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Una e molteplice nella rete

FranIl web offre molte risorse per coloro che vogliono diffondere e condividere contenuti. Il blog è solo uno dei tanti sistemi per entrare in connessione con altre personalità virtuali; ci sono canali dedicati ad un solo tema, come quello della musica o dei libri, altri che permettono di condividere solo brevi frasi, altri ancora immagini. L'importante oggi sembra essere la "mostrabilità". Parafrasando un celebre artista del novecento si può dire che oggi ciascuno può avere i suoi cinque minuti di celebrità. L'impressione che si ricava approcciandosi ad alcuni blogger è quella di una vera e propria realtà multimediale condivisa.

Dalla pagina del blog, dedicata prevalentemente all'aspetto testuale, si può facilmente passare a quella delle fotografie e dei filmati, alla libreria virtuale, al manuale di cucina...I singoli utenti diventano personaggi principali di un mondo vario e plurale come quello reale. Questo certamente permette di dare (e ricevere leggendo) un'immagine più completa di sé e dei propri interessi rispetto ad una semplice pagina di sole parole. Tuttavia sempre più di frequente ci si imbatte in situazioni di mero presenzialismo mediatico: blogger che come il prezzemolo segnano con il nick name il loro territorio nella rete. Fenomeno parallelo alla moda del reality dunque o oggettiva necessità di condivisione, bisogno di lasciare il segno in una società dove l'apparenza è padrona, ma è sempre più difficile definirsi come individui? Ho deciso di parlarne un po' con Frannina, una giovane blogger che, con contenuti a mio avviso di qualità, firma con il suo nick diversi "luoghi" on line. Basta andare sul suo blog per potere accedere con un semplice click alle molte risorse da lei inserite su varie piattaforme. Un mondo in cui tutto si tiene e che regala un'immagine viva e brillante della sua personalità; ma lasciamo a lei la parola, per un immagine certamente non esaustiva, ma interessante di questi fenomeni mediatici.

Prima e più classica fra le domande: cosa ti ha spinto ad aprire il tuo  blog?

Il caso. Oddio, un caso pilotato. Un mio amico si aprì il suo spazio su splinder e io dissi: "mah, provo anche io".

Non c'è stata una grossa spinta interiore, era uno spazio per scrivere qualcosa, un altro posto da imbrattare coi miei pensieri, visto che io son fortemente grafomane. Frequentavo usenet, ma scrivere sui newsgroup mi andava stretto, visto che era troppo impersonale e visto che scrivevo quasi solo di calcio e archeologia, due delle mie passioni.

Il blog era un buon compromesso tra lo stile personale e l'elencare nozionismi.

Alla fine è risultata anche una terapia, perché, anche se maschero benissimo, sono una persona che riflette tantissimo e si macera in pensieri. Scriverli aiuta a liberarsene.

Nel tuo blog si parla di un pò di tutto, se dovessi usare una parola chiave per definirlo, un concetto, una frase quale useresti?

Sembra una domanda di un colloquio di lavoro. In un momento di insonnia estiva di quattro anni fa io e un gruppo di miei amici, decidemmo di ribattezzare i nostri blog in "sglaps".

Direi che è l'unica parola giusta per riassumere tutto, diciamo che il mio blog è il mio blob in versione internettiana di quello che trasmettono giornalmente i miei neuroni. Quindi sì, vada per sglaps, visto che pare un'onomatopea.

Che rapporto hai con i lettori del tuo blog?

Oserei un troppo stretto. Dal blog sono ed erano nati rapporti importanti. Sarò una ingenua cronica e un'entusiasta inconsapevole dei rapporti umani.

Mi piace se un post diventa fonte di spunti o se si arriva a discutere molto nei commenti con esperienze dei lettori nella stessa situazione o cose del genere. Tento di rispondere a tutti i commenti, a volte ne salto qualcuno per palese rincoglionimento. Per me il contatto e il

rapporto coi lettori è imprescindibile (specie quando fungono da correttori di bozze, visto che ho il vizio di non rileggere mai quel che scrivo, altrimenti penso che non lo pubblicherei).

Altre volte nei post personali non riesco a controbattere ed è per quello che a volte non do la possibilità di commentare. Non per sfiducia nel lettore, ma a volte alcuni commenti ricevuti, specie

negli ultimi mesi che per me sono stati difficili, o alcune mail ricevute da persone che non sapevo neppure mi leggessero mi hanno davvero fatto commuovere. E non sono abituata, ecco, ho un personaggio duro e cinico da difendere (in realtà sono una tenerona, e si nota nei post fortemente autobiografici)

Oltre al blog tu gestisci anche uno spazio radiofonico su Radionation.

