La sottile ripresa
Dopo quasi un mese di pausa, riprendo a bloggare. Avevo bisogno di tempo per riprendermi. Lo shock elettorale è stato forte. Fortissimo.
La sensazione è per l'appunto sottile, ma nettissima: sentirsi personaggio di un libro all'interno del quale, in realtà, non eri stato pensato.
E' difficile riconoscere, sopratutto a se stessi, che si sbaglia completamente la propria narrazione del mondo. Che non si è in grado, assolutamente, di decifrare le frasi che ti circondano. I periodi. Il respiro di un capitolo estraneo.
Incontri occhi sconosciuti, stenti a sentirti a casa. Prigioniero di pagine oscure, costretto ad un finale che, in qualche modo, prevedi senza poter cambiare.
E' forse questa la trappola del sistema?
O non pecchi, più umilmente, di arroganza? Con quale diritto senti di non far parte della storia? Perchè hai pensato di poterti sviluppare come personaggio a sé?
Hai bisogno come tutti del tessuto narrativo. Devi interagire con esso.
E ora, un bivio sottile: che fare?
Abbandonare definitivamente il romanzo, sdegnoso irredentista alla ricerca di una tua improbabile indipendenza ribelle?
O provare, piuttosto, una più pazza e allegra strategia? Cercare di modificare, con lentezza, la narrazione dello stesso?
Postato dalla personalità mutante di: Luciano Canova
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