Gli amori mutanti (terza parte)
Riprendiamo il filo rosso delle interviste sull'amore per la terza e ultima “puntata” di questa piccola inchiesta sugli amori diversi.
Margherita, in uno spazio on line che gestisce al di fuori del suo blog, ha dedicato alcuni brani alla tematica amorosa. L'ultimo sembra in qualche modo riallacciarsi al percorso da noi seguito in queste settimane.
Margherita, in un tuo post parli di "amore sfigato". Che cosa significa? Fa parte anche quello del gioco adolescenziale dei sentimenti?
Per amore sfigato intendo la relazione sentimentale tra due individui tradizionalmente considerati sfigati. La loro unione non porta ad un riscatto con la società, quanto piuttosto ad un ulteriore isolamento. Durante i miei anni critici vivevo con la convinzione che dopo aver trovato la persona giusta con cui passare il mio tempo molte cose sarebbero cambiate. Dopo aver constato che nella realtà il funzionamento di questo dinamiche era molto più complesso, decisi di accontentarmi di ciò che avevo.Questa realtà trascende il contesto adolescenziale.
Amori che vengono giudicati con freddezza dall'esterno proprio perché nati da persone indicate come diverse dal gruppo, da chi si pone come emblema della normalità o di ciò che è “buono e giusto”. Non si può certo negare che l'amore fra due uomini (o fra due donne) sia guardato da molti proprio con questo approccio a metà fra il curioso e il censorio. Non sembra che si dia grande importanza in questo caso ai sentimenti. Ci si atteggia come se in amore si potessero fare analisi matematiche o stilare paradigmi corretti e invito coloro che giudicano semplicistica e tipizzata questa riflessione a valutare quante persone conoscono che affronterebbero il tema dell'amore “diverso” in modo realmente aperto. Non siamo che all'inizio di una reale accettazione di questa realtà da sempre esistente.
Romandelarose, pensi ci siano ancora passi da fare sulla strada di una reale scomparsa della discriminazione? Se si quali?
Moltissimi, davvero tanti, non so però se in effetti le parate carnascialesche del gay pride aiutino a dare dell'omosessualità un'idea di normalità: l'omosessualità deve entrare nella mente delle persone nel quotidiano, dimostrando appunto la totale genuinità dei sentimenti di un ragazzo o una ragazza gay, e non una volta l'anno attraverso fenomeni grotteschi.
Ci avviamo alle ultime battute di queste interviste e avvicinandosi la fine non si può evitare di porre almeno una domanda sul tema del “distacco”. Il momento conclusivo dell'amore, la rottura o la fine che dir si voglia. Non tutte le storie d'amore infatti hanno il lieto fine tanto decantato da secoli e secoli di belle favole piene di principi e principesse. Non sempre si finisce con un “e vissero per sempre felici e contenti”. Su questo particolare momento spesso si tende a sottolineare la facilità dei giovani nel lasciarsi e nel riprendersi dopo “la scottatura”, ma domandando a Margherita le cose appaiono diverse.
Relazione significa anche, in alcuni casi, tradimento o rottura: il "lato oscuro" dell'amore. Anche in questi frangenti si manifesta secondo te superficialità e poca volontà d'impegno?
In base alla mia esperienza credo di poter dire che spesso la rottura non coincide con la scarsa volontà d'impegno. E' tragico constatare la reciproca incompatibilità.
Il senso di colpa resta per anni.
Non si può dunque generalizzare e forse l'unica cosa che può essere emersa con chiarezza da queste interviste è che in tema di “affetti” il condizionale dovrebbe essere d'obbligo.
Si dovrebbero sempre fare molte puntualizzazioni prima di esprimere dei giudizi o formulare delle ipotesi, perché l'amore non si declina nello stesso modo per tutti. Che non ci fosse una conclusione alternativa a queste mie interviste era chiaro fin dall'inizio, ma lo scopo non era quello di dare definizioni piuttosto quello di aprire una piccola finestra, uno scorcio su un sentimento così abusato da non lasciare quasi margine a chi si trova ad esprimerlo. Quindi lascerei chiudere la nostra piccola serie direttamente agli intervistati, con una loro personale visione del loro amore nel futuro.
Romandelarose, oggi come vivi l'amore? Quali prospettive ti prefiguri nel domani?
Beh è difficile dirlo, negli ultimi tempi sono cambiate molte cose nella mia vita, e non dubito che altri cambiamenti dovranno ancora arrivare. Tutto questo, insieme alla mia disillusione, non mi permettono di dare una risposta definita a questa domanda...
E tu Laura se pensi al futuro l'amore come ti appare?
Come un'ombra illuminata da un raggio di sole.
Gorgoglio: l'amore nel tuo futuro?
L'amore nel mio futuro è la famiglia che formeremo con la consapevolezza che ostacoli e difficoltà saranno sempre sulla nostra strada, ma anche con la certezza che questa è la strada che abbiamo scelto, per sempre e nonostante tutto.
Postato dalla personalità mutante di: Caterina Bonetti
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