Marco Minghetti -

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16/05/08

L’ambiguità del grande seduttore

Pubblichiamo oggi l'ultima delle "Conversazioni sul carisma", curate da Elisabetta Pasini

Nato a Napoli e residente a Milano dal 1955 Diego Napolitani, è psichiatra e membro associato della Società Psicoanalitica Italiana. Nella sua attività clinico-ospedaliera si è inizialmente dedicato alla ricerca di modelli e metodi che consentissero un'applicazione rigorosa dei principi della psicoanalisi alla conduzione di strutture collettive (dai piccoli gruppi terapeutici alle istituzioni psichiatriche).

Tra il 1961 e il 1975 ha fondato e diretto tre comunità terapeutiche. L'insieme di queste esperienze ha messo progressivamente in crisi la sua originaria adesione a un modello individualistico e meccanicistico della mente, inducendolo a sviluppare le componenti storico-relazionali della psicoanalisi e ad elaborare, in una prospettiva fenomenologia-ermeneutica, originali costrutti teorici e metodologici, esposti in numerosi saggi. Intorno al nucleo delle sue ricerche e delle sue proposte teoriche e in stretta collaborazione con altri analisti, ha fondato nel 1974 la Società Gruppoanalitica Italiana, di cui attualmente è Presidente Onorario. Tra i tanti lavori pubblicati in libri e su riviste, può essere utile ricordare al lettore Individualità e gruppalità (Boringhieri, 1987) che raccoglie le tematiche di base da cui si sviluppa il pensiero di Diego Napolitani.

Diego Napolitani: …. Noi abbiamo avuto una lunga attività seminariale che è durata mesi e mesi intorno al rapporto tra la nozione di carisma e quella di seduzione. Poiché sono due modi per raccontare la stessa figura del comportamento di qualcuno nei confronti di una collettività o del singolo: hai carisma / sei seduttivo. La parola seduttivo  trova origine nella radice semantica del seguire: si induce l’altro a seguire me. Sé-ducere, ricondurre a sé, il che è una menzogna etimologica perché il sé-ducere significa portare fuori dalla strada. Allora ti porto fuori dalla strada per la relazione particolare che ho con te, ma non ti porto da me… Il riferimento è alla figura del diavolo tentatore che seduce Eva, ma per sedurre deve possedere un certo carisma. È seduttore non perché porta Eva a se stesso, ma perché la porta fuori strada, rispetto alla strada ordinata una volta per tutte dal creatore. Il creatore dice puoi stare qui nel tuo giardinetto ma non puoi conoscere; mentre il seduttore è quello che dice “Ma forse è dentro di te la voglia di conoscere”. Io colgo in te la voglia di sapere e attraverso le mie arti eccito in te qualcosa che è già in te, se non ci fosse questa voglia sarebbe impraticabile ogni forma di seduzione. Uguale è nel linguaggio amoroso: si completa l’immagine del grande seduttore che porta l’altro fuori dalla sua propria strada e poi se ne va, seduce e abbandona. Allora sedurre inteso come aprire una strada che è già in te, ma io col mio carisma ti do la possibilità di vedere, di sostenere la voglia che c’è in te. C’è il progetto che l’uomo diventi uomo tramite il desiderio e la possibilità di conoscere, e conoscendo perde il suo ambiente naturale, diversamente dall’animale che non ha bisogno di conoscere, e la naturalità dell’uomo sta nel forzare i limiti della sua genetica naturalità. Questa è la conoscenza, e il grande seduttore è colui che consente al singolo o alla collettività di andare oltre gli ancoraggi stabiliti una volta per sempre, noi diciamo dalla natura, ma dovremmo dire dalla tradizione. La differenza quindi tra il leader carismatico e il seduttore è che il seduttore abbandona; e il meccanismo è più o meno lo stesso, sono aspetti che noi nominiamo diversi ma della stessa funzione, se io divento capo carismatico di un gruppo significa che io seduco quel gruppo, ma non lo seduco punto e basta, ma lo seduco portandolo a, verso il progetto.

Postato dalla personalità mutante di: Elisabetta Pasini

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