Ogni giorno nascono centinaia di nuovi blog, centinaia di persone che mettono in rete i loro pensieri, i loro interessi e le loro emozioni per condividerle con un nuovo mondo per la prima volta.
Ma che cosa spinge queste persone ad aprire un blog? Qual'è la molla che fa scattare questa curiosità per l'universo della blogsfera? Mi è capitato, qualche settimana fa, di assistere alla “nascita” di un nuovo blog, il blog di una giovane studentessa di scienze infermieristiche che si è buttata in questo grande e caotico mare che è la rete. Mi è sembrata un'ottima occasione per cercare di capire meglio le motivazioni dei neo blogger e allo stesso tempo per porre qualche domanda su un percorso di studio e lavoro difficile e che richiede molti sacrifici, sicuramente in controtendenza rispetto al “successo facile” a cui aspirano molti giovani oggi.
Una combinazione di curiosità on e off dunque...ma lascio alla diretta interessata la parola.
Bennyamina, una manciata di post all'attivo, pochi giorni di vita “da blogger”, cosa ti ha spinto ad aprire il tuo blog?
L’idea di aprire un blog, a dir la verità, è sorta in me da anni, ma solo di recente con “Mallyhome” ha preso forma e concretezza. Negli anni passati, quando ancora ero al liceo, avevo già tentato di far sopravvivere sul web i miei numerosi diari personali, senza successo giacchè, per mia incostanza le pubblicazioni cessavano quasi subito, dopo uno o due posts.
Allora come oggi, il mio blog nasce per svago e condivisione di pensieri in libertà sia con gli amici più stretti che con gli avventori, nell’intento di trattare solo amenità e svicolare da tematiche d’impegno, si spera, stavolta, con maggiore assiduità!
Com'è stato il primo impatto con la blogsfera? Hai avuto contatti di altri utenti? Conosci tutti i tuoi contatti off line o c'è anche qualcuno che hai incontrato solo grazie al virtuale?
Per ora hanno commentato solo i miei amici, anche perché ho fatto due interventi insignificanti: amo parlare elegantemente del nulla ;)Al momento mi sento ancora un po’ ai margini di questo mondo virtuale, e qui forse mi trovo bene, anche perché sono un po’ dubbiosa sulle conoscenze fatte su internet ( sì, ho un’anima anzianissima!), anche se molti mi hanno dimostrato che può essere un ottimo metodo per fare amicizia e scovare gente di pregio. W i blog di periferia!
Domanda molto generale: cosa ti aspetti dal mondo dei blog?
Nei blog in genere mi piace curiosare sulle vicende personali, come una comare cybernetica. La gente racconta i fatti propri e io leggo con grande soddisfazione. Ci sono persone però che sanno ancora interessarti con argomenti seri oppure altre che sanno inventare racconti e tenerti lì alle due di notte.
Da questo primo approccio quali ti sembrano i lati positivi e quali quelli negativi del mondo dei blogger?
Essere blogger da un lato mi ha sempre attirato perché puoi costruire la tua paginetta personale tutta colorata, con gli adesivi e i banner a tappezzarla, inutili frasi emblematiche che scorrono in sovrimpressione e il potere di pubblicare quello che vuoi tu, seguito dalla lusinga dei commenti degli amici, wow! Dall’altro, non mi è mai andato a genio il fatto di dovermi esporre attraverso il blog, quindi in genere preferisco parlare del superfluo.
Parliamo un po’ di te...nella vita "vera" studi scienze infermiersistiche. Cosa ti ha portata a fare questa scelta?
Quando mi sono iscritta non avevo ben chiaro cosa significasse fare l’infermiera, però avevo in mente una riflessione semplice, ma secondo me, non così ovvia : se voi doveste mettere in ordine di importanza i valori di Benessere economico, Amicizia, Amore, Svago, Successo lavorativo, Fama e Salute, allora voi forse non scegliereste per prima la Salute, senza la quale viene a mancare il presupposto per tutti gli altri valori, talvolta anche per l’Amore? Forte di questa convinzione, mi sono impegnata in ciò che ho ritenuto all’apice della mia scala dei valori.
Ti sembra che ci siano buone opportunità per quanto riguarda questa professione per i giovani?
Nel nostro paese fare l’infermiere dà molte possibilità, non solo perché è una professione attualmente molto richiesta e in grado di garantire stabilità economica, ma anche perché rispetto alle altre professioni sanitarie, per natura settoriali – così come l’ostetrica, il tecnico di radiologia ecc- si dimostra il mestiere più eclettico, adattabile a quasi tutte le realtà ospedaliere. Inoltre, per chi voglia progredire all’interno della gerarchia sanitaria , è stata istituita una specialistica universitaria che trasforma l’infermiere nel perfetto burocrate. Quindi penso che sì, nonostante le sue difficoltà, sia un percorso pieno di opportunità per i giovani.
La tua è una scelta di percorso difficile, una professione impegnativa e a contatto con situazioni dure. Pensi che ci vogliano particolari doti per fare un percorso del genere? Lo consiglieresti?
Il mio sarà certo un mestiere complesso, ma sono davvero soddisfatta della mia scelta perchè permette a fianco del medico, di contribuire in modo sostanziale al processo di guarigione/ stabilizzazione delle persone affette da patologia. Ciò può avvenire solo attraverso lo sviluppo di un elevato livello di competenze, raggiunte non solo con l’esperienza, ma soprattutto con lo studio di nozioni infermieristiche sempre aggiornate. Nondimeno il buon infermiere deve essere in grado di garantire sempre una buona disponibilità alla comunicazione con il paziente, per comprendere appieno le sue necessità. Quindi penso che per fare questo mestiere si debba essere spontaneamente interessati agli altri e applicarsi allo studio. Non è il giusto approdo per chi cerchi soltanto un impiego stabile, contrariamente a quanto pensano in molti.
Postato dalla personalità mutante di: Caterina Bonetti
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