresa, vi propongo questo articolo – corredato da un video (in inglese) diffuso dalla stessa IBM – apparso ieri su VirtualWorldsNews.com. Una testimonianza di come una grande azienda stia sperimentando intensivamente lo strumento dei mondi virtuali sul versante, in questo caso, della Comunicazione interna.
Stranamente di simili innovazioni sulla stampa generalista italiana si parla molto poco.

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QUANTO SONO INNOVATIVE LE IMPRESE ITALIANE?

Si sente ripetere sempre più spesso che fare innovazione è l’unica possibilità di sopravvivenza per le imprese italiane (vedi post precedente di Emanuele Pizzurno), in un contesto di competizione globale che rischia di stritolare le aziende, soprattutto quelle medio-piccole, in una continua riduzione dei costi e dei prezzi. Per un’azienda diventa allora importante analizzare la propria capacità innovativa, ossia la capacità di portare sul mercato prodotti e/o processi nuovi (o migliorati rispetto a quelli esistenti) in maniera efficiente ed efficace. Diventa importante essere in grado di attribuire un valore alla propria capacità innovativa, di metterla in relazione a quella dei concorrenti, di valutarne i miglioramenti e/o i peggioramenti nel tempo. Per fare tutto questo è sicuramente indispensabile definire dei sistemi di misura della capacità delle imprese di fare innovazione. Ma è ipotizzabile tutto ciò? Certamente non è semplice: già definire la capacità innovativa è arduo, misurarla poi è certamente ancor più sfidante. Nonostante ciò, qualcosa sicuramente si può fare, seguendo alcune indicazioni tratte dalla letteratura e dall’esperienza empirica che le imprese iniziano ad accumulare sul tema.

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CATEGORIE: Economia, Prima pagina

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C’è vita su Second Life

di Paolo Costa


Parafrasando quel tale, verrebbe da dire: “uno spettro si aggira per Internet, è lo spettro di Second Life”. Spettro, nel senso che il fenomeno suscita reazioni contrastanti e ambigue, soprattutto per la scarsa comprensione che molti commentatori dimostrano rispetto al nuovo medium: c’è chi lo esalta, magari con una retorica fin troppo facile, e chi ne decreta la morte. E, a quanto pare, in questo periodo prevalgono i disfattisti.

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.25, 3 settembre 2008

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Le Aziende In-Visibili - La newsletter - n.25, 3 settembre 2008

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09/03/2008

Coi baffi e Senza baffi, metafisica degli attuali

Coi_baffi_2_2         

di Didimo Laico


Icasticità! Ecco la parola!

              ***

Da un paio di giorni mi tormentava il dubbio su quale fosse il sostantivo da cui deriva l’aggettivo “icastico”. Ma invero questo sembra un caso in cui è il sostantivo che deriva dall’aggettivo.

                                                  ***

Ad ogni modo Elio Vittorini in un famoso romanzo inventò due personaggi icastici: Coi baffi e Senza baffi.

                                                 

                                                  ***
Essendo troppo letterato per inventare qualcosa, posso solo fare citazioni o parodie. Perciò ho immaginato un dialogo tra Con la cravatta e Senza cravatta. Con la cravatta sono io.

                                                  ***

Senza cravatta: “Perché porti la cravatta?”

Con la cravatta: “Intanto mi dia del lei:”

Senza cravatta: “Intanto? Per ora si prenda del cretino. Il resto glielo dirò quando mi informerò su cosa significa “intanto”!

                                                 ***

No, questa battuta appartiene a un’altra storia. E la frase era: “Individuo a me? Intanto si prenda del “cretino”. Il resto glielo dirò quando avrò saputo cosa vuol dire “individuo”.

È inverosimile, ma è una storia vera. Devo aver confuso le citazioni. Dunque torniamo alla cravatta.

                                                ***

Senza cravatta: “Va bene. Perché lei porta la cravatta? Va bene così?

Con la cravatta: “Si, meglio. Le risponderò: porto la cravatta per le stesse ragioni per cui lei non la porta! Perché sono stato educato così!”

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