Semplice passione per la musica o c'è dell'altro?

Amore per la radiofonia. Ero attirata dalla radio quando fin da piccola mi affacciavo dalla finestra del mio bagno e vedevo il tizio della radio nel palazzo di fronte, mi pare radioverdestereo o una cosa del genere, cambiare i dischi, pensa te. Non solo gestisco uno spazio radiofonico domenicale, ma da un paio di mesi mi sono anche arrogata la gestione del palinsesto di Radionation, per dare modo anche ad altri blogger la possibilità di avere uno spazio tutto loro sulle frequenze che gentilmente Gianluca Neri ci concede. Il merito della mia esperienza radiofonica va tutto a un altro mio amico, Marcuzzo, che mi spinse a far radio circa 3 anni fa, suppergiù. Sebbene abbia

grossi complessi per la mia erre-non-erre mi ha sempre affascinato il rapporto microfono-etere. E poi allena anche molto l'improvvisazione e l'interazione con qualcosa che non hai avanti, ma esiste; quindi alla fine è diventata una cosa che amo profondamente e che riesco a fare

come hobby, visto che non trovo il coraggio di propormi ad alcuna emittente (anche se c'è gente che ha fortemente tentato di farmelo fare, lo confesso)

Il tema della settimana sono le risorse di aggregazione e comunicazione sul web. Tu hai diversi "luoghi" virtuali dove entri in contatto con le persone. Secondo te cosa cerca chi si costruisce questo piccolo "mondo parallelo"?

Non sta a me psicanalizzare, ma ti parlerò di quello che è per me la comunicazione su web. Io faccio un corso di studi che penalizza, giustamente, la creatività e l'essere fantasioso. Caratteristiche che però adoro in quanto parti di me, e mi darebbe parecchio noia perderle e non coltivarle come hobby in qualche passione. Visto che per ora non riesco a trovare un altro terreno fertile ben venga la vita virtuale.

Per altri potrebbe essere un luogo di evasione da una realtà più grigia, ma son sempre dell'idea che se si costruisce qualcosa parallelamente diversa rispetto a quello che siamo noi né è una cosa

sana né è una cosa destinata a durare. E usare troppo la fantasia per raccontare mondi inventati consuma troppo i neuroni, è scientificamente dimostrato (e ai miei ci tengo, dovrebbero durarmi

ancora per una dozzina di anni di studi... sai come è)

Parliamo un pò di Twitter: brevi messaggi, molti scambi, essenzialità. Ma si tratta solo di riportare una "vita in diretta"?

Aprii twitter per riportare agli amici nozioni dirette di come passavo le mie giornate da ammalata. Così, per alleggerire il tutto e scherzarci su. Poi tra segui questo, segui quell'altro oserei dire che

dal parlare di me stessa soltanto si è creata una grande comunità di persone che si sorreggono e aiutano facendosi come compagnia nelle varie parti del giorno, sebbene magari manchi l'interazione diretta da chat. E poi twitter ha il dono di far circolare le notizie con una velocità assurda, io lo trovo un mezzo molto divertente.

Secondo te nel mondo dei blog esiste una componente di esibizionismo/voyerismo?

Sia volontario che involontario. Altrimenti lo scrivere per se si può fare sul diario o con la videoscrittura.

Ancora sulle risorse offerte dal web: i siti di fotografia. Tu usi flickr. Lo fai più per condividere con altri le tue foto, per valore estetico, per passione...oppure ti interessa maggiormente vedere quello che gli altri hanno scattato?

Flickr è la mia risorsa preferita. Non amo molto le foto raffiguranti esseri umani ma mi sciolgo di tenerezza per quelle con canidi e amo vedere città e monumenti che magari ho fotografato anche io, ma in un altro modo. Alla fine alcune sere, sul divano, mi son fatta e rifatta certi viaggi turistici attraverso foto di utenti di flickr che non ti immagini. Mi piace condividere ciò che vedo con gli altri, sebbene non sia 'sta cima come fotografa. Metto però le mie foto sotto licenza creative commons, così chiunque linkando la fonte possa riutilizzarle. Così come ho usato foto di flickr di altri utenti con la stessa licenza  quando mi son trovata a parlare sul blog di determinati posti di cui non avevo foto in supporto digitale.

