Marco Minghetti -

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12/05/08

Considerato che le sfogliatelle non si fanno con la mozzarella…

ScansioneQuando un leader politico perde la faccia, non rimuove la causa; ingaggia un consulente. Così Bassolino con la crisi dei rifiuti: ha nominato assessore al turismo Claudio Velardi, già spin doctor di Massimo D’Alema premier. L’idea è di far accettare la Campania qual è. Soluzione omeopatica, già adottata, anche se non intenzionalmente, da Thomas Mann con Morte a Venezia. Morte del protagonista e morte della città con il colera e cumuli d’immondizia in fiamme. Da allora (1913) folle di romantici accorrono, sperando nel momento topico per sé e per la città.

L’assessore ha scelto invece la soluzione allopatica. Venite gente, non è successo niente. Napoli è sempre Napoli. Sole, pizza e sfogliatelle. Le ha offerte personalmente, a piazza del Gesù, a turisti amanti del rischio. Hanno gradito e la foto è finita sul Corriere del Mezzogiorno. Niente però sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung o sul Dages Blatt. Come spesso in politica e in comunicazione  si parla ai vicini – i turisti presenti – e non ai lontani, quelli che non vengono.

Non è stato l’unico errore. Di una ricostruzione d’immagine si può delegare la progettazione ma non la spendita. Le sfogliatelle dovevano offrirle Bassolino e Rosa Russo Iervolino e non a Napoli ma sulle piazze del mondo.

O forse, chissà, si è trattato di un banale errore tecnico. Le sfogliatele erano ricce; con le lisce o frolle l’esito sarebbe stato un altro.

Postato dalla personalità mutante di: Piero Trupia

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Commenti

Chissà se Bassolino, insieme alla gestione delle bonifiche (visto che ne è il Commissario) avrà fatto in modo di guadagnarci anche da questa operazione di "marketing...provinciale" facenodosi riconoscere una provvigione dal fornitore di sfogliatelle: tanto paga la Provincia/Comune.
A parte le battute, è triste vedere la propria città ridotta così in cui la mentalità della gente che la governa non cambia mai e si continua a dire e pensare "e vabbè ma tant' nunn è successo niente" è come dire "vabbè tanto prima o poi dobbiamo morire tutti quindi perchè affaticarsi a sistemare le cose". Credo che la popolazione di Napoli e dintorni sia ormai stanca anche di sperare. Che delusione: ma che cosa ha fatto Napoli per meritarsi questa gentaglia?

Caro Marcox, cosa ha fatto Napoli per meritarsi...? Ha creduto e continua a credere nei miracoli, nei taumaturghi, nei santi protettori, nella provvidenza e negli uomini della provvidenza: Masaniello, Mussolini, Lauro, Bassolino e Rosa Russo Iervolino. In più la sua intellettualità. O filosofeggia, o cazzeggia - De Crescenzo quando dice che il pensiero greco è nato a Napoli, anzi è napoletano - o si isola nelle sue splendide dimore e rilascia interviste (La Capria) o corre in soccorso del perdente: il documentario di Lina Wertmuller, Mimmo De Masi e un terzo il cui nome mi sfugge, trasmesso l'11 scorso su RAI 1. Pulicinella, i salotti, il Palazzo Donn'Anna, il miracolo di S. Gennaro e tre siparietti a testa per Bassolino e Iervolino. La quale dichiarò: ma perchè di Napoli mostrano solo le cose brutte? Niente al confronto del finale in stile Così parlò Zaratustra di De Masi: Napoli manda il suo monito a tutta l'umanità.

