Iachetti si accoppia a Calvino
L’ accoppiata Enzo Iacchetti-Italo Calvino non è di quelle che vengono in mente subito. Se però a scegliere il comico per dar voce alle geniali Lezioni americane non è solo il team di autori del Festival jazz di Roccella Jonica, ma anche la famiglia dello scrittore, un nesso ci deve essere. «È il ”mio” Marcovaldo - chiarisce Iacchetti - una sorta di ambasciatore incaricato da Calvino di portare al suo posto in America e in un’ ora, l’ ultima che gli rimane da vivere, il succo delle Lezioni». Dunque il 23, per Calvino Reloaded, come s’ intitola la performance, leggerà brani delle sei Lectures.
Le conosceva? «Sto leggendole. Mi rivedo in una specie di Pierino e il lupo di Prokofiev ma anziché un’ orchestra sinfonica, accanto a me ci saranno sei jazzisti coi fiocchi. La sceneggiatura quasi cinematografica è del francese Yann Apperry». Quale Lezione le piace di più? «Diciamo La Leggerezza. A me piace il teatro leggero, quello che fa ridere, di cui c’ è più bisogno e che è più difficile». Lo spettacolo è ricco di ingredienti - coerente con il mix di musica jazz e presenza d’ attori a «Rumori mediterranei», da Bollani a Maceo Parker, da Gifuni a Calopresti -, ma Iacchetti coltiva il rapporto con quella figura stralunata di Marcovaldo e con il viaggio immaginario in luoghi calviniani, dal Castello dei destini incrociati, a Palomar, alle Città Invisibili... Quanto è lontana «Striscia» da tutto questo! «Agli antipodi. Eppure Striscia è stato un treno preso al momento giusto. Ero stufo di far teatro e vedere la sala vuota... La visibilità che ti dà la televisione ti consente di rischiare su altri terreni. Spendo quel che ho guadagnato in tv sulla scena: se il conto è in pareggio, è già una vittoria. Ad esempio, canto da quando ho nove anni eppure si sono accorti che già ero cinquantenne, con il musical The Producers» di Mel Brooks. Le piacciono le Lezioni americane ma anche gli autori... «La comicità che preferisco è quella alla Woody Allen di cui ho fatto a modo mio Provaci ancora, Sam; ma anche le situazioni della commedie di Neil Simon (troppo famoso ormai per scrivere ancora cose originali) di cui ho recitato Risate al 23mo piano. In Italia siamo fermi a Aggiungi un posto a tavola... Comunque vada io non rinuncerò più a cantare, ballare. Per questo ogni estate mi tengo in esercizio portando il mio cabaret nelle piazze italiane. Ora vengo dal Friuli... un po’ freschino». Iacchetti, 56 anni il 31 agosto, cremonese di origine come Ugo Tognazzi, si porta un bagaglio a doppio fondo: prima saltan fuori le battute anche salaci, poi rovistando si trova l’ attore serio, cui non basta divertire se non c’ è sale, oltre che pepe. E così da Calvino passerà a Casanova. Non per ordine alfabetico, ma per fascinazione. «Ritaglierò a mia misura le Memorie del grande amatore. Un momento, non è stato solo quello, è un grande scrittore, e un saggio: sentendosi invecchiare, trova forza e bellezza nel ricordo. Delle donne che sono state sue, soprattutto. Debutto a primavera al Ciak di Milano, due anni in giro e poi... forse un Molière». * * * La scheda Lo scrittore Italo Calvino (foto, Santiago de Cuba ’ 23 - Castiglione d. Pescaia ’ 85) fu invitato nell’ 84 da Harvard a tenere sei lezioni all’ interno delle Norton Lectures. Il progetto non si realizzò e la sesta non fu completata per la sua morte I valori Le «Lezioni americane: sei proposte per il prossimo millennio» identificano valori della letteratura: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità, Coerenza.
Provvedini Claudia
Pagina 47
(19 agosto 2008) - Corriere della Sera. Segnalato dalla personalità mutante di: Valeria Novellini
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