Il Festival In-Visibile
Nell’ultimo decennio la formula festival ha conosciuto, in Italia, uno sviluppo eccezionale, attirando l’attenzione crescente di amministratori pubblici, media e opinionisti, professionisti della cultura e del turismo e non ultimo di studiosi e ricercatori.
Nonostante l’interesse per questa forma di consumo culturale, divenuta innovativo strumento di promozione e comunicazione per l’editoria del nostro Paese e leva d’azione per il rilancio turistico, non è stata ancora proposta una chiara definizione di cosa sia e di cosa non sia un festival.
E se studi di settore enfatizzano il contributo rilevante apportato da alcuni festival allo sviluppo economico, occupazionale e turistico delle aree su cui insistono, non si conoscono a fondo gli impatti socio-economici di queste iniziative
A tale lacuna cerca di dare risposta la ricerca intitolata Effettofestival. L’impatto economico dei festival di approfondimento culturale, voluta dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, Matteo Melley (nella foto). L’indagine, che argomenta l’importanza fondamentale delle impact analysis per la realtà dei festival e focalizza l’attenzione sui festival di approfondimento culturale, intende aprire un confronto su queste tematiche e dare un ordine, almeno concettuale, ad una certa “festivalmania” dilagante.
La ricerca, coordinata da Guido Guerzoni, docente di management delle istituzioni culturali alla Bocconi, sarà presentata nel corso di un Convegno che si svolgerà al Circolo della Stampa di Milano il 20 maggio alle ore 17. Saranno presenti Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo e Presidente Acri; Marco Cammelli, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Presidente della Commissione dei Beni Culturali dell'Acri; Gian Arturo Ferrari, Direttore Generale della Divisione Libri Gruppo Mondadori; Guido Guerzoni; Stefano Mauri, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol e Matteo Melley. L’incontro sarà diretto da Giulia Cogoli, Direttore del Festival della Mente di Sarzana, che, nella prefazione al volume, scrive: “Effettofestival esamina i cosiddetti festival di approfondimento culturale, cioè quegli eventi in cui il pubblico cerca “l’approfondimento assieme al valore esperienziale e alla trasmissione del sapere”, caratterizzati da un'unità di tempo, luogo e tema. Simili manifestazioni, talvolta impropriamente apparentate a fiere, premi, concorsi, saloni o rassegne, nel nostro Paese hanno registrato una crescita assai marcata negli ultimi 10 anni (dal 1997 con la nascita del Festivaletteratura), seppur con un certo ritardo rispetto a quanto è accaduto nel resto d’Europa.
Per chi, come me, lavora da molto tempo nel mondo della progettazione, organizzazione e comunicazione di eventi culturali e per i tanti professionisti che operano nei campi limitrofi, dall’editoria al turismo, la recente esplosione dei festival di approfondimento culturale rappresenta un fenomeno tanto entusiasmante quando interessante.
Entusiasmante perché ha fatto rinascere una certa fiducia e un nuovo interesse nei confronti dei consumi culturali (i dati sulla lettura, come si sa, nel nostro Paese sono sconsolanti) e dei loro fruitori, ritenuti stanchi e in affanno, distratti dalle offerte dei tanti concorrenti (le arti visive e performative, il cinema, ma anche lo sport, la televisione o internet).
Al contrario, il numero di quanti partecipano a queste manifestazioni è costantemente cresciuto negli anni, parallelamente a una crescita della qualità della fruizione e della partecipazione, un elemento di grande soddisfazione per chi opera nel settore.
Ma, come dicevo, il fenomeno desta anche interesse perché è divenuto una nuova leva d'azione e un innovativo strumento di promozione e comunicazione per l’editoria e anche, talvolta inaspettatamente, per il rilancio del turismo, che negli ultimi anni ha registrato una certa flessione. Chiunque abbia ideato un festival sa bene che all’inizio dell’avventura gli operatori turistici sono quasi sempre scettici, sia nel contribuire che nel partecipare. Tuttavia, con il passare del tempo, gli attestati di stima e il riconoscimento della qualità di talune iniziative determinano un successo tale da creare un impatto turistico duraturo e rilevante, non dissimile da quello ottenuto dai grandi eventi musicali, cinematografici o artistici.
E' pertanto utile, anzi fondante, esaminare in modo scientifico questi eventi e i conseguenti impatti economici. Il problema principale, naturalmente, consiste nel reperire dei dati affidabili: bisogna fare chiarezza, una volta per tutte, sui numeri "veri" (e qui sta lo spartiacque tra i festival a pagamento, che emettono biglietti e quindi dispongono di cifre sicure e certificate da fonti terze e quelli gratuiti, ove le rilevazioni sono aleatorie) e sulla non sottile differenza tra le presenze/biglietti venduti e gli effettivi partecipanti/persone presenti (è noto che chi partecipa a questi festival, che hanno in programma decine di eventi/incontri/workshop ecc., tende a seguirne più di uno, nel corso della sua partecipazione).”
Nella foto: Giulia Cogoli
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