Caro Piero,
l'emergenza rifiuti sta generando uno strano clima di sconforto in tutto il popolo campano.
Proprio ieri riflettevo con mia moglie sull'inutilità di tante abitudini quotidiane, ad esempio farsi uno sciampo, scegliere la cravatta da abinare alla giacca, cambiarsi i calzini, lucidarsi le scarpe ... educare i propri figli all'ordine e alla pulizia quando poi, una volta scesi in strada, si deve respirare a bocca serrata per farsi "mortificare" il meno possibile dalla puzza di un'immondizia che prende sempre più il sopravvento su tutto.
Lo sconforto diventa rassegnazione quando si sposta l'attenzione dalla quantità immane di tonnellate di immondizia che vengono prodotte ogni giorno al fatto che queste vengano solo spostate da un angolo all'altro del territorio senza avviare un processo di risoluzione che sul medio-lungo periodo ci porti fuori dalla crisi.
Questa incapacità ad agire, rispetto al proclamare, rappresenta, nel territorio campano, la punta più avanzata della crescente incapacità che la classe politica ha espresso, più o meno, dall'unità d'Italia fino ad oggi.
Per questo ritengo importante e geniale che un assessore offra sfogliatelle nelle piazze cittadine: almeno non annuncia miracolose soluzioni alla crisi turistica indotta, ma "addolcisce l'amarezza" di chi sta perdendo la propria dignità sotto cumuli, ordinati e crescenti, di monnezza.
Antonello


Caro Antonello, dalla tua prosa capisco che sei di buone letture e di solida, razionale speranza nel futuro dell'umanità, della democrazia e, come si dice nelle riunioni politiche, quant'altro. Poi sopravviene la sensata, amara rassegnazione "Ma si, meglio le sfogliatelle delle proclamazioni..." Il punto è che la situazione ci è sfuggita di mano e non ci restano che poche certezze. No, Lauro no, ma i Gava, padre e figlio, erano icuramente meglio di Bassolino, Iervolino, la Wertmuller e De Masi. Il punto del punto è "grace under pressure" che Kenedy mutuò da Hemingway e questi, forse, dal Baldassar Castiglioni de Il Cortegiano (L'uomo di corte), la sprezzatura: "fare le cose difficili come fussero facili e nella distretta conservare compostezza".
Ho trascorso un periodo di fame tra il '43 e il '45. La cosa più difficile non era sgridare lo stomaco perché tacesse, ma tenere a bada l'istinto predatorio: rubare qualche briciola ai fratelli e accettare il pezzo di pane dal genitore credendo alla loro assicurazione che, si, non ne avevano più voglia.
Ho visto un annuncio di Medici Senza Frontiere: una medichessa in camice bianco in bilico su un asse sopra un pantano che tenta di raggiungere una baracca in una bidonville. Lo headline suona "Poteva avere un elegante studio a Place des Vosges. Ha qualcosa di meglio." Di questi strani personaggi ce n'è anche a Napoli, ma non si sono ancora organizzati.
Conclusione: fa' la doccia, almeno fino a che c'è l'acqua, lucida le scarpe e controlla anche il retro del tacco che vedono solo gli altri.
Piero

Ancora una volta anziché andare al cuore dei problemi e cercare di dargli una soluzione, per quanto difficile, ci si incammina sulla stessa strada che finora non ha fatto altro che darci solo delusione e fallimenti. Ancora altre collaborazioni altre consulenze. Solo per spostare i riflettori dal centro del sistema e delegare le responsabilità allargando la base da colpire. Operazioni di marketing come quelle proposte da Velardi sono fine a se stesse e si rivolgono a quelle persone che sono quelle stesse che stanno subendo, ormai da mesi, questa situazione disastrosa. Quasi uno sfottò. E intanto la situazione peggiora ma anziché pigliare il toro con le corna e cercare di portarlo a più miti pretese ci si continua a rimpallarsi le responsabilità e ad aumentare la base dei coinvolti con nuove consulenze. Solo uno spreco di soldi ed energie considerato che chi beneficia di ciò sembra non in grado di adempiere ai compiti a cui viene chiamato, quasi astruso della realtà. E’ il caso della giornata ecologica proclamata ieri a Napoli … tra cumuli di immondizia emanante un odore nauseabondo. Solo chi non è dentro questa situazione può proporre e propagandare queste “chicche”.

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