Pensi che per un blogger l'utilizzo di queste risorse sia "parte integrante del gioco"? Mi spiego meglio,  secondo te  è un valore aggiunto la possibilità di mostrare non solo ciò che si ha da dire, ma anche ciò che si ha da far vedere, sentire, condividere in diretta?

Sì, ma senza scadere nel celolunghismo. Spiego: come in tutte le cose ci vuole una giusta dose di misura, e tra usufruire di diverse risorse e cadere nel presenzialismo magari spammando il passo è brevissimo, e possiamo caderci tutti senza accorgercene. D'altro canto però l'orgia di risorse web ormai disponibili potrebbe impigrire il blogger facendolo bloggare meno nel senso tradizionale, o magari potrebbe risentirne la qualità dei suoi post. Insomma, ci vuol moderazione.

Quali altre risorse on line usi?

Temo di essere una collezionatrice di account del cosidetto web 2.0. Credo di avere un po' un account aperto dappertutto, poi naturalmente le risorse che si finiscono di usare sono un decimo di quelle provate.

Io uso specialmente il tumblr, che è una piattaforma per blogging molto innovativa che si basa sui link e sul quotaggio delle frasi di post che ti colpiscono avendo un uso alla fine simile a un diario

scolastico. Poi anobii, dove metto, non proprio pedissequamente, i libri che leggo o ho in lettura. Infine Last.fm che fa vedere a chiunque la musica che ascolto, così tutti hanno potuto constatare che

il mio fanatismo per i Muse è davvero reale...

Pensi che il fenomeno blog sia ad esclusivo appannaggio dei giovani?

Assolutamente no. Diciamo che è appannaggio di chiunque riesce a collegarsi a internet e navigare con una media disinvoltura. Il blog, per come ce lo impacchettano ormai le diverse piattaforme di hosting, è appannaggio dell'utente medio. Magari poi è vero che siamo più noi giovani che sentiamo l'esigenza di comunicare, ma l'accessibilità del blog come strumento non è appannaggio solo di una stagione della vita.

Molti giovanissimi usano il blog solo come "vetrina" per mostrare qualcosa che spesso nella realtà non esiste. Pensi che questo vuoto di contenuti sia reale?

La generazione myspace? Ti dirò, io e i miei 24 anni portati da nongiovane fatichiamo a capire i myspace e il loro essere nonblog. Ti dicevo sopra che sono un'entusiasta dei rapporti umani, ma d'altro canto ho una scarsissima fiducia nel genere umano. Quindi si, temo che rifletta una generazione e i loro modi di essere e fare. Naturalmente ci sono anche delle belle pecore nere in mezzo.

E' necessario avere dei contenuti specifici da trasmettere in un blog?

Direi di no, almeno visto quel che gira. Potrei dire e dare il solito consiglio della miss, ossia quello di essere se stessi, in un blog.

Molti blog sono in auge pur non avendo contenuti o non avendo contenuti originali. Poi del resto "chi si somiglia si piglia" e dal contenuto, pur sconclusionato, che proponi, attiri altri tuoi simili e

se credi nell'interazione blogger/commentatore secondo me qualcosa esce. Poi, secondo me può essere un contenuto anche raccontare, come fanno molte bimbe, l'orario scolastico. L'idea di contenuto è piuttosto relativa, nel mio blog ho la libertà di comunicare, meta-comunicare o non comunicare.

Ultima domanda...pensi che la realtà relazionale contemporanea incida sul fenomeno dei blog e degli aggregatori? Se si come?

I blog attingono dalla realtà. Se proprio non si scade nel citizien journalism posso dire che tutto quello che ci circonda va a inserirsi su questa voglia e bisogno di comunicare relazionandosi con il mondo. Siamo in un epoca in cui tutti abbiam bisogno di dire io "c'ero" in qualcosa, ricordarsi e far parte di avvenimenti importanti. Non ho nozioni sociologiche per spiegare tutto questo, ma noto che succede...

Grazie, avremo forse modo di entrare nel tuo piccolo universo da oggi...

Postato dalla personalità mutante di: Caterina Bonetti

Commenti

Andassero i primi due link sarebbe bello :)

cara Fran,

grazie della segnalazione adesso il problema dovrebbe essere risolto.

ehi chi vuole venire nel mio blog che è http://dragonballng-cv.blogspot.com/ please nessuno viene please venite

Bella intervista!

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