Le Aziende Continue, di William Nessuno - Dichiarazione d'Intenti
Continuità è un "valore" positivo o no? A quanto mi è parso, le Città Continue di Calvino non ce l'hanno, un valore positivo. Fondamentalmente perché si configurano come delle "trappole" che si richiudono sul viaggiatore, a volte invischiandolo apparentemente per sempre. Come faccia poi Marco Polo a sfuggire alle trappole spaziali delle Città Continue (nel capitolo successivo è sempre ancora in viaggio) l'Autore non lo spiega mai. Questo è un elemento narrativo del quale vorrò tenere conto. Il gioco fantastico è più evidente che mai. In apparenza l'idea di "continuità" può adattarsi a un’azienda, e in un determinato periodo di tempo, anche alla sua produzione, Ma in sostanza non credo sia così. La curva del "ciclo di vita del prodotto" è abbastanza eloquente. Non c'è continuità: un prodotto nasce e dopo l'obsolescenza scompare. Sulla Rete c'è un sito (italiano) che in una tabella, per questa fase, usa la brutale espressione: "elimino il prodotto". Parlare di "continuità" a proposito delle Aziende -per chi non è all'interno della loro gestione, ma forse anche per chi lo è- quasi non sembra possibile. La Continuità di un’Azienda deve passare attraverso trasformazioni, attraverso un succedersi di fasi-prodotto, di prodotti-fase. Sarebbe forse più indicato parlare di "Aziende Alternate" o meglio "Aziende Flessibili", usando l'aggettivo che in una certa fase era visto solo come un valore e che adesso (specie da chi lavora) è visto come un incombente pericolo esistenziale. Le mie Aziende Continue avranno più che altro a che fare, come Le Città di Calvino, con lo spazio - ma soprattutto col tempo; con lo spazio a volte inteso come "volume", e per "continuità-contiguità" avranno a che fare con la densità. Per contro avranno a che fare anche con la continuità vista come necessaria evoluzione non esente da forme di darwinismo. Partendo dal presupposto che non sono né economista né sociologo né un esperto di Marketing ma un autore, le mie Aziende Continue avranno solamente una FORMA NARRATIVA.
William Nessuno, autore, artista multimediale. Ha scritto per RaiRadio3 i radiodrammi "What If - La Storia Impossibile" (2001, otto puntate), "Cent'anni Fermi (2001, cinque puntate), "Cuore e Anima - La Storia dei Joy Division" (2004, cinque puntate). Ha prodotto diversi testi teorici sulla Rete e sui Blog. Lavora anche per la televisione come autore e regista, con un altro nome.
| > CONDIVIDI |
|
||||||||||||||||||||||||||













Beh, caro William... Prima o poi ci dovrai rivelare la tua vera identità.... :-)
Scritto da: Cristina Tagliabue | 01/20/2008 at 23:03
Cara Cristina, la mia "vera identità" è quella di uno che lavora nell'ombra, di nessuna importanza.
Anche Marino Sinibaldi (vicedirettore di Radio3) ci ha provato nel corso di una diretta a "farmi parlare", ma ho resistito.
:-)
Scritto da: william nessuno | 01/21/2008 at 10:03
L'identità era un gioco... Sono andato a vedere uno spettacolo di Pippo Delbono e mi ha investito questa frase. Molto interessante il concetto di continuità. Particolarmente in un paese come l'Italia, dove la vita di un'azienda e dell'intero sistema Paese assume un andamento per salti e scossoni. Si direbbe discreto, in matematica, ma la discrezione non pare d'altro canto assai di moda nell'epoca delle intercettazioni.
Scritto da: Il-Lu-Minato | 01/23/2008 at 17:11
Ciao! non ho la televione da anni, ma sono rimasta incuriosita dal tuo lavoro, leggendoti fra un blog e l'altro...Mi domando come sia possibile "" Partendo dal presupposto che non sono né economista né sociologo né un esperto di Marketing ma un autore, le mie Aziende Continue avranno solamente una FORMA NARRATIVA.""....E non lo dico per essere contraria, solo non so come si faccia... il tuo lavoro potrebbe essere molto più importante, visti i tempi...Un caro saluto (Clara)
Scritto da: Clara | 01/24/2008 at 